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Le Rimske Terme, un gioiello che unisce l′arte alla cura del corpo



La Slovenia è molto famosa per le sue Terme, distribuite in tutta la Nazione. Fra le più famose ci sono le Rimske Terme: un gioiello che unisce l'arte alla cura del corpo. Hanno una storia antica e sono state rinnovate negli ultimi anni. Qui ci si può rigenerare con terme, saune e massaggi, ma anche meditare, mangiare al meglio e vivere un territorio ricco di attrazioni.

UN PO’ DI STORIA 
La traduzione di Rimske Terme dallo sloveno all’italiano è “terme romane” e già dal vocabolo abbiamo la percezione di quale sia stato il periodo storico da cui tutto è cominciato. I romani arrivarono qui con mire espansionistiche, combattendo dapprima la popolazione locale e successivamente contribuendo allo sviluppo regionale. Fondarono la vicina città di Celje e si spinsero fino a Laško, per scoprire le sorgenti da cui nasceranno le terme. Il primo documento storico che accerta la presenza delle terme viene fatto risalire alla fine del medioevo, tuttavia si comincia a parlare di business legato a questa località soltanto nel 1840, anno in cui furono convertite a un uso cittadino e turistico. Di qui passarono nomi illustri della storia, quali la Regina Vittoria (che donò delle sequoie tutt’oggi esistenti), la principessa di Prussia, la principessa Murat, l’imperatore Ferdinando d’Austria e l’arciduca Giovanni. Col passare degli anni, e soprattutto con le guerre mondiali, le terme vennero convertite, depredate e abbandonate. I tedeschi le riconvertirono a ospedale di campo, l’esercito slavo le utilizzò come terme private degli ufficiali dal 1946 al 1991. Dall’indipendenza slovena tornarono a essere terme a servizio dei cittadini. Nel 2009 furono ampliate, costruendo l’attuale complesso che collega le due strutture storiche, il Sofijin Dvor e il Zdraviliški Dvor. Dagli scavi emersero reperti dell’Antica Roma, tutt’oggi esposti in alcune ali del complesso.



L’HOTEL 
Il complesso termale e ricettivo delle Rimske Terme è figlio di uno studio architettonico che ha permesso l’unificazione delle due strutture storiche – il Sofijin Dvor e il Zdraviliški Dvor – attraverso la costruzione di una terza struttura quale il Rimski Dvor. Questa operazione, fatta nel 2009, ha permesso la realizzazione di una nuova hall (collocata al settimo piano), di un nuovo ristorante utilizzato per le colazioni, e della realizzazione delle nuove piscine termali.


La domanda sorge spontanea: perché una hall al settimo piano? In realtà le strutture che compongono il complesso sono semi ipogee e da un lato affacciano sulla valle mentre dall’altro sono posizionate a ridosso del bosco. I terrazzamenti hanno fatto sì che l’accesso potesse esserci anche a livelli superiori rispetto al tradizionale pian terreno. La nuova struttura costruita, il Rimski Dvor, si pone alla fine di una strada che permette di salire a una quota maggiore rispetto all’hotel più in basso, il Zdraviliški Dvor.


Ecco così che si ha la hall, la sala conferenze, il bar al settimo piano. Il ristorante per le colazioni al sesto, il piano dei massaggi e dei trattamenti corporei al quinto, le terme al quarto, il centro medico al terzo. Il ristorante sorge al settimo piano laddove un tempo era presente il pian terreno del Sofijin Dvor.



LE TERME
Le sale termali sono al quarto piano dello stabile e ricoprono l’intera superficie del Rimske Hotel. Per accedervi occorre avere il braccialetto di ingresso (la sua forma ricorda un orologio della Swatch) e cambiarsi nell’apposito spogliatoio. Qui sono posizionati gli armadietti di ogni forma, apribili e richiudibili con lo stesso braccialetto delle terme, e hanno grandi specchi e fon per asciugarsi. Ci si spoglia, lasciandosi indosso il solo costume (nel caso in cui si entri nelle piscine), o completamente nudi (nelle saune). L’accappatoio e le ciabatte servono per arrivare nella sala richiesta senza indiscrezione.


Dallo spogliatoio si può accedere alle due aree distinte che compongono le terme: la sala delle piscine e quella delle saune. La prima è un gioiello architettonico, frutto di un progetto mirato al rispetto della storia del sito e all’interazione fra le forme classiche e l’innovazione tecnologica. Tutto ruota attorno alla piscina del cortile centrale, raggiungibile da un corridoio e con una pianta rettangolare. La doppia altezza e le forme regolari delle aperture, estruse affinché il cemento possa arricchire la maestosità del complesso, caratterizzano uno spazio che è al contempo solenne e monolitico. Un punto in cui la geometria non entra mai in competizione con l’assoluta protagonista – l’acqua – ma vi dialoga affinché possa trarne il massimo vantaggio. Il grigio del cemento e l’azzurro/verde acqua, spezzati solo dalla fantasia cromatica dei lettini posizionati su appositi triclini, e dal rosso acceso di archi di trionfo (o almeno li ricordano), che servono a richiamare l’attenzione e a far rispettare quello spazio in cui il corpo si purifica.

Le scale per scendere nella piscina del cortile centrale sono distribuite irregolarmente sui quattro lati e portano a una profondità di circa 1,30 m. Sono ideali per immergersi senza difficoltà e per farsi trasportare dalle correnti di idromassaggio. La nota più interessante è la presenza di due corridoi semisommersi che dalla piscina centrale portano all’esterno della struttura. La temperatura in acqua è la stessa dell’interno, cambia solo la temperatura dell’aria che può scendere anche sotto lo zero nei mesi invernali. Può capitare che l’acqua arrivi anche dall’alto, sotto forma di pioggia o di neve. Ma questo non fa altro che aumentare l’atmosfera dell’insieme. Una nota interessante sta nella storia di questa vasca esterna. Sorge laddove – un tempo – era presente una cappella dedicata a Sant’Antonio, protettore degli infermi. È andata perduta con le guerre e oggi è visibile solo in alcune cartoline esposte sulle pareti.


Rientrando si può salire al piano superiore, con un’unica scalinata. È un piano utilizzato quasi esclusivamente come punto di appoggio e relax, in cui il deambulatorio che corre lungo il perimetro del cortile centrale è caratterizzato da lettini. Solo tre vasche idromassaggio, per un paio di persone per volta, portano le attività in questo piano superiore e sono le ideali per chi vuole godersi le terme in spazi riservati. Tornando al piano inferiore si può gustare una tisana al bar che affaccia diagonalmente al cortile. Da non perdere le tante frasi in latino riportate lungo le pareti e in alcune parti tradotte in lingua slovena.

Si accede alla sala delle saune al fianco di quella delle piscine. Per entrare non basta il solo braccialetto elettronico, ma occorre anche essere – totalmente – nudi (certo, l’accappatoio lo si può levare all’interno dell’area delle saune). Questo spazio è stato chiamato “Paese delle Saune di Varinia” ed è formato da saune finlandesi, bagni turchi e altre stanze con trattamenti a infrarosso. Al centro vi è una vasca circolare rossa, che funge da rotatoria. Contiene dell’acqua fredda e ha al suo fianco un ripiano con del ghiaccio tritato. Le saune si alternano a spazi di relax, in cui sarà possibile bere una tisana calda o più semplicemente dell’acqua. Prima di uscire le docce consentono il risciacquo dal sudore.

Usciti dalle saune si possono scegliere altri trattamenti corporei. Fra questi sono consigliati i programmi Kneip, il body wrap, i trattamenti con i vortici d’acqua e infine il peeling. Oppure lasciarsi trasportare da un massaggio corporeo fatto con oli eterici, dalla durata di 20 minuti.


Presso il Zdraviliški Dvor è possibile fare un trattamento termale con acqua pura, priva di cloro. Questo spazio è il cuore del complesso ed è il primo ad essere stato costruito. Sono ancora presenti due vasche storiche, protette dai beni culturali, una delle quali appartenenti alla principessa Murat: è tutta in marmo di Carrara. Le altre sono affittabili per trattamenti personali e vi si accede da una stanza a pianta ottagonale con una statua al centro di Venere. Le stanze con le terme sono nominate Kapel.




LE CAMERE
Sono distribuite nelle tre strutture che compongono il complesso. Il Sofijin Dvor e il Zdraviliški Dvor hanno camere con uno stile classico, il Rimski Dvor uno stile contemporaneo e raffinato. Ho avuto modo di soggiornare nella suite 737 del Rimski Dvor. È una stanza angolare che guarda il bosco esterno. Vi si accede con una carta magnetica (sarà sufficiente passarla davanti la maniglia) e si viene immessi in un piccolo corridoio composto da un armadio a tutta parete (comprensivo di frigobar e cassaforte) e il bagno. Quest’ultimo è fra gli spazi più eleganti. Possiede una doccia a tutta parete, adatta per due persone e isolata grazie a una vetrata, una grande vetrata posta davanti a due lavandini separati, un water. Manca il bidet, tuttavia in altre stanze è probabile sia presente.

Dal corridoio della camera si viene immessi in un open space formato da tre ambienti distinti separati fra loro dalla sola disposizione del mobilio. C’è il salotto, con un divano e due poltrone in pelle, un piccolo tavolino e il televisore. Un angolo con la scrivania, circondata da sedie in pelle. Infine il letto, caratterizzato da una base matrimoniale in legno, ma con due materassi separati fra loro.

La camera è inoltre dotata di rete Wi-Fi (il segnale è ottimo) e contiene il necessario per usufruire delle terme (accappatoi e ciabatte). Infine ci sono campioncini per la cura del corpo e il fon per asciugarsi.

La qualità del sonno è molto alta e non si percepiranno suoni e rumori dell’hotel, inoltre il risveglio con i colori del bosco illuminati dal sole è già di per se un “buongiorno”.




DALLA COLAZIONE ALLA CENA
La colazione si svolge al sesto piano del complesso, in un’ampia sala che si affaccia sul panorama. Tutto il necessario per la colazione è distribuito nelle dispense mobili, posizionate sul fondo della sala. Si può scegliere in base alla tipologia delle cose desiderate, fra cui prodotti da forno (pane, brioches), torte, creme spalmabili e marmellate, prodotti da caffetteria e infine l’angolo dei cibi cucinati (uova, wurstel, verdure).

Il pranzo e la cena al settimo piano, in quello che era il pian terreno del Sofijin Dvor. Nella mia permanenza nella struttura ho avuto modo di cenare. Come primo una zuppa con formaggio a cubetti immerso, come secondo dell’anatra all’arancia su base di orzo, e infine un dolce di semifreddo e yogurt.



Infine al fianco della hall c’è una caffetteria con ampia sala. Qui si preparano infusi di diversa tipologia, da sorseggiare guardando il panorama o nelle ore serali davanti uno spettacolo di musica live.




ESCURSIONI
La bellezza del complesso delle Rimske Terme sta nel trovarsi all’interno di un’oasi naturale perfetta per una rigenerazione fisica e mentale. Se da un lato i tre edifici si affacciano sulla vallata, dall’altro – alle loro spalle – è presente un parco costituito da differenti specie vegetali. Un bosco che dal 1879 ospita alberi quali abeti caucasici, abeti di Spagna, cipressi giapponesi, cedri californiani, tsuga del Canada, abeti del Colorado, alberi dei tulipani e infine delle sequoie giganti, donate dalla Regina Vittoria. Tutte queste varietà di piantagioni provengono dai regali fatti da famiglie reali e politici, nonché artisti, in ringraziamento per i benefici corporei ottenuti. Qui sarà possibile svolgere attività ricreative.


Per visitare il parco si può scegliere la passeggiata sulla “Strada Russa”, un sentiero di 1,2 km che prende il nome dai prigionieri russi che la costruirono fra il 1917 e il 1918. Oggi è molto ridotta rispetto all’originale, che secondo le fonti arrivava a circa 40 km di percorsi. La passeggiata permette di immettersi all’interno del bosco e onde evitare di perdersi esistono delle applicazioni che seguono con il gps chi vi si inoltra.



Fra le cose da vedere all’interno del parco ci sono la chiesetta di Lourdes (contenente una pietra riportata dalla località francese a seguito delle apparizioni mariane), e la casa natale dello scrittore sloveno Aškerc: è stata trasformata in un piccolo agriturismo, in cui si alterna la produzione di salumi e di formaggi. Tutti fatti con metodi naturali, affumicati da un’antica stuba.



COSA VEDERE NEI DINTORNI 
Partiamo da un presupposto: la Slovenia è una nazione molto piccola e si trova in una posizione strategica. Consigliata un’escursione nella vicina città di Celje, costruita dai romani e punto di forza per il turismo slavo del secolo scorso. La città è dominata dal suo castello, dalla storia millenaria, ancora oggi ben conservato. Possiede una parte in stile romanico e un’altra in gotico. Si può salire sulla torre maggiore attraverso 164 scalini. Nei dintorni di Celje ci sono anche il Celjska Koca, un parco avventura per una giornata sugli alberi, e il Lago Smartinsko.


Un’altra località consigliata è quella di Bled. Sorge sull’omonimo lago, caratterizzato dalla presenza di un’isola con una chiesa. Anche Bled ha il suo castello, perfettamente conservato e a picco sul lago. Per gli amanti dei dolci si può sostare nella più famosa pasticceria della città e assaggiare la torta millefoglie.

Sotto natale è consigliata la visita a Lubiana per i suoi mercatini di natale. Poco più in alto si può arrivare, con facilità, a Vienna.

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