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#DestinazioneBiella, dal centro benessere alla grappa

La mattina comincia molto presto. Mi alzo alle 7:00, assonnato per la giornata precedente. Mi vesto il più pesante possibile (due maglie, calzamaglia, jeans, sciarpa, cappotto, cappello) e come prima cosa mi affaccio alla finestra: buio. Solo una leggera luce schiarisce il cielo. L’appuntamento è alle 7:30 alla porta delle scale. Assieme a Lorenzo, Annalisa e Lisa ho in programma di vedere l’alba sulle Alpi. Torniamo sul rifugio Monte Marca, questa volta evitando i tornanti e tagliando per i prati. C’è del ghiaccio a terra e per un attimo rischio di scivolare in avanti. Il cielo si schiarisce, tuttavia le nuvole impediscono di visualizzare al meglio il sole. Una volta giunti al rifugio, ci appoggiamo alla staccionata lignea e ci godiamo il paesaggio. Mi colpisce vedere la Liguria in lontananza, illuminarsi. Ma anche la Valle D’Aosta. Il Monviso, purtroppo, è coperto. Restiamo per una ventina di minuti. Tornando in albergo, decido di farmi una doccia bollente per ritemperarmi. Infine un cappuccino bollente, con due cornetti, mi ridà le energie.





Dopo l’abbondante colazione, lasciamo Belmonte. Ci dirigiamo verso Netro, località a mezz’ora dall’albergo. Il programma prevede una mattinata all’interno del centro benessere “La Bossola” (www.labossola.com), facente parte di un albergo con ristorante. Ci attendono gli stessi proprietari, con un tavolo bandito di cornetti e marmellate. È la seconda colazione. Il tempo di scherzare con loro, e rimanere attratti dalla vista sulla vallata, che scendiamo verso la SPA, nel piano inferiore, in uno chalet in legno. Ci vengono assegnati gli spogliatoi e ognuno di noi riceve un accappatoio, un asciugamano, delle ciabatte e un astuccio con shampoo, balsamo, body wash, spugna, dentifricio e spazzolino. Ci mettiamo in costume e invadiamo il centro benessere. Siamo in quattordici, per questo dobbiamo alternarci negli spazi. Lo chalet è diviso in stanze: quella principale è formata da una Jacuzzi e un tavolino con spumante, succo di arancia e bicchieri. Ha una vista sulla vallata. Contigua una stanza minore, con divanetto, chaise longue termo riscaldata. Nel mezzo un ripiano con gli infusi, fra cui tisane e the ricercati. Ci sono delle stuzzicherie da assaggiare, fra le quali grissini farciti. Ci sono una sauna, un bagno turco, una doccia emozionale, una doccia per il massaggio cervicale. Infine una stanza con il materasso ad acqua. 



Ora, l’unica delle cose provate è la vasca idromassaggio, in quanto alberga da dieci anni nel bagno di casa mia. Per il resto mai provato nulla. Comincio con la sauna: inizialmente l’aria è respirabile, in seguito, aggiungendo acqua, si solleva il vapore e ho serie difficoltà nel prendere fiato. Tuttavia l’umidità resta bassa, al 60%. Appena esco provo il bagno turco. E se nella sauna non respiravo, nel bagno turco va anche peggio. Sono costretto a spruzzare più volte il getto di acqua fredda. Passo alla doccia emozionale: dapprima un getto di acqua fredda, con il colore dell’ambiente azzurro, quindi acqua fredda quasi nebulizzata, colore verde e infine acqua calda col colore rosso dell’ambiente. La doccia cervicale è la mia preferita: il forte getto massaggia la schiena. Infine mi getto nella vasca idromassaggio e resto a mollo per diverso tempo. Prima di farmi la doccia e ricambiarmi, prendo una tazza di tisana. La sorseggio all’esterno, con la temperatura di 5°C, in costume e accappatoio. E sapete la cosa bella? Non sento affatto il freddo. 




Alle 12.30, due ore e mezzo dopo, lasciamo il centro benessere. Prossima tappa la “Cascina La Noce” (www.cascinalanoce.it). È situata nella località di Favaro, nei pressi del Santuario di Oropa. Il pulmino ci lascia direttamente sulla strada e su quei cinque metri di terra sopra di noi correva il vecchio tracciato ferroviario. Oggi è dismesso, tuttavia è comprando una guida del TCI del 1937 si cita questa tramvia.

La cascina è sotto il livello stradale ed è composta da un grande casolare. Ci attendono i proprietari: sono moglie, marito e suocero. Ci accolgono nello spazio interno, riservandoci una tavolata apparecchiata per l’occasione. Prima di sederci a tavola, ci vengono mostrati i prodotti fatti nel luogo. Nessun conservante, nessun additivo. Tutti prodotti biologici a chilometro zero


  

Il menù prevede dapprima gli antipasti: degustazione di formaggi (Maccagno e toma stagionata) accompagnati da confetture di fichi e noci, pere cotogne e mostarda di mele; pere sciroppate; albicocche ripiene; quiche con zucchine e tonno; cannoli ripieni di mousse alla carota; polpette croccanti alle verdure; fritto del margaro. Come primo risotto all’ortica, mantecato al Maccagno. Come dolce crostata ai mirtilli, panna con caramello. Quindi caffè alla Casarola, grappa e liquori. Tutto il cibo è di alta qualità. 

 

Dopo pranzo, ci spostiamo nella vicina distilleria, posta nello stesso capannone. È una sala molto più piccola, che affaccia sulla vallata. Sulla destra troviamo i prodotti finiti e confezionati. Sulla sinistra i macchinari per la distillazione. Il primo processo è quello che avviene all’interno dell’alambicco. È una specie di caldaia in rame, nella quale viene posta la vinaccia. Per separare l’alcool dall’acqua, viene alzata la temperatura, senza eccedere. A 80°C l’alcool evapora, mentre l’acqua necessita dei 100°C. Il vapore con l’alcool passa all’interno di una doppia sfera, con acqua fredda. Viene raffreddato e infine si trasforma in liquido. Gocciola all’interno di un contenitore. Dopo la prima distillazione, l’alcool contiene sostanze nocive, quali il metanolo. È necessaria una seconda distillazione, in un altro alambicco. Alla fine rimarrà 1/3 della distillazione, il cosiddetto “cuore”, o acquavite. Si passerà alla fase di trasferimento del liquido nelle vasche. Ogni vasca, chiusa da un coperchio, possiede il necessario per aromatizzare l’acquavite. Da qui usciranno grappe ai sapori differenti. Nota bene: il processo viene registrato da commissari statali. Perciò tutto quello che viene prodotto, deve assolutamente essere dichiarato. 

 

Una volta terminata la spiegazione, torniamo nella sala maggiore. Ci vengono fatte assaggiare le grappe già confezionate. Personalmente, apprezzo quella ai mirtilli. Infine ci lasciano in regalo una confezione di prodotti. Di mio, compero un barattolo di zucchero alla menta. 

2 commenti:

  1. Le foto mi piacciono moltissimo! Abbiamo passato proprio una bella giornata, alba in primis! :D

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    1. Hai ragione Annalisa: quel giorno ,dall'alba alla notte, è stato stupendo :)

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