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Valle del Luco, Rapide di Santa Lucia

L’Abruzzo non è da considerare solo come la regione di mare, montagne e parchi naturali. Essa possiede anche un pizzico di fantasia e leggenda, così nascosta fra le rocce e i sentieri da essere sconosciuta anche dagli abitanti del luogo. È il caso dei Luchi dell’Orta, collocati nei pressi del paese di Musellaro, distante qualche chilometro da Salle. Per raggiungere il sito è possibile scegliere il sentiero più adatto fra quello di San Tommaso, e quello che comincia nella frazione di San Rocco, che prende il nome dalla omonima chiesa ridotta a ruderi. 


Siamo alla ricerca della Valle dei Luchi, col nome che deriva dal vocabolo Luco, dal latino Lucus, traduzione di “bosco sacro agli dei”. Alberga qui la leggenda che vede fra le pareti rocciose del canyon scavato dall’Orta, la presenza di creature fantastiche protette dagli dei ed invisibili alla sensibilità umana.
Andiamo con ordine. Ci spostiamo nel paese di Musellaro, superando il borgo antico e voltando la marcia verso la frazione di San Rocco. Parcheggiamo la vettura appena dopo il cartello che indica l’ingresso al paese, di fronte ad una abitazione. I cartelli del CAI segnano la presenza del sentiero sulla sinistra, marcato con la sigla A2. Scendiamo e cominciamo la marcia.


Il sentiero scende con una pendenza del 20% inoltrandosi nella fitta vegetazione, in una mulattiera composta dal terreno morbido e sassi. Il passamano evita la possibile caduta all’interno del tratto boschivo e accompagna la marcia sino a ridosso della vicina centrale dell’Enel. La centrale, composta da un casotto e da una rimessa, la si ritrova davanti dopo dieci minuti di marcia e può essere considerata come un piccolo museo all’aperto, per via delle sue attrezzature antiche arrugginite lasciate morire nel bosco. Segna anche l’arrivo al fiume Orta e l’imminente presenza delle acque. Da qui si prosegue in direzione del ponte in cemento armato con passamano in ferro, attraversandolo e cambiando il versante del fiume. Superato sono due le possibili strade. Scendere sulla destra inoltrandosi a piedi nell’Orta (rischiando), o continuare sulla sinistra, laddove il fiume scende verso valle. Continuiamo verso sinistra prestando la massima attenzione al terreno poco marcato e mal segnalato. Ci si inoltra in un terreno leggero dalla fitta vegetazione, costeggiando per un pezzo il fiume. Risalendo il percorso aumenta la sua pendenza, per un tratto complessivo di un paio di centinaia di metri e si ferma a ridosso di una abitazione abbandonata, ridotta a rudere senza tetto ed infissi. È il punto di incrocio con il sentiero che parte da San Tommaso. Un nuovo cartello, sempre del CAI, segnala la possibilità di svoltare verso San Tommaso in un tempo complessivo di 40 minuti. Tuttavia non segna la presenza delle Rapide di Santa Lucia nel bellissimo complesso della Valle del Luco. Ponendosi dinanzi al rudere della vecchia abitazione, bisogna svoltare sulla sinistra, scendendo verso il fiume. Il sentiero passa dapprima all’interno di un campo di vegetazioni basse e infine scende rapidamente all’interno del bosco. Il rischio di scivolare è alto, ma prestando la massima attenzione e aiutandosi con le piante, si riesce ad arrivare a destinazione senza troppi problemi. Un bivio a ridosso dell’arrivo, divide la strada. Tutte e due portano a destinazione ma in due punti differenti, ricollegati fra di loro in terreni appena marcati.


Qualche metro più in basso e siamo sulle rapide. Impossibile descrivere la bellezza del sito. Il fiume Orta è riuscito a scavare un canyon perfetto all’interno delle rocce in calcare, plasmando un paesaggio fantasioso tanto bello quanto rischioso. Le acque scendono a forte velocità, impattano, escono dal loro letto e disegnano un serpente azzurro nel paesaggio [a proposito di serpente, uno ci attraversa la strada, completamente nero e dalle grandi dimensioni, forse una biscia d’acqua]. È possibile farsi un bagno nelle acque vicine, senza rischiare di farsi male o di essere trasportati dalla corrente. In tal caso è necessario scendere in acqua con le scarpe adatte.


Sulla strada del ritorno ci fermiamo presso la chiesa di San Tommaso, costruita intorno all’anno 1202 in onore dell’arcivescovo di Canterbury Thomas Becket. È composta da una facciata a salienti che replica la partizione interna delle navate: sono per l’esattezza tre e divise da grandi pilastri a pianta quadrata, salvo per una colonnina molto esile, a pianta sempre quadrata, che sormonta un arco di scarico dalla forma particolare. Sulla facciata sono presenti tre portali, di cui quello centrale maggiore. Su quest’ultimo sono scolpiti i dodici apostoli col Cristo al centro in Trono. La loro forma, quasi a sembrare una caricatura, riporta quelle che sono le caratteristiche di ogni apostolo. Il portale inferiore di sinistra riporta elementi geometrici ispirati ai fregi di San Clemente a Casauria. All’interno è possibile osservare affreschi della vita di Gesù e anche una cripta, ricavata sotto l’altare. Penetrando al suo interno ci si ritrova in una camera caratterizzata dalla forte presenza di un pozzo, profondo un paio di metri, dentro la quale sono state gettate delle monete in segno di devozione. AI bordi del pozzo, purtroppo, sono presenti elementi decorativi staccati durante i lavori di restauro che rischiano di essere sottratti senza accorgimenti validi. Esternamente è da prestare attenzione anche sul campanile, costruito sempre nel XII Secolo.


Come arrivare:
Destinazione Musellaro, frazione San Rocco.

Quando: 
Tutto l'anno.

Cosa vedere: 
Rapide di Santa Lucia, Valle del Luco, Fiume Orta.

Cosa portare con se: 
Scarpe da Trekking, scarpe da fiume, bastoncini.

Consigli:
Evitare di sporgersi nei punti panoramici.

Numeri:
- Tempo di percorrenza: andata 0,30 ore - ritorno 0,30 ora
- Dislivello: 100 metri
- Difficoltà           (Stima personale)

1 commento:

  1. Andrei subito a fare un sentiero di trekking così! Quell' effetto levigato e striato delle rocce mi piace un sacco. Quando sarò in zona ci farò un pensierino!

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