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Bologna, il tour sui luoghi di Lucio Dalla

Fra le figure di spicco di Bologna in pochi hanno raggiunto il livello di Lucio Dalla. E non sto parlando di carriera: ma di associazione alla città. Il cantautore ha raccontato Bologna nelle sue canzoni, l'ha vissuta in tutte le sue sfaccettature e vi ha vissuto per 69 anni. 


Bologna è parte integrante di Lucio Dalla o forse Lucio Dalla è parte integrante di Bologna? Non lo so, e forse l'una non esclude l'altra. Ma ogni volta che penso a questa città, in un frammento di pensiero c'è il cantautore. La prima volta che ascoltai Le Rondini pensai a Bologna. In quel testo, in cui Lucio Dalla si immaginava di volare nel cielo, vedevo il capoluogo emiliano dall'alto, con i suoi tetti rossi, le sue torri e le sue piazze. Vedevo le persone muoversi lentamente e mi innamoravo di quella atmosfera. Erano lontani gli anni del capodanno con Lucio Dalla e la sua morte mi fece male.

Qualche anno dopo, seduto di fronte la casa di Lucio Dalla in Via D'Azeglio, ascoltai Le Rondini dall'altoparlante e decisi di ripercorrere i luoghi che furono cari al cantautore. E così cominciò questo tour. Un tour che spazia fra piazze, abitazioni e locali. Ma anche ristoranti e palazzetti. Ripercorrendo aneddoti, false interpretazioni e scoperte. Il tutto con la voglia di raccontare questa figura di spicco che mi fu tanto cara: così come Bologna.

Casa di Lucio Dalla in Piazza Celestini



PIAZZA CAVOUR

È un errore, e in pochi lo conoscono. Forse grave, ma perdonabile. Alzi la mano chi non conosceva questo aneddoto: Piazza Grande, uno dei maggiori successi nella carriera di Lucio Dalla, non era riferito a Piazza Maggiore. Ho alzato anche io la mano, ed è stata una piacevole scoperta accorgersi che è Piazza Cavour a corrispondere alla descrizione nel testo. In realtà a Bologna in molti conoscono l’aneddoto e lo stesso Lucio Dalla chiarì la questione. Ad avvalorare la certezza ci sono tre parole nel testo: gatti, panchine ed erba. Non li potrai mai trovare in Piazza Maggiore, né oggi, né in un passato. Ma in Piazza Cavour sì. E in effetti è un luogo centralissimo della città, in cui anche in questi anni i barboni vanno a dormire, gli innamorati si baciano. Insomma, prima di partire per questo tour è giusto dare il suo grande peso a Piazza Grande: Piazza Cavour.

Piazza Cavour


“Dormo sull’erba e ho molti amici intorno a me, gli innamorati in Piazza Grande.”

Al civico numero 2 di Piazza Cavour, in un palazzetto elegante porticato, in cui oggi è ospitata una galleria d’arte, nacque Lucio Dalla. Era il 4 marzo 1943 e in piena guerra mondiale a Bologna si aspettava la pace. I monumenti furono in parte distrutti, le piazze trasformate in campi di coltivazione, le cantine dei palazzi utilizzate come rifugi. I bolognesi aspettavano la fine della guerra.

La casa natale di Lucio Dalla


“Tutti quanti, anche i fascisti, aspettavano gli americani, come a Riccione oggi aspettano i turisti.”


PIAZZA SAN DOMENICO

Lucio Dalla crebbe nei dintorni di Piazza Grande. A una cinquantina di metri adottò, come campo da gioco, Piazza San Domenico. Se oggi ci appare come un’elegante piazza in cui soffermarsi per una chiacchiera, una pausa pranzo o una birra sulla panchina, ai tempi dell’infanzia di Lucio doveva apparire in parte diversa. C’era sempre il complesso clericale, con l’arca a sorreggere la tombe e gli alberi al fianco delle mura. Tuttavia i palazzi a far da cortina erano ruderi di guerra, venuti giù con le bombe. In questo spiazzo post apocalittico, un giovanissimo Lucio Dalla immaginava le storie di quei dottori sepolti sulle arche, mentre un viavai di universitari invadeva i luoghi da lui adottati. Più o meno come oggi: anche se i prospetti di quei palazzi, al fianco del complesso di San Domenico, sono stati ricostruiti. Fu qui che conobbe il padre oste dell’Osteria del vicolo delle Dame, tale Michele Casali. A lui dedicherà la canzone L’anno che verrà.

“…e come sono contento, di essere qui in questo momento!”


VIA DELLE FRAGOLE E VICOLO MARESCOTTI

Lasciata l’abitazione di Piazza Cavour, Lucio Dalla si trasferì assieme alla madre nell’elegante quartiere di Murri. Per la precisione in Via delle Fragole. Secondo le testimonianze fu qui che venne composta Anna e Marco. La terza abitazione, in cui visse l’artista, fu una piccola casa dall’intonaco giallo, situata in Vicolo Marescotti. Vi compose alcuni dei più grandi successi, fra cui Se io fossi un Angelo. Si dice che all’interno vi sia ancora parcheggiato il suo scooter, dopo anni. E ci piace pensare sia così. Il vicolo è centralissimo nella città, ed estremamente silenzioso. Ideale per immergersi nella melodia di un pianoforte e comporre una canzone con la massima concentrazione.

La casa di Vicolo Marescotti


“Se io fossi un angelo non starei mai nelle processioni, nelle scatole dei presepi.”


VIA D’AZEGLIO E PIAZZA DEI CELESTINI

Non è famosa fra gli universitari e non è riportata in nessuna guida turistica: eppure Piazza dei Celestini, per me, è uno dei luoghi più affascinanti di Bologna. Forse perché ho lavorato qui per alcuni mesi, avendo il modo di apprezzarla in tutte le ore del giorno. Non è un caso che Lucio Dalla la scelse come abitazione. Certo: il portone di ingresso era su Via d’Azeglio, tuttavia il balconcino principale – che ricorda quello di Giulietta a Verona – si affacciava proprio sulla Chiesa di San Giovanni Battista dei Celestini. Forse adorava il silenzio di questa piazza, lontana da qualsiasi flusso frenetico, e magari in quella calma riusciva a trovare la sua concentrazione. Frequentava il bar sottostante, il Duca d’Amalfi. Un locale che non è di certo il più famoso della città. Ma che comunque ha un fascino capace di attirare le persone. Forse per le sue paste napoletane ottime, forse per i tanti cantanti che si fermano qui. Sta di fatto che fa piacere osservare le persone lì sedute.
Oggi più che mai la Piazza è meta di turisti, anche se, a dire il vero, si fermano all’inizio della stessa, per fotografare il disegno realizzato con una rete metallica, che ritrae il maestro mentre suona il sax fra le rondini. L’atmosfera viene arricchita dalle sue canzoni, trasmesse dagli altoparlanti.

La casa di Via D'Azeglio / Piazza Celestini


L’abitazione museo dell’artista, famosa col nome di Casa Fontana, è visitabile e permette di immergersi in quella che era la sua routine. Vale la pena sostare davanti al portone d’ingresso. Una targhetta riporta la scritta Fondazione Lucio Dalla, tuttavia un tempo vi si trovava il nome “Comm. Domenico Sputo”, pseudonimo di Lucio Dalla.
A una cinquantina di metri si trova l’Hotel Roma, in cui il cantante era di casa. A lui è dedicata la vetrina, che espone gli oggetti, gli strumenti musicali e gli album. In questa via si raccontano tanti aneddoti legati alla vita di Dalla, soprattutto del suo rapporto con i lavoratori. A ognuno dedicava una chiacchera, senza porre nessun distacco relazionale. Soprattutto nel Gran Bar, in cui era solito richiedere un pucc-cappucc: un termine da lui inventato per indicare un cappuccino con poco latte. Sempre qui richiedeva i cioccolatini della Fiat (prodotti dalla Majani), di cui era goloso. E una volta mandati giù tornava a suonare nel suo studiolo. In occasione del capodanno 2019 Via D’Azeglio è stata allestita con le luminarie riportanti il testo della canzone “L’anno che verrà”.

L'Hotel Roma



VIA DE CARBONESI

A trenta secondi dalla casa di Lucio Dalla, quella di Via D’Azeglio, si trova l’Osteria De Cesari. Lucio Dalla la frequentò per molto tempo, andandoci spesso insieme alla madre Jole. Nonostante amasse alla follia il piatto di gramigna con la salsiccia, non potendola mangiare per un disturbo gastrico, si accontentava di un’insalata di scarole, cipolla di tropea e grana.

L'Osteria da Cesari



IL QUADRILATERO E PIAZZA DELLA MERCANZIA

La vera Bologna è racchiusa in quelle strette vie al fianco di Piazza Maggiore. Le voci si rincorrono e parlano di un Lucio Dalla che amava passeggiare in questi vicoli, profumati e colorati dalla frutta e dalla verdura. Non era difficile incontrarlo, magari nell’Osteria del Sole, mentre mandava giù un calice di Sangiovese. Ed è proprio nel Quadrilatero, dinanzi l’ingresso dell’Ambasciatori, che è stata realizzata una stella a terra, di quelle fatte in stile Hollywood: l’unica al centro della strada, per differenziare l’autore da tutti gli altri ricordati. Proprio sulla via si trova la pizzeria Altiero, da lui cantata. 
Una volta usciti dal quadrilatero, direzione Due Torri, ci si troverà difronte al murale che raffigura Lucio Dalla. È di modeste dimensioni, realizzato sulla vetrina di un negozio. Tuttavia è stato adottato dalla città. Si trova a ridosso di Piazza della Mercanzia, sotto i portici della stessa.


I LUOGHI DELLA MUSICA

Al fianco delle Due Torri, nel punto più importante della città, c’è un locale sotterraneo in cui Lucio Dalla era di casa. Oggi si chiama Kinki Club, un tempo era noto col nome di Whiskey a Go Go. Fu qui che il cantautore iniziò la sua lunga carriera, alla fine degli anni ’50. Qui conobbe Pupi Avati, al tempo musicista: dal loro dualismo nacque una scissione con Lucio Dalla che continuò la carriera da cantante mentre Pupi Avati si dedicò alla regia. I due restarono amici per sempre.
Il secondo è uno studio di registrazione: il Fonoprint Studios. La musica d’autore italiana si sviluppò fra queste mura e non è un caso che qui abbiano registrano nomi come Bersani, Ramazzotti, gli Stadio, Zucchero, Carboni e soprattutto Mina.


VIA INDIPENDENZA, VIA SANTO STEFANO, VIA GUERRAZZI, LA CIRENAICA

Se si cercassero tutti i ristoranti frequentati da Lucio Dalla, la lista sarebbe lunga. I suoi preferiti sono stati una decina ed essi comprendono la già citata Osteria Da Cesari. Tutti hanno una cosa in comune: sono ristoranti tipici, al di fuori di grandi catene di distribuzione, privi di un design ricercato e dai piatti parlanti. In cima fra i suoi locali più famosi c’è la Trattoria Da Vito, in cui si riunivano alcuni fra i maggiori cantautori degli anni ’70, Dalla e Guccini in primis. Ancora oggi è una meta di curiosi e amanti della cucina bolognese e si trova nell’elegante quartiere della Cirenaica.
In Via Indipendenza ordinava gramigna con salsiccia e funghi Da Nello al Montegrappa, in Via Santo Stefano si fermava da Cesarina per le quenelle di ricotta e infine in Via Guerrazzi era di casa al Caffè dell’Accademia.


LO STADIO DALL’ARA E GLI ALTRI LUOGHI DELLO SPORT

La stagione 1997-98 non verrà mai dimenticata dai tifosi bolognesi. Uno strepitoso Roberto Baggio guidò gli emiliani alla conquista dell’ottavo posto in classifica, in un campionato in cui il Bologna giocò al di sopra delle aspettative. In tribuna c’era sempre lui: Lucio Dalla. E proprio in quell’anno il cantautore scrisse la canzone Baggio Baggio. Ma il calcio non fu la sua unica passione sportiva. Egli era un gran tifoso della Virtus Bologna e in età giovanile praticò anche questo sport. E infine di motori: non a caso due canzoni sono dedicate a grandi piloti della Formula 1, ossia Nuvolari e Ayrton.


LA CERTOSA

L’ultima tappa del tour dedicato a Lucio Dalla è la sua tomba. Si trova all’interno del complesso della Certosa, ossia il cimitero monumentale di Bologna. È sepolto al fianco delle tombe di grandi nomi della città, quali Giosuè Carducci, Giorgio Morandi, Carlo Maria Broschi, Ottorino Respighi. La tomba è impreziosita dalla sagoma di Lucio Dalla, con il cilindro e il bastone. Assieme a lui sono sepolti la madre Iole e il padre Giuseppe.

“Buonanotte anima mia, adesso spengo la luce e così sia…”


NON DIMENTICARSI DI VIVERE LA CITTÀ

La grande peculiarità di Lucio Dalla è stata quella di aver vissuto Bologna senza nessuna forma di distacco. Amava la sua città e non faceva nulla per privarsi di una passeggiata sotto i portici o nel perimetro di Piazza Maggiore. La sua vita era quella di uno spettatore alla ricerca di un qualcosa da raccontare, sotto forma di canzone. E proprio il voler entrare a contatto con le persone della città lo ha reso, oggi più che mai, il personaggio più amato della città. Se i suoi luoghi sono lì, con un indirizzo a cui tener fede, ce ne sono tanti altri in cui il musicista è passato distrattamente, magari perdendosi. Ma non fisicamente – come disse lui A Bologna non si perde neanche un bambino - ma con la testa. E allora bisogna vivere la città in maniera lenta e profonda, senza aver la presunzione di capirla. Ma vivendola come uno spettatore in cerca di un’esperienza: insomma, alla Lucio Dalla.

“Vorrei volare sopra i tetti della città, incontrare espressioni dialettali… fermarmi sopra il naso dei vecchi mentre leggono i giornali”




COME ARRIVARE A BOLOGNA

Bologna è un hub: è collegata alla perfezione con tutta Italia e con parte dell'Europa. Un crocevia per chi viaggia da sud verso nord, e viceversa, che sia in treno, in bus o in automobile. In più la stazione centrale e l'autostazione sono vicinissime fra loro e sono a dieci minuti dal centro della città.


COME MUOVERSI A BOLOGNA

La città è ideale per li amanti della lentezza. Le strade sono il più delle volte a traffico limitato e permettono ai pedoni di spostarsi in tutta sicurezza. Anche il sistema è ciclabile è ben studiato e consente di muoversi sulle due ruote in vie stabilite. I mezzi pubblici sono efficienti. Invece è sconsigliata l'automobile: si rischia di incappare in ztl e di non trovare il parcheggio (inoltre gli spazi adibiti hanno dei costi elevati).


Articolo scritto: Febbraio 2019.
Ultima modifica: Febbraio 2019.

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