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Trekking nell′Eremo di San Bartolomeo in Legio


Il bello dell'Abruzzo è quello di essere una terra con tanti cuori: il Gran Sasso e la Piana di Campo Imperatore, il mare e infine la Majella. In quest'ultimo angolo della Regione sono conservate tantissime attrazioni, una su tutte l'Eremo di San Bartolomeo in Legio. Una costruzione celestiniana facilmente raggiungibile in trekking.

Alcune informazioni. L'Eremo di San Bartolomeo in Legio è situato presso il comune di Roccamorice e rappresenta una delle massime espressioni di eremi celestiniani d'Abruzzo. La struttura sorge su uno sperone roccioso alto circa 40 metri ed è poco distante dall'altro eremo, quello di Santo Spirito alla Majella.
Fu costruito prima dell'anno 1000 per poi essere abbandonato. Fu lo stesso emerito papa, Celestino V, a stabilircisi a partire dal 1274. Le sue stanze e le sue geometrie sono rimaste pressoché intatte e oggi è possibile ammirarlo con un semplice trekking di 30 minuti.

Come raggiungere l'Eremo. Premetto che per raggiungere l'Eremo ci sono due strade ma in questo articolo ne spiegherò una sola. Per vedere l'altra potete cliccare qui.
Per visitare la struttura - ripeto seguendo il primo dei due percorsi - occorre recarsi verso Roccamorice, senza entrare in paese. Si passa sulla Strada Statale 487, per intenderci quella che collega San Valentino in Abruzzo Citeriore a Sant'Eufemia, e si svolta sulla Strada Provinciale 22. Si supera l'ingresso per il paese Abbateggio e si prosegue fino ad arrivare al bivio per la Valle Giumentina. 

La strada è inizialmente asfaltata e successivamente sterrata. Bisogna percorrerla tutta sino al bivio per Decontra, con un cartello in legno - riportante la scritta "Eremo di San Bartolomeo" che indicherà l'area per giungere al parcheggio. 


Una volta lasciata la macchina al parcheggio si prosegue a piedi. La strada è inizialmente in salita. Sulla sinistra troverete un'area pic-nic con tavolini e panche nella quale poter sostare dopo la visita. Si sale e si procede sul sentiero fino all'incontro con un nuovo cartello del CAI che indicherà la deviazione da seguire. Inviterà a continuare all'interno di uno sterrato riconoscibile dal contrasto fra erba verde e quella gialla pestata (sembra un appunto banale ma a vista d'occhio sembra non esistere sentiero). Sulla destra si trova una tholos, ossia una di quelle costruzioni primitive, molto simile ai trulli, utilizzate dai pastori come rifugio durante i mesi della pastorizia.


Superata la tholos si arriva a ridosso del vallone in cui sarà possibile osservare l'intero canyon. L'Eremo di San Bartolomeo sarà già riconoscibile nella roccia. Si entra nella stradina laterale che scende verso destra e che penetra nella natura. Dura circa 15 minuti e non è mai pericolosa (prestate comunque la massima attenzione nei punti più esposti allo strapiombo).



Al termine della discesa vi ritroverete ai bordi del torrente che ha scavato quel canyon. Lo si attraversa superando un ponte naturale costituito da un gigantesco blocco di pietra che vi condurrà a destinazione. Ultimo tratto di sentiero (in un punto è molto stretto e rischia di farvi fare due metri di discesa in caduta libera) e si risale all'interno della struttura.


Si salgono le scale in pietra, di costruzione recente rispetto al resto della struttura, che vi porteranno nella galleria principale. Da qui si accede nella stessa struttura. Ci si accorge di come sia stato scavato nella roccia e il contrasto fra le forme naturali e quelle geometriche della cappella e dei vani retrostanti dona armonia al tutto. La cappella è a malapena illuminata da una finestrella e ospita la statua lignea di San Bartolomeo. Sullo stesso altare sono conservati i diari di tutte quelle persone passate di qui e molte lettere di chi ha chiesto al santo una grazia. Non mancano santini, fotografie di persone in cerca di un miracolo, ex voto.

Di grande interesse il portale d'ingresso, costituito da un blocco di pietra come architrave. Su di esso è conservato un affresco. Assolutamente da ricercare tutte quelle incisioni lasciate dai visitatori sulla roccia, alcune recanti secoli trapassati: erano atti di vandalismo che oggi fanno storia.



Riepilogo
Come arrivare: Destinazione uscita Alanno-Scafa, autostrada A25. Seguire direzione San Valentino e Roccamorice. Fra Abbateggui e Roccamorice prendere il bivio per la Valle Giumentina.

Quando: Tutto l'anno.

Cosa vedere: Eremo San Bartolomeo in Legio.

Cosa portare con se: (nulla in particolare).

Consigli: (nulla in particolare).

Numeri
- Tempo di percorrenza: andata 0,25 ore - ritorno 0,30 ora
- Dislivello: 100 metri
- Difficoltà ★☆☆☆☆ (Stima personale)

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