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Abruzzo, Sulmona

La forma non è quella di un paese, il numero degli abitanti non paragonabile a quello di una media città. Sulmona possiede un suo fascino dovuto alle tradizioni che qui si tramandano, ai grandi uomini di cultura che hanno vissuto fra le sue vie, alle opere d'arte che conserva. Tutto concentrato nel raggio di pochi chilometri. Quali sono le principali attrazioni cittadine? Esiste un percorso di visita?
Il filo turistico che collega le meraviglie della città si chiama Corso Ovidio. In questo post ripercorrerò una passeggiata ideale che parte dalla Villa Comunale e arriva sino a Porta Napoli.

Villa Comunale: da Viale Roosvelt comincia la visita. Si prosegue verso Corso Ovidio, facilmente riconoscibile per il restringimento della sezione stradale, per il cambio di pavimentazione e per gli edifici che creano una cortina. Sulla sinistra i primi palazzi storici, sulla destra i portici, sotto la quale sono presenti le prime attività relative al confetto.

Complesso della Santissima Annunziata: terminati i portici, comincia uno slargo. Sulla sinistra sono presenti due eleganti caffè e le attività commerciali dedicate al confetto. Sul lato destro il Complesso della Santissima Annunziata, rialzato rispetto al livello della piazza e accessibile attraverso una rampa di scalini che corre per tutta la facciata. La sua conformazione è data dall'assemblaggio di più edifici connessi fra loro. Il primo è la Chiesa, costruita nel 1320 e completata nel XVI secolo con uno stile barocco, dopo che un terremoto ne aveva distrutto il corpo fabbrica. Lo spazio interno è diviso in tre navate, separate fra loro attraverso dei pilastri a pianta quadrata, con tanto di paraste. La terminazione absidale è dotata di un coro ligneo, fattura di Bartolomeo Balcone. Le pareti sono stuccate e possiedono un colore uniforme, sono inoltre arricchite da affreschi di Giambattista Gamba, Alessandro Salini e Lazzaro Baldi. 
La facciata è in stile barocco, con portale inquadrato da colonne binate e rosone. Alle spalle del complesso sorge il campanile, di 7,2 metri di sezione quadrata e altezza di 65 metri (elemento più alto della città). I suoi livelli sono caratterizzati da bifore. Sulla sommità una copertura a piramide.
Al fianco si erge il palazzo, apparentemente tutt'uno con la Chiesa, per via degli accorgimenti architettonici comuni quali le cornici, i piedistalli, il cornicione. Tre ingressi: nel primo si entra all'interno del centro informazioni turistiche di Sulmona, mentre il secondo, quello centrale e in stile medievale, immette sempre all'interno del palazzo. Il terzo, nominato Porta dell'Horologio, conduce nell'androne. Dall'androne si arriva al cortile, con una cimasa in primo piano. Sono ospitati nel palazzo un auditorium, un Museo Civico e un Museo con domus romana. Il Museo civico è diviso per collezioni che ripercorrono la storia dall'archeologia sino ai giorni nostri, rappresentati dalle vesti tipiche sulmonesi.


Chiesa di San Domenico: spostandosi da Corso Ovidio su Via Pansa si arriva alla Chiesa di San Domenico, fondata nel XIII secolo per volere di Carlo I d'Angiò. La facciata non è stata mai terminata e probabilmente avrebbe dovuto avere uno stile gotico. Il terremoto e le altre vicessitudini hanno fatto si che la facciata restasse incompleta. All'interno il complesso è suddiviso in tre navate.


Piazza XX Settembre: Corso Ovidio costeggia una piazza, caratterizzata da una statua del poeta romano Ovidio centro. Viene considerata uno dei poli attrattivi della città.


Fontana del Vecchio: da Piazza XX Settembre ci si immette nuovamente su Corso Ovidio. Si sorpassa il semaforo, si costeggiano le attività commerciali dei confetti e si giunge in prossimità dell'acquedotto. Sul fianco è ricavata la Fontana del Vecchio; è composta da una trabeazione, con frontone archivoltato, che sovrasta un muro squadrato e una vasca a sarcofago. Scolpiti nel lunotto vi sono il simbolo degli aragonesi, due angeli e tre acroteri, uno dei quali ha la testa barbuta e si trova fra due rosoni connessi fra loro dalla scritta "Vechio". 


La Rotonda di San Francesco: è un portale che fa parte del complesso di San Francesco della Scarpa. Si affaccia direttamente sull'acquedotto.


Acquedotto Svevo: è fra gli elementi più famosi della città. Venne costruito nel 1256 sotto il regno di Manfredi, figlio di Federico II di Svevia e la sua forma crea una cortina scenografica che corre su un lato di Piazza Garibaldi per circa 100 metri. I blocchi di pietra formano 21 archi a sesto acuto sorretti da pilastri a sezione quadrata.


Piazza Garibaldi: viene battezzata Piazza Maggiore ed è fra le più grandi di tutta Italia. Nel suo centro è presente una fontana del XIX Secolo. Ospita la giostra cavalleresca, il mercato e alcuni eventi come l'epifania, famosa per i fuochi pirotecnici. 


Santa Maria della Tomba: situata in Piazza del Plebiscito, a pochi passi da Piazza Garibaldi. Venne edificata sulle spoglie di un tempio pagano dedicato a Giove. Una leggenda vuole che sia stata costruita laddove sorgeva la villa di Ovidio, ma questa ipotesi non è stata mai confermata. Come nel Complesso della Santissima Annunziata, la facciata sembra raccordare due edifici separati fra loro. Tuttavia la facciata autentica è tipica abruzzese, con una terminazione piana e rosone al centro. Internamente è divisa in tre navate separate fra loro da pilastri circolari. 


Porta Napoli: è una porta di accesso alla città, che venne edificata nel 1338. La facciata è decorata con capitelli e leoncini ed è orientata verso la città di Napoli. Veniva utilizzata per la riscossione delle tasse.

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