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Gli Eremi Celestiniani di Roccamorice: come visitarli in trekking

Gli eremi celestiniani sono una delle attrazioni più amate d’Abruzzo e la loro presenza, che unisce l’arte e la cultura alla natura, è molto gradita dal visitatore. I due più importanti sono situati nello stesso comune, quello di Roccamorice. Facilmente accessibili e perfetti per un trekking. Visitarli è una delle 50 cose da fare in Abruzzo almeno una volta nella vita
Eremo Roccamorice
Eremo di San Bartolomeo in Legio, la chiesa vista dalla galleria
L'EREMO DI SAN BARTOLOMEO IN LEGIO

Un po' di storia. L’Eremo si San Bartolomeo in Legio venne costruito prima del XI secolo e fu fatto restaurare da Celestino V nel 1250. Il futuro papa vi si stabilì per almeno due anni, di ritorno dal viaggio da Lione. È incassato nella roccia e costituisce un esempio di architettura organica unica nel suo genere. Esternamente è diviso in una parte superiore e in una anteriore, collegate fra loro attraverso due scalinate in pietra (quella di sinistra è una scala santa). Quella superiore è caratterizzata dalla presenza della galleria, semi scavata nella roccia in cui è presente anche una vasca per le acque. È qui che la facciata bianca, con alcuni affreschi danneggiati dal tempo, annuncia la chiesa.

La chiesa è pianta rettangolare, semplice e buia. Termina con un altare addossato alla parete, in cui è presente la statua lignea del santo. L’unica finestrella affaccia sul canyon e ha una cordicella per suonare la campana (ricordatevi che non siamo a pasqua e nessuno deve ascoltare il suono della campana a distanza). Al fianco dell’altare una porta conduce nelle stanze sul retro. C’è un piccolo atrio che collega all’esterno e a una stanza con porta e finestra.

Scendendo al livello inferiore si ha una nuova galleria, creata dall’erosione. È leggera e non è stata intaccata dall’uomo. Al suo fianco altre stanze per gli eremiti caratterizzano la struttura. 

Eremo Roccamorice
Eremo di San Bartolomeo in Legio,la galleria con la vasca delle acque

Eremo Roccamorice
Eremo di San Bartolomeo in Legio, la galleria dalla scala santa


Ma come si arriva all’Eremo? Ci sono due modi differenti, distanti fra loro chilometri. 


- COME ARRIVARE? PRIMO PERCORSO
Si attraversa il paese di Roccamorice (fermatevi all’Hard Rocc, già solo per il nome) procedendo sulla strada principale. Essa sale e prosegue verso il cimitero. Le indicazioni sono presenti lungo il percorso e facilitano la ricerca dell’Eremo, distante circa 10 minuti dal borgo.

Il sentiero parte da una stradina sterrata, accessibile da una curva cieca: attenzione nello svoltare, le indicazioni ci sono ma l’ingresso è progettato male. Da qui si può lasciare la macchina 200 metri dal bivio, prima del B&B in fondo la strada. Il sentiero è ben segnalato con i paletti del CAI. 
Eremo Roccamorice

All’andata il sentiero alterna tratti in discesa ad altri in pianura. Non è difficoltoso e l’alternanza di piantagioni rende la tratta ancora più piacevole. A dieci minuti di cammino si incontra un bivio, segnalato da una croce in ferro e da un cartello in legno. Si deve continuare sulla destra, ritrovandosi lungo il pendio della collina. Inizialmente è leggero, successivamente aumenta la pendenza, senza comunque recare disagio al visitatore. Da lì fino all’ingresso dell’Eremo c’è solo un ultimo bivio: basta continuare sulla sinistra fino l’ingresso all’eremo. Si accede da un buco scavato nella roccia, che immette nella galleria. Il ritorno è leggermente più difficile: tutto in salita fino al parcheggio. 
Eremo Roccamorice
Eremo di San Bartolomeo in Legio, il sentiero in prossimità dell'Eremo

Eremo San Bartolomeo in Legio
Eremo di San Bartolomeo in Legio, l'ingresso dal "buco"


Tempi: andata 30’, ritorno 30’ 
Difficolta: 1/5 (stima personale) 
Dislivello: 100 m

Consigli: cappello e una bottiglia d’acqua. Per i meno abili nella discesa i bastoncini da trekking. 
Età: accessibile per tutte le età. Lungo il percorso abbiamo incontrato anche persone anziane, meglio se accompagnate. 

- COME ARRIVARE? SECONDO PERCORSO

La seconda strada per arrivare all’Eremo passa per il bivio per la Valle Giumentina. Percorrendo la Strada Statale 487 si deve svoltare verso Roccamorice, sulla Strada Provinciale 22. A cento metri dall’ingresso occorre svoltare a destra, sul bivio che conduce verso la Valle Giumentina. La strada è da percorrere fino in fondo, seguendo le indicazioni per l’Eremo. Si parcheggia in prossimità di un’area pic-nic da cui comincia il sentiero.

Inizialmente si cammina sulla cresta del canyon, attraversando prati con tholos. Successivamente bisogna svoltare sulla sinistra, laddove un’indicazione del CAI vi indicherà la strada per l’Eremo. Il sentiero si inoltra nel bosco e scende fra la fitta boscaglia. Non è difficile la discesa, tuttavia per chi ha delle difficoltà nel muoversi fra la vegetazione è consigliabile l’altro percorso.

Da qui è possibile godersi l’Eremo incastrato nella roccia: una vista che solo da questo lato si ha. Il sentiero termina su una roccia molto grande, che fa da ponte al torrente sottostante. Gli ultimi cento metri, in salita, conducono all’interno dell’Eremo. 
Eremo San Bartolomeo in Legio
Eremo di San Bartolomeo in Legio, l'Eremo visto frontalmente
L'EREMO DI SANTO SPIRITO

(Premetto, si può anche arrivare dall'Eremo di San Bartolomeo in Legio attraverso un trekking di quasi 4 ore) 
Eremo Roccamorice
Eremo di Santo Spirito, il panorama sul vallone
Per arrivare all’Eremo di Santo Spirito bisogna prendere la stessa strada che dal paese di Roccamorice conduce all’Eremo di San Bartolomeo in Legio. La differenza sta nel proseguire diritto al bivio, fino alla fine della strada. La distanza dal borgo è di circa un quarto d’ora di macchina.

La strada è molto stretta e presenta alcuni tratti invasi dagli scalatori. Se sulla sinistra si alternano le pareti rocciose verticali al fitto bosco, sulla destra si apre il panorama che caratterizza tutta la valle. Due macchine in senso opposto potrebbero avere dei problemi nel muoversi, mentre è sconsigliato il transito di pullman superiori a una certa lunghezza. Conviene interrogare il Comune di Roccamorice in caso di gruppi organizzati. Termina con un parcheggio nel quale è possibile lasciare la macchina. L’Eremo è lì, a cento metri di viale, incastrato nella roccia. Prima di entrare è necessario fare il biglietto di ingresso: costo 3€.

Giusto qualche informazione sull’Eremo. Venne costruito nel XI secolo e la prima fonte risale al XI quando il futuro papa Vittore III vi fece costruire una chiesa. Un altro grande papa dimorò qui: Pietro da Morrone, meglio noto col nome di Celestino V. A lui appartiene la costruzione dell’oratorio e di altri spazi interni. Vi soggiornò anche Cola di Rienzo. Fu eretto a Badia nel 1586 e venne fatta costruire la scala santa che porta all’oratorio di Santa Maria Maddalena. Nel 1807, con l’abolizione degli ordini monastici, l’Eremo fu abbandonato per poi essere recuperato molti anni dopo, sempre con una funzione religiosa.

Il tour può cominciare dalla chiesa, a navata unica con altari sulla destra. È consacrata e viene utilizzata per i matrimoni. Alle spalle dell’altare si apre l’ex convento che fino a pochi anni fa ha ospitato i frati. È in fase di restauro e verrà recuperato in tempi futuri. 
Eremo Roccamorice
Eremo di Santo Spirito, la chiesa

Uscendo dalla chiesa ci si immette in un corridoio ricavato fra la chiesa stessa e la roccia. È l’accesso all’eremo, uno spazio buio e umido, scivoloso e fresco. Di certo molto affascinante. Conduce in tutte le stanze dell’eremo, alcune crollate e di cui restano le mura perimetrali. Una prima scalinata, completamente invasa dall’acqua (prestate la massima attenzione perché si scivola!), porta al piano superiore dell’eremo, composto da un belvedere che si affaccia sulla valle. Sulla sinistra si procede su una seconda scalinata, coperta da una galleria, semplice da percorrere. Si arriva al terzo livello dell’eremo e la statua del santo dà il benvenuto al visitatore
Eremo Santo Spirito
Eremo di Santo Spirito, le rovine


E infine ecco l’ultima scalinata, quella più famosa e immortalata in molti scatti. È priva di passamano e ringhiere (escludendo quella provvisoria da cantiere) e porta all’interno dell’oratorio di Santa Maria Maddalena. L’accesso è costituito da una scala santa semplice da intraprendere. Lungo tutte le pareti, stuccate di bianco, si hanno le tante firme di chi ha visitato l’eremo negli anni: molte sono di fine XVIII secolo e la maggior parte in quel periodo di tempo in cui la struttura fu abbandonata. 

Eremo Roccamorice
Eremo di Santo Spirito, la scala "senza ringhiera"

Eremo Santo Spirito
Eremo di Santo Spirito, l'oratorio di Maria Maddalena


L’eremo è accessibile per tutte le persone. Bisogna fare attenzione a quei tratti umidi e scivolosi, o alla scala di accesso all’oratorio priva di passamano. Per il resto girare nella struttura è facile. È dotata di bagni (dettaglio da non escludere) e lo spiazzo antistante l’ingresso ha una fontanella: l’ideale per un pic-nic fra arte e natura.


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