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Civitacampomarano, il borgo rivalorizzato con la Street Art

Civitacampomarano è un paese dell'entroterra molisana che negli ultimi anni è stato rivalorizzato con la street art. Murales e installazioni nelle antiche vie per dare uno slancio culturale e turistico e rilanciare un borgo per gran parte spopolato.
Civitacampomarano Biancoshock
Civitacampomarano, installazione di Biancoshock
La prima volta in cui sentii parlare di Civitacampomarano fu grazie a delle fotografie condivise nel web. Non riguardavano il paese, ma un festival artistico. La cosa mi colpì e mi promisi di parlarne in un articolo. Così eccomi ancora una volta in Molise, una Regione che merita di essere visitata e raccontata. La strada che porta al paese non è delle migliori e in più punti risulta dissestata e avvallata. Soprattutto quella che si prende dalla Bifernina, nel tratto che da Termoli porta a Campobasso. Si esce a Lucito entrando nel paese stesso, per poi proseguire in direzione Civitacampomarano. Dopo una ventina di minuti di marcia si arriva al paese.
Civitacampomarano


Ma perché venire a Civitacampomarano? Per due motivi. Il primo è per il borgo in se per se, fra i più belli che abbiamo in Italia. Il secondo è per un Festival di Street Art: il CVTà Street Fest. Quest’ultimo ha contribuito a valorizzare il paese con un metodo non convenzionale. Ha portato un’ondata di contemporaneità laddove era l’autenticità a caratterizzare vie e abitazioni. E già dalle curve che risalgono verso il centro del paese si vedono i primi murales riempire le facciate cieche di alcuni edifici.

Protagonista della prima edizione è stato l’artista Biancoshock, col suo progetto “Web 0.0”. Così il negozio degli alimentari ha sostituito la sua insegna con la scritta “eBay” (successivamente rimossa), sulla cassetta delle poste è comparso il logo di “Gmail”, la vetrina della farmacia è stata caratterizzata dalla scritta “Avast Antivirus”, la bacheca comunale ha assunto i connotati di “Facebook”, la panchina quelli di “Twitter”, la cabina telefonica i colori e il logo di “Whats App” (successivamente rimossi). L’iniziativa ha portato il mondo social nel sociale e ha contribuito a portare un borgo in fase di spopolamento fra le notizie nazionali. Ma non solo, ha portato colori cangianti in un ambiente in cui i colori degli intonaci sono stati segnati dal tempo. Un effetto di contrasto affascinante e in armonia col contesto. 
Civitacampomarano
Civitacampomarano, installazione di Biancoshock

Civitacampomarano Biancoshock
Civitacampomarano, installazione di Biancoshock

Civitacampomarano Biancoshock
Civitacampomarano, installazione di Biancoshock


Dalla piazza con l’affaccio panoramico e la cabina telefonica si può scegliere la direzione in cui proseguire. Sulla sinistra (dando le spalle al belvedere) il paese risale e le abitazioni sono di costruzione più recente. Qui si trova il murale “You never walk alone”, riprendendo l'inno dei tifosi del Liverpool, in cui una vecchia signora è seduta sull’asino. Sulla destra, invece, si entra nei vicoli storici del borgo. Anche qui si trovano murales, il più delle volte posizionati in punti non convenzionali, come porte o angoli nascosti. In altri casi li si trovano sul belvedere, ricavati su pareti che un tempo caratterizzavano abitazioni oggi diroccate. Su un muro c’è una frase divenuta un simbolo per la regione intera. Riprendendo il luogo comune, si trova scritto “Il Molise non esiste resiste”, nera su fondo bianco e aggiunta in rosso. 





In questa parte del borgo si possono vedere palazzi a schiera che compongono interi isolati, il più delle volte collegati fra loro con degli archi strutturali. Ma anche abitazioni minori e palazzi molto grandi con tanto di loggia. E poi c’è lui: il Castello Angioino. La sua costruzione risale al ‘300 laddove è presente la chiesa madre. Ha una pianta quadrangolare con torri agli angoli. Un fossato corre attorno alla costruzione e sono dei ponti a collegarla al resto del paese. All’interno c’è un cortile di smistamento alle camere, con tanto di portico. Qui si può accedere nelle stanze signorili e nelle prigioni. 
Civitacampomarano castello angioino
Civitacampomarano, il Castello Angioino



Se si decidesse di proseguire verso il punto più estremo, ci si ritroverebbe in un’ala del borgo quasi interamente abbandonata e a tratti diroccata. Ci se ne accorge dalla presenza della fitta vegetazione che ha invaso i vicoli e le stesse abitazioni. Ma anche dal terreno dissestato che ha spaccato le scalinate rendendo inaccessibili intere aree, oggi transennate. Colpisce vedere una abitazione di tre livelli crollata per metà, come se fosse stata sezionata. Come se fosse una casa delle bambole, di quelle in miniatura con il mobilio in scala. E all’interno di questa casa si vedono ancora i mobili, fra cui un letto fatto e schiacciato dalla trave, un armadio a muro e lo specchio appeso alla parete. Altre piccole case sono aperte e al loro interno tutto è stato lasciato incustodito. Altre architetture sono dei gioielli che andrebbero recuperati. Su un palazzo si legge la scritta “W la nuova classe del 1926”, risalente al secolo scorso. Ma anche sfottò calcistici riguardanti squadre di calcio, scritte anch’esse della prima metà del ‘900. Simbolo di questo ramo abbandonato di Civitacampomarano è un palazzo baronale di tre livelli. Ha un cortile interno che immette su due stanze al piano terra e una scalinata con arcate che conduce ai piani superiori. Un palazzo che restaurato diverrebbe un gioiello per il paese. 


Civitacampomarano è un borgo che – riprendendo uno dei murales – resiste. Non si è arreso alla storia, allo spopolamento. Ha invece investito sulla sua autenticità e sull’innovazione culturale della Street Art. Un borgo che va visitato passeggiando e perdendosi fra le sue vie. Senza una meta, senza orari, al solo richiamo della curiosità.

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