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La Costa Brava, la meta turistica dalle tante opportunità

La Costa Brava è una delle mete turistiche europee per eccellenza: spiagge, buon cibo, bella vita e tanto tanto sole. Ma perché scegliere questa località catalana nel nord est della Spagna? Scopriamolo assieme.



Siamo realisti: perché una vacanza in Costa Brava potrebbe funzionare? La prima parola che mi viene in mente come risposta è “vicinanza”. Prendiamo l’Aeroporto di Barcellona, uno degli hub maggiori al mondo che connette la capitale catalana in tutto il globo. E poi prendiamo quello minore di Girona che, grazie alla Ryanair, permette uno scalo low cost da gran parte dell’Europa. Queste due località catalane hanno a che fare con la Costa Brava. Perciò, arrivare è facile e ha dei costi vantaggiosi.

Lo si sa, il turista medio tenderà a visitare Barcellona prima di una Costa Brava. Con l’articolo, voglio dimostrarvi come questo fazzoletto di terra a contatto col mare sia una valida alternativa a nazioni come la Grecia e la Turchia. 



Partiamo col capire dove ci troviamo.
Prendete la cartina della Spagna e spostate l’attenzione sulla Catalogna (in alto a destra al confine con la Francia). Seguite il tratto costiero sopra Barcellona, nelle vicinanze di Girona e tracciate una linea da Blanes a Portbou: quella è la Costa Brava. La sua estensione abbraccia comuni marittimi specializzati nell’accoglienza che hanno fatto del rapporto col Mediterraneo uno stile di vita. Non a caso le sue spiagge sono fra le più amate d’Europa: acque cristalline, attività outdoor e sole, tanto sole. Abitazioni bianche dai dettagli blu, ancore in legno appese fuori le porte e atmosfera “Caliente”.

Ma da cosa prende nome la Costa Brava? Da una esclamazione di Ferran Agullò che definì questo tratto costiero come “bravo”, no nel senso di bravura, quanto di divertimento. Furono, però, gli artisti a celebrarla in tutto il suo splendore: da Salvator Dalì, che nacque qui, a Pablo Picasso, passando per un Marc Chagall. O i letterati, con Josep Pla in primis. Insomma una terra fonte di ispirazione che negli ultimi 100 anni si è ritagliata uno spazio nel mondo.

Tutto ruota attorno al mare. E che mare! La Costa Brava è un trionfo di acque cristalline, che bagnano le piccole calle sabbiose o i più complessi tratti rocciosi. A collegarle c’è un cammino (pensandoci, in Spagna è pieno di cammini) che da nord a sud unisce tutte le località. Si tratta del Camino de Ronda. Intraprenderlo è un modo intelligente e diverso per godersi il mare. Passa fra viali lastricati e colline coperte da alberi, il tutto con un pieno contatto visivo col mare. Attraversa anche quartieri abitati e hotel. Nulla di difficile e adatto a quasi tutte le persone (meno per i disabili per via delle barriere architettoniche).

La cosa più bella è la pluralità delle cose in cui vi imbatterete. Cercate il soggiorno tranquillo? E allora vi imbatterete in cittadine dove regna la pace. Cercate divertimento? Molte località vi faranno ballare. Cercate la tipicità? L’arte? La storia? Il calore? Il sole? Di vacanze ce ne sono di tutti i gusti ed è forse questo il segreto di questa regione.

Ma quali sono le cose da fare in Costa Brava? Eccovi una lista che vi esaudirà. Dopodiché avrete un solo imperativo: partire e godervela. 



1. GUSTARE LA CUCINA CATALANA E LE SUE SFUMATURE 
Quando avevo sentito parlare della cucina catalana ero rimasto sorpreso da una cosa: mari e monti sono nello stesso piatto, dialogano fra di loro e contribuiscono a una sintesi di gusto che non ha eguali. Il saper rielaborare antiche ricette e trasformarle con tecniche contemporanee è stata la grandezza degli chef della Costa Brava. Non dobbiamo dimenticarci che in questo territorio sono presenti alcuni chef stellati fra i più famosi al mondo, tanto da meritarsi una posizione di pregio fra le cucine. Il cibo è di grande qualità ed è quasi interamente prodotto, coltivato, allevato e pescato a km 0. Un po’ per una costante ricerca di qualità, un po’ per l’orgoglio catalano che vuole far leva sulle proprie risorse.

Consigli: non ordinate cibo spagnolo ma catalano (che è diverso). 

2. DIVERTIRSI SENZA UN DOMANI A LLORET DE MAR
Premetto: otto anni fa decisi di festeggiare la fine del mio primo anno universitario proprio in questa cittadina. Passai otto giorni di fuoco, alternando giornate di mare, ad annoiarmi al sole, a serate in discoteca dove non esisteva alcun altro pensiero se non quello del divertirsi. Risultato? Dopo 3 giorni rinnegavo il dover star lì per altri 5 giorni. La vacanza sfascio è bella quando dura poco e viene alternata con un qualcosa di meno frenetico.

Lloret de Mar resta e resterà quell’angolo della Costa Brava per chi ama godersi la dolce vita. Una città dedita al turismo, dove la via principale è un susseguirsi di locali, discoteche e grandi alberghi, mentre l’interno è fatto di abitazioni con appartamenti affittabili e negozi che vendono di tutto per il turista. Ha una spiaggia che spezza il Camino de Ronda e offre la possibilità di sostare liberamente, senza pagare accessi. Campi da beach e chioschi offrono un servizio in più al turista che può anche scegliere di fare un giro in mare su un gommone o sul paracadute attaccato alla barca. Di giorno, nonostante il mare e i tanti ristoranti invasi, è una città spenta. Quando arriva la notte tutto cambia. Ogni via è una cassa a cielo aperto, che bomba musica di ogni genere e crea uno spaesamento. Le file fuori le discoteche sono una routine, così come la stravaganza di chi anima quella festa. Ti fermano dappertutto per proporti un ingresso scontato, ci sono molti italiani e regna una cosa sola: il divertimento.

Consigli: meglio andare in gruppo, evitate soggiorni troppo lunghi.
Sconsigli: famiglie? Meglio di no, se sei un cultural tripper evita.


3. ENTRARE NELLA STORIA A PALS
Ho già dedicato un articolo a Pals, un borgo catalano nei pressi di Girona. È l’ideale per tutte quelle persone che amano fare una escursione culturale e staccare dalla vacanza rilassante. Il borgo è quasi del tutto intatto ed è rimasto così com’era. Una porta di ingresso immette all’interno delle mura cittadine, ancora con le loro torri di vedetta. Una via risale il borgo e conduce alla chiesa: qui si affacciano eleganti edifici in pietra e palazzetti di pregio. Dalla torre di avvistamento si può godere la vista sul mare: sul fondo, fra le acque, le rocce creano disegni e richiamano l’immaginazione. La più famosa sembra un rinoceronte.

4. INTRAPRENDERE IL CAMINO DE RONDA

Ho già parlato del Camino in alto. È fra le cose che più caratterizzano la Costa Brava e permettono di viverla in tutto il suo fascino. Passa nella fascia litoranea della Catalogna attraversando città, villaggi, piccoli centri, ma anche stazioni balneari e cale dove farsi il bagno.

Consigli: un cappello non guasta mai.
Sconsigli: molti tratti non sono adatti per i disabili.


5. DANZARE A RITMO DI HAVANERA

Una delle più belle coincidenze, che poi non è così tanto una coincidenza, riguarda le bandiere della Catalogna e di Cuba. Confrontatele: hanno lo stesso layout! Hanno entrambi strisce orizzontali, con colori alternati – Cuba il blu e il bianco, la catalogna il rosso e il giallo – e un triangolo con una stella al centro. È l’unica coincidenza? No.

Le coincidenze non esistono, o meglio hanno una spiegazione logica che svela il tutto. Cuba e la Catalogna sono due terre ben distinte e lontane fra loro, ma accomunate da uno spirito comune: quello della ricerca dell’indipendenza. La prima l’ha ottenuta, proprio sugli spagnoli, la seconda la sta chiedendo a voce alta, sempre agli spagnoli. Cuba è per la Catalogna un modello da seguire. Non è un caso se a Calella, una splendida città di mare lungo la Costa Brava, si tiene un festival dedicato all’havanera, o più famosa in Italia con il nome di Habanera. Questa danza popolare (dell’Avana) è una specie di tango dai ritmi più lenti. Viene ballata ogni anno sulla piazzetta a ridosso del mare e richiama orde di turisti dal circondario e non solo. Un’occasione perfetta per ascoltare il canto tipico dei pescatori che lasciavano le proprie famiglie per il mare aperto, intonando melodie malinconiche.

6. VIVERE GIRONA
Quando parliamo di città catalane subito pensiamo a Barcellona. Sì, è la città più rappresentativa nonché sua capitale, eppure è una megalopoli che ha perso la sua primordiale identità. Girona no: è una città che racconta la sua regione. Lungo il fiume ci sono delle pareti fatte di edifici che vale la pena vedere: colori che danno un senso all’insieme e creano una prospettiva vivace verso la cattedrale. Una città da vivere in tutte le sue sfaccettature e in tutte le ore.

7. ARTE A CADAQUES

Partiamo con l’asserire che questa città è la più orientale della Spagna e si trova nell’Alt Empordà, a pochi chilometri dal confine francese. Ha delle caratteristiche abitazioni bianche che ben si adattano ai colori del mare e offrono degli scorci che ricordano città mediterranee greche o italiane. Tutto molto bello fino a ora, e devo ancora svelare il pezzo forte. È l’arte la protagonista di Cadaques.

In questa città nacque e visse Salvator Dalì, tanto che le sue opere sono ospitate in un museo cittadino. Durante i suoi anni si affacciarono qui Pablo Picasso, Walt Disney e Federico Garcia Lorca. All’interno della città, in due musei, si trovano anche opere di Matisse, Raffaello, Caravaggio, Goya, Rubens, Durer. Un paradiso artistico dai connotati marini.

8. TUFFARSI A PLATJA D’ARO
Ho avuto la fortuna di alloggiare a Platja d’Aro, in quello che è stato il primo hotel aperto lungo la costa: si trova a picco sul mare e ogni mattina dà il buongiorno ai turisti con un bel sole giallo lungo l’orizzonte. Non voglio fare pubblicità alla struttura, ma era giusto partire da questa affermazione: Platja d’Aro vive per il mare.

Non consiglio di fermarvi nella città che si è sviluppata dal mare stesso, quella turistica e ricca di negozi e lounge bar, ma nella città selvaggia, in quelle che sono le spiagge più caratteristiche. Come Cala del Pi, dove è Obbligatorio (sottolineo la O maiuscola) tuffarsi nelle acque cristalline.

9. TOSSA DE MAR

La città vecchia, circondata dalle mura turrite, è una vera e propria attrazione. In un percorso di visita ci si ritrova a passeggiare indietro nel tempo, a riscoprire il gusto del gotico o ancor prima del periodo romano. E poi tanto mare, con le piccole spiaggette dove immergersi.

10. TURISMO ENOLOGICO

Vino divino, vacanza divina o di vino. Vino e ancora vino. Gli effetti di un bicchiere di vino potrebbero farmi alterare, il pensiero di girare fra le cantine vinicole della Costa Brava ancora di più. Ma in senso positivo, chiaro. Il turismo enologico è molto diffuso in Italia, vuoi per le nostre regioni ricche di vini doc, vuoi per le cantine vinicole che sono delle opere d’arte. In catalogna avviene la stessa cosa. Il vino è un’opera d’arte e fa parte di un processo di sintesi che parte dalla natura e termina in un bicchiere.

Qui ci sono alcune cantine che in un modo o nell’altro hanno sviluppato connotati ricettivi. Come la cantina Bell Lloc, in cui ogni singolo dettaglio, dal tappo della bottiglia, alla stanza per le degustazioni, è pensata dal genio artistico dell’uomo.

Consigli: attenzione alla guida (io al quinto assaggio ero brillo ma per fortuna non guidavo). 



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