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Cosa fare a Lione in 3 giorni

Non è una città qualsiasi e sarà difficile trovare una copia di Lione nel mondo: la visita è obbligatoria. Ma cosa si può fare a Lione in 3 giorni? Ecco i miei consigli. 

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Lione, la collina di Vieux Lyon
 


PRIMO GIORNO

Il quartiere di Lione, che più di tutti merita una visita giornaliera, è il Vieux Lyon. Non c’è modo migliore per rompere il ghiaccio con questa città, se non visitarne il suo cuore, il suo luogo più significativo, quello che affascina i turisti. Si trova nel 5° arrondissement ed è il quartiere più antico della città. Un luogo magico – non dimentichiamoci che Lione fa parte del triangolo della magia – che possiede un record: è stato il primo a essere protetto dalla legge Malraux, per i siti di interesse culturale francese. Insomma, non un luogo di Parigi blasonato, ma un quartiere di Lione. 

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Lione, le rive del Saona


Si divide in tre sezioni distinte, ognuna delle quali porta il nome di un santo: Saint Jean, Saint-Paul e Saint Georges, diverse sì fra loro, ma che assieme plasmano il meglio del Vieux Lyon. Ma prima di perdersi fra queste vie è giusto risalire la collina con la funicolare e arrivare fino alla Basilica di Notre Dame de Fourvière. Si trova nel punto più alto di Lione e sovrasta il Parc des Hauteurs. Dalla terrazza panoramica di gode una vista sulla città e si riconoscono i tanti monumenti sparsi sul suolo urbano. Ma anche le terre che emergono dai due fiumi, il Saona e il Rodano. Nei pressi della costruzione religiosa si trova una copia in miniatura della Torre Eiffel che comunque è stilisticamente lontana dall’originale. 

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Lione, la Basilica di Notre Dame di Fourvière


Scendendo sul versante sinistro si incontra il Teatro Gallo Romano, tutt’oggi utilizzato per eventi culturali. Al suo fianco è stato costruito il Museo Gallo-Romano di Fourvière che raccoglie reperti storici rinvenuti nel circondario. Si discende fiancheggiando il parco e seguendo il cartello “Vieux Lyon” ci si ritrova a passeggiare all’interno di piccoli vicoli in cui non batte il sole: i palazzi molto alti ombreggiano il tutto. Questo percorso in discesa entra in cortili, continua su stretti passaggi e termina nel cuore del quartiere, dove il traffico pedonale è un fiume in piena. 

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Lione, il Teatro Gallo Romano


Ma torniamo alla triplice sezione del quartiere di Vieux Lyon. Il primo dei tre, la sezione di Saint Jean, era considerato il centro del potere religioso e politico della città. È qui che sorge la Cattedrale di San Giovanni, sede del Primate di Gallia, un titolo conferito all’arcivescovo di Lione. Lo stile della cattedrale è gotico e si contrappone al fronteggiante palazzo romanico chiamato Manecanterie. 

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Lione, palazzi di Vieux Lyon


Saint-Paul è invece una sezione che si è sviluppata fra il XV e il XVI secolo quando vi si stabilirono i banchieri e i mercanti di provenienza italiana. Scelsero eleganti residenze, nominate Hotel Particuliers. Alcuni di questi palazzi sono punti di riferimento per i turisti, come ad esempio l’Hotel Bullioud e l’Hotel de Gadagne. Quest’ultimo ospita il Museo Storico di Lione e l’International Puppet Museum. Simbolo della sezione è, per l’appunto, la Chiesa di San Paolo con la sua lanterna romanica e la particolarissima guglia. 

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Lione, palazzi di Vieux Lyon


E infine c’è la sezione di Saint Georges in cui vissero i tessitori di seta a partire dal XVI secolo. Gli stessi che trasferirono nella collina di Croix – Rousse durante il XIX secolo e a cui oggi è dedicato il murale Le Mur des Canuts. Ma perché questa sezione merita una visita approfondita? Perché qui furono costruiti i primi traboules: dal latino trans-ambulare, “passare attraverso”. Sono dei corridoi o più semplicemente dei passaggi segreti che si snodano sotto i palazzi. Si collegano a scalinate, scale a chiocciola e piccoli cortili, disegnando una rete labirintica in cui perdersi. 

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Lione, traboule in un palazzo tipico



Di Vieux Lyon c’è un qualcosa che attira l’attenzione dei turisti: l’atmosfera. Non è un qualcosa di descrivibile e solo visitando questo lato della città si può vivere una parte della sua magia. Magia che viene fuori dalle luci soffuse dei piccoli localini, l’uno affianco l’altro con i tavolini all’esterno. Magia che risiede negli odori del cibo, nei suoni e nella musica dei ristoranti, nel dolce passeggiare senza una meta. Sembrerà assurdo, ma la sensazione è quella di trovarsi nel posto giusto, dove tutto concilia. 

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Lione, il quartiere di Vieux Lyon


E allora la sera è obbligatorio fermarsi qui e ordinare una tipica gallette. I prezzi sono alti, ma non fa niente. E mentre si divora il piatto è bello ascoltare i cantori francesi dal vivo, con le loro chitarrine.


SECONDO GIORNO

Nel secondo giorno a Lione si visiterà il quartiere centrale della città, quello compreso fra i fiumi Saona e Rodano. Prende il nome di Presqu’ile (la penisola) ed è una zona dallo stile classico, quasi monumentale, in cui trovare palazzi tipici dell’architettura francese ed edifici di maggiore importanza. Si stanziano su ampie vie, alcune delle quali lastricate per sottolinearne l’importanza. Come Rue de la Republique, su cui si affacciano le principali vetrine commerciali di Lione, fatte di marche famose e di catene di bar e ristoranti note. Nasce dalla grande ed estesa Place Bellecour lunga diverse centinaia di metri e larga cento metri, in cui si organizzano eventi e manifestazioni. 

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Lione, Place Bellecour


In un angolo della piazza si trova un piccolo palazzo stretto con un portale sormontato da un elemento circolare. Una targa ricorda la celebrità qui nata: Antoine de Saint-Exupèry, lo scrittore che diede vita al personaggio del piccolo principe. Egli era un aviatore che trasportava la posta e il suo aeroplano fu abbattuto il 31 luglio 1944, per essere ritrovato a largo di Marsiglia solo nel 2004. Il corpo dello scrittore è andato perduto per sempre e di lui resta un braccialetto con il nome inciso. Il suo ricordo resta vivo in città e molti dei souvenir venduti sono dedicati proprio al personaggio da lui inventato: troverete il Piccolo Principe in cartoline, tazze, giocattoli e libri. 

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Lione, il palazzo di Antoine de Saint-Exupèry


Merita una visita la centralissima Place des Terreaux, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Sulla sua superficie sorgono i palazzi storici della città, fra cui l’Hotel De Ville. Venne costruito fra il 1645 e il 1651, dal disegno dell’architetto Simon Maupin. Fu restaurato da Mansart a seguito dell’incendio del 1674. Al fianco dell’Hotel de Ville, il municipio cittadino, si trova il Museo delle Belle Arti che conserva 700 opere d’arte distribuite in 35 sale. Vanno dal 1300 fino agli anni ’80 del secolo scorso. Fra le firme presenti ricordiamo il Perugino, Paolo Veronese, Guido Reni, Guercino, Canaletto, Guardi, Tiepolo, Rubens, Van Dyck, Picasso, Braque, Derain, Utrillo, Matisse, Francis Bacon. E naturalmente ci sono loro, i pittori dell’800: Manet, Monet, Sisley, Pissarro, Degas, Gauguin, Van Gogh, Cezanne, Renoir e Delacroix. 

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Lione, l'Hotel de Ville


Nelle vicinanze da non perdere l’Opèra National de Lyon, progettata dall’architetto Jacques-Germain Soufflout, fra il 1753 e il 1756, e recentemente restaurata da Jean Nouvel. Era andata parzialmente distrutta in un incendio del 1826.


TERZO GIORNO

L’ultimo giorno a Lione sarà dedicato a un quartiere elegante e dall’atmosfera borghese: sto parlando del quartiere di Croixe - Rousse. Attenzione: non è prettamente turistico e difficilmente troverete folle di persone in visita qui. Tuttavia possiede delle attrazioni famose a livello internazionale, assolutamente da visitare. Partiamo dal presupposto che un tempo era un quartiere operaio, composto da grandi palazzoni distribuiti e organizzati su vie ripide. Col passare degli anni gli antichi appartamenti operai hanno registrato un aumento del valore di mercato, fino a diventare spazi ambiti dai lionesi. La riconversione ha trasformato Croixe – Rousse in un quartiere elegante, borghese in cui ritrovare la popolazione lionese, quella stabilita in città da generazioni. 

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Lione, il quartiere di Croixe - Rousse


Ma a cosa è dovuta questa riqualificazione? Sia all’ottimo lavoro delle istituzioni, sia alla lungimiranza di un gruppo di giovani artisti, che negli anni ’70 – ’80 inaugurarono il CitéCreation. Ispirandosi all’arte di Diego Rivera, nata in Messico negli anni ’20, contrastarono il grigiore della città con il colore. Nacquero in tal modo i murales che tutt’oggi arricchiscono Lione, tanto da essere diventati una meta turistica. Quello più famoso si trova nelle vicinanze del centro storico, a ridosso del Fiume Saona. Prende il nome di La Fresque des Lyonnais ed è un omaggio ai personaggi che hanno fatto grande questa città. Essi sono tutti distribuiti sulla facciata cieca di un vero palazzo, in cui è disegnato un finto palazzo dalle geometrie tipiche francesi. Sui balconi, nelle finestre, nelle vetrine, si riconoscono personaggi quali l’architetto Tony Garnier, i Fratelli Lumière, lo scrittore Antoine de Saint-Exupéry, l’imperatore Claudio e tanti altri ancora. Ognuno di loro con i vestiti tipici del suo tempo e con un elemento che lo contraddistingue. 

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Lione, la Fresque des Lyonnais


Colpisce la libreria disegnata nella parte inferiore, che espone in vetrina (finta) i libri dedicati dalla città o scritti da lionesi. Quello posto in una posizione di rilievo è il Piccolo Principe, una specie di must nei gadget e nei richiami turistici. Ma anche un personaggio che non è né famoso, né tipico: lo spazzino, simbolo di una personalità umile che svolge il proprio lavoro, per mantenere Lione una città pulita, bella.

Il murale più famoso è Le Mur des Canuts, gigante, tanto da impressiona il visitatore. È stato realizzato sulla facciata cieca di un palazzo, laddove con molta probabilità doveva essere accostato un altro edificio. Oggi resta una grande piazza in cui godersi il finto panorama, fatto di palazzi disegnati prospetticamente, con i luci che cambiano in base alla profondità. La protagonista è una grande scalinata, intervallata da strade e scene di quotidianità. Sorprende la complessità dell’insieme e la semplicità del tema. Un murale che cambia nel tempo, per essere rinnovato volta per volta, a distanza di decine di anni. 

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Lione, Le Mur des Canuts


A Croix – Rousse è assolutamente consigliata la visita nell’omonima piazza, in cui troverete edifici più bassi che formano un secondo centro storico della città. Qui si tiene un mercatino dell’usato ogni domenica, che richiama l’attenzione di tutta la cittadinanza. Vi si trova di tutto, dal mobilio fino agli anelli. Ad esporre non sono soltanto i venditori, ma anche persone comuni. I prezzi sono vantaggiosi e ci si aggiudica un qualcosa con pochi euro.


INFORMAZIONI GENERALI SU LIONE

Lione è la terza città della Francia, dopo Parigi e Marsiglia. Fu occupata ancor prima dei romani: nel VI secolo a.C. vi si trovava un insediamento gallico. La città venne fondata da Lucio Munazio Planco, luogotenente di Giulio Cesare, nel 43 a.C. Egli tracciò ii confini con un aratro, nella collina di Fourvière, in latino Forum Vetus. Il primo nome della città fu quello di Lugdunum, ossia “fortezza del Dio Lùg”. Qui nacquero gli imperatori Claudio e Caracalla. Nel medioevo vi si installarono i Burgundi e nonostante aveva delle dimensioni modeste divenne un importante centro religioso.

Nel rinascimento ci fu un forte sviluppo economico. Con l’arrivo dei banchieri fiorentini, e dei mercanti, attirati dalle fiere che qui si tenevano e dalle franchigie regie, si sviluppò il commercio della seta. In questo periodo storico furono costruiti i palazzi più belli di Lione, quelli del quartiere Vieux Lyon. La ricchezza cittadina proseguì fino alla rivoluzione francese.

Durante la rivoluzione Lione si schierò a favore dei girondini e subì un assedio e una forte repressione che portò alla ghigliottina, e al muro, oltre 2000 persone. Senza considerare le abitazioni distrutte in Piazza Bellecour (oggi rimasta vuota). Un nuovo sviluppo venne portato dalla rivoluzione industriale e dalla creazione della rete ferroviaria. Negli ultimi anni Lione è divenuto un centro all’avanguardia, ospitante il secondo distretto affaristico della Francia dopo La Defanse: La Part-Dieu. Infine, nel 1978 venne costruita la linea metropolitana.


COME ARRIVARE A LIONE

Lione è collegata molto bene sia a livello nazionale che internazionale. Si può arrivare per via aerea atterrando nell’Aeroporto di Lione Saint-Exupéry in cui si troverà l’avveniristica stazione TGV progettata da Santiago Calatrava. In alternativa si può arrivare via treno, oppure con gli autobus. 

Lione in 3 giorni
Lione, la Stazione TGV



COME MUOVERSI A LIONE

Pur essendo una delle città più grandi di tutta la Francia, Lione si gira facilmente a piedi: basta un po’ di allenamento e si riusciranno a macinare chilometri senza la minima stanchezza. Si potrà contare su un’efficiente linea metropolitana, in grado di collegare ogni angolo della città. Per salire nella parte più alta della città è consigliabile la funivia. Infine non è da sottovalutare l’opportunità di girare con gli autobus urbani.


COSA VEDERE NELLE VICINANZE DI LIONE

La città di Lione si trova nel centro della Francia, in una posizione centrale. Fra i centri da visitare consiglio:

- Vichy. È fra le città termali più conosciute al mondo e la sua ricchezza è visibile nei palazzi e nei monumenti.
- Puy de Dome. In questa locaità si trova uno dei sei grandi siti della Francia: un vulcano di 1464 metri. La curiosità sta nel fatto che nei pressi della cima sorge un tempio romano dedicato al dio Mercurio: testimonianza della presenza dei romani a queste altitudini.
- Clermont Ferrand. È una città che ha un elegante centro storico, dall’impronta medievale. Il centro è la Place de Jaude, in cui si erge la statua di Vercingetorige. Di gran fattura la cattedrale gotica di Notre Dame de l’Assomption e la Basilica di Notre Dame du Port, patrimonio mondiale dell’umanità per l’UNESCO.
- Mozac. È famoso per la presenza dell’Abbazia di Saint Pierre, una chiesa romanica possedente elementi architettonici del XII secolo. Sempre qui si trova il Museo Lapidario, di costruzione carolingia. Infine è consigliata la visita al Castello Portabéraud.
- Chateldon. Un borgo medievale vicinissimo al Parco Livadois Forez. È famosa per l’acqua di sorgente, la preferita del Re Sole. La fortezza del paese venne costruita nel XIII secolo e assieme al castello, e alla Chiesa di Saint Sulpice, rappresenta l’attrazione più ricercata. 

cosa vedere nei dintorni di lione
Vichy, il centro termale



DOVE DORMIRE

Nel mio soggiorno a Lione ho alloggiato presso l’ostello Ho36, dallo stile particolare. Premetto: si trova nel quartiere etnico di Lione e non a tutti potrebbe piacere la posizione. Tuttavia ha degli spazi comuni ritagliati per l’ospite, in cui sentirsi a proprio agio e avere l’opportunità di fare conoscenza con altri turisti stranieri. Il target è giovanile e nelle stanze ci si deve adattare. In alternativa, essendo Lione una grande città, ci sono moltissimi hotel sparsi sul territorio urbano.

Scritto: Aprile 2018.
Ultima Modifica: Aprile 2018.

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