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La Valle delle Abbazie, un cammino spirituale da intraprendere

Entrando sul motore di ricerca e digitando la frase “cammini spirituali”, le prime due voci che usciranno riguarderanno il Cammino di Santiago e il Cammino di San Francesco. Il primo non ha bisogno di presentazioni. È stato riscoperto anche grazie all’omonimo libro di P. Coelho, nel 1988, e riconosciuto nell’1993. Da quel momento è il più importante al mondo e ha donato uno sviluppo turistico all’intera Galizia. Il secondo, molto meno noto, soprattutto all’estero, riguarda il Santo patrono dell’Italia: San Francesco. Ebbi la fortuna di percorrerlo per un breve tratto, ancora sedicenne, restando comunque nel territorio di Assisi. I cammini stanno diventando sempre più una valida alternativa turistica. Probabilmente non vengono affrontati per la sola fede: un tempo, intraprenderli, voleva dire rischiare la morte. Oggi no. Sono un’esperienza, alternativa alla solita meta turistica. Anche l’Abruzzo ha previsto progetti di riscoperta degli antichi cammini spirituali. E qui aggiungerei: strano, perché siamo una regione che non riesce a esprimere al meglio il suo potenziale. Ma fortunatamente, i progetti sono stati avviati. Il più noto è il Cammino di San Tommaso, che collega religiosamente Ortona a Roma, secondo quello che fu il viaggio dell’apostolo Tommaso, sepolto nella città marittima abruzzese.

Uno meno noto, perché ancora in una fase embrionale, è il cammino della Valle delle Abbazie (sito). Il primo gruppo che ha percorso questo cammino è partito il 5 dicembre 2014: per l’occasione sono stato chiamato per documentare il tutto, come blogger. 
Ma prima di raccontarvi la mia esperienza, spiegherò cos’è la Valle delle Abbazie. Nel teramano, in quella valle scavata dal fiume Vomano, vennero costruite delle abbazie, risalenti per lo più al periodo medievale. Queste abbazie, di ottima fattura architettonica, sono sempre rimaste indipendenti l’una dall’altra. Certo: alcune appartengono alla stessa diocesi, tuttavia non vi è mai stato un filo rosso che le accomunasse. Così, se il pellegrino si trovava a visitarne una, magari ne tralasciava l’altra. Come il turista: se visita un borgo per la sua abbazia, non ha la spinta per visitare quello di fianco. Ed ecco la lungimiranza del progetto: sviluppare un turismo su scala locale (al di sopra di quello comunale e al di sotto di quello provinciale), che possa facilitare la cooperazione fra i piccoli comuni. Al contempo, portare turismo, e col turismo denaro, mercato, lavoro, cultura.

Il territorio, come accennato, si snoda lungo il fiume Vomano, e l’affluente Mavone. Comprende nove comuni, con le rispettive abbazie, o peculiarità integrabili nel progetto: Ronzano di Castel Castagna, con l’Abbazia di S. Maria di Ronzano; Basciano e la Chiesa di S. Maria a Portolungo; Penna Sant’Andrea e la riserva naturale di Castel Cerreto; Canzano con l’Abbazia di S. Salvatore; Castelbasso di Castellalto e la Chiesa di SS. Pietro e Andrea; la Torre di Montegualtieri a Cermignano; la Chiesa di S. Maria la Nova a Cellino Attanasio; l’Abbazia di S. Clemente al Vomano, a Guardia Vomano di Notaresco; chiude l’Abbazia di S. Maria di Propezzano, a Morro d’Oro. Quasi tutte le abbazie sono dedicate alla Vergine Maria, tanto da essere raffigurata nel logo: è con Gesù bambino fra le braccia, con alle spalle la montagna verde e il fiume Vomano in azzurro.

Il progetto è sorto grazie all'iniziativa dell’Associazione Itaca, con l’aiuto delle altre piccole associazioni locali, fra cui la cooperativa VIRATE. Gli stessi comuni hanno aderito e favorito lo sviluppo dell’idea.

 
Valle delle Abbazie, area di interesse del progetto

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