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La Valle delle Abbazie, da Canzano a Guardia Vomano

La mattina del secondo giorno nella Valle delle Abbazie, comincia presto. Alle 7:00 siamo già svegli, con le valigie pronte. Tuttavia gli ultimi a presentarsi alla colazione. Abbiamo un’ora di tempo per mangiare e per raggiungere, nuovamente, il paese di Canzano. Questa volta non dobbiamo rivisitarlo, bensì presentarci davanti l’Abbazia di San Salvatore per le riprese video della Rai. Carichiamo i bagagli e lasciamo l’azienda agricola Capodacqua. Ad aspettarci a Canzano, ancora sotto le coperte e avvolta da una leggera nebbia, troviamo il giornalista Antimo Amore e il suo cameraman Ermanno. Gentilmente si presentano, scambiando delle battute con noi ragazzi. Ci illustrano il programma della mattinata, fatto di riprese in tutta la Valle delle Abbazie. San Salvatore è chiusa, il camposanto no. E mentre l’intero paese si sveglia, con la gioia del primo giorno natalizio dell’anno, ossia l’8 dicembre, noi ci facciamo inquadrare. Le persiane delle abitazioni si spalancano e fanno capolino, dal vetro, i primi abeti spogli. 

Dopo una ventina di minuti, lasciamo il paese di Canzano, per dirigerci nella vicino paese di Castelbasso di Castellalto. Io e Manuel, Luciano e la Rapini col marito, ci spostiamo in macchina. Gli altri a piedi.



È un borgo abruzzese dalle modeste dimensioni, controllato dalla vicina Castellalto. Conserva fra i suoi stretti vicoli le tante tradizioni abruzzesi, dell’architettura e soprattutto dell’arte: qui, ogni anno, viene organizzato un festival di arte contemporanea, organizzato dalla fondazione Menegaz (www.fondazionemenegaz.it). E a parteciparvi non sono solo artisti locali o del teramano, bensì altri di importanza mondiale. Nel frattempo parcheggiamo a ridosso del paese, costeggiando un belvedere che guarda la parte più esterna della valle. Entriamo nel bar ristorante Pervoglia, sedendoci in un tavolino. Su questo locale bisogna fare un appunto: è uno di quegli spazi contemporanei in grado di dialogare con l’antico. Infatti, i suoi interni possiedono le pareti di un tempo e l’arredamento moderno. I tavolini si trovano al di sopra di una piattaforma lignea, dipinta in bianco. Sediamo in fondo, assieme al giornalista Antimo Amore e al cameraman Ermanno. Discutiamo di attualità, del progetto e del nostro blog. Terminata la conversazione, torniamo all’esterno, richiamati all’attenzione da Luciano. “Il gruppo sta per arrivare!”. Ci spostiamo ai bordi del paese, in prossimità del canile comunale, per intercettare l’arrivo del gruppo. Ma nessuno transita di lì. Gli unici ad arrivare sono i sindaci di Carmignano, Canzano e Cellino Attanasio, assieme all’assessore di Castellalto. Dialogano fra di loro, parlando del più e del meno. Io e Manuel scattiamo fotografie, mentre Ermanno predispone la telecamera per inquadrare il passaggio del gruppo. Dopo più di un’ora scorgiamo gli escursionisti giungere da lontano. Non so il perché, ma al loro passaggio sorridiamo tutti assieme, quasi a voler tifare la riuscita del cammino. Sono stanchi ma contenti. D’altronde non è questo lo spirito del cammino? Ritrovare se stessi con la marcia. Muoviamo verso il paese, questa volta puntando la Chiesa dei SS. Pietro e Andrea.



Chiesa dei SS. Pietro e Andrea: il suo nome risale al XIX, quando venne unita la Chiesa di San Pietro (abbazia attuale), alla chiesa di Sant’Andrea, andata perduta da qualche anno. È situata all’interno del paese ed è impossibile osservare l’intera facciata se non dal basso. Essa è divisa in due parti: quella inferiore con muratura più elaborata e portale del 1338; quella superiore in laterizio e monofora per l’ingresso della luce. L’interno è a pianta quadrata, a tre navate separate da colonne archivoltate con capitello. L’altare maggiore risale al 2002 ed è un’opera realizzata con pannelli di pietra abruzzese.



Non entriamo in chiesa, in quanto si sta svolgendo una funzione religiosa. Tuttavia ci poniamo davanti al portale di ingresso per immortalare il consueto scambio delle targhe fra i rappresentanti comunali. Mentre i sindaci rilasciano un’intervista alla Rai, io e Manuel visitiamo le peculiarità del borgo. Al termine, appuntamento al Pervoglia per un aperitivo offerto. Alle 11:30 risaliamo in macchina, dirigendoci a Guardia Vomano, località sotto Notaresco. Il gruppo degli escursionisti procede, ancora una volta, a piedi. Guardia Vomano non è lontana da Castelbasso e la raggiungiamo in dieci minuti di marcia. Troviamo un paese silenzioso, ma dal grande numero di macchine nella sua piazza. E c’è una spiegazione: sono tutti a messa nella Chiesa di San Rocco. Essa possiede un facciata stuccata in rosa e un campanile di buona fattura. A quel punto giriamo per le vie del borgo, tanto piccolo da farci tornare in piazza dopo meno di 15 minuti. Nel frattempo escono i fedeli dalla chiesa, riempiendo la piazza. Una volta terminato il flusso, il paese torna nel silenzio. Fa freddo e troviamo riparo nella chiesa stessa. Luciano conosce il parroco e riesce a farci lasciare le chiavi. Accende le luci e si viene a sedere al fianco dell’altare, assieme a noi. In attesa dell’arrivo del gruppo, ci racconta le storie della sua gioventù, fra cui quella del campanile: lui, e altri ragazzini del tempo, facevano a gara per suonare le campane della chiesa. Solitamente spettava a quello più grande. Un onore che oggi si è perduto. Nella Chiesa di San Rocco sono presenti elementi artistici importanti: dalla statua lignea della Madonna agli affreschi cangianti.

Una telefonata a Luciano annuncia l’arrivo del gruppo. Usciamo dalla chiesa, richiudendola e ci spostiamo nel vicino ristorante “Al Belvedere”.



Bar Ristorante Al Belvedere (http://albelvedereguardiavomano.altervista.org): è gestito da un giovane ragazzo, probabilmente amante del rock, visto che in una vetrinetta sono conservati album storici del genere. Il locale, che offre musica live e un’ottima scelta di birre, è ricavato all’interno delle mura perimetrali che un tempo caratterizzavano Guardia Vomano. Anche qui viene utilizzato l’arredamento contemporaneo per valorizzare l’antico. Il locale è tutto per noi. Ci vengono offerti antipasti: tacchino alla canzanese, affettati, formaggi, mazzarelle (involtini di verdura e frattaglie), fagioli e patate, formaggio fritto. Come primo una padella di gnocchi al ragù. Come dessert del tiramisù fatto in casa. Qualità del cibo ottima. Ne approfittiamo per un caffè. 


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