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Umag, una bici per amica

(Dal mio diario di viaggio, giornate dal 18 al 26 Agosto 2007) - Giorno 2
La colazione, nella sala da pranzo del villaggio, è un invitante banchetto colmo di delizie, adagiate su un mensolone che corre per tutto il muro maggiore. Ordinate secondo uno schema dolce - salato, divengono le protagoniste di una composizione di forme atte a disorientare la scelta del commensale, causando interminabili file dovute alla continua esitazione. Il tutto comporta il riempimento grandi piatti ricchi di ogni bene, condotti sino al tavolo e consumati secondo un non preciso ordine gerarchico.
I cornetti caldi, rigorosamente vuoti, diventano la mia scelta iniziale, da inzuppare all'interno di un cappuccino caldo riscaldato in una macchina tutto fare capace anche di erogare una spremuta di arancie. Onnipresente il gelato che anche nelle ore mattutine viene servito in una varietà di gusti, assaggiabili grazie a coppette in vetro ancora calde dall'ultimo lavaggio in lavastovigle.
L'orgoglio tedesco si evince da un piatto di Wurstel con senape trasportato fedelmente dal suo consumatore e sprigionante aromi che si diffondono nell'aria e che mi fanno venire il volta stomaco (solo perché siamo di prima mattina).

Sol Polynesia (foto dal Web)
 Il villaggio turistico ci appare sotto una nuova luce: se nel primo pomeriggio le ombre divenivano le protagoniste oscurando gran parte del parco e proiettando il sole con una parabola discendente verso il mare, adesso, in piena mattina, la luce ondeggia fra le vie in asfalto e terra, rimbalza sopra le bianche mura dei bungalow e sveglia gli ultimi dormiglioni di turisti, invitandoli ad uscire e a godersi la giornata.

Armati di asciugamani, scendiamo verso la spiaggia, ricavata da una piattaforma in cemento armato (nota molto negativa) e ci sediamo su uno dei tanti lettini solari, aspettando con lentezza lo scorrere del tempo. La mia assoluta voglia di conoscere, mi spinge ad alzarmi dalla sdraio e dirigermi, con la macchinetta fotografica, alla ricerca di prospettive da fotografare o istanti di vita da immortalare. Ritorno presso la Domus romana in mezzo al mare.
Ieri pomeriggio era avvolta dalle acque fredde della Croazia, adesso è riemersa assieme alla via creata con gli scogli. Anche da lontano sono ben visibili le murature crollate che però non cancellano l'immagine di insieme dell'architettura; la sua forma era semplice e per essere collocata sul mare, non era all'altezza di una grande Domus romana. Tuttavia il solo pensiero che l'uomo abbia vissuto questo luogo, oramai mangiato dal mare, mi da un senso di stupore e perciò mi affretto per poterla visitare.
Appena arrivato, la sorpresa maggiore sta nel vedere un vecchio molto grasso, col suo sedere da fuori, completamente nudo, che esce dalle acque come un ippopotamo dalla pozza. Voltandomi anche un altro vecchio passeggiava con sicurezza non importandosene se i suoi gioielli erano al vento; e ancora una donna dai fianchi molto larghi e una bella ragazza.. ero finito in una spiaggia nudista. Tu guarda il caso, cerchi la Domus romana e ti ritrovi ad essere l'unico vestito in un gruppo di nudisti. Le cose erano due: o fare il nudista (naa) o scattare una foto alla Domus ed andarsene senza dare troppo nell'occhio.. meglio la seconda.

In famiglia sono l'esperto di cucina croata; l'esperienza l'ho maturata circa due settimane fa nella scorsa vacanza.. un consiglio? Cepavcici! I miei si fidano della mia scelta ma rimangono saldi alla cucina italiana con un tocco di qualità croata: si prendono una deliziosa frittura di pesce accompagnata da una porzione di patatine fritte, servite su un vassoio in cartone dal prezzo di quasi 5 €. Nel villaggio (strano a dirsi) accettano anche il pagamento in Euro, il ché è meglio perché non ci costringe a cambiare volta per volta le nostre monete in Kune.

Il pomeriggio lo passiamo inizialmente in casa per riposarci e dedicarci completamente alla vita serale. Arrivati ad un certo orario, i miei scelgono di spostarsi verso la spiaggia e i mercatini, io invece, di proseguire alla ricerca di un potenziale amico da conoscere. Mi sposto verso il campetto da pallavolo, affollato da una squadra femminile (si verrà a scoprire sono di Zagabria, serie A di pallavolo) in procinto di provare schemi sulle ricezioni e sulle schiacciate. Oltre, una partitella di calcetto vede impegnarsi una squadra croata contro una selezione di bambini del villaggio.. vincono i croati.
Ma la vera rivoluzione del pomeriggio è un affitta biciclette nel parco. Il suo chioschetto colpiva per le tante biciclette parcheggiate esternamente e pensavo: ma ogni volta le deve ricacciare tutte per poi rientrarle al termine della serata? Comunque prendo in considerazione la scelta di affittarne una. Già che ci stavo, salgo a bordo di un Quod solo per la curiosità di provarlo e mi sposto nelle vicinanze rischiando di abboccarmi sulle curve. Poggiato il quod scelgo una bicicletta cambio Shimano, 6 marcie, freni nuovi e colore giallo. La sella è davvero alta, forse perché qui in Croazia l'altezza media è maggiore rispetto all'Italia, e rischio ogni stop di fare una caduta.
Mi sposto a gran velocità fra i tanti villaggi turistici che costeggiano il litorale di Umag, cercando di ricalcare il tragitto compiuto la sera precedente dal trenino che ci ha condotti sino al centro. Ricordandomi alla perfezione le strade e facendomi circa 3 chilometri di strade, boschi ed infine anche lastricati irregolari di Hotel, giungo al Molo di Umag. 


Resto davvero poco in città, più che altro per evitare che l'affitta bici mi chiedesse una cifra troppo alta. Ho il tempo di visitare alla perfezione la piazza di Umag, soffermandomi alla completa visione della Chiesa: lo stile è forse unico nel suo genere, è infatti una chiesa romanica che esternamente si presenta divisa in due blocchi contraddistinti, uno decorato e completato, l'altro lasciato spoglio. Così il portale di ingresso è arricchito da elementi geometrici quali due colonne scanalate, terminanti su un timpano circolare che è stato decorato secondo gusti rinascimentali. Quattro paraste sui lati della facciata, sembran sorreggere una trabeazione semplice che segna il confine fra il decorato e lo spoglio.
Il campanile, distaccato dalla chiesa, è a pianta quadrata, con piccole finestre lungo le mura e con una bifora a ridosso delle campane. Su di esso è stato montato un orologio, punto di riferimento della città.
Visito anche le vie attorno alla chiesa e rimango incantato dalle note di un vecchio e della sua chitarrina.

1 commento:

  1. Ciao! Mi piace andare a Umago! E 'così divertente là fuori! Questi sono grandi foto, sembra così freddo da sopra!

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