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Cosa fare a Zara, la "Destinazione Europea 2016"

La città di Zadar, meglio nota col nome di Zara, vanta una storia di 3000 anni e una serie di dominazioni che l'hanno arricchita, fino a trasformarla in un gioiello. È stata eletta "Destinazione Europea 2016" e il titolo ha contribuito a renderla ancor più centrale nel turismo in Croazia. Ma andiamo a vedere cosa fare nella città.

 
Esistono due Zadar: la città all’interno delle mura cittadine e l’espansione urbana del novecento. Diverse fra loro e collegate da un lembo di terra e da un ponte pedonale. Non descriverò la nuova Zadar, fatta di quartieri residenziali con social housing e casermoni russi, bensì la città antica, quella per cui si giunge fin qui. 

1. GODERSI LA CITTÀ

Il giro comincia dalla Porta Marina, uno degli ingressi cittadini, che immette su Via Jurja Barakovica e rappresenta il collegamento pulsante al centro. Che questa sia la Porta più importante della città lo si capisce dai tanti cambio denaro che vi si affacciano: vuol dire che il flusso di turisti in cerca di Kune (valuta locale) passa di qui. A dare il benvenuto è un murale di Corto Maltese che recita: “What is wrong with this city?” 


I primi palazzi che si affacciano sulla via anticipano la sintesi fra l’architettura veneziana e quella slava. Soprattutto in un piccolo edificio sulla destra, dalla porta con arco a tutto sesto, che contiene un piccolo bazar. Alle sue spalle c’è il mercato ortofrutticolo dove si può acquistare a prezzi vantaggiosi.

Cento metri dopo si giunge su Narodni Trg, la Piazza centrale della città. È viva e dinamica, dove le attività commerciali invadono il suolo e offrono la possibilità di godersi un aperitivo all’aperto. Il suo perimetro rettangolare è circondato da edifici di pregio, unici tra loro. Come il palazzetto dell’orologio, o come quello delle esposizioni, reso luminoso dalle ampie vetrate. Da qui è possibile immettersi su Calle Larga, con nome derivante dalla tradizione veneziana. È l’arteria pedonale di Zadar e collega gli estremi della penisola. Conduce fino alla Piazza del Foro, il centro nevralgico della città. 

Narodni Trg

Su Calle Larga si può fare shopping in uno dei tanti negozi dai marchi internazionali. Alcuni non sono diffusi in Italia e per acquistare nei più famosi occorre spostarsi in periferia, presso il Centro Commerciale Supernova. Sempre su Calle Larga ci si può fermare in uno dei tanti bar: il caffè è fatto all’italiana (quasi tutti hanno il caffè Illy), il cappuccino non è all’altezza del nostrano. Le torte sono ottime. Consiglio di fermarsi a La Bodega, stile retrò e design ricercato. 

Calle Larga

Nel foro Jadera
si mescolano le tante culture storiche che qui si stanziarono: i romani, del cui dominio restano solo le tante rovine e reperti storici; i Bizantini che edificarono la Chiesa di San Donato, a pianta circolare; e ancora dalmati, goti, franchi e croati. Con ogni dominazione al Foro veniva aggiunto un tassello, come la Cattedrale si Sant’Anastasia o la Chiesa di Santa Maria. L’elemento più visibile di tutti è il campanile, a pianta quadrata, che domina lo skyline cittadino e diviene un punto di riferimento. È visitabile. 

Zara croazia
Il Foro Jadera e la Chiesa di San Donato

2. VIVERE IL MARE DALLA CITTÀ

Nel versante occidentale della città la banchina separa dal mare. È qui che si gode uno fra gli spettacoli più importanti della Croazia e forse dei Balcani. Sto parlando del tramonto sul mare, immortalato in scatti e pellicole e definito da Alfred Hitchcock come “il più bel tramonto al mondo”. Il suole muore dietro l’isola di Ugljan durante i mesi invernali, mentre in quegli estivi scende sul mare aperto. Consiglio di goderselo nel lato nord della banchina, laddove sono state costruite due installazioni uniche al mondo. 
"Zadar has the most beautiful sunset in the world, more beautiful than the one in Key West, in Florida, applauded at every evening" A. Hitchcock
Il tramonto di Zadar

La prima è l’Organo Marino, progettato dall’architetto croato Nikola Basic. È un’installazione che sfrutta le onde marine per emettere suoni ed è posizionato a ridosso del mare sulla banchina. Ha una forma a gradoni che scendono gradualmente verso l’acqua e fra di essi ci sono aperture composte da canne di organo, che si azionano e suonano con il moto delle onde. L’armonia che ne vien fuori non è studiata e può variare. Per esempio quando il mare è agitato il suono aumenta di volume ed estensione e può essere percepito anche a centinaia di metri di distanza. Un perfetto esperimento che da una voce al mare. 

L'Organo Marino

Il secondo è il Saluto al Sole. Anch’esso è un’opera dell’architetto Basic ed è un grande cerchio composto da lastricati solari. La particolarità dell’installazione sta nel catturare l’energia solare durante le ore diurne per poi sfruttarla, nelle ore notturne, emettendo fasci di luce colorata che rendono l’ambiente dinamico. È un punto di ritrovo della città e permette di godersi una piacevole sosta, magari con una birra fra le mani (consigliata la Karlovacko). 

Saluto al Sole

Il lato sud della banchina porta all’Università, ricavata all’interno di un edificio storico. Qui ho avuto modo di studiare per alcuni giorni e l’ho trovata interessante sotto molti aspetti: biblioteca molto grande che guarda il mare, stanza degli studenti in cui sono presenti divani, bar e televisore, mensa a prezzi vantaggiosi (2€ a pasto).

Proseguendo a sud la banchina devia e costeggia le mura perimetrali della città. Conduce a un porticciolo (Foša), elegante e affascinante, ottenuto in un’ansa del mare. Risalendo le scale ci si ritrova a ridosso della Porta Terraferma, un monumento dallo stile veneziano, con tanto di Leone di San Marco simbolo della Serenissima, progettato dal Sammicheli. È composta da tre ingressi e somiglia ad un arco trionfale. Dalla porta si rientra verso il centro. 

La Foša
Al fianco della porta cittadina c’è il parco, piccolo e ben curato. Si affaccia su un’ampia piazza, utilizzata soprattutto nel periodo estivo, dove i ristoranti invadono il suolo pubblico offrendo un’atmosfera calorosa. È qui che venne costruita la Chiesa di San Simeone, risalente al XII secolo con un impianto basilicale a tre navate. Le stesse spoglie del santo sono conservate all’interno. 

3. GUSTARSI UN PIATTO TIPICO

Durante i miei dieci giorni nella città ho avuto modo di assaggiare quanti più piatti tipici offrisse la città. Non ho cenato tutte le sere nei ristoranti, anzi. Fra i ristoranti consiglio il "2Ribara", con piatti ricercati e uno stile moderno e accogliente. 

Il mio piatto croato preferito sono i ćevapčići, fatti di carne di maiale. Somigliano a piccoli salamini e possono essere cucinati in più varianti. Ma la vera specialità di Zadar è l'agnello, presente in molte ricette. Dall'agnello si ricava anche un formaggio, tipico dell'isola di Pago. Consilgiato il prosciutto di Posedarje.

La cucina italiana è molto diffusa a Zadar: c'è da considerare che questa è stata l'ultima terra italana prima che la Dalmazia diventasse slava. Sono di ottima qualità le ricette tipiche italiane. Molto diffuse la pasta e la pizza. Su quest'ultima da fare un appunto negativo: utilizzano il formaggio al posto della mozzarella e il sapore cambia e diviene più deciso.

E poi c'è il capitolo bar e caffetteria. Come scritto in precedenza, quasi tutti i bar hanno il caffè italiano (Illy) e la macchina per l'espresso. Consiglio un bar che per 5 Kn (circa 70 centesimi) vi da il caffè e un marshmellow: il Down Town. 
Due note: all'interno dei bar non c'è il divieto di fumare e potreste puzzare; pochi bar servono anche i dolci: in tal caso è consigliabile un salto alla pekarna (una specie di panetteria).

4. SCOPRIRE I DINTORNI

La posizione geografica di Zadar consente il facile spostamento nei dintorni della città. Fra le località consigliate ci sono la vicinissima isola di Ugljan, raggiungibile con i barcaioli e con i traghetti, così come le Isole Kornati. Spostandosi con i mezzi pubblici, è facile raggiungere la piccola città di Nin, per chi ama le località tipiche, e la frenetica Pag. Infine consiglio una giornata nel Parco Nazionale del Krka, a mezz'ora di auto.

L'isola di Ugljan

Per le piccole tratte consiglio i mezzi pubblici: i prezzi sono bassi e gli orari flessibili. Per esempio arrivare a Nin costa quasi 2€. Anche i tour organizzati sono vantaggiosi: se ne trovano con imbarcazioni e con pullmini privati. Nel caso in cui vogliate muovervi con le un'automobile affittata, controllate bene i prezzi: quando abbiamo domandato il preventivo, il Rent-a-Car ci ha fatto un prezzo maggiore rispetto a quello fatto a una nostra amica, croata, il giorno dopo e per le stesse caratteristiche.

... IN DEFINITIVA, QUALI SONO 10 COSE DA FARE (ASSOLUTAMENTE) A ZADAR?

1. Vedere il tramonto sul mare
2. Salire sul campanile e osservare la città dall'alto
3. Andare alla ricerca dell'arte veneziana sparsa in città
4. Ascoltare il suono del mare con l'Organo Marino
5. Godersi il gioco di colori del Saluto al Sole
6. Farsi un maraskino nelle vie notturne
7. Partecipare alla Festa di Sali
8. Gustarsi un piatto di ćevapčići
9. Visitare le vicine Kornati
10. Visitare la vicina Ugljan

1 commento:

  1. Hello. We are frequent guests in zadar. We can agree with you about your ideas what to do when in zadar. But we would like to add two special features or places:1 one must visit the city cemetery in the outskirts of zadar. It is an amazing historical experience due to blends of names of the families and their monuments. 2 when you walk around pay attention to iron covers of the sewage system . It is unbelievable how many different municipalities conducted the city of zadar. And that is written on the pavements cover in different languages.

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