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Il Saluto al Sole, un′installazione che trasforma l′energia solare in colori

La città di Zara può essere visitata in poche ore. Tutte le sue attrazioni sono concentrare nel centro storico, su quella penisola tanto amata dai turisti. Fra le opere da inserire in agenda ve ne è una del tutto singolare: il Saluto al Sole. Un monumento che trasforma la luce solare in colori. 

Nel mio primo soggiorno a Zara – correva l’anno 2007, non avevo avuto la fortuna di veder completate due fra le installazioni contemporanee della città, che di lì a poco sarebbero diventate famose in tutto il mondo: l’Organo Marino e il Saluto al Sole. Due opere figlie della genialità e della matita dell’architetto croato Nikola Basic, che uniscono due dei cinque sensi alla sostenibilità ambientale. Se il primo richiama l’udito, convertendo le onde del mare in melodie, il Saluto al Sole trasforma l’energia solare accumulata durante il giorno in colori da far esplodere nelle ore notturne. In questo articolo mi concentrerò sulla seconda installazione.

Partiamo da una considerazione: il centro storico di Zara è stato costruito al di sopra di una penisola e la grande quantità di coste ha permesso alla città di sfruttare un commercio marino. Se escludessimo la banchina ovest, quella del “tramonto di Hitchcock”, salvo per alcuni trasporti turistici, tutti i lembi di terra a contatto con l’acqua sono stati utilizzati come punti di attracco e sbarco. Così le piccole imbarcazioni possono utilizzare il porticciolo nella parte sud, oppure il canale compreso fra la penisola e l’espansione cittadina. Le grandi imbarcazioni, necessitando di una profondità maggiore, vengono fatte attraccare nel molo nord. E da qui la mia considerazione: la parte nord funge da zona periferica della città, poco interessata dal turismo. E allora come renderla attiva e vivace? 


Da qui l’idea di ripensare la banchina nord con le due installazioni, in grado di attirare il turista. Il Saluto al Sole ha una forma circolare di 22 metri di diametro, che segue l’andamento curvilineo della banchina. È composto da 300 lastre di vetro multistrato, posizionate allo stesso livello della banchina. Sotto di queste ci sono dei pannelli fotovoltaici che durante il giorno catturano la luce solare per poi trasformarla in energia. Quella stessa energia viene utilizzata nelle ore notturne per il funzionamento dell’opera e per l’illuminazione della costa zaratina. Un progetto ecosostenibile e a impatto zero.

Ma cosa viene emesso dall’installazione? Dalle lastre vengono emesse delle luci colorate che si stagliano nel buio della notte. Di tutti i colori e dalle forme geometriche che corrono all’interno del cerchio. Un trionfo di luci che trasformano la banchina nord in un luogo di interesse primario. 




Il monumento conserva anche una particolarità. Assieme al professor Maksim Klarin è stato possibile disporre lungo la corona circolare attorno all’installazione i nomi di tutti i santi della città. A ognuno di questi corrisponde una chiesa e una data, nella quale viene celebrata la festa. I numeri scritti fanno parte del calendario di San Grisogono, ideato nel XIII secolo qui a Zara, e rinvenuto soltanto nello scorso secolo, quando nel 1964 venne ritrovato nella Biblioteca di Oxford. 


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