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Parigi, le Centre Pompidou


Lo si potrebbe chiamare scultura, per la forma inedita con la quale è stato assemblato; oppure astronave, adagiatasi sul suolo omogeneo della città parigina, decollata da chissà quale mondo sconosciuto o epoca lontana; o infine con il suo nome, architettura.
Elegante alle prime luci del mattino, quando il sole filtra dalla facciata e abbaglia gli interni, o magari alla sera, col trionfo delle luci artificiali ad illuminare l'intera piazza. Perdersi fra le mostre artistiche, i centri culturali e nel divertimento. Insomma le Centre Pompidou è da quarant'anni l'altra faccia di Parigi.

L'edificio è stato ideato come uno stravolgimento dell'architettura. Immaginate di prendere un qualsiasi museo, ben progettato negli interni, nei flussi e nelle sale espositive. In seguito spogliatelo di tutti i rivestimenti e mettete in luce tutto quello che c'è da nascondere. Tubature di ogni genere a intrecciarsi in corridoi, colorate appositamente in tonalità differenti: il blu per i condotti d'aria, il verde per le acque e il giallo per l'elettricità. Infine il rosso, molto presente anche in facciata, che caratterizza le scale mobili e gli ascensori. Gli architetti? (chiamiamoli anche artisti) Renzo Piano e Richard Rogers.

Il cuore del centro è al quarto e quinto piano. Un museo di arte contemporanea, concepito dall'architetto Gae Aulenti. Le opere esposte fra le sale appartengono ad artisti dei primi anni del novecento sino ai giorni nostri, comprensivi di installazioni, oggettistica di design e grafica. Fra i maggiori ricordiamo Picasso, Klee, Juan Gris, Kandiskij, Matisse, Chagall, Otto Dix, Tamara de Lempicka, Braque, Utrillo, Mirò e contemporanei come Philippe Starck.

Ultieriori informazioni sul sito http://www.centrepompidou.fr/


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