Ultimi articoli
recent

Autunno in Abruzzo: un percorso per vedere il foliage nei boschi

Non tutte le regioni d’Italia hanno la fortuna di manifestare le stagioni come in Abruzzo: neve in inverno ad imbiancare l’entroterra, fioritura in primavera a dare un tocco di colore, spiagge illuminate dal sole d’estate. Ma soprattutto in autunno, quando gli alberi che assumono tonalità calde e cangianti che vanno dal giallo al rosso. Questa stagione è forse quella che esprime al meglio la bellezza dell’Abruzzo. Tuttavia il fenomeno del cambio di colori, e il successivo foliage nei boschi, dura pochi giorni. Così vi propongo un percorso di visita in Abruzzo, che vi porterà alla scoperta dei colori magici dell’autunno. 

 

Questo percorso, disegnato per vedere i colori dell’autunno in Abruzzo, inizia idealmente lungo il tratto di strada che da Pettorano sul Gizio va verso Napoli. Si lascia Sulmona e il Morrone alle spalle e si prosegue su quella che è considerata una fra le strade più panoramiche della regione. Qui si aprono distese di alberature che durante il periodo autunnale assumono sfumature dal giallo al rosso. Fiancheggiano la carreggiata e conducono idealmente fino all’inizio dell’Altopiano delle Cinquemiglia, laddove la larga pianura crea una distesa verde che va da una parte all’altra della montagna. La strada taglia la piana e ospita le poche strutture ricettive a ridosso dell’asfalto, per lo più dedicate agli sciatori. La SS17, nome di questa strada, permetterà di vedere i colori autunnali sul versante occidentale a ridosso delle pareti di montagna che caratterizzano il luogo. In una di quelle escursioni si potrà salire a Passo Godi e vedere il lago di Scanno dall’alto. La prima tappa dell’escursione sarà il Bosco di Sant’Antonio a Pescocostanzo


- Pescocostanzo e il Bosco di Sant’Antonio

Dalla SS17 ci si immette nel bivio per Rivisondoli – Pescocostanzo, proseguendo lungo quel tracciato che costeggia le distese verdi. Il primo paese sulla sinistra è Rivisondoli, una fra le mete più famose d’Abruzzo, mentre Pescocostanzo si trova poco più avanti e anch’esso sulla sinistra. Si procede verso il borgo evitando di arrivare a ridosso delle case del centro storico e si svolta dopo un benzinaio sulla destra. Ci sono comunque le indicazioni per il Bosco di Sant’Antonio. Si procede per la strada intrapresa, percorrendola per alcuni km. Lungo la strada si potranno osservare i colori autunnali sulle tante piantagioni ai bordi della carreggiata e non sarà difficile ritrovarsi fra mandrie di mucche che attraversano le corsie per tornare negli stazzi. Arrivati davanti il ristorante “Il faggeto” si potrà parcheggiare e proseguire all’interno del bosco. 



Il Bosco di Sant’Antonio è il posto d’Abruzzo più famoso in autunno. In questo periodo dell’anno, e per pochi giorni, assume delle tonalità di colore che vanno dal giallo all’arancione, dal rosso all’oro, con sfumature infinite che si sposano col verde del prato. Un quadro impressionista, che attira visitatori da tutta la regione e non solo. Suggestivo nel primo mutamento, altrettanto nella seconda fase quando gli alberi perdono le foglie e formano un letto uniforme, rosso e frusciante. Non ci sono dei veri e propri sentieri e sarà difficile perdersi. Il bosco è fiancheggiato da ristoranti che permetteranno di godere di una sosta, anche per un semplice caffè. 





- Da Alfedena a Villetta Barrea

Si lascia Pescocostanzo e si torna sulla SS17 in direzione Napoli. Si passano Roccaraso e Castel di Sangro fino ad arrivare a un bivio: frontalmente, oltre un passaggio ferroviario, conduce verso il Molise, in particolar modo nelle zone di Venafro e Carovilli; a destra risale in direzione Alfedena, su un rettilineo. Alfedena è un paese elegante, arricchito dalla presenza dei ruderi del castello. Anche qui l’autunno si mette in mostra. Nei giardinetti comunali si troveranno panchine invase da foglie e in alcune abitazioni l’edera si colorerà di rosso. A ridosso del municipio un secondo bivio. Se si prosegue diritto frontalmente si risale verso la montagna, arrivando nella provincia di Isernia e quindi sui Monti della Meta del Lazio: strada ideale per chi vuole godersi un panorama dalla località di Pizzone, magari arrivando fino a all’Abbazia di San Vincenzo al Volturno, un gioiello del Molise. Se invece si svolta a destra, all’interno del paese, si prosegue sulla strada per Barrea.  



I rettilinei divengono curve e le abitazioni lasciano posto alle piantagioni dai colori sfumati. La tentazione è quella di fermarsi e di accontentarsi alla vista dei colori autunnali. Tuttavia è meglio proseguire ed entrare a Barrea. Qui si passerà al di sopra della diga meravigliandosi della vista suggestiva. Da un lato il bacino artificiale riempito dal 1951, dall’altra le gole scavate dal fiume Sangro. Sullo sfondo si vedono i paesi di Villetta Barrea e Civitella Alfedena, facilmente raggiungibili in pochi minuti. Villetta Barrea è un paese che ha una particolarità: possiede un fronte stradale compatto che costeggia la strada statale e diviene una scenografia che nasconde le piccole vie e piazze del borgo. La vicinanza dei fronti impedisce, per un tratto, il transito in contemporanea dei due sensi di marcia e per questo motivo sono stati installati dei semafori. La cosa bella del borgo sta nella presenza continua di animali selvatici che giornalmente invadono le vie del paese. L’orso si avvista nei momenti in cui va alla ricerca di cibo, i daini molto più facilmente. Dal Museo dell’Acqua si svolterà in direzione Civitella Alfedena. 




- Civitella Alfedena

La strada per Civitella Alfedena è lunga 2 km e la si può percorrere anche a piedi. È suggestiva quanto piacevole e manifesta tutta la bellezza della stagione autunnale. Non ci sono solo degli alberi caducifogli che mutano il colore, ma anche sempreverdi. La strada arriva all’interno del paese e si potrà parcheggiare a ridosso della carreggiata. Il borgo è affascinante e nelle piccole vie si potrà godere di scorci di qualità. Ma è dal belvedere della Chiesa di Santa Lucia che il paese si apre alla vista e si mette in mostra. Dalla stessa terrazza sarà possibile avvistare i lupi in libertà, a meno di dieci metri di distanza. 






- Lungo la strada per Opi

Si ritorna a Villetta Barrea e si va in direzione Opi. Le folte chiome degli alberi creano una copertura naturale sulla strada e una pioggia di foglie cadenti ricopre le automobili. Tutto diviene giallo e arancione, mutando il paesaggio e rendendolo speciale. Uno spettacolo che costringe a fermarsi per una fotografia o per essere sfiorati dalla lenta traiettoria di una foglia che precipita al suolo. 
Ai bordi della strada si potranno incontrare delle volpi selvatiche. Una di queste volpi, durante il nostro passaggio, viene attratta dall’uomo. Sa di poter ottenere del cibo e così si mette in posa, in attesa di ricevere un qualcosa. Sembra essere abituata alla presenza degli esseri umani e non mostra paura, anzi è lei che si avvicina costringendo ad arretrare. Viene la voglia di accarezzarla, tuttavia è pur sempre un animale selvatico che con un morso potrebbe portare delle malattie. 


 



- Forca d’Acero

Giunti in prossimità del paese di Opi si risale in direzione di Forca d’Acero, tappa finale di questo giro autunnale in Abruzzo. È una località situata al confine fra Abruzzo e Lazio, fra provincia dell’Aquila e quella di Frosinone. L’intero bosco assume un colore rosso – arancione nei mesi autunnali, ed è perfetto per fotografare il foliage. Il tratto di maggior interesse è lungo circa tre chilometri e si articola in un percorso a zig zag fatto di continue curve che seguono l’andamento della collina. Il punto di arrivo è il rifugio, situato nel mezzo delle due regioni: per intendersi si parcheggia in Abruzzo e si beve il caffè nel Lazio! Forca d’Acero è forse uno dei massimi luoghi autunnali da vedere in Italia e il suo bosco colorato viene costantemente immortalato da scatti autunnali di chi giunge fin qui appositamente. L’eleganza dell’avere un letto di foglie rosse sugli alberi e sul terreno, e il contrasto col colore scuro della strada e quello tenue degli alberi, dona un effetto che fa entrare in quella dimensione autunnale che piace. 




LA BUONA CUCINA ABRUZZESE

In questo giro autunnale in Abruzzo, manca la ciliegina sulla torta. Un buon pranzo potrebbe svoltare la giornata e renderla ancor più speciale. Se poi vengono serviti dei piatti tipici della cucina abruzzese, allora la cosa vale doppio. Lungo il percorso disegnato troverete infinità di ristoranti, fra cui trattorie, tavole calde, agriturismi e addirittura il ristorante stellato dello chef Niko Romito. Personalmente mi sono fermato in un ristorantino di Civitella Alfedena, gustandomi una selezione di salumi e formaggi e un primo di ravioli al tartufo. Nei paesi visitati ricercate venditori di caldarroste e gustatevi un buon bicchiere di vino (ricordate di portare in macchina con voi l’astemio all’occorrenza guidatore). 


COME ARRIVARE

Per arrivare nell’Altopiano delle Cinquemiglia, punto di partenza di questo percorso di visita autunnale, si deve raggiungere la città di Sulmona. Dall’autostrada A24 si deve uscire a Sulmona e seguire le indicazioni per Sulmona / Roccaraso / Napoli. Non si dovrà mai entrare all’interno di Sulmona, bensì proseguire diritto. Si giungerà dapprima a Pettorano sul Gizio e quindi si risalirà la strada verso l’Altopiano delle Cinque Miglia. 


IN QUALE PERIODO DELL’ANNO

Trattandosi di un percorso autunnale pare scontato scrivere dal 23 settembre al 21 dicembre. Ma non è così. Il periodo ideale si concentra nell’arco di una-due settimane e dipende dalle temperature, dalle precipitazioni e dal vento. Solitamente l’ultima settimana di ottobre è quella ideale per osservare questo processo di mutazione. 


CONSIGLI

L’autunno è una stagione in cui non si capisce se fa caldo o fa freddo. Da un momento all’altro della giornata potrebbero scendere le temperature. Consiglio di vestirsi “a cipolla” e di portarsi un giubbino (100 mm). Siccome le giornate si accorciano velocemente, soprattutto dopo il cambio di orario, è consigliabile partire già dalla mattina presto.

Scritto: Ottobre 2017
Ultima modifica: Ottobre 2017

2 commenti:

  1. Ciao, sembra un posto bellissimo, reso ancora più bello in autunno :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Ilaria, te lo confermo: il posto è bellissimo. Fra un mese immagina alberi spogli e abeti con la neve... poesia :) A presto!

      Elimina

I viaggi di Dante. Powered by Blogger.