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Umag

Ci sono periodi nella quale non viaggi e resti fra le scogliere della tua Pescara; e poi ci sono estati dove vai per la seconda volta consecutiva nella stessa Nazione, la Croazia.
Il contesto non è più quello delle amicizie con la quale svagarti all'infinito per goderti tutte le ore del giorno, questa volta il viaggio è in famiglia. Fra le tante possibilità per raggiungere il nord della Croazia, nella regione dell'Istria, abbiamo optato per la traversata in macchina, in quattro con l'aggiunta del nostro cane. 
Circa sette ore fra le autostrade, ingorghi autostradali (soprattutto quello di Mestre) e gallerie moderne ed illuminate nelle vie slovene.
(Dal mio diario di viaggio, giornate dal 18 al 26 Agosto 2007) - Giorno 1
Ore  13:00 - Dieci giorni fa lasciavo la Croazia osservandola scomparire fra le nebbie dell'Adriatico a bordo di un traghetto, salutandola con un arrivederci e sperando di poterla un giorno rivivere.
Oggi eccomi sul sedile posteriore della Saab di papà, in una posizione scomoda, appoggiato con le spalle alla portiera, snervato dalle sei ore appena trascorse in macchina. Dinanzi a me la Croazia, sottoforma di una gelida frontiera di terra al confine col suolo sloveno. In lontananza due militari croati col cappello in testa e mitraglia ai fianchi a presidiare e a controllare tutto ciò che accade al passaggio fra le due Nazioni e naturalmente ad aspettarci per controllare i nostri documenti.
Passando la mano fra le tasche del mio pantalone Jeans, mi accorgo di possedere una banconota in tasca ed estraendola rimango sorpreso: è una banconota croata dal taglio di 100 Kn (circa 7 euro). Infatti dopo esser tornato dieci giorni fa dallo scorso viaggio sempre in Croazia, il pantalone non lo avevo più indossato e questa banconota era rimasta conservata al suo interno, sopravvivendo anche ad un lavaggio in lavatrice.
Rimango affascinato dal baffo del poeta Ivan Mazuranic, raffigurato al di sopra, con una tonalità rosso giallastra. Di importanza o meno penso che sia giusto spenderla per acquistare cartoline da portare agli amici oppure per ricomprarmi le gustosissime caramelle Hubba Bubba (poveri denti).

Umag

Ore 14:00 - Arrivati! Siamo ad Umag nel complesso turistico del "Sol Polinesia". Il villaggio dista circa tre chilometri dal centro della città ed è l'ultimo fra tutti quelli presenti sul litorale. Si accede mediante una cancellata di ingresso che immette all'interno di un cortile dalla quale si viene smistasti nelle tante vie laterali dove sono collocati i bungalow o le case con appartamenti.
Lo spiazzo davanti all'ingresso è circondato da edifici importanti, quali la reception (vetrata in facciata) e delle strutture utilizzate per le attrezzature. Parcheggiamo la macchina ed entriamo per la documentazione varia. Mi appoggio su uno scomodo divano e vengo immediatamente attratto dalla presenza di un pc con la connessione. Fiondandomi mi connetto su msn per controllare la posta ed i messaggi che in qualche ora potevo aver ricevuto. Contemporaneamente, al di fuori della vetrata antistante al computer, un gruppo di villeggiatori vestiti tutti uguali (probabilmente un team sportivo) si appresta ad entrare nella reception.

Dopo una ventina di minuti di attesa, ci vengono lasciate le chiavi di ingresso del nostro bungalow, situato a circa 100 metri dalla spiaggia, a pochi passi dalle bancarelle nella quale poter comperare oltre che a prodotti tipici enogastronomici, anche stoffe e tessuti ricamati oppure semplici souvenir. Percorriamo in macchina la via e parcheggiamo al fianco della nostra casetta, immersa nel verde. A darci il benvenuto sono gli scoiattoli neri che scappano sopra gli alberi e che restano ben visibili grazie alle loro code folte; la cosa non mi sorprende dato siamo in un parco.
Esternamente la casetta si presenta con una pelle in intonaco bianco e pietre cantonali, costituita inoltre da un pianerottolo esterno con tavolino, utile per un pranzo al sole. La sua altezza è di circa tre metri, quindi un mono piano; entrando è molto più piccola di quanto pensassimo. Tre stanze: una portavetro immette nel salotto dove i divani si trasformano in letti, un tavolo per quattro persone, una cucina semplice ed un televisore. Salendo tre scalini si accede al bagno (molto piccolo) e al lato del bagno si apre una stanza matrimoniale.

Ore 16:00 - La mia curiosità mi spinge ad esplorare il villaggio turistico in solitaria, lasciando la famiglia riposarsi al bungalow. Prendo la cartina offerta dal villaggio ed comincio ad esplorare ogni singolo angolo. Attraverso un area sportiva composta da un Bowling, un tavolo da ping pong, un campo da pallavolo ricavato fra gli arbusti, un campetto tutto fare ed infine un campo di bocce. Oltrepassandola vengo a contatto con piccoli chioschetti utilizzati come sala gioco: biliardini, biliardi e tanto altro.
Altri chioschetti, lungo il tratto del molo, sono adibiti per la vendita del pesce fritto e di altre specialità croate. Procedendo verso nord vengo attratto da un isolotto molto piccolo nella quale era ben visibile una abitazione crollata: era una domus originale dell'antica roma; ma prima di transitare dinanzi alle sue pietre mi fermo a vedere le due piscine e il teatrino. Per accedere alla domus romana, bisogna oltrepassare una cordigliera di pietre che creano un ponte verso di essa; nel pomeriggio questa cordigliera viene sommersa dall'alta marea, mentre nella mattinata diviene facile attraversarla senza rischiare problemi.

Sul versante opposto del villaggio turistico vengo attratto dai giochi d'acqua con scivoli alti anche una trenitina di metri, fra cui un kamikaze rosso che scende sino alla piscina sottostante.

Ore 22:00 - Il banchetto del "Sol Polinesia" è assolutamente da ricordare, sia per la quantità del cibo offerta, che per la qualità impreziosita da abili chef che accontentano i gusti occidentali dei turisti. Si spazia dalla semplice presenza di alimenti quali affettati, insaccati e formaggi, passando fra pietanze a base di carne e pregiate salse, sino alle più tradizionali porzioni di pasta. Non manca la frutta, presente su ogni tavolo assieme ad una bottiglia di vino, ed infine il gelato, posto al centro della sala all'interno di una macchina frigorifera (self service). L'unica nota stonata del ristorante è la lunga fila da dover affrontare per poter entrare (circa 30 minuti)
Al termine della cena cogliamo l'occasione per sfruttare il cielo stellato e per spostarci nella vicina Umag, raggiungibile mediante un trenino giallo su ruote che fa il giro dei villaggi turistici alla ricerca di persone da caricare. Impiega un tempo di quindici minuti prima di poterti lasciare sul molo di Umag.

Scesi nei pressi del porto, a contatto col turismo di massa che avvolge l'Istria, Umag si presenta a noi come una città non troppo affollata, nella quale lo shopping sfrenato (anche notturno) vince sull'arte e sulla cultura locale. I tanti negozietti che appaiono sparsi fra vie grandi e non, testimoniano l'importanza del turismo.
Proprio uno spaccio aziendale sull'angolo della piazza attira la nostra attenzione: vende scarpe di grandi marche a prezzi inferiori all'Italia del 70%, oltre che a magliette ed accessori.

Umag, foto dal sito Croatia.hr

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