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Mostar, cosa vedere nella città simbolo di pace

Fra le tante città dell’ex Jugoslavia, quella di Mostar possiede una delle storie più significative degli ultimi venti anni, racchiusa all’interno dei suoi monumenti simbolo, fra cui lo Stari Most. Ho avuto modo di visitare questa città dell’Erzegovina e di scoprirne le sue peculiarità.

Stari Most


Facciamo un passo indietro nel tempo. La città di Mostar, dallo slavo most ossia ponte, venne fondata fai turchi ottomani nel XV secolo. La sua cultura era principalmente musulmana e la città doveva apparire come un tipico insediamento anatolico. Dopo varie vicissitudini, fra cui l’annessione alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, nel 1992 assunse un ruolo strategico e centrale nella guerra dei Balcani. Qui si scontrarono i due eserciti contrapposti. Il primo composto dai croati schierati al fianco dei musulmani, il secondo dai serbo montenegrini. Il 12 giugno i croati ebbero la meglio, scacciando dalla città l’offensiva serba, che tuttavia continuò a bombardare la città dalle montagne vicine. Ma il 9 maggio dell’anno seguente l’esercito croato si staccò da quello musulmano, per il controllo della città. Cominciò un bombardamento continuo che portò alla morte di milizie. Furono aperti campi di concentramento per i musulmani e altri per i croati. La situazione precipitò – definitivamente – il 9 novembre, quando lo Stari Most venne fatto brillare a colpi di mortaio. Il simbolo della città giaceva sul fondale del fiume Narenta.
Lo Stari Most non venne ricostruito subito dopo la fine della guerra dei Balcani. Fu prima progettato un ponte provvisorio, che permettesse il transito delle persone da una parte all’altra della città. Tuttavia venne fatta un’operazione intelligente: furono recuperate le 1088 pietre e si studiò un restauro stilistico. Utilizzando sistemi medievali, e dopo anni di lavori, il ponte fu reinaugurato – così come era – il 22 luglio 2004. L’anno successivo veniva inserito nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità.

Mostar

Il ponte oggi è ancora lì, in perfette condizioni. E non rappresenta soltanto una testimonianza diretta della guerra dei Balcani e dell’aspro conflitto che ha messo contro culture diverse della stessa città, ma è anche il simbolo della fine della guerra, della ricostruzione e della pace futura. La Mostar di oggi basa gran parte della sua immagine su questa architettura del XV secolo. E lo si può notare dalle tante insegne lungo la strada, ritraenti la sagoma a sesto acuto del ponte. Ogni indicazione fa riferimento a esso, su ogni mappa viene messo in evidenza, quasi come se fosse il centro nevralgico della città. Da un punto di vista turistico e storico lo è, per altri aspetti no. Ma andiamo a conoscere tutte le cose da vedere a Mostar. 

COSA VEDERE A MOSTAR

Il quartiere musulmano. È situato nella parte destra della città, al di là del fiume Narenta. Il primo impatto è forte e sembra quasi di ritrovarsi in una tipica località turco ottomana. Si cammina su una strada formata da pietre di fiume (consiglio scarpe comode) sulla quale si affacciano le tipiche architetture. Sono abitazioni distribuite su due livelli che fondono l’uso della pietra con quello del legno. Il legno permette di leggere la facciata e dona al quartiere un aspetto unitario. Al piano terra sono ricavati gli spazi commerciali, che assieme formano un bazar. Il primo piano è dove si trova l’abitazione, spesso anteceduta da un ballatoio. Si estende anche al di là dello Stari Most e la testimonianza è data dalle due moschee. I ristoranti qui situati offrono una cucina tipica araba, con influenze slave ed europee.

mostar

 
Il vecchio Bazar Kujundziluk.
È situato all’interno del quartiere musulmano ed è l’unione delle tante piccole botteghe tipiche. Si può trovare di tutto: capi di abbigliamento tipico, prodotti di oreficeria, lampade, narghilè, oggetti per la casa, tappeti, cappelli turchi, ciabatte tipiche, borse, bracciali, vasellame e tanto altro ancora. I prezzi sono molto bassi ed è possibile pagare non solo con la moneta locale – il marco - ma anche in Euro e in Kune (moneta croata).

mostar
Lo Stari Most. Ho già accennato la sua storia, ma in questo caso mi limiterò a descriverlo. È alto 24 metri, lungo 30 con una larghezza di 4. Ha una forma ad arco continuo a sesto acuto ed è fiancheggiato da due torrioni denominati “Mostari”. Già dal XVII secolo era utilizzato per scopi sportivi: qui si tiene una competizione di tuffi fra le più famose al mondo.

Mostar


Il Kriva Ćuprija (Ponte Storto). Si trova oltre lo Stari Most e permette il guado sul torrente Dum. Fu costruito nel 1558 e ricorda nella forma lo Stari Most. Anch’esso è stato costruito utilizzando la pietra locale ed è accessibile mediante una piccola via laterale.

mostar

La Moschea del pascià Koskin-Mehmed. Dopo lo Stari Most è forse l’altro simbolo di Mostar. È situata nel quartiere musulmano, sulle sponde del fiume Narenta. Per accedervi occorre sottopassare un arco, per essere immessi in un cortile in cui è stato ricavato un piccolo cimitero. La moschea è anticipata da un porticato in legno e per entrarvi e salire sul minareto – la torre della moschea – occorre pagare un biglietto di 5 marchi (2,5€). L’interno è composto da un’unica stanza, dalle modeste dimensioni. Il cuore della struttura è proprio il minareto: da qui si gode una perfetta vista sul ponte. Il ballatoio è molto stretto e non permette di muoversi al meglio. Prestare la massima attenzione.

mostar
 
Le abitazioni martoriate.
Lo so, è brutto inserire queste abitazioni fra le attrazioni della città. Ma se ho deciso di consigliarle è perché riescono a farci comprendere quanto la guerra sia stata devastante. Sono per lo più grandi palazzi, completamente abbandonati e inagibili, che parlano molto più di un libro di storia. E li trovi in tutti gli angoli della città, quasi a voler testimoniare quello che vi era stato una ventina di anni fa.

mostar guerra

I cimiteri musulmani lungo la strada. Sembra assurdo, ma nel centro della città, in mezzo alla strada e senza recinzioni, sono ricavati i cimiteri della comunità musulmana perita durante la guerra dei Balcani. Tutte tombe bianche che raccontano la storia di giovani e meno giovani morti per difendere il loro territorio e la loro cultura. Spazi di riflessione, che spesso si contrappongono alla nuova immagine di progresso che lentamente avvolge la città. Frasi in arabo a donare alle vittime un pensiero, didascalie necessarie per farci conoscere il caduto.


CONSIGLI DI VISITA

Dove mangiare?
Premetto che quasi tutti i ristoranti di Mostar, compresi quelli in prossimità dello Stari Most, hanno dei prezzi bassi quantomeno accessibili.
Vi consiglio Sadrvan. Grande, accogliente, in stile turco. È situato al fianco dello Stari Most e offre una cucina tipica. Consigliatissimo il vassoio di prodotti tipici per due persone. Prezzo totale 11€ e vi assicuro mangerete tanto e bene.

mostar dove mangiare
 
Dove dormire?
Ho alloggiato all’appartamento Lollipop, a dieci minuti a piedi dallo Stari Most. Offre quattro posti letto, un bagno, un soggiorno con cucina. Da qui si gode un’ottima vista sulla città. Inoltre disponibile il posto auto al coperto. Ma è la gentilezza dei proprietari che colpisce: ti accolgono con prodotti tipici e se vi va bene (come a me) vi offrono una bottiglia di vino locale.

Cosa vedere nei dintorni di Mostar? Consiglio la località di Blagaj, a pochi chilometri dalla città, Pocitelj, una piccola Ankara in miniatura, Le cascate di Kravice.

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