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Una piccola capitale chiamata Bratislava

Il quinto giorno lasciammo Cracovia e la Polonia. Prossima tappa dell’Interrail la città di Bratislava. Ci svegliammo con ritardo, tanto da perdere uno dei due treni diretti sin lì. Il prossimo sarebbe partito nel tardo pomeriggio, sconvolgendoci il programma di viaggio. Tuttavia arrivò la provvidenza, sotto forma di un tassista abusivo di cinquant’anni: per 50€ a testa, ci avrebbe condotti a Bratislava, con la sua vecchia Renault. Accettammo la cosa e trascorremmo le sei ore più frenetiche del viaggio. La velocità media con la quale George, il nome del tassista abusivo, andava, era di 150 km/h. Le statali polacche e slovacche, volarono. Arrivammo nel primo pomeriggio, perdendo solo tre ore nel programma di viaggio. 



Bratislava, il Castello
La prima tappa servì per scaricare i bagagli. Andammo al Possonium Hostel, vincitore di molti premi dedicati agli ostelli. Era ricavato all’interno di un antico palazzo, restaurato e trasformato in un tempio del viaggio. Ogni stanza aveva come tema quello di una nazione. A noi toccò la Svezia, ricordata dai colori giallo e azzurro delle pareti, dal mobilio Ikea, dai disegni dei vichinghi e infine dagli adesivi sparsi di Saab e Volvo. Le altre disponibili riguardavano nazioni come la Croazia, il Brasile, l’Italia. Il Possonium aveva un piano terra caratterizzato da una cucina comune, molto piccola, nella quale era possibile cucinare. Ma anche uno spazio conversazione, con l’angolo cultura ricco di libri da tutto il mondo. Ognuno poteva scambiare il suo con un altro presente. All’esterno si trovava un piccolo giardino, con angolo per il gioco e appendi panni. Nella cantina era stato ricavato il bar. Aveva l’aspetto di un luogo horror. Prendeva spunto dal film “The Hostel”, ambientato a Bratislava ma girato in Rep. Ceca. Era caratterizzato da manichini torturati, strumenti di tortura sparsi, vasche da bagno insanguinate. Tutto nella completa finzione. In realtà uno spazio adatto al dialogo e alla connessione.

Ci recammo nel centro storico, attraversando le vie più famose. Innanzitutto visitammo la Cattedrale di San Martino, principale chiesa della città, risalente al XV secolo e con uno stile gotico. Al suo interno è conservato il monumento equestre di San Martino, realizzato da un certo Donner. Quindi la Chiesa Blu, denominata così per il suo colore turchese. Lo stile è quello della Secessione che dall’Austria si diffuse in tutto il circondario. È dedicata a Santa Elisabetta d’Ungheria e non possiede particolari connotati storici. Da lì ci dirigemmo al Palazzo Grassalkovich, sede del Presidente della Slovacchia. 




Il centro è arricchito dal neoclassico Palazzo Primaziale, dal colore rosa, che ospita una collezione di arazzi. Gli altri eleganti edifici che si susseguono fanno di Bratislava una bomboniera omogenea. Fra le piazze che scegliamo per sostare, vi sono la Hlavné Namestie e la Hviezdoslavovo namestie, completamente pedonale. Sottopassiamo anche la Porta di San Michele, resa celebre dalle tante cartoline della città e infine arriviamo al Novy Most, il più famoso ponte. 





Prima che scenda il buio, riuscimmo a visitare il Castello di Bratislava, simbolo della città e forse anche della nazione. È stato costruito sull’alto di un’altura, accessibile da irte vie. Ha una pianta rettangolare, con quattro esili torri angolari. Si presenta come un’architettura compatta. Entriamo nel suo cortile, completamente vuoto. La cosa più bella del castello è il panorama: la città lentamente volge al tramonto e il Danubio assume varie tonalità di colore. 




Cenammo in un ristorante italiano. Se la città era affascinante durante le ore diurne, assume una sua identità nelle ore notturne. Scoprimmo le statue in bronzo sparse per le vie del centro: una raffigura Napoleone, un’altra un fotografo e la più celebre un uomo uscito dal tombino. Ma ce ne sono molte altre, compaiono all’improvviso e non puoi far altro che fotografarle sorridendo. L’unico aspetto negativo è dato dalle vie vuote e dalle persone poco affidabili nei pressi della stazione. Tornammo in ostello per goderci la parte finale della serata. La mattina successiva ripartimmo, destinazione Repubblica Ceca.

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