Ultimi articoli
recent

Mons, Capitale Europea della Cultura 2015

Fra tutte le tappe della Vallonia, quella nella città di Mons è stata la più desiderata. E come mai tanta attesa per una città che avevo visto a malapena in fotografia? Perché Mons è stata eletta Capitale Europea della Cultura 2015 e per l’occasione si è rinnovata, facendo leva sul suo passato millenario. 


Ma andiamo con ordine. Giungo in questa città, situata a un’ora da Bruxelles nel sud ovest del Belgio, durante il mio terzo giorno di viaggio. Arrivo quando la città è avvolta dalla luce notturna e ho giusto il tempo di godermi il tramonto dalla futura stazione ferroviaria progettata da Calatrava. Vi rimarrò per meno di tre giorni, avendo modo di conoscere tutti i suoi segreti e soprattutto l’aspetto culturale della città.
Ma come una città piccola quale Mons si è attrezzata per questo anno della cultura? Ecco alcuni aspetti che mi sono appuntato: - Nuovi poli di aggregazione. Il primo passo verso la riqualificazione “culturale” di Mons è passato attraverso la progettazione edilizia. Sono stati riconvertiti quartieri dismessi, trasformandoli in nuovi poli culturali. Altre strutture abbandonate, sono state recuperate e oggi ospitano spettacoli teatrali ed esposizioni. È stata riprogettata la stazione dei treni (ancora in fase di costruzione) e un nuovo quartiere alle spalle della stazione. Le opere hanno la firma di architetti come Calatrava e Liebeskind. 

Mons, architettura di Daniel Liebenskid
Mons, nuovo centro polifunzionale
  - Diverse categorie interessate. La cosa bella dell’essere Città della Cultura sta nel poter esprimere la stessa cultura in ogni sua forma. Quella più ricercata è rappresentata dall’arte, che viene esposta sia in spazi museali, sia in spazi non consoni. Il protagonista, che funge anche da simbolo culturale, è Vincent Van Gogh, a cui è dedicata un’intera mostra. Visse proprio a Mons, negli ultimi anni del ‘800. Molto interessante il capitolo dedicato alla musica, suonata e cantata in grandi concerti e in piccoli locali, alle volte più apprezzati. Il teatro, che riunisce dietro un telone attori di fama internazionale e grandi scuole di danza. La letteratura, che si fa spazio con presentazioni di libri e reading. Il design e la moda divengono tangibili, invadono la città e la rinnovano. E ancora i film di qualità, i workshop, le conferenze. E infine la buona cucina: perché ogni forma culturale passa per la gastronomia. 

Mons, teatro
- L’atmosfera. Non appena sono entrato nella città di Mons, ho avvertito quel calore “culturale”. Le vie erano illuminate con luci soffuse, le piccole attività notturne – come locali e ristoranti – avvolte nella spensieratezza di un concerto. E il Beffroi, torre campanaria simbolo della città, illuminava di viola e verde il tutto, proprio come un faro. Di giorno persone ben vestite affollano i teatri, i turisti invadono i musei. Qualcuno prende un caffè con un libro in mano, altri commentano l’installazione sulla piazza. Regna la cultura. 

Mons, il Beffroi
- Le frasi. Fra le iniziative che più mi hanno colpito vi è quella delle frasi d’autore. Un filo di citazioni di scrittori che hanno avuto a che fare con Mons, uno fra tutti Verlaine, attraversa tutta la città. Alle volte la trovi a terra, altre sui muri perimetrali, sulle abitazioni. La cultura diviene un filo di visita che collega con le parole un centro cittadino. 


- Le tradizioni. All’interno di questo anno culturale, non possono mancare le tradizioni culturali della città stessa. Il giorno più importante per la città di Mons è la festa del Doudou, che si tiene nel mese di Giugno. L’evento è suddiviso in due parti: la discesa della santa su una carrozza e la riproduzione teatrale – con la cittadinanza che partecipa attivamente – di San Giorgio che sconfigge il drago. Richiama molti turisti da tutto il circondario: dalla Vallonia e dalle Fiandre, dalla Francia, Olanda e Germania.

- Gli eventi. In ogni giornata di questo anno dedicato alla cultura, ci sono degli eventi da seguire. Più di uno al giorno, alle volte in contemporanea, dalla mattina alla sera. Il programma è stato semplificato dividendo il ciclo di eventi in tre parti. Si svolgono in ogni angolo della città, permettendo allo spettatore di vivere tutti i quartieri, anche quelli meno centrali. 



- Van Gogh. Come accennato nel precedente paragrafo, il protagonista di Mons 2015 è Vincent Van Gogh. L’artista diede un grande raffigurò, nei suoi anni di Mons, non solo i lavoratori dei campi, ma anche i minatori della vicina Grand Hornu. A lui è stata dedicata un’intera mostra, all’interno del Museo delle Belle Arti. Ma non solo: nella stessa città si trovano installazioni che ripercorrono la vita del pittore olandese. Una di queste è un’abitazione di contadini, situata all’interno della Ratahaus. 

Mons, la mostra dedicata a Van Gogh
- Cittadinanza attiva. Non c’è un grande evento senza la partecipazione attiva. Di Mons ho apprezzato proprio questo, il forte contributo che la popolazione offre per la riuscita dell’iniziativa. Partendo dalla politica stessa e da un Elio Di Rupo – ex primo ministro del Belgio – sempre presente fra i suoi cittadini. Ma anche nelle piccole attività, che ospitano eventi di qualsiasi genere; nei ristoranti, che offrono menù di qualità per i visitatori; tutti quelli che accompagnano il turista per la città, offrendo un servizio impeccabile; e infine per tutti gli altri cittadini, in prima fila durante gli eventi.

Nessun commento:

Posta un commento

I viaggi di Dante. Powered by Blogger.