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La Netural Walk, quando il turismo ha una nuova forma

Partecipare alla Netural Walk 3 non è stata solo un’esperienza, ma una fortuna. E pensare che prima di partire non avevo mai sentito parlare del progetto, tantomeno degli organizzatori: Casa Netural. Eppure, a distanza di settimane, quella camminata di cinque giorni, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, è ancora impressa nella mia mente.

Ma andiamo con ordine. La prima domanda a cui bisogna rispondere è la più semplice: cos’è la Netural Walk? La potrei definire come un cammino, oppure come un trekking di più giorni, o semplicemente un’avventura stile scout per adulti. Ma ognuna delle voci non compenserebbe la sua vera identità. La Netural Walk è prima di tutto un’esperienza di vita in grado di farti vivere il territorio attraverso un turismo attivo. E i partecipanti non cercano la vacanza, ma un qualcosa di più. Hanno la voglia di vivere e di fondersi con il contesto, di sostare in spazi inospitali e di dialogare con la gente del posto. Di condividere, di mettere assieme le forze, le energie e le risate per arrivare al pieno godimento dell’avventura. Proprio come è stata per me. E i luoghi scelti non sono i più famosi, ma quelli che hanno un qualcosa da raccontare.

Sono partito da Pescara, ho alloggiato a Roma per poi prendere il primo treno per Praja-Ajeta-Tortora, in provincia di Cosenza, Calabria. Ho attraversato la grande Napoli e le città costiere famose per il turismo, per poi ritrovarmi in questa piccola stazione in gran affollamento. Sono venuti a prendermi e dopo qualche curva in macchina è cominciata la Netural Walk 3, alla terza edizione. Ci siamo radunati a casa di Biagio, un cantastorie del Pollino che accompagna i turisti con la sua asina Cometina. Il mio primo impatto col resto del gruppo – una trentina di persone più grandi di me – è stato del tutto particolare: mi sentivo un pesce fuor d’acqua e ho passato le prime ore a interrogarmi su ciò che avrei dovuto fare. Ma tutte le mie paure e ansie sono evaporate in poco tempo. Col passare dei giorni quel gruppo sarebbe diventata la mia nuova famiglia. Avevo una decina di madri adottive, una decina di padri adottivi, tante sorelle e fratelli. Un’asina come animale domestico e il cuore delle persone come abitazione.



E qui vi sorgerà una domanda spontanea: cosa si fa durante la Netural Walk? Si cammina per molte ore al giorno, fra sentieri, mulattiere, statali e strade di campagna. Fra palme, rovi, lecci e pini. Fra persone curiose e altre ospitali. Si mangia tutti assieme e ognuno si porta con se un piatto, un bicchiere e le posate, che poi laverà magari in una fontana di fortuna. Si dorme dove capita e non a caso nei giorni in cui sono stato ho dormito in una scuola elementare, in una palestra fra gli attrezzi, in una tenda, in un garage di un agriturismo e infine nello spogliatoio di un campo di calcio. Insomma nei luoghi più improbabili. Nel mentre si scopre il territorio silenziosamente, stando in fila in questo serpente di persone colorate. Non sempre le strade sono le più comode, anzi la fatica non manca. Però viene allietata dalle tante chiacchiere fatte e dalla voglia di scoprire la persona che ti si affianca nella camminata.

Così nei cinque giorni di Netural Walk ci siamo mossi all’interno del Parco Nazionale del Pollino, partendo da Tortora a mare e muovendoci verso l’interno. Abbiamo raggiunto dapprima il borgo di Tortora, famoso per il suo peperone essiccato, lo Zafarana, e per l’abitazione in cui soggiornò Garibaldi quando unì l’Italia sotto un’unica bandiera. Abbiamo conosciuto Aieta, un borgo affacciato sul mare nonostante i chilometri di distanza dal Tirreno. Per poi arrivare nella piana del carro, ad ascoltare il silenzio dell’isolamento. E infine in Lucania per scoprire le peculiarità di Castelluccio Superiore. Con questo tragitto la Netural Walk si è conclusa. Tuttavia, vuoi la nostalgia, vuoi le nuove amicizie, si è prolungata fino a Matera.

I compagni di viaggio sono tutte persone amanti dell’avventura. Alcuni sono autentici escursionisti con la migliore attrezzatura in circolazione, altri come me sembrano giocatori di basket prestati alla natura (ok ho messo pantaloncini da basket e maglia larga). Non è un caso che all’interno del gruppo fossero tutti simpatici e socievoli: dal momento in cui sposi questa avventura vuol dire che in mezzo agli altri sai starci. In quei giorni non sono stato blogger, ma ho vissuto alla Chatwin l’avventura: ho raccolto informazioni e raccontato il contesto, proprio come un reporter. 

Fra tutte le esperienze da me vissute è stata quella più intensa. E non posso far altro che invitarvi a partecipare alla prossima edizione. Dimenticate la comodità, accogliete lo spirito d’avventura!

Post Scriptum: ma chi sono gli organizzatori della Netural Walk? Il progetto è di Casa Netural, un'idea made in Matera che porta avanti molte iniziative culturali. Hanno la loro sede nel capoluogo lucano, a qualche minuto dal centro in quella che era una delle abitazioni assegnate durante gli anni dello sgombero. Quattro piani divisi per settore: i primi due sono destinati al Coworking, dove ognuno può lavorare in uno spazio comune. Nel piano underground la cucina e infine nell'ultimo livello il Coliving, con le camere da letto affittabili su AirBnb. All'interno di questa casa si tengono corsi ed eventi: corsi di lingua, corsi di cucina e tanto altro ancora. Insomma, un grande incubatore di sogni.

2 commenti:

  1. L'Italia è un paese meraviglioso, peccato che la politica la sta distruggendo....
    ottimo post grazie per la condivisione..

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    1. Ciao Roberto, hai ragione. Ma speriamo che sia la meraviglia a essere protagonista e non la politica. Un saluto grande!

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