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NDSM Wharf, il quartiere degli artisti di Amsterdam

Fra tutti i quartieri di Amsterdam, quello di NDSM Wharf è forse uno dei più singolari e piacevoli da visitare. È un'ex area industriale dismessa, riconvertita interamente all'arte. A 15 minuti dalla stazione centrale della città, sull'altra sponda del fiume IJ. 
 
Amsterdam NDSM, apprenditi writer
 
 
Uno dei più grandi processi contemporanei, vissuti da tutte le grandi città, è stato lo smantellamento di aree un tempo destinate alla produzione industriale. L’espansione urbana ha portato alla riqualificazione delle stesse, con progetti basati sulla sostenibilità e sulla qualità della vita. Come nel quartiere Parque das Nações di Lisbona, dove oggi sorgono edifici quali l’Oceanario e il Casinò. Prima della sua riqualificazione, per Expo ’98, era un’area industriale sul fiume Tago e al posto di eleganti viali, e piazze lastricate, c’erano macchinari e gru per il trasporto di container. 
 
Amsterdam NDSM, primo capannone


Ad Amsterdam è accaduto un qualcosa di simile. Sempre a ridosso di un fiume, l’IJ, canale privilegiato per il trasporto delle merci via mare. C’è stata una pulizia di quelli che erano gli stabilimenti di produzione di cantieri navali, nell’area di NDSM Wharf. Nessun capannone è stato distrutto, anzi: le facciate in laterizio sono divenute lavagne su cui raccontare la storia. E a breve spiegherò come. Gli interni dei capannoni sono stati ripuliti, eliminando tutti i macchinari che un tempo erano utili per la costruzione di imbarcazioni. Queste “scatole”, svuotate, sono state successivamente affidate a gruppi e associazioni artistiche, a privati e a liberi professionisti, che al loro interno hanno organizzato uno spazio attrezzato per la professione. 
 
Amsterdam NDSM, ingresso al secondo capannone


Ma andiamo con ordine. A NDSM si arriva via fiume, attraversando l’IJ con un traghetto. Si scende sulla banchina attrezzata e ci si ritrova a ridosso di primi capannoni in cui sono state ricavate attività dedite alla ristorazione. Dove prendersi un caffè con una vista privilegiata, godendosi il sole del mattino respirando aria pulita. Sulla sinistra l’Amstel Botel interpreta l’alloggio in città, sotto forma di un grande hotel galleggiante. Ma ciò che colpisce sono i flussi di persone che, una volta scesi dal traghetto, si disperdono nel quartiere con la loro fretta. Altrettante prendono il traghetto, per arrivare alla stazione centrale. E non importa se a piedi, in bici, o in motorino, col cane al guinzaglio o col proprio amore fra le mani: su quel traghetto si incontreranno i tanti volti di Amsterdam. 
 
Amsterdam NDSM, l'Amstel Botel


La prima cosa che colpisce è il parter. Ci si aspetterebbe una pavimentazione lastricata ed elegante, adatta a un quartiere riqualificato. E invece no. La pavimentazione è la stessa che veniva utilizzata prima del processo di deindustrializzazione. Non sorprende se si troveranno delle buche o degli spazi rimangiati dalla vegetazione: tutto contribuisce a rendere il quartiere affascinante, in un mix fra abbandono e rigenerazione. Nel primo capannone una grande installazione svetta a attira l’attenzione. È dedicata ad Anna Frank, la bambina di Amsterdam morta in un campo di concentramento, famosa per il suo diario. Essa è raffigurata con uno stile che mescola colori e texture, dando forma a un’immagine accattivante che richiama l’attenzione. Al suo fianco tanti altri piccoli murales, a invadere gli spazi liberi non ancora imbrattati: ecco perché prima parlavo di “lavagne” in laterizio. Ogni murale ha un significato, alle volte difficile da interpretare. Nello spazio fra il primo e il secondo capannone c’è un enorme cortile in cui sono ancora parcheggiati container in ferro abbandonati. Anch’essi sono stati presi d’assalto dai writer e somigliano a mattoncini Lego non ancora usati. 
 
Amsterdam NDSM, installazione dedicata ad Anna Frank


Sulla piazza si sono radunati writer professionisti, con l’intento di spiegare i loro trucchi ad apprendisti street artists provenienti da tutta Europa. Ognuno può essere apprendista: basta pagare una lezione privata per ritrovarsi a disegnare il primo murale. 
 
Amsterdam NDSM, piazzale fra i due capannoni


Ma è il secondo capannone a contenere il cuore di NDSM. Che non sia un luogo qualunque lo si capisce dalla grande porta d’ingresso, affiancata da un blocco di cassette delle poste con il nome di associazioni artistiche. L’interno è una grande scatola (capannone) riempita con padiglioni artistici, progettati senza un vero e proprio progetto. Ogni padiglione è un piccolo gioiello, alle volte diviso su più piani, con ogni forma e colore, con vezzi artistici e richiami alla professione. E il tutto, insieme, genera uno spazio nuovo, uno spazio in cui meravigliarsi del potere dell’arte. Questo complesso prende nome di Società dell’Industria Creativa. I padiglioni non sono solamente spazi per la creazione o per la produzione: sono anche attrazioni per i visitatori, con sedute a mo’ di salotto e cose stravaganti, come per esempio il bordello delle Barbie, visibile con una moneta da un euro. 
 
Amsterdam NDSM, viale fra i capannoni

Amsterdam NDSM, parte superiore di un padiglione


Al di fuori del secondo padiglione si trova un elegante bar, ricavato in una serra. Il design povero ne caratterizza lo spazio e fa sentire il visitatore a proprio agio. Sulle sedute esterne si gode di una vista privilegiata: che sia in una semplice giornata, o durante una delle tante rassegne artistiche organizzate sul piazzale. Non mancano piccoli festival, concerti ed eventi culturali, a ricordarci come l’arte sia anche performativa. 
 
Amsterdam NDSM, il locale ricavato dalla serra


Insomma la cornice post industriale di NDSM dimostra come l’arte possa recuperare spazi e farli propri: una risposta diversa, dedicata a quelle città del futuro con i loro quartieri “freddi”, che nascono al posto di ex aree industriali, dove il grattacielo sostituisce il capannone. 
 
Amsterdam NDSM, murale del primo capannone



COME ARRIVARE A NDSM

Alle spalle della Stazione Centrale, sul fiume IJ, si prenderà il primo traghetto sulla sinistra, quello che confina col parcheggio delle biciclette. Il traghetto gratuito consentirà di raggiungere le sponde di NDSM Wharf in quindici minuti di tratta. Sul traghetto si può salire anche in bicicletta e con il motorino.


COME MUOVERSI A NDSM

Il quartiere è molto piccolo e lo si può girare facilmente a piedi. Ma consiglio di affittare una bicicletta e di muoversi fra le strade un tempo dedicate alla produzione industriale. In bicicletta sarà possibile arrivare anche ai quartieri vicini. In alternativa con i motorini aventi limitatori di velocità.


COSA VEDERE NELLE VICINANZE DI NDSM

Il quartiere più vicino a NDSM Wharf è quello di Amsterdam Noord. Anche quest’area era un tempo utilizzata per i processi industriali: vi si estraeva la torba. Le industrie, e le abitazioni storiche degli operai, sono state sostituite da nuovi complessi edilizi, per lo più commissionati da grandi aziende mondiali. MTV, IDTV, Red Bull, e chi più ne ha più ne metta. Il punto di riferimento è l’EYE Filmuseum, un edificio contemporaneo inaugurato nel 2012.

Altrimenti, il centro di Amsterdam è a un quarto d'ora di traghetto: tutte le principali attrazioni turistiche saranno concentrate nel raggio di pochi chilometri.


Scritto: Febbraio 2018
Ultima modifica: Febbraio 2018

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