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Zadar, il primo viaggio non si scorda mai



Il primo viaggio con gli amici? chi se lo dimentica. L'estate del 2007 arrivava dopo un difficile anno scolastico e la sola voglia era quella di potersi dedicare alle vacanze, trascorrendole con gli amici più cari.
Le possibili destinazioni erano tante: dalla gettonata Spagna, con le sue Lloret de Mar ed Ibizia, sino alla Grecia (Corfù, Mykonos). La vicinanza, assieme ai bassi costi della vita, ci hanno fatto optare per la Croazia, una Nazione collocata al di la del Mar Adriatico e con una cultura simile a quella nostra.
La fortuna voleva che una delle mie amiche più care fosse originaria di Zadar (Zara) e che avesse dei familiari nel centro della città. Furono loro a trovarci la sistemazione, un'appartamento collocato al secondo piano in piena periferia della città.
Così prenotammo il traghetto un paio di mesi prima; era un Jadrolinea, una compagnia navale poco accogliente, nella quale ci ritrovammo a compiere una traversata notturna di otto ore, dormendo fra divanetti e tappeti, schivando il nostro vicino accampato alla meglio a terra. Tuttavia si godeva di una visione notturna del mare assai suggestiva. Per la traversata spendemmo 70 € e salpammo dal Porto di Ancona.

(Dal mio diario di viaggio, giornate dal 1 al 7 Agosto 2007)

- Ore 16:20 - Il sole ci abbaglia gli occhi, mentre aspettiamo il nostro treno sul binario 9, un Intercity, nella quale abbiamo prenotato cinque posti nella cabina 68. Io, Manuel, Luca, Valeria e Federica; con mamma, Giulia e Stefania pronte a salutarci durante la partenza del treno. Alle 16:40 si parte!

- Ore 18:07 - Siamo appena arrivati ad Ancona e abbiamo preso l' 1/4 (autobus) che ci ha condotti presso il Porto (abbiamo anche sbagliato la fermata e ci siamo fatti un chilometro a piedi). Il tempo di un gelatino e di una sosta al bagno ad un bar all'ingresso del Porto, e la fretta ci ha portati davanti alla biglietteria.. e che fila! La cavalleria nostra decade nel momento in cui lasciamo Valeria e Federica occuparsi dei biglietti mentre noi ragazzi ci ritiriamo sul molo per scattare qualche fotografia, cogliendo la bellezza della città illuminata al tramonto. 

Nel frattempo cerchiamo il posto 9 sul molo, nella quale è ancorata la nave che ci condurrà sino in Croazia. Una "Jadrolinea", più che una nave un grande traghetto, all'apparenza carino (all'apparenza!). 
Dopo qualche ora saliamo a bordo. Ci oblitera il biglietto una signora croata che forse conosceva solo due parole in italiano.. biglietto, salve! Tuttavia un gentile marinaio ci scorta sino all'acensore, dalla quale veniamo trasportati ai piani superiori. Al quarto piano si aprono le porte, e.. dove vuoi sistemarti? Ci fosse un posto libero! Stanotte ci accontenteremo delle sedie.. il mio spirito creativo mi porta a creare un piccolo salottino accostando più sedie fra loro.. e quindi tutti sul molo, si parte!
(Sulla nave pochissimi italiani)

- Ore 02:00 - Impossibile dormire. Non per Manuel e Luca, che si sono poggiati sui divanetti e sono crollati dal sonno. Fede e Vale continuano la loro conversazione, io me ne vado da solo sul ponte esterno, a godermi lo spettacolo notturno del mare sopra una fredda panchina. Di certo non vi è molto da descrivere di un paesaggio buio nella quale riesci a scandire solo la scia della nave e il rumore dei motori sottostanti il ponte. Ma starmene qui, da solo, osservando il nulla che si apre di fronte ai miei occhi ponendomi mille domande inutili, bhé mi piace. Comunque penso fra qualche minuto proverò a dormire, siamo a metà del tragitto.

(Dal mio diario di viaggio, giornate dal 1 al 7 Agosto 2007) - Giorno 2

- Ore 07:00 - E' Fatta siamo arrivati! Dopo otto ore di traversata, la tanto attesa Croazia è lì di fronte a noi! Certo, è brutto sapere che il primo edificio ben visibile davanti è l'ufficio doganale, tuttavia già immagino la bellezza e la vita che si nascondono dietro quelle mura.
La policja ci controlla i documenti (da ricordarsi che a Luca fanno storie per la carta d'identità stropicciata) e siamo dentro, liberi di girare per la città Dalmata.


Ad accoglierci al di fuori dell'ufficio doganale la mamma di Karmen,  la nostra amica croata che ci ha aiutati nella ricerca della casa. Con gentilezza ci illustra brevemente quelle che sono le Vie più importanti della città, facendoci conoscere alcuni simboli come la Cattedrale di Sant'Anastasia e la Chiesa pre-romanica di San Donato (col suo campanile). Inoltre ci dà dei consigli utili su come telefonare verso italia pagando poco, o dove cambiare gli Euro con le Kune (andate in banca!).


Ma soprattutto ci ha scortati sino agli Auto Zent, quando avevamo quella bella intenzione di affittare una macchina per girarci la penisola dalmata; intenzione decaduta nel momento in cui abbiamo scoperto che per affittare una macchina si devono aspettare i 21 anni (contro i nostri 19). Meglio andarcene a casa, almeno una doccia potrà rinfrescarci corpo ed idee.

Zadar, vista dall'appartamento
- Ore 11:00 - Siamo in casa. Una casa sperduta nella periferia di Zadar. Alloggiamo al secondo piano e la cosa buffa è che per accedere al nostro appartamento occorre attraversare quello dei proprietari di casa. Vuol dire: 1) Meno privacy 2) Controllano quello che facciamo 3) Rischiamo di svegliare loro durante il rientro dalla discoteca.
L'appartamento sarà di una 90ina di metri quadri: un lungo corridoio nella quale si aprono tutte le stanze; una cucina ampia, un bagno con vasca, tre stanze da letto, di cui due con letto matrimoniale. Infine due balconi dalla quale si può ammirare la periferia di Zadar.

Zadar, la nostra dimora
- Ore 17:00 - Dopo una sana mangiata all'italiana con bucatini al sugo, e dopo una lunga pennichella post pranzo, Dominique (il figlio dei proprietari di casa), sale sopra e ci invita ad uscire per la città.
Ci fa da Cicerone, mostrandoci le bellezze del luogo, e sottolineando quali siano i locali e le discoteche per noi ragazzi, il tutto all'interno della sua vecchia Renault (PS in macchina in 6!). Ci lascia liberi per le 18:00, facendoci scendere presso il porto.
Comincia la nostra serata Dalmata. Dapprima qualche acquisto per le vie della città (fra cui tre pistole giocattolo per farci la guerra in casa), un regalo a Cris e qualche cartolina da spedire in patria.

Zadar, vista dal molo

Ceniamo presso il ristorante "Skoblar", a sud della città. Vista sulla Piazza, spaghetto al basilico, patatine fritte, e tanta tanta atmosfera (mai quanto bella come la ascesa al Campanile in notturna).

- Ore 02:00 - la guerra con le pistole giocattolo è terminata! Sono rimasto solo soletto a scrivere cartoline mentre gli altri dormono tutti.. e mi domando.. ma è questo lo spirito di una vacanza?

PRIME ANNOTAZIONI SU ZADAR
- Ordinata
- Affollata
- Poco trafficata
- Pulita
- Economica
- Accogliente

(Dal mio diario di viaggio, giornate dal 1 al 7 Agosto 2007) - Giorno 3

- Ore 10:00 - Le tre sveglie dei cellulari in stanza, vengono una ad una spente e la metà mattinata ci vede ancora sbavare sui nostri letti. La stanchezza accumulata nella nottata precedente, svanisce sopra al duro materasso di un letto matrimoniale sfatto e ancora caldo (di quel caldo che d'estate ti dà i nervi!).
La giornata è cominciata col botto.. si quello del piede di Valeria sulla valigia in corridoio! Ecchessisaràfatta?
Bhé dalle urla e dal dolore, che non cessa a placarsi, qualcosa se lo è fatta.

- Ore 16:00 - .. e il pomeriggio non è dei migliori. "Quanno kiove".. e quando piove cosa si fa qui? Prima cosa escluse escursioni (vabe che l'orario è quello che è).
Eppure io e Manuel qualcosa lo troviamo da fare. Armati solo di una macchinetta fotografica, andiamo alla scoperta del quartiere che ci circonda, nella speranza di immortalare un qualcosa da poter mostrare a casa.
A dire il vero la prima cosa che immortaliamo è una casa in rovina, senza tetto e con le pareti in procinto di crollo. Ed è proprio qui che Manuel, forse attirato dal luccichio, scorge fra le piastrelle sollevate ed ammassate fra cumuli di calcinacci, una moneta, addirittura del Regno d'Italia. Essì, il Regno d'Italia, che ha visto queste terre quasi un secolo fa! Ed è rimasta una moneta a testimoniare la vicinanza e la quasi appartenenza fra due popoli quale quello italiano e quello croato. In questa occasione la mia invidia sale a livelli alti!

Zadar, ruderi d'abitazione
 
Di grande interesse lo Stadio comunale di Zadar (meglio dire il campetto comunale di Zadar) che addirittura ospita delle partite di serie A. Con tremila posti a sedere è una realtà del tifo. Sulla porta d'ingresso un cartello indica che l'indomani si sarebbe svolta la partita ZADAR NK - SIBENIK NK.. e chi se la perde!

(Dal mio diario di viaggio, giornate dal 1 al 7 Agosto 2007) - Giorno 4

Zadar, vista della penisola

- Ore 08:00 - Buondì, questa mattina il sonno ha perso! Dopo una sana colazione, ci spostiamo in centro alla ricerca di un noleggiatore di motorini, e lo troviamo nei pressi del curvone antistante la penisola di Zadar.
Vai dal noleggiatore e ti aspetti tre rombanti motorini. Esci dall'officina con tre scaciole, di quelle mai viste. Per fortuna il mio motorino è quello messo meglio: prende i 50 km/h sul rettilineo, dalla livrea rossa bianco e nera. Luca ne ha uno messo abbastanza bene, Manuel invece uno scattante ai semafori ma che prende massimo 40 km/h.
Ne approfittiamo per spostarci facilmente fra le vie del centro, avendo modo di osservare la città da un'altra prospettiva. Accostiamo nelle vicinanze del molo e via al giro alla scoperta della città.

Zadar, Molo (Università sullo sfondo)


Cattedrale, campanile, banca, poste, negozio di scarpe, gelateria, negozio di vestiario, pelletteria, lungo molo, arco, università e ancora campanile. E che bella la città.

Zadar, San Donato

- Ore 18:00 - Io e Manuel andiamo allo Stadio a vederci ZADAR NK - SIBENIK NK.. finisce 2 a 2. Da annotare:
- il tifo ospite inguardabile (simili ad Ultras da paesino di montagna).
- il due gol segnati in due minuti dal Zadar, in pieno recupero.
- il mio urlo da gran tifoso sul goal del pareggio.
- la biglietteria ricavata sotto la gradinata.
- le tante birre.
- il tifoso genovese che come me ama De Rosa.


La serata si trascorre in un bellissimo vicolo della città, nella quale la movida, accompagnata dalle luci soffuse del luogo, rendono speciale la nostra permanenza.


- Ore 00:00 - Io e Luca ci mettiamo in testa di andare a ballare presso la vicina discoteca, il "Gotham" (ispirata dalla saga di Batman). In due sul motorino e in cinque minuti eccoci dentro. Non descriverò la nottata ma.. è andata bene.


(Dal mio diario di viaggio, giornate dal 1 al 7 Agosto 2007) - Giorno 6

- Ore 00:00 - La mezzanotte può essere l'orario nella quale andare a dormire, o l'orario nella quale svegliarsi. Il rientro dalle Kornati ha portato la stanchezza in casa e tutti quanti (tranne me) si sono addormentati dopo la cena (a base di fette di pane col salame). Così, un paio di ore fa, ho approfittato della situazione per prendere il motorino e farmi un giro nella Zadar notturna, visitando alcuni angoli nuovi e fermandomi sul ponte pedonale. Al rientro sveglio tutti e ci cambiamo per andare a vedere il concerto della cantante Severina.

In sella sui motorini via sino alla discoteca Gotham, frequentata la notte prima da me e Luca. Il prezzo per l'ingresso è di 70 Kn (circa 10€) e la scalinata che conduce al piano inferiore è colma di ragazzi che accennano passi mentre si fumano la propria sigaretta. Ragazzi che aumentano (e di tanto) non appena oltrepassiamo la tenda nera dietro la quale si apre il Gotham. Ultima fila, urla a dismisura, Severina che lontana sembra piccola piccola e bicchieri spaccati a terra (modo croato di brindare).
Quattro bacardi per me posson bastare, e senza nemmeno rendercene conto ci ritroviamo in prima fila, con la alta Severina che intona note pop e le tante grida che ti penetrano nelle orecchie.

Zadar, Gotham

- Ore 03:30 - Manuel e Federica rientrano in casa. Manuel perché l'indomani mattina (fra circa 4 ore) si deve alzare per recarsi con me al Krka; Federica, invece, per la stanchezza.
Il concerto è appena terminato e io, Luca e Valeria prendiamo due motorini e decidiamo di farci un bel giro per la città. Passiamo per casa, prendiamo le felpe e si riparte destinazione.. l'alba!

Essì l'alba! Ma dove vedersela? Ora se fossimo sull'Adriatico, sponda italiana, l'alba la potremmo vedere sul mare. Qui in Croazia siamo costretti a salire verso i colli, oltrepassando i confini della città.
Premetto: fa un c***o di freddo! La mia felpa del Chelsea sembra non reggere le basse temperature e la concentrazione che pian piano svanisce, mi conduce durante il tragitto in motorino a chiudere più volte le palpebre, rischiando di avere un colpo di sonno e cadere sul ciglio stradale.
Luca e Valeria hanno deciso di muoversi assieme su un solo motorino, io rimango dietro di loro aspettando che si decidano a fermarsi in qualche punto lungo la via.

Lungo la Put Nina sino a raggiungere la Hrvatskog Sabora. Soprassiamo un ingresso probabilmente autostradale, a diversi chilometri ad est della città e proseguiamo su una larga strada (la Put Vrela) che si inoltra verso le campagne di Zadar. Chilometro dopo chilometro, si apre sotto di noi il Mare Adriatico e la stessa Zadar diviene sempre più compatta e piccola: stiamo salendo.

Ci fermiamo in prossimità di una via di campagna, col cielo che lentamente si colora e con il freddo che oramai è penetrato nelle mie ossa. Ad attirare la nostra attenzione una struttura in cemento armato che ricorda il guscio di una tartaruga: è un vecchio bunker di guerra, di quella guerra che nel 1992 ha devastato anche la Croazia.
Entriamo nel bunker e a fermarci nell'inoltrarci in quello che può rivelarsi un luogo pericolosissimo è il buio e la modestia dell'ingresso, largo una cinquantina di centimetri. Meglio andarcene via e cercare un luogo più sicuro da dove osservare ed aspettare l'alba.

Zadar, Bunker di guerra (foto dal web)
Parcheggiando i motorini sul ciglio della strada e sedendoci su un masso talmente grande da accogliere Luca e Valeria seduti e io sdraiato. Non nascondo di essere preoccupato, fra circa un ora devo partire per il Krka e sono ancora immerso fra la natura a godermi uno degli spettacoli più belli della mia vita. La suggestione di osservare il cielo che accoglie il sole vibrante rosso fuoco e voltarsi e vedere ancora la notte alle tue spalle, è qualcosa di fantastico, quella ciliegina sulla torta da ricercare in una vacanza.
- Ore 07:00 - Torno a casa con i brividi di freddo e con un gran sonno, accumulato nelle due nottate in discoteca. Immediatamente mi chiudo nel bagno e mi faccio un bagno caldo nella speranza di ritemperarmi e di farmi stare meglio. Mi poggio sul letto e crollo.. dopo venti minuti Manuel mi sveglia. Buongiorno.


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