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Zaccagnini, quando il vino è l′arte dell′uomo

Cosa è contenuto all’interno di una bottiglia di vino? Quando parliamo di Zaccagnini, molto più del vino. 

Nacque nel 1978 a conduzione familiare, in un piccolo garage di Bolognano, per diventare – nel giro di trent’anni – una delle aziende vinicole più importanti d’Italia e riconosciuta nel mondo. Tanto da vantare la presenza in 45 nazioni sparse in 5 continenti, fra cui Giappone, USA, Australia, Sudafrica e Singapore. Possiede un terreno di 300 ettari destinati a vite e ha una produzione che è passata dalle 1000 bottiglie annue dei primi tempi, alle attuali 3000000. Un grandissimo numero che ci fa conoscere l’importanza dell’azienda. 

 
Le bottiglie Zaccagnini hanno un dettaglio: il tralcetto. È un piccolo pezzo di vite legato alla bottiglia da uno spago. È realizzato a mano, dagli stessi abitanti del paese, e viene messo nel collo della bottiglia. Lo si può trovare nel “Tralcetto Montepulciano”, o nel “Tralcetto Cerasuolo”, o nel “Bianco di Ciccio”. Tre delle tante varietà di prodotti che escono da questa cantina. 

 
Ma Zaccagnini è soprattutto arte. Il motto dell’azienda è “il vino, arte dell’uomo” e sintetizza in una frase il trinomio fra il prodotto, il vino, il consumatore, l’uomo e la qualità, l’arte. Nel 1984 avvenne lo storico incontro con l’artista di fama mondiale Joseph Beuys, che qui presentò il progetto “Difesa della natura”. Da quel momento la cantina ha puntato sempre più ad arricchire le sue collezioni. La cancellata di ingresso, che rappresenta l’etichetta di Pietro Cascella, introduce allo spazio, nella quale spiccano opere di Gino Sabatini Odoarsi, Mauro Berrettini, Franco Summa, Dino Colalongo, David Bade, Bizhan Bassiri e Mimmo Paladino. Ma anche di Simone Zaccagnini, nipote del fondatore. 





Dall’arte nasce l’architettura ed ecco che la cantina è anch’essa un’opera. Rappresenta un grande occhio che guarda la valle. Di grande pregio anche il balcone vetrato che si affaccia sulla tenuta. Fra i vigneti si staglia un grande pulcino giallo e un palo della corrente colorato. Ai bordi le rose arricchiscono la visione d’insieme e fungono da segnalatrici di eventuali problemi. 



La Zaccagnini si occupa anche di sport col premio “Giuseppe Prisco”, alla lealtà, alla correttezza e alla simpatia sportiva, e nasce per ricordare l’amicizia intercorsa fra l’avvocato milanese e il fondatore dell’azienda di vini, Ciccio Zaccagnini. Mentre il “Tralcetto dell’amicizia” è un premio all’impegno e alla rilevanza sociale. Nell’azienda vengono organizzate rassegne ed eventi artistici, fra cui ricordiamo “Uvarte”, “Un fiore per Ivan” e “Pigro, cantautori in vigna”, in memoria di Ivan Graziani. 

Perciò, rispondendo alla domanda di partenza - Cosa è contenuto all’interno di una bottiglia di vino? – si può affermare che in quelle Zaccagnini è contenuta la tradizione famigliare e territoriale, la passione, l’arte, la ricerca, la qualità e la dedizione: la sintesi di questi aggettivi è quel vino che arriva sulle nostre tavole 

È possibile visitare la cantina prenotando una visita guidata: verrà fatta conoscere la tenuta, composta dai tanti vigneti e dai locali di produzione, nonché il suo patrimonio artistico. È aperta al pubblico durante la giornata delle “Cantine aperte”. 

 
Quando si parla di Zaccagnini, si parla di Bolognano. Questo borgo fa parte della Comunità Montana della Majella e del Morrone e possiede una storia millenaria. Durante gli ultimi anni del ‘900 ha conosciuto un periodo di grande splendore, soprattutto nella sfera artistica. Gran parte del merito spetta a Lucrezia De Domizio Durini una collezionista che ha portato grandi nomi dell’arte in questo paese. Ma soprattutto ha prodotto arte, trasformando il centro storico in un laboratorio: i colori hanno invaso le abitazioni, le porte antiche, le panchine. Ma anche altri dettagli nel paese, che rendono questa iniziativa curiosa e unica. 
Il simbolo è Casa Cielo, un’abitazione colorata tutta di azzurro. Risalta osservando il borgo da lontano, colpisce nel trovarsela davanti. 


Ma Bolognano è tanto altro ancora: la Grotta dei Piccioni e l’omonima Cisterna sono – assolutamente – da visitare. 

[Grazie a Gianluca Zaccagnini per avermi fatto conoscere i segreti di questa fantastica azienda]




4 commenti:

  1. Ciao boss! Gran bel blog, ci si vede online. ;-)

    Mark del #FLA

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    1. Grandissimo Mark! A breve uscirà il video del FLA e ci sei anche tu! Un saluto grande! :D

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  2. Ciao Dante la mia ignoranza in tema Abruzzo mi ha costretta a fare un giro da queste parti e sono capitata proprio in un post sul vino, una delle mie passioni più recenti!
    Devo fare un viaggetto per degustare :D

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    1. Danila :) Quando vorrai passare in Abruzzo ti ospito io! Qui abbiamo tantissime aziende vinicole di qualità e secondo me potresti fare un bel reportage (da intenditrice).. un abbraccio e a presto :)

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