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#DestinazioneBiella, visita al Lanificio Ermenegildo Zegna


La prima tappa del blogtour #DestinazioneBiella è la visita al Lanificio Ermenegildo Zegna. Prima di partire conoscevo il marchio per sentito dire. Niente più. Perciò ho ricercato quante più informazioni. Chi era Ermenegildo Zegna? Prima risposta: un imprenditore. Già, perché grazie alla sua ricerca dei tessuti migliori e alla capacità di saper far crescere l’industria, viene considerato uno dei massimi imprenditori italiani di sempre. Seconda risposta: un visionario. Non uno di quelli che immagina il futuro come una utopia e per l’appunto non riesce a concretizzarlo in quanto tale. No. Stiamo parlando di una persona che ha intravisto la realtà nel futuro, plasmandola. Terza risposta, collante fra le prime due, un creatore. Dell’industria? Del territorio? Dei sogni? Semplicemente un creatore. 
 
Nacque nel 1892, in una piccola frazione di Trivero. Era l’ultimo di dieci fratelli e già all’età di diciott’anni, assieme al padre orologiaio, aprì il Lanificio Ermenegildo Zegna. Correva l’anno 1910. Comperò i macchinari innovativi dalla Gran Bretagna, al tempo leader nel commercio dei tessuti. Scelse le migliori materie prime, stipulando accordi in Australia e Sudafrica. Mirava alla sola qualità. Nei venti anni successivi il salto di qualità. L’azienda offriva 1000 posti di lavoro e gli operai erano quasi tutti del circondario. Si cominciarono a esportare i tessuti negli Stati Uniti. Poi arrivò la seconda guerra mondiale. La produzione rallentava e molti operai restarono senza lavoro. Per soppesare a questo problema, Ermenegildo Zegna fece costruire la Panoramica Zegna, una strada che saliva fino a Bielmonte. Gli stessi operai tessili, divennero operai di cantiere. Col finire della guerra ognuno tornò al suo incarico iniziale. Nel 1966, morendo, Ermenegildo Zegna lasciò un impero ai figli Aldo e Angelo.

Così vennero inaugurati i primi negozi all’estero, fra cui quello di Parigi. Nel 1993 fu fondata l’Oasi Zegna (www.oasizegna.com), seguendo il “pensiero verde” di Ermenegildo. È un’area montana a libero accesso, di 100 km² di superficie. Conta 500.000 conifere, fatte piantare appositamente e una via principale, la già nominata Panoramica Zegna. Si possono svolgere tante attività al suo interno:



- Attività verdi: escursionismo, trekking a cavallo, palestra di roccia, nordic walking, rolba run, parco avventura e bungee center, bike touring, tennis, piscina.

- Attività bianche: sci, snowboard, sci di fondo, alpinismo, ciaspolate, pattinodromo.



Inoltre vi sono altre attività che si possono svolgere, come centri benessere, percorsi tematici, visite museali, il tutto all’interno di un comprensorio di attività ricettive. Durante le escursioni potreste sentir essere nominato il Progetto Life: ha come scopo la salvaguardia e la conservazione del patrimonio naturale dell’Oasi. Ha come simbolo un coleottero, dal nome Carabus olympiae, per intenderci una specie di scarafaggio dalla corazza verde, in via d’estinzione. Con interventi mirati, si sta cercando di ripopolare la valle con questo insetto.

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Laura Zegna
casa zegna
Linda Angeli

Il nostro tour di visita comincia alle 16:00. Il viaggio da Milano non è stato affatto pesante e le vallate piemontesi ci hanno scortato a destinazione. Costeggiamo il Lanificio Ermenegildo Zegna fino ad arrivare all’ingresso. Ad accoglierci nel cortile di Casa Zegna, troviamo Laura Zegna, nipote di Ermenegildo. Con lei una guida locale, Linda, che ci accompagnerà per l’intera visita. Il discorso di apertura ce lo offre la stessa Laura, concentrandosi sulla figura del suo avo fondatore. Spiega come il museo sia stato ospitato dalla stessa abitazione nella quale viveva da bambina. Racconta aneddoti del luogo e sulle tante operazioni fatte dal nonno per la comunità: dalla costruzione di un centro polivalente, il Centro Zegna, dotato di ospedale, asilo, piscina, cine-teatro, sala da ballo, biblioteca, albergo, sartoria, tabaccheria, parrucchiera e bar; sino alla piantumazione di 500.000 mila conifere nella valle. Salutandoci, e ribadendoci la sua disponibilità, torna al proprio lavoro. Da questo momento in poi, la nostra guida sarà la sola Linda.

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Attraversiamo il cortile e fiancheggiamo Casa Zegna, una palazzina degli anni 30, ospitante al suo interno il museo. Entriamo in un padiglione monopiano, costruito con materiali non invasivi, quali il legno e il vetro. Da qui comincia il percorso di visita. Si accede in una sala principale. Sulla destra un salone maggiore, a pianta quadrata, ospita una mostra temporanea del fotografo Mattias Klum, della National Geographic. I suoi scatti, ritraggono il circondario del biellese. Non è l’unica forma d’arte presente. Avremo modo di parlarne più avanti. 

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Casa Zegna
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Casa Zegna, padiglione
mattias klum biella
Casa Zegna, esposizione
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Lanificio Ermenegildo Zegna


Davanti l’ingresso un corridoio che conduce a uno spazio didattico, fatto di tavolini sulla quale disegnare. Sulla sinistra comincia il percorso di visita. Appendiamo i nostri cappotti e cominciamo la visita dal pian terreno. Dal padiglione vetrato accediamo a Casa Zegna. La prima sala è stata pensata per la Triennale di Milano del 2010 e successivamente spostata all’interno del museo. È uno spazio che un tempo rappresentava il salone di ingresso. Ce lo testimonia la scalinata al suo interno. È valorizzato da una teca in vetro che contiene gli oggetti più cari di Ermenegildo Zegna, come la valigia e i documenti. Appesi sulle pareti i disegni personali dell’imprenditore piemontese, riportati nelle tante moleskine utilizzate. Le fotografie ricostruiscono la storia famigliare e dell’azienda. Quasi tutti i discendenti hanno continuato l’attività, oggi, più che mai, leader nel settore

pistoletto zegnazegna principe carlo

ermenegildo zegna


Un contenitore in legno, permette di visualizzare, anche con lenti di ingrandimento, i filamenti di lana. Provengono dalle tante regioni mondiali, fra cui Australia e Mongolia. Quella che un tempo era una piccola stanza, oggi ospita la sala dei trofei. Accediamo alla seconda sala. Nei contenitori in legno, sono esposte delle lane particolari. Possono essere tastate. La parete è composta da una scenografia fatta di specchi, sulla quale sono ricostruite le fasi di lavorazione di un tessuto. Si stimano 500 mani diverse: fattoria, asta, lanificio, lavaggio, pettinatura, filatura, orditura, rammendo, finissaggio, controllo, magazzino, taglio, confezione, ancora magazzino, vendita. Nell’ultima sala al pian terreno, sono esposte delle giacche di varie epoche diverse. Assieme a loro alcuni capi per la neve e una serie di passamontagna. 

 

Saliamo nei piani superiori. Si può accedere da due scalinate. Una prima da una sala, una seconda dalla hall. Ruotiamo attorno a una scultura in legno concepita da Michelangelo Pistoletto, artista biellese. È fatta di cassoni in legno e ruota su se stessa come una spirale, come il DNA. L’artista, che ha anche curato la scritta “Habitus Zegna – mano, mente, prodotto, ambiente”, ha un rapporto speciale con i Zegna. Suo padre, Ettore Oliviero Pistoletto, dipinse alcune gallerie dell’industria. Michelangelo, fondatore di “Città dell’arte” di Biella, viene spesso in questo luogo e cura numerosi progetti ed esposizioni. Un progetto da sottolineare è quello di arte contemporanea dal nome “All’Aperto”.

Superata la scalinata, veniamo immessi in una sala con scaffalature. Sono conservati faldoni molto antichi e preziosi, della seconda metà dell’800. Contengono campionature di tessuti, tutti diversi fra loro. Inoltre, sono affiancati da album che raccolgono articoli di giornale storici. Possono essere consultati per fare delle ricerche. Nel secondo sono ospitate altre sale, una delle quali con un caminetto. L’ultimo piano è la sede dell’archivio aziendale: tutto, ma proprio tutto, quello che esce dall’azienda o da un negozio dei Zegna, viene archiviato. Questo permette di immagazzinare tutte le informazioni, per ricerche trasversali. Torniamo nel padiglione vetrato all’ingresso del museo. Riceviamo dépliant illustrativi e terminiamo la visita.

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Lasciamo Casa Zegna e con il pulmino ci spostiamo presso l’Hotel Bucaneve di Belmonte (www.bucaneve.eu). Attraversiamo la Panoramica Zegna, fatta di tornanti. Non a caso il simbolo dell’Oasi Zegna è proprio una montagna verde, con linee bianche a zig zag che rappresentano i tornanti. Venti minuti dopo siamo in hotel.



QUALI ATTIVITÀ SVOLGERE NELL’OASI ZEGNA? (Consigli della Brochure): 1) visita al Lanificio. 2) visita al Centro Zegna. 3) lungo la Panoramica Zegna. 4) luoghi di battaglia di Fra Dolcino. 5) sulla via della transumanza. 6) visita ai siti archeometallurgici. 7) visita ai santuari di S. Giovanni di Andorno, di S. Bernardo e della Brugheria. 8) visita nelle aree geologiche.



IN QUALE PERIODO DELL’ANNO VISITARE L’OASI ZEGNA? Tutto l’anno. In primavera per la fioritura, d’estate per i verdi pascoli, d’inverno per le stazioni sciistiche e in autunno per le prime attività.



CONSIGLI? Svegliatevi presto e godetevi l’alba dal rifugio Monte Marca: osserverete le Alpi illuminarsi. Sullo sfondo la Liguria e la Valle D’Aosta.



COSA HO IMPARATO DA QUESTA VISITA? In molti pensano al futuro. In pochi credono nel futuro, e fra questi pochi qualcuno, come la famiglia Zegna, plasma il futuro.



DATI UTILI: Casa Zegna, Via Marconi 23, Trivero (Biella). Aperto al pubblico in occasione di mostre temporanee, la Domenica dalle 14:00 alle 18:00. Numero: 015 7591463. Email: archivio.fondazione@zegna.com. Website: www.fondazionezegna.org  

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