Ultimi articoli
recent

Le 10 persone che potresti incontrare su un Flixbus


Il Flixbus è diventato il mezzo di trasporto su gomma più utilizzato in Europa. Comodo, flessibile, economico... ma quali persone potreste incontrare a bordo? Dopo aver accumulato ore di viaggio, a bordo del bus verde, ho stilato questa classifica. Vediamo se fra queste 10 persone ci siete voi, o la persona che era seduta al vostro fianco.


1. Il bisognoso (di bagno). Sin dai tempi della gita – con perenni spostamenti in pullman - qualsiasi volta che uno dei miei compagni necessitava di andare al bagno, andava dall’autista e gli domandava “possiamo fermarci al prossimo autogrill?”. Col Flixbus è diverso e gli autisti non possono accontentare le esigenze di ognuno dei passeggeri. Il problema quasi sempre non sussiste, visto che nel bus è presente un bagno. Tuttavia in alcuni casi è necessario un bagno “più adatto” e così il bisognoso, non accontentandosi del bagno chimico, arriva dalle ultime file e va a sedersi al fianco dell’autista. Comincia col parlarci e gentilmente gli chiede se sia possibile fare una sosta tecnica. L’autista lo illude, dicendogli che a breve ce ne sarà una. Ma il bisognoso non demorde e resta seduto lì, giustappunto per mettere ansia al conducente. Stando lì seduto è come se gli volesse dire “quando ti fermi? Allora ti vuoi fermare? C’è un autogrill fra due km, ti fermi?”. Ma forse mette più ansia a noi altri passeggeri. In altri casi la figura del bisognoso si può evolvere in quella del “bisognoso malcapitato”: è colui che si ritrova nel luogo sbagliato, nel momento sbagliato. Tradotto: si ritrova nel bagno chimico durante la manovra di decelerazione del bus. Il Flixbus, imboccando l’uscita autostradale curvilinea, provoca l’effetto centrifuga su tutti i passeggeri, che di colpo si ritrovano spinti verso il lato opposto alla curva. Anche il bisognoso malcapitato, in quel bagno di 1 m x 1 m, viene sballottato da una parte all’altra delle pareti, di colpo e senza pieta. Sbatte contro la prima parete, impatta col gomito sul lavandino, tentando di mirare il centro del water. Ma non ci riesce, e al posto dell’aspiratore dello scarico si sentono tonfi e imprecazioni. Se l’effetto sul bisognoso malcapitato è stato disagevole, quello della tavoletta sarà devastante.

2. Il russatore. I viaggi in notturna in Flixbus sono scelti da chi deve compiere lunghe tratte. Il sonno permette di far trascorrere velocemente il tempo e di far arrivare a destinazione percettivamente prima. È difficile che sul bus si mantenga il giusto – e sperato – silenzio notturno: su 54 posti a sedere è normale che ci sono passeggeri dal cattivo funzionamento respiratorio. È in quel momento che entrano i gioco i russatori. Così, come se fossero nel loro letto, emettono rumori talmente forti da svegliare la clientela intera per una, due, tre, sei ore. Se ti capita di fianco puoi mettere una X alla tua giornata, o tuttalpiù dare delle spallate tecniche per tentare di far cessare il concerto respiratorio. Se il russatore si trova nel pullman, lontano da te, passerai minuti a individuarlo, giusto per mandargli maledizioni mirate. Se invece il russatore sei tu, sappi che esistono le tratte diurne e sono comunque piacevoli: fidati, camperai 100 anni senza maledizioni.

3. La mamma dello studente universitario. Da quando Flixbus ha rivoluzionato i trasporti low-cost su gomma, sono aumentate le visite dei genitori agli studenti fuorisede. In particolar modo delle mamme, che approfittano dell’appartamento del figlio per un weekend fuoriporta. Ma al posto di girare per la città durante le lezioni del figlio, si ritrovano a dividere i panni in lavatrice, a ricacciare calzini di spugna da sotto il letto e a far trovare pronta la cena. Le puoi riconoscere da un dettaglio: viaggiano con due valigie, mille buste, e sembra debbano partire verso il fronte. Nella valigia più grande portano il cambio di stagione dei figli, nella più piccola i sughi pronti, l’olio nostrano e perché no? anche una lasagna surgelata. Se ci avanza un po’ di spazio si portano il ricambio loro. Nelle buste tanti regali, alle volte inutili, ma in quel momento indispensabili per farsi accogliere con un gigantesco sorriso. Viaggiano con la borsa sulle gambe e sono riservate quanto gentili. Quel viaggio diviene per loro una piccola evasione dalla routine quotidiana, un modo per far conciliare una pausa dal lavoro all’amore per il proprio figlio.

4. Il provolone. Quando ci si ferma in una stazione intermedia, fra il punto di partenza e quello di arrivo, sale sul bus il “#cercaragazzabelladaimportunarepertuttoilviaggio”. Passa in corridoio scannerizzando col suo sguardo i posti rimasti liberi. Evita quelli al fianco di signore attempate o di uomini e addirittura rifiuta il doppio sedile libero, sinonimo di massima comodità. Una volta individuata la #ragazzabelladaimportunarepertuttoilviaggio si siede al suo fianco e la intrattiene con discorsi noiosi. “Di dove sei? Dove vai? Ti faccio vedere la foto del mio cane! Ti cerco su Instagram! Ok, ti aggiungo su facebook!”. Insomma, trasforma quel viaggio in un’esterna stile “Uomini e Donne”, in cui mettersi in vetrina per la simpatia. Alle volte agisce con un’altra strategia: finge che il posto al suo fianco sia occupato e solo quando nel corridoio compare la sagoma di una #ragazzabelladaimportunarepertuttoilviaggio toglie lo zaino in modo da attirarla. Se lei si siede i discorsi saranno gli stessi e quella tratta, per il provolone, diverrà ancora più interessante.

5. Lo studente Erasmus. Quando dei ragazzi poco più che ventenni arrivano in Italia per studiare - o almeno per provare a terminare gli esami previsti, dopo mesi di feste e albe poco sobrie accumulate – ne approfittano per girare la penisola, alla scoperta di città come Roma, Firenze e Venezia. Si organizzano in gruppo e prenotano biglietti a basso costo. Spesso li ritrovi ammassati nel fondo del bus, come i casinari della gita durante le scuole superiori. Alle volte sono sparsi, costretti ad adattarsi agli ultimi posti rimasti. Portano quella nuvola di euforia chiamata Erasmus all’interno del Flixbus e trasformano una stupida conversazione in un momento goliardico, dove alzare la voce e ridere anche se la battuta è infelice. Alcune nazionalità degli studenti Erasmus le sapresti riconoscere senza ascoltare la loro lingua: se mostrano riservatezza sono portoghesi, se sono precisi sono tedeschi, se cantano e ballano seguendo un balletto improvvisato allora sono di sicuro spagnoli.

6. La puzzola. Va premesso: è buona norma lavarsi prima di salire su un Flixbus. Detto ciò ci sono delle circostanze in cui la sudorazione può essere causata da un qualcosa di non calcolato: la corsa nel tentativo di non perdere il bus, l’attesa sotto al sole senza una pensilina a schermare, l’essersi vestiti pesantemente in una giornata afosa. Così ci si ritrova a disagio col vicino di posto, impauriti dal poter emettere cattivo odore. Ma ci sono dei passeggeri che della loro fragranza non importa nulla: sono le puzzole e come un Arbre Magique danno una nuova essenza al bus. Si fanno odiare e non puoi fare nulla per migliorare quel disagio. Si dividono in sottocategorie di puzzole e alcune di queste non sono da sottovalutare: per esempio coloro che si tolgono le scarpe e gli amici del deodorante, anch’esso micidiale quando è troppo intenso.

7. Il viaggiatore InterFlix. Fra i progetti di Flixbus quello più interessante è l’InterFlix, con cui – al costo di 99€ - si potrà girare l’Europa in cinque fermate. Riconosci i viaggiatori InterFlix dai loro zaini in spalla stracolmi e gettati in stiva al fianco di stoini e sacchi a pelo. Sono avventurieri: vanno a una velocità diversa, vivono un tempo più leggero, hanno un sorriso in più. Felici, macinando chilometri e capitali, sedili ed emozioni, su un bus verde.

8. Il saltafila calcolatore. Il momento di massima tensione, che si può vivere in un viaggio con Flixbus, è l’attesa nella banchina. Su quel pezzo di marciapiede ci si gioca il posto a sedere. Si prepara il biglietto, stampato o digitale che sia, mentre si prevede il punto di carico delle valigie. Non appena il bus arriva le gomitate cominciano, per avere il privilegio di salire per primi alla ricerca del posto migliore. Fra tutti il saltafila calcolatore è colui che sa dove posizionarsi per entrare subito: lo trovi nell’angolo del bus, lì dove c’è lo specchietto retrovisore, che allunga il suo braccio per intercettare il code scanner dell’autista. È invadente e avresti voglia di cacciarlo, aspetti di trovartelo di fianco per farti valere. Ma poi vince con la sua esperienza e come un imperatore entra trionfante sul Flixbus, con quello sguardo fiero di chi c’è l’ha fatta.

9. Lo spaparanzato.
La grande comodità degli autobus Flixbus fa sì che il cliente viaggi senza problemi dettati dal mezzo. La scomodità può essere figlia dei passeggeri più esigenti, quelli che per viaggiare necessitano di uno spazio maggiore. Se non lo ottengono se lo prendono, in qualsiasi modo. Sono i comodi, alias spaparanzati. Si dividono in più categorie: 1) quelli che occupano i posti rimasti liberi, contaminandoli con scarpe o calze sul tessuto, 2) quelli che abbassano il sedile schiacciando il povero malcapitato retrostante, 3) quelli che pretendono il posto davanti simulando attacchi d’ansia o di vomito, 4) quelli che allungano la gamba nel corridoio del bus, poggiandola a ponte sul sedile opposto. Ma finché non invadono il tuo spazio puoi stare tranquillo che non ne avrai a che fare.

10. Gli innamorati.
Con l’avvento dei bus low-cost le relazioni a distanza hanno una minima percentuale in più di sopravvivenza. “Questo weekend salgo io, il prossimo riscendi te”, e in tal modo, spendendo al massimo 25 – 30€ a tratta, due innamorati hanno modo di vedersi in maniera costante. Chissà quante delle persone incontrate sul Flixbus erano in viaggio per amore! Non c’è un modo per riconoscerle e magari fanno parte di una delle tipologie di persone precedentemente descritte. Eppure possiedono un qualcosa che le distingue: viaggiano guidate dall’amore e non ci sono mezzi, distanze, tempistiche che gli facciano paura.

Ps. Avete incontrato sul Flixbus delle persone particolari che vale la pena raccontare? Descrivetele nei commenti... sono curioso di leggere esperienze come le mie! 

Scritto: Novembre 2017
Ultima modifica: Novembre 2017

Nessun commento:

Posta un commento

I viaggi di Dante. Powered by Blogger.