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Quel lato dell′Abruzzo ricco di cose da vedere: la Majella

L’Abruzzo ha la fortuna di possedere molti angoli ricchi di cose da fare e da vedere. Uno di questi si trova nel Parco Nazionale della Majella e va dal comune di Scafa fino alla località di Roccacaramanico. Una ventina di chilometri che si inoltrano nel cuore dell’Abruzzo e passano fra le più belle attrazioni che la regione conserva.

Scegliamo un punto di partenza facilmente raggiungibile: l’uscita autostradale di Alanno Scafa. Superando il paese di Scafa (lo riconoscerete dall’imponente industria azzurra al centro di esso), si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per le “Sorgenti del Lavino”. Dopo circa 4 chilometri di marcia si parcheggia nei pressi della scuola elementare e si scende verso il fiume. Qui sono presenti le acque più azzurre d’Abruzzo. Sono sulfuree (si sentirà molto l’odore di zolfo) e permettono di godersi una piacevole sosta negli angoli di queste sorgenti, dove sono state allestite delle aree pic-nic. Si ritorna verso il paese e si continua in direzione Caramanico Terme.

Majella abruzzo
Le sorgenti del Lavino

Il primo borgo che si incontra è quello di San Valentino in Abruzzo Citeriore. Viene considerato uno dei più belli della regione e il dettaglio della scalinata che termina con la facciata di una chiesa con due torri ricorda Piazza di Spagna a Roma. A San Valentino si tiene la rassegna delle Cantine Aperte, in grado di richiamare migliaia di turisti dal circondario. Durante l’evento il vino scorre a fiumi e lo si paga pochissimo.

Uscendo da San Valentino in Abruzzo Citeriore, e restando sulla SS487, si avrà il primo bivio sulla sinistra: indicherà la svolta verso i comuni di Abbateggio e Roccamorice.

Svoltando al bivio ci si immette sulla SP22 e invece di proseguire in direzione Roccamorice si entra ad Abbateggio, sulla SP30. Nel paese – dalla storia millenaria – non c’è molto da vedere. Tuttavia nel suo territorio è presente una delle cascate più belle d’Abruzzo: la Cascata di Lejo, nota anche col nome di Cascata di Cusano. Non è facile da raggiugere e in un precedente articolo (clicca qui) ho spiegato come arrivare senza perdersi. È l’ideale per chi ama quelle escursioni che uniscono il trekking al torrentismo. Si risale il torrente fino alla cascata in un percorso di visita che dura una 40ina di minuti.

Majella Abbateggio
Percorso per la Cascata di Cusano

Tornando sulla SP22 si procede in direzione Roccamorice per scoprire una delle attrazioni più famose d’Abruzzo: gli Eremi Celestiniani. Raggiungerli non è difficile. Il primo, quello di San Bartolomeo in Legio, necessita di una escursione di 30 minuti e lo si può raggiungere da due località diverse. La prima in zona Abbateggio, con un cartello che indica l’Eremo sulla destra. La seconda attraversando il comune di Roccamorice e procedendo verso il cimitero, continuando per dieci minuti di marcia. Il secondo, Santo Spirito alla Majella, si trova al termine di questa seconda via ed è raggiungibile con la propria macchina. L’ingresso a San Bartolomeo è gratuito, quello a Santo Spirito ha un biglietto d’ingresso. Ho già parlato degli eremi in questo articolo (clicca qui). Roccamorice è l’ideale anche per quelle persone che amano l’arrampicata: ci sono delle scuole che insegnano a muoversi fra le rocce e la pratica si svolge in una delle tante pareti nella valle degli eremi.

Eremo di San Bartolomeo in Legio

Eremo di Santo Spirito

Si ritorna sulla SS487 e si continua in direzione Caramanico per 4 km. Si arriva al bivio di Salle e si svolta sulla destra. Questa strada permetterà di vedere altre parti interessanti del territorio.

Si comincia con la frazione di San Tommaso, dominata dalla Chiesa lungo la strada. È una dei massimi esempi di romanico abruzzese, con una facciata caratterizzata da bassorilievi e un interno con colonne a separare le tre navate. Al suo fianco c’è un insieme di case crollate per via dei tanti terremoti e oggi utilizzate come quinta scenica. Qui non è difficile incontrare animali selvatici, come cervi e daini. Ma anche cinghiali e raramente i lupi. Da San Tommaso si entra a Santa Lucia in cui sono presenti delle rapide per chi ama il torrentismo. Ma conviene arrivarci da un’altra località (ne parlerò più avanti).

Chiesa di San Tommaso

Prima di entrare a Salle (articolo qui) si attraversa il ponte carrabile più alto del centro Italia. Qui viene installata, nei mesi estivi, una postazione per il bungee jumping: una caduta a picco per centinaia di metri, solo per i temerari. Poco dopo si entra nel paese. Quello che ci si ritrova a vedere è stato costruito dopo gli anni ’20, durante il periodo fascista. Non a caso nella piazza principale c’è un bassorilievo col busto di Mussolini che ricorda la costruzione del nuovo centro abitato. Il vecchio centro è parzialmente andato perduto dal terremoto del 1915 e oggi restano in piedi soltanto dei ruderi e il Castello, perfettamente conservato, meno per la chiesa interna che è in stato di abbandono. All’interno della struttura si può cenare, fra armature in ferro battuto e mobilio del medioevo.

Castello di Salle

Da Salle si procede in direzione Musellaro (articolo qui). Il borgo è parzialmente abbandonato e quella macchia inutilizzata è ben visibile dalla strada. Da qui parte l’escursione accennata poco prima: la visita alle rapide di Santa Lucia nella Valle dei Luchi (articolo qui), in quelli che sono stati ribattezzati i “marmittoni”. Si tratta di una serie di rapide in cui il fiume prende velocità e si inoltra in passaggi stretti, salta in piccole cascate e modella un paesaggio lunare. Sono consigliate per gli amanti del torrentismo, ma attenzione al non farsi trasportare dalla corrente.

Rapide di Santa Lucia

Usciti da Musellaro si continua verso Bolognano. Innanzitutto è consigliata una visita al borgo, in cui l’arte ha preso il posto dell’abbandono e ha ridisegnato il passato. Il tutto grazie all’intervento di mecenati e artisti che qui si sono fermati. Uno su tutti Beuys, nome di prestigio legato alla vicinissima Cantina Zaccagnini (articolo qui). Da Bolognano parte l’escursione verso la Cisterna (articolo qui), situata fra il comune stesso e quello di San Valentino in Abruzzo Citeriore. Si scende verso il fiume Orta seguendo le indicazioni e da lì si procede all’interno del fiume. Una piacevole passeggiata estiva.

Cisterna di Bolognano

Si lascia Bolognano e si torna verso Caramanico. Ci si reimmette sulla SS487 verso Caramanico. A sinistra si incontra il bivio per la località di Decontra in cui è situato l’Eremo Celestiniano di San Giovanni all’Orfento (articolo qui). È il più complicato da raggiungere, non tanto per la lunga camminata di tre ore, bensì per la pericolosità con cui si entra all’eremo: si deve costeggiare la parete rocciosa stando attenti a non cadere in quello strapiombo di cinque metri e per entrare all’interno è necessario strisciare col passo da giaguaro. Sconsigliato per i meno agili e per tutti quelli che soffrono di vertigini. 

Ancora pochi chilometri e si arriverà a Caramanico Terme. È un vero e proprio paese turistico dell’Abruzzo, caratterizzato dalle sue terme e dai tanti alberghi specializzati nella ricezione di un determinato target di turisti. A Caramanico vale la pena farsi un giro per il borgo, elegante e ricco di arte e visitare il centro Majambiente da cui partono delle escursioni in trekking. La migliore resta quella alla Valle dell’Orfento (articolo qui). Si tratta di un canyon scavato dal fiume in cui è presente una flora e una fauna particolare. I colori sono cangianti, la luce a malapena filtra. Regna la quiete e la maestosità della natura.

Caramanico Terme

Valle dell'Orfento

Continuando oltre Caramanico Terme si giungerà a Sant’Eufemia, famoso per i derivati del latte. Poco dopo c’è il paese di Roccacaramanico (articolo qui), un borgo fino a dieci anni fa completamente abbandonato.

Roccacaramanico


RIEPILOGO DEI BORGHI ATTRAVERSATI

Scafa: Sorgenti del Lavino
San Valentino in Abruzzo Citeriore: visita al borgo, rassegna delle “Cantine Aperte”
Abbateggio: Cascata del Cusano
Roccamorice: trekking all’Eremo di San Bartolomeo in Legio, visita all’Eremo di Santo Spirito, arrampicata
San Tommaso: visita alla Chiesa
Salle: visita al Castello e al borgo abbandonato, bungee jumping
Musellaro: visita al borgo abbandonato, trekking nelle rapide di Santa Lucia
Bolognano: visita al borgo, visita alla Cantina Zaccagnini, trekking e torrentismo alla Cisterna
Decontra: trekking all’Eremo di San Giovanni all’Orfento
Caramanico Terme: visita al borgo, trekking nella Valle dell’Orfento
Roccacaramanico: visita al borgo

1 commento:

  1. Un luogo veramente magico, in Italia abbiamo posti fantastici, spesso poco noti dai più

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