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La città di Cracovia

La mattina è sempre difficile alzarsi. Se poi hai il sole che ti sbatte in faccia, ci aggiungi quella dose di nervosismo. La seconda giornata polacca comincia così. Ma sono contento e anzi, non vedo l’ora che arrivi il pomeriggio. Perché? Abbiamo comprato i biglietti per il Coke Live Music Festival e per la giornata di apertura grandi nomi: Nerd, 30 Seconds to Mars, Chemical Brothers. Facciamo colazione assieme a un tedesco, nella cucina del Freedom Hostel. Funziona così: ognuno può accedere ai fornelli e cucinarsi quello che gli pare. Io scaldo il latte mentre il tedesco si prepara il wurstel speziato. È questo il bello dell’ostello. Usciamo sul presto, abbiamo intenzione di visitare quanto più possibile. 

Cracovia, collina del Wawel


Ripercorriamo le vie attraversate la notte precedente, reimmettendoci sulla Krowoderska. Se di notte Cracovia è una città dedita al divertimento, e al contempo ad arterie stradali vuote, di giorno è l’altra faccia della medaglia, quella più frenetica. Gli stessi palazzoni degradati acquisiscono nuova luce, affacciandosi su una strada nella quale avviene di tutto: il facchino lascia cadere i pacchi, il muratore rimprovera il giovane e l’omino reggi cartello (sì, qui è un lavoro diffuso) si legge un libro. La volontaria si traveste per la raccolta fondi, i turisti gettano qualche spicciolo dentro una teca in vetro. Ci spostiamo in piazza Rynek Glowny, la più importante e centrale della città. Si sta svolgendo il mercato. Ma non è il più famoso della città: vale la pena visitare il mercato del Sukiennice, un tempo utilizzato come spazio coperto per lo scambio delle merci da tutto il mondo. Oggi ospita mercatini con souvenir, e delle famose stoffe restano solo alcune sciarpe di seta. Niente più. Dal mercato muoviamo verso la chiesa gotica di Santa Maria. Essa è situata sulla parte orientale della piazza e possiede una facciata turrita, tipica dell’architettura polacca. La torre maggiore, alta 81 metri, fungeva un tempo da torre di guardia. Internamente la basilica è divisa in tre navate, con cappelle laterali. Salendo sulla sommità della torre, si può godere della bellezza di Cracovia. Nelle vicinanze si trova la Cattedrale del Wawel, conosciuta per essere il luogo dove venivano incoronati i sovrani polacchi. Ma non solo: è un vero e proprio pantheon, nella quale sono conservate le tombe dei più famosi personaggi polacchi, per lo più reali. Infine completiamo il giro delle chiese con Sant’Andrea, chiesa romanica del 1098. Prima di andare a pranzo, usufruiamo dello sconto studenti per visitare gratuitamente il Castello del Wawel, simbolo della città. Fra le tante stanze, dalle tante collezioni, ci soffermiamo a guardare il fiume Vistola, prospiciente la costruzione. Le grandi piazze interne al castello, sono valorizzate da piccoli spettacoli correlati, per lo più di artisti di strada.

Cracovia, Piazza Rynek Glowny
Cracovia, Castello del Wawel


Torniamo verso la piazza, alla ricerca di un locale dove pranzare. Sono molti i kebab che si affacciano sulle vie più importanti della città e decidiamo di entrare lì. Siamo solo io e Manuel. Matteo e Mirko hanno preferito il gyros del greco. La prima sorpresa sta nel menù: un menù bibita (o birra) e kebab, costa l’equivalente di 1,5€. Il menù con acqua e kebab, costa l’equivalente di 2€. Perché l’acqua viene venduta a un prezzo maggiore rispetto le bibite? La motivazione la colgo attraverso la bottiglietta stessa di acqua. Proviene dall’Italia, è di importazione. E la Polonia, non possedendo diversi centri per l’imbottigliamento, compra queste bottiglie dall’estero. La birra, invece, è prodotta localmente e ha un prezzo molto inferiore. Dopo pranzo facciamo un piccolo giro in città. Ci rechiamo alla stazione ferroviaria, per informarci sugli orari dei treni per Auschwitz. Infine torniamo in ostello, per cambiarci in vista del Coke Live Music Festival [lo descriverò in un articolo a parte].

La sera rientriamo in ostello per le ore 2:00 e assieme al solo Mirko, esco nuovamente per le vie di Cracovia. Torniamo sia nelle discoteche della notte precedente, sia in alcune nuove. Una su tutte al quanto bizzarra: è ricavata in uno spazio underground, accessibile dalla piazza. Occorre scendere per diverse rampe di scale e ci si ritrova in uno spazio coperto dal fumo. La musica, techno, è molto forte e impedisce di poter comunicare. Le persone ballano scatenate, muovendosi freneticamente senza un senso preciso. Ognuno balla da solo. Veniamo accerchiati e minacciati (o almeno non sappiamo cosa ci abbiano detto in polacco, tuttavia le loro facce non erano amichevoli). Scappiamo, risalendo le tante rampe. Veniamo seguiti solo in un primo tratto, ma comunque riusciamo a divincolarci nella piazza. Alla fine chiudiamo la serata in una discoteca molto più tranquilla, ospitata all’interno di un appartamento di uno stabile.



La mattina seguente, i primi segni di stanchezza. E siamo solo al terzo giorno. Ma non fa niente: quando si è in viaggio, soprattutto in un viaggio avventuroso, occorre godersi ogni istante. Torniamo ancora una volta verso piazza Rynek Glowny. A piedi ci dirigiamo verso il Santuario di Skalka, molto amato da Papa Giovanni Paolo II, qui ricordato con una statua nei giardini. Non entriamo in chiesa, in quanto si sta celebrando un matrimonio. Comunque giriamo per i giardini e vivo la brutta esperienza di scambiare l’acqua sulfurea in acqua potabile. Nei dintorni la Cracovia che in parte di aspetti: quella più povera. Le abitazioni sono in degrado e i Writers hanno preso d’assalto le mura. Proprio su una finestra si un murale di Banksy, non del tutto accertato. Potrebbe essere una copia. 

Cracovia, santuario di skalka

Abbiamo del tempo da perdere e lo trascorriamo visitando con calma le zone turistiche della città. A cambiarci il programma è un trenino che ci parcheggia davanti. Sul tettuccio ha la scritta “Oscar Schindler Factory”. È vero: Cracovia era la città di questo personaggio della seconda guerra mondiale, immortalato nel film di Steven Spielberg. Vale la pena visitare quei luoghi. Lasciamo tutto e corriamo verso il quartiere ebraico. È stato costruito su un’isola del fiume Vistola e in seguito spostato dai nazisti nel ghetto di Podgorze. Il nome è Kazimierz. Già dal 1495 gli ebrei vennero relegati in questo quartiere. Senza visitare le strade interne, voltiamo nella fabbrica di Oscar Schindler. È tutta bianca, la stessa ripresa dal film. Il museo è chiuso, in quanto è sabato, giorno di festa degli ebrei. Il bar è aperto ed è ricavato da su uno spazio accessorio del piano terra. Sono esposte qui le fotografie dei tanti lavoratori della fabbrica, fra cui Izaak Stern, figura chiave nella vicenda. Chiudiamo visitando il cimitero ebraico. Dopodiché un tram ci riporta in ostello. Alle 18:00 nuovamente al Coke Live Music Festival. Al termine a dormire.

Cracovia, quartiere di Kazimierz
Oscar Schindler Factoy

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