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Dormire all′Ho36, un ostello nel cuore di Lione

Fra i tanti ostelli di Lione, l’Ho36 ha uno stile del tutto particolare e ricercato, capace di essere al contempo ostello, bar, locale notturno e ristorante. Uno spazio in cui il viaggiatore può sentirsi a suo agio, rilassandosi e socializzando con gli altri ospiti della struttura. 
 


Si divide – nettamente – in due parti: una destinata all’accoglienza, un’altra alle camere da letto. L’accoglienza inizia nella sala principale, caratterizzata dalla presenza di un bancone di un bar in cui si preparano bevande da caffetteria, si spillano birre o si mescolano cocktail. Al suo fianco la piccola reception dell’ostello. Nel mezzo della sala i tavolini riempiono lo spazio, ognuno diverso dall’altro. Uno specchio ingrandisce la percezione dell’ambiente mentre alle sue spalle si cela la cucina. 
 
Ho36, la sala principale

Ho36, la sala principale
 


Il cuore pulsante dell’ostello si trova nel piano underground che si può raggiungere da una scalinata laterale. Sfrutta quella che un tempo doveva fungere come una cisterna per la raccolta delle acque e la trasforma in un punto di aggregazione dove ritrovarsi per condividere una cena o brindare assieme. È molto basso come spazio ed è completamente voltato. Sul lato sinistro ci sono dei divanetti e dei tavolini mentre in quello destro un piano per preparare i cibi, un forno a microonde e un frigorifero. Al fianco dei due tavoli tantissimi libri che fanno del piano underground un luogo ancor più accogliente. 
 
Ho36, la sala underground


La parte con le camere da letto è accessibile da una porta vicino al bar: si deve porre il braccialetto elettronico a contatto con la maniglia e con una successiva rotazione della stessa si entra in un vano scale privo di ascensore. Le scale sono antiche e le pareti invecchiate dal tempo, tuttavia il gioco di contrasti con le pitture e il design plasma un ambiente del tutto particolare. Ci sono oltre tre piani col lato destro che funge da ostello mentre quello sinistro da hotel.

A noi viene assegnata una stanza denominata “Oh my god” (secondo la portiera che ci accompagna è l’esclamazione fatta da chi vi pernotta). Ha un suo stile, con le pareti di un verde acqua molto scuro che dialogano con gli arredi in legno della scrivania e dei lampadari. Due ampie tende nascondono la vista del terzo piano, con la vicinissima Chiesa di Sant’Andrea visibile al dettaglio. Il letto è molto ampio e ha quattro cuscini quadrati. Sulla scrivania ci sono libri e un’abatjour. 
 
Ho36, la camera "Oh my God"


Il bagno è molto grande e ha una doccia in cui ci si può lavare in due, un water e un lavandino. Niente bidet, come in quasi tutti i bagni francesi. C’è infine un piccolo portaoggetti su cui vengono fatti trovare degli asciugamani puliti.

Nelle camere arriva il segnale Wi-Fi (alle volte basso) e cosa molto curiosa si può comunicare con la reception tramite un telefono antico e rosso posto nel corridoio. 
 




QUALITÀ DEL SONNO

Il letto in cui ho dormito era uno dei più comodi mai provati: materasso morbido e largo che mi ha permesso di trascorrere una piacevole nottata. L’unica nota negativa sta nelle mura sottili che separano le stanze: in alcuni casi si percepiscono tutti i rumori del pianerottolo.


COLAZIONE – BRUNCH – DOPO CENA

La colazione si paga a parte e ha un costo di 6€. Su un tavolo sono presenti tutti i dolci e salumi mentre i cappuccini e i caffè (dimenticatevi l’espresso all’italiana) vengono preparati dal barista. Durante il brunch la sala si trasforma e sul bancone sono serviti cibi per il self service. Infine, nel dopocena, diviene un elegante locale notturno in cui prendersi una birra o un cocktail.


COME ARRIVARE AL HO36

L’ostello si trova a un paio di chilometri dalla stazione centrale di Part Dieu, in quello che si potrebbe definire come il “quartiere etnico” della città. Per raggiungerlo si può prendere la linea metropolitana: da “Part Dieu” linea blu in direzione “Stade de Gerland” e cambio a “Saxe-Gambetta”. Da qui linea metro verde per “Gare de Vaise” e discesa a Guillotière. Dall’uscita metro si prende Rue de Marseille e si svolta dopo duecento metri su Rue de Montesquieu, con l’ingresso dell’ostello che si troverà nell’angolo al termine del primo isolato.


NELLE VICINANZE DEL HO36

Trovandosi all’interno del quartiere etnico è circondato da attività ristorative con prezzi molto bassi come fast-food, kebabbari e ristoranti vietnamiti. Ci sono anche piccoli discount a gestione nordafricana con prezzi competitivi e apertura fino a notte fonda. Infine c’è un Carrefour a meno di cento metri dall’ostello. Al fianco è presente la Chiesa di Sant’Andrea (personalmente non sono riuscito ad entrarci perché chiusa), dall’altra parte verso Rue de Marseille si trova il Rodano, raggiungibile in tre minuti a piedi.


CONSIGLI

Il mio consiglio è quello di evitare l’incrocio fra Rue de Marseille e Cours Gambetta, davanti l’uscita della metro Guillotière: non è il più sicuro della città. Meglio raggiungere il Rodano, e dal Rodano il centro di Lione, passando da Rue de Montesquieu.


LA MIA ESPERIENZA PERSONALE

Nella nostra notte in ostello abbiamo trovato del personale gentile e pronto a esaudire ogni nostra richiesta. Ci hanno accompagnato alla scoperta dell’ostello e mostrato come funzionavano le singole parti. Abbiamo pernottato in quella che si potrebbe definire come la migliore camera della struttura e se non fosse stato per le ragazze della porta affianco, che hanno ascoltato musica a tutto volume fino alle 4, sarebbe stata perfetta. Ci siamo mescolati con gli altri viaggiatori, entrando in contatto con alcuni di loro nel piano underground. Inoltre nella sala principale abbiamo gustato un’ottima birra e un pessimo espresso. 
 

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