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Expo Milano, i 20 padiglioni consigliati

Expo Milano 2015 è stato un grandissimo successo, che ha visto la partecipazione attiva di milioni di persone. Hanno partecipato quasi tutte le nazioni del mondo, fra cui anche altre imprese e organizzazioni. Ognuno con un proprio padiglione, ognuno con un suo concept. Per visitare al meglio l'Expo occorrono delle settimane. Molti vi si recheranno per un solo giorno, ecco perché occorrono dei consigli. Quali sono i padiglioni consigliati? Eccone venti.


1. Padiglione Italia. Rappresenta un grande vivaio, metafora di uno spazio che aiuta i talenti a germogliare ed emergere, collocato al fianco dell’albero della vita, simbolo dell’Expo. La forma architettonica assume le sembianze di una ramificata foresta urbana. Al suo interno si hanno quattro livelli espositivi: si accede da quello superiore per poi scendere lentamente verso la corte del padiglione. 


2. Padiglione Vino. È stato realizzato dalla collaborazione fra Vinitaly e il Ministero delle Politiche Agricole. Al suo interno viene ripercorsa la storia del vino italiano in 2500 anni di storia. Lo spettatore viene coinvolto in tutti i cinque sensi. Da non perdere la Biblioteca del vino. 
 

3. Padiglione dell’Austria. Il perfetto connubio fra architettura e natura. Il padiglione austriaco si presenta come un blocco compatto di cemento. Internamente ingloba un giardino, alimentato da acqua nebulizzata. Passeggerete fra le piante, respirerete aria pura. Godrete del cibo austriaco. All’ingresso delle lettere sospese in aria formeranno la scritta “Breathe”, respira. Proseguendo resteranno solo tre lettere, “Eat”, mangia.  
 
4. Padiglione del Belgio. Un Belgio dalle due facce: quella all’esterno fatta di tradizione, come patatine fritte, birre tradizionali e cioccolata; e quella all’interno che propone un nuovo modello di spazio ecosostenibile. La stessa architettura è studiata come possibile spazio del futuro e ospita nuovi metodi di produzione alimentare, con diete a base di insetti, alghe, acquaponica.


5. Padiglione del Brasile. A rendere questo padiglione il più divertente in assoluto è una rete sospesa sulla quale passeggiare. Non è facile mantenersi in equilibrio, per via delle tantissime persone che la fanno oscillare. Tuttavia l’esperienza è piacevole. Una volta terminato il giro entrerete dapprima nella parte espositiva del Brasile e successivamente sotto la rete, dove è stato ricavato uno spazio con divanetti. 


6. Padiglione della China. Di sicuro uno dei padiglioni più grandi. La Cina dà risalto al rapporto fra l’uomo e la natura, reinterpretando la sua stessa filosofia che vuole “l’uomo come parte integrante della natura”. Rispettare la terra, sperare nel futuro e agire con un progresso sostenibile. Il paese asiatico suddivide il padiglione per tre tematiche: “Cibo per la vita”, con il percorso di produzione del cibo, “Il dono della natura”, col processo di raccolta dei prodotti della terra e “Tecnologia e futuro”, con nuove tecniche per favorire lo sviluppo ecosostenibile della nazione. 


7. Padiglione degli Emirati Arabi Uniti. In prospettiva del 2020, per l’Esposizione Universale negli EAU, vengono presentate soluzioni innovative che possano portare a un beneficio globale. È il padiglione più visitato e per entrarvi potreste fare ore di fila. Al suo interno gli spazi ricordano le forme arabe. 

8. Padiglione dell’Estonia. Un padiglione costruito interamente in legno, formato da tre blocchi posti l’uno sopra l’altro. La grande innovazione presentata dall’Estonia è quella di creare energia dalla forza cinetica prodotta al pian terreno. Non a caso sono state installate delle altalene che risultano divertenti al visitatore e al contempo utili per il padiglione. È uno dei pochi dove potrete rilassarvi a pieno: ampie isole con cuscini vi permetteranno di trascorrere una piacevole pausa. 


9. Padiglione della Germania. È fra i padiglioni più interessanti da un punto di vista architettonico. Viene riprodotto un tipico paesaggio rurale tedesco e da questo terreno fuoriescono grandi germogli, che sono contenitori di idee. 


10. Padiglione del Giappone. È uno dei padiglioni più visitati dell’Expo. Può la cucina giapponese diventare un modello di alimentazione per il mondo? È questa la sfida lanciata. Lo stato asiatico si presenta con due parole chiave: Salute ed Edutainment, l’educare divertendo. A questi concetti si uniscono due delle caratteristiche principali del paese del sol levante, quali l’armonia delle forme e la tecnologia.  

11. Padiglione dell’Israele. L’elemento caratterizzante di questo padiglione è il giardino verticale, che permette una nuova forma di agricoltura intensiva. Nel padiglione, diviso in quattro aree, si rimarrà sorpresi dalle installazioni tridimensionali e dai giochi luminosi ottenuti coi led. 

12. Padiglione del Kazakistan. L’ex nazione del blocco sovietico si prepara al meglio per il passaggio di consegna: mancano solo due anni ad Astana 2017. È fra i padiglioni maggiori e ha un concept che si basa sullo sfruttamento delle risorse agricole. All’interno è diviso su più stanze, dove si racconta la storia del paese, si fanno conoscere prodotti tipici e si diffondono aromi e profumi della nazione. 

13. Padiglione del Kuwait. Vi accoglierà nel migliore dei modi: la cascata d’acqua, all’ingresso del padiglione, è caratterizzata da un sistema che riesce a formare delle scritte col getto. Una volta terminato il flusso potrete accedere all’interno. Saranno proiettati due filmati lungo tutta la volta della stanza, che raccontano miti del paese. Sono la cosa peggiore del padiglione, ma durano pochi minuti. Successivamente entrerete in uno spazio formato da mensole che corrono per tutto il retro del padiglione, a ridosso della vetrata: portano delle piantagioni che rendono lo spazio molto “green”. 


14. Padiglione del Nepal. Gli effetti del terremoto in Nepal sono arrivati anche a Milano: ecco perché lungo tutto l’Expo troverete delle teche per la raccolta fondi. Il padiglione ha subito forti ritardi, vuoi per il tragico accaduto, vuoi perché è stato realizzato per la gran parte a mano. Il legno che caratterizza il tempio centrale è di notevole fattura, così come i percorsi studiati al suo interno. Vi darà la sensazione di essere lontani da Milano, in chissà quale angolo dell’Asia. Piacevole. 


15. Padiglione del Regno Unito. Da un punto di vista architettonico questo padiglione ha pochi rivali. Rappresenta il passaggio delle api da un giardino coi fiori verso il proprio alveare: la raccolta delle risorse globali e la loro lavorazione e produzione. L’effetto della nuvola di api attorno l’alveare, cuore del padiglione, è ottenuto con l’uso caotico di elementi architettonici, in grado di esaltare la sfericità dell’interno.  



16. Padiglione della Federazione Russia. La Russia è una di quelle nazioni che si è avvicinata molto al tema dell’Expo. Essendo una delle maggiori produttrici mondiali di prodotti agricoli, ha deciso di puntare sull’agricoltura attraverso uno studio condotto dai più famosi scienziati russi. Esternamente il padiglione si presenta formato da un grande elemento architettonico sporgente, dotato di uno specchio. Internamente è diviso su più livelli, ognuno dei quali ha un tema specifico. Nel livello zero il tema scelto è la tavola periodica di Mendeleev, ricostruita su tutte le pareti. Il design e gli effetti ottici donano una grande qualità agli spazi. La terrazza permette un affaccio su tutta la fiera. 


17. Padiglione della Spagna. È suddiviso in due blocchi dalla medesima forma, il primo con gli spazi interni, il secondo aperto verso l’esterno. La Spagna si presenta con un concept che rispetta la sua tradizione e che al contempo pensa al futuro. Fra le novità vengono presentate nuove idee per trasformare zone aride in fertili valli per la produzione agricola. All’interno troverete degli spazi dedicati al gusto, nella quale scoprirete i prodotti alimentari di cui la Spagna è leader. Infine terminerete la vostra visita sotto un aranceto. 


18. Padiglione della Svizzera. Se riuscite visitate la torre della Svizzera: al suo interno potrete scoprire quello che è il concept che risponde al meglio a questa Esposizione Universale. La torre è divisa su più livelli. Ogni livello è diviso in quattro stanze, ogni stanza ha un prodotto omaggio conservato in una scatola. Il visitatore può scegliere fra: sale marino, caffè in busta, bottigliette d’acqua e mele a spicchi. Ne può prendere quante ne vuole, anche tutte. Deve, però, essere consapevole di una cosa: dovranno bastare per tutti i visitatori che giungeranno qui in futuro. Ogni periodo di tempo il livello si abbassa e i dati vengono studiati. Per esempio il livello più in alto ha finito le scorte dopo 16 giorni, il penultimo livello dopo 30. Mette a nudo quella che è la sostenibilità: consumare quanto serve e pensare alle generazioni future. Brava la Svizzera. 


19. Padiglione Vanke. È il padiglione del colosso immobiliare cinese. Un progetto firmato dall’archistar Daniel Libeskind che mostra al mondo il modo di vivere nella Cina contemporanea, attraverso l’esperienza dello Shitang. 


20. Padiglione Coca Cola. È fra i padiglioni più dinamici di Expo Milano 2015. Appena entrati vi sarà fatta una registrazione e regalata una medaglietta con il Qr-code: passandola nell’apposito lettore troverete il vostro nome in sovraimpressione. Da qui sarete suddivisi in gruppi di visita e affidati a una guida. Vi spiegheranno il concept adottato dall’azienda di Atlanta per questa Esposizione Universale, vi faranno conoscere alcuni numeri sulla produzione e infine partecipare a un ballo di gruppo davanti a un monitor. Prima di uscire verranno offerte delle Coca Cola dai gusti insoliti. Il padiglione è al 100% sostenibile: si può smontare facilmente e trasportare su 5 camion. Nei prossimi mesi sarà trasferito nella città di Milano e diverrà un campetto di basket al coperto. Se all’interno è caratterizzato da questa grande sala con parquet e canestri, esternamente ha una fila di sagome di bottigliette che corrono per tutta la facciata laterale.

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