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Le 10 persone che potresti incontrare nella hall di un ostello

1. Il sommerso. Fra tutte le figure che mi incuriosiscono nei miei viaggi, una ha un suo fascino: il sommerso. È quel viaggiatore che ama essere sommerso dai propri bagagli. Porta uno zaino molto grande sulle spalla, dalla quale spunta il sacco a pelo e uno stuoino. Sulla cintura tiene appese le scarpe di scorta, ha una borraccia nella tasca esterna dello zaino, porta una borsa più piccola davanti al petto. Tiene in mano buste di qualsiasi genere e alle volte ha un cappello indosso. Quando arriva nella hall di un ostello, per il check-in, poggia tutto a terra, spogliandosi della mercanzia. E nel farlo sembra rilassarsi dall’eccessivo peso. Insomma: una soma viaggiatrice.

2. Il connesso. Quasi tutti gli ostelli di un certo livello hanno l’angolo internet. È uno spazio ricavato nella sala divanetti dove sono sistemati due computer per connettersi. E proprio lì vive il connesso. Generalmente può essere interpretato da qualsiasi sesso, l’importante è che resti connesso per ore in quella postazione. Va solo sui social network, concedendosi alle volte lo scrupolo di controllare gli orari del treno. Per il resto non socializza: vive nella sua più completa dipendenza dal web. Con l’avvento degli smartphone la sua sopravvivenza non è a rischio: lui rimane connesso, i pc meno affollati. 


3. L’uomo Skype. È una variante del “connesso”. Passa l’intera serata nella hall dell’ostello a chattare, con tanto di webcam. Lo vedi parlare con il monitor di un pc, gesticolare, ridere e incazzarsi.

4. Il divoratore della spesa. Quasi tutti gli ostelli possiedono un angolo cucina. Nel caso in cui quell’angolo non esiste, un forno a microonde garantisce la sopravvivenza del divoratore della spesa. È quella persona che prima della sera va nel vicino supermercato e compera tutti gli alimenti da ostello: pasta riscaldabile, pollo riscaldabile, pizze riscaldabili. Nella busta della spesa mette dentro le solite 6 bottigliette d’acqua, uno yogurt e l’immancabile frutto singolo (più delle volte una banana). Si apparecchia il suo spazio al fianco del forno a microonde e passa la mezzora a godersi il suo pasto frugale. 


5. Il risparmiatore. Fra tutte le persone da ostello è quello che studia al dettaglio ogni costo della sua vacanza. Sceglie la camera più affollata, per risparmiare. Accetta il bagno nel corridoio e la doccia nel piano di sotto, per risparmiare. Compera solo cibi al supermercato, per risparmiare. Ed evita la lattina del distributore perché venduta a 1€ in più. Ma d’altronde tutti noi che scegliamo l’ostello lo facciamo per un motivo: per risparmiare. 

6. Il tuttofare. Ogni ostello ha una persona che funge da MacGyver della situazione. Pulisce il salotto, sta dietro al bancone, passa lo straccio, è l’addetto al ripostiglio, accende il monitor della televisione, mette un film alla televisione, cambia quando qualcuno si lamenta del programma in televisione, ti accompagna alla ricerca della stanza. È un esperto in elettronica, ha un fare gentile e il 90% delle volte proviene dal Pakistan.

7. Le quattro amiche
. Le donne amano viaggiare. Le donne amano viaggiare con le proprie amiche. Le donne amano viaggiare con le proprie amiche e divertirsi con loro. E molte volte in ostello fanno gruppetto. Scelgono una stanza tutta per loro, si portano un paio di bagagli a testa e quando non sono in giro, amano farsi osservare nell’ostello. Alcuni le corteggiano – e a loro piace essere corteggiate - altri le aiutano. E te le aspetti single in cerca di avventure. Ma poi squilla il telefono: è il fidanzato dall’Italia. E si sciolgono…

8. Il tedesco a colazione. Ogni mattina nella hall dell’ostello si radunano tutti i commensali, pronti a prepararsi la colazione. Fra le tante persone non è difficile imbattersi nel tedesco. È colui che mentre tu metti a scaldare il latte nel pentolino, lui mette le salsicce nella padella. La cucina si riempie di vapori e gli aromi si mescolano. Poi si passa alla fase “tavolo”. Mentre tu immergi i cereali nel latte, lui è ancora in di là, a cucinarsi le uova. Non è un fedele compagno di viaggio. 


9. Lo sbronzo. Gli ostelli possono rappresentare la salvezza di molti clienti, soprattutto in quelle città che offrono una vita notturna movimentata. Se rientrate nelle ore più disparate, vi imbatterete nello sbronzo. Solitamente è accompagnato dai suoi amici, in parte preoccupati, in parte divertiti. Viene adagiato sulle poltroncine, gli viene dato un digestivo. Lo sbronzo è il più delle volte un tipo socievole ma a volte ne ho incontrati di agguerriti attaccabrighe.

10. Il finto lettore. Uno fra gli aspetti più belli dell’ostello riguarda la socializzazione. Prima che cali la notte, molte persone si radunano nella hall, sperando in una conoscenza dell’ultimo minuto. Alle volte compare la figura solitaria del finto lettore. Per giustificare la sua presenza in quello spazio, apre un libro qualsiasi e comincia a leggerlo. Dopo dieci righe lette con attenzione comincia a perlustrare gli sguardi degli altri. E fa così per tutta la sera. Spera solo che qualche anima pia vada da lui e gli dica: “cosa leggi?”.


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