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La Libreria di Bologna dove tutti i libri sono gratis

La Libreria "Libri Liberi" di Bologna è la prima in Italia a mettere a disposizione scaffalature di libri gratuiti. Non c'è circolo di denaro e ognuno può scegliere di portarsi con se il libro che preferisce. Un luogo dei sogni che - fortunatamente - esiste!
La Signora Anna Hilbe
La distanza che separa Piazza Maggiore a Via San Petronio Vecchio è una piacevole passeggiata di un quarto d’ora fra le vie storiche di Bologna. In questa strada, che prende il nome del patrono della città, non c’è nessuna attrazione turistica riconosciuta, se non la casa natale di Giorgio Morandi all’incrocio su Via Fondazza. Ma fra quelle piccole botteghe, che si affacciano su una via tranquilla, una colpisce l’attenzione dei passanti e attira visitatori da tutta Italia: è la libreria “Libri Liberi”.


È in un piccolo monolocale, formato da una vetrata a tutt’altezza che guarda la strada, con una finestrella sul retro. Per il resto due lunghe scaffalature sui lati e una tavolata coi libri esposti al centro della sala. A malapena ci si entra cinque o sei persone la volta e ad accogliere i flussi di persone, in un frenetico viavai, c’è la proprietaria, la signora Anna Hilbe. La trovi seduta sulla sedia sotto la finestra, a leggere un libro e sistemare i libri donati dai passanti. È discreta, mai distratta. Gentile ed elegante, che cinque anni fa credette in questo progetto, ispirandosi a una libreria di Baltimora. Ma lei è già famosa a Bologna per altro. Fondò la prima libreria femminista nella città, “La Libreria delle Donne” e legò il suo nome al mondo della diffusione culturale.

“Trovato nulla?”, esclama la Signora Hilbe a due ragazze che si accingevano a uscire, a mani vuote, dalla libreria. “Prendete questi libri. Vi consiglio l’autrice”. 


Il fattore che rende questo luogo speciale è che tutti i libri esposti sono gratuiti. Così ti ritrovi a passare il naso sui tanti titoli di copertina dei libri, divisi per categoria, alla ricerca del tuo autore preferito o della casa editrice di cui ti fidi. O magari di quella pratica del “livre trouver sa voie”, ossia dove è il libro a farsi scegliere da te trovando la sua strada. Ogni giorno i libri a disposizione vengono sostituiti da altri e nella libreria non si avrà mai lo stesso catalogo. La prima volta che vi entrai c’erano autori come Serra, Pontiggia, Pasolini; la seconda volta fui io a portare un Kundera, un Baricco, una Mastrocola e infine l’ultima volta in cui vi sono entrato mi sono riportato un Paasilinna e un Irving.

“Lascio questo libro signora”, poggiando un Sellerio sul tavolo. Lei mi ringrazia e timbra il libro con una frase: “Questo libro non si compra né si vende”. 


Questa pratica, molto di moda oggi, è nominata “Bookcrossing”, e consiste nel lasciare un libro libero, a disposizione del prossimo. Evitando di abbandonarlo nella scaffalatura di casa, di gettarlo al termine della lettura o di venderlo in un mercatino. Come se si trattasse di una biblioteca, ognuno prende i libri e se vuole li può riportare indietro, prendendone degli altri. Senza l’obbligo di doverli, per forza, riportare. Se si ama questo luogo i libri non li si prendono, ma li si barattano. Immaginate entri una persona con un baule, con l’intento di prendere tutti i libri a disposizione. Può farlo, nessuno lo vieta. Ma morirebbe un’idea di libreria. L’ideale, per far sopravvivere questo luogo, è quello di portare prima di prendere. 


Tornare nella Libreria “Libri Liberi” è per me un appuntamento fisso durante i soggiorni bolognesi. E non posso andarci a mani vuote: è un po’ come visitare la casa di una persona a cui vuoi bene. Così rovisto nella mia libreria e puntualmente non trovo nessun libro da scartare. Alla fine prendo la decisione più semplice: ne acquisto di nuovi, apposta per poterli barattare. Vado al “Libraccio” di Bologna, la libreria del momento, e cerco nella sezione dei libri di seconda mano, prezzati dai 2 ai 10 euro. Scelgo in base alle case editrici e agli autori, evitando di acquistare autori che mi piacciono e preferendo libri con molti doppioni (se poi mi pento di aver barattato quel libro potrò sempre tornarlo a prendere). Il più delle volte acquisto dei Sellerio a 2€ (prezzo incredibilmente basso), fra le mie case editrici preferite. Dopodiché coi libri vado alla Libreria “Libri Liberi” e li dono, per poi sceglierne altri che mi piacciono.

Una fortuna avere una attività del genere a disposizione che sottolinea un’idea di libertà culturale che guarda al futuro. E noi abbiamo l’obbligo morale di farla sopravvivere, paradossalmente senza dover pagare nulla.

Come arrivare? Via San Petronio Vecchio 57, Bologna.


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