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Canyoning a Bohinj, una delle attività outdoor da fare in Slovenia

Fra le esperienze più belle da fare in Slovenia c'è il canyoning. Si tratta di discendere un torrente, attraversando cascate, stretti passaggi, salti e vasche d'acqua ghiacciata. A Bohinj è presente il centro più noto di tutta la Slovenia, in cui potrete partecipare a una delle attività Outdoor più belle che esistano.


Il Canyoning è un'attività outdoor che permette di scendere un torrente dalla sua sommità fino a un punto previsto. In Europa questa forma di turismo è in forte aumento e coinvolge sia appassionati esperti, sia semplici turisti che vogliono vivere un'esperienza diversa a contatto col territorio. Forse è per questo motivo che molti scelgono di arrivare fino a Bohinj, a circa un'ora di macchina dall'Italia. In un centro sportivo si potrà affittare l'attrezzatura necessaria per poi essere accompagnati da guide esperte. In questo mio reportage vi racconterò lo Jerecica, un percorso di circa tre ore alla portata di persone non esperte. Serve una sola cosa: il coraggio.
Ci si cambia nel retro dell’ufficio, in un magazzino utilizzato come spogliatoio. Qui sono esposte le mute e gli accessori di tutte le taglie e si dovranno scegliere i più adatti alle proprie misure. Gli abiti e gli effetti personali vengono lasciati in degli scatoloni, che successivamente saranno fatti ritrovare al termine del canyoning. Si indosserà la muta, delle calze impermeabili, una giacca, degli anfibi antiscivolo e l’elmetto (con tanto di attacco per la GoPro. Al tutto si aggiunge l’imbracatura con moschettoni e corde di sicurezza. Dallo spogliatoio si sale sul pulmino e si viene scortati fino al punto più alto del torrente, in prossimità della montagna. Qui comincerà il percorso.



Dal pulmino si proseguirà a piedi per circa dieci minuti di cammino. La guida farà notare come l’intera valle fosse, un tempo, un grande bacino idrico, completamente prosciugato. Di quel bacino restano due tartarughe: non sono vere ma immaginarie, ossia due colline che nella forma ricordano l’animale. Si continua con una discesa ripida, fino ad arrivare a contatto con l’acqua, laddove inizierà il percorso.



La prima cosa che viene fatta fare è quella di indossare correttamente il casco: non bisogna stare attenti alle sole possibili cadute, ma anche agli stretti passaggi in cui si potrebbe sbattere la testa. Quindi si allaccia l’imbracatura, stringendola alla vita. E infine ci si immerge in una pozza d’acqua ghiacciata, per un vero e proprio “battesimo”. La muta, che protegge fino a 6 volte una normale pelle, attenuerà il freddo non impedendo all’acqua di entrare. Le mani e il viso resteranno scoperti per l’intera discesa. L’istruttore spiegherà le varie tipologie di rocce esistenti, non da un punto di vista geologico, ma da un punto di vista escursionistico quelle scure sono molto scivolose, quelle alte e a isola rischiano di essere mobili. Meglio mettere i piedi fra le rocce anche a costo di bagnarli.



Il canyoning comincia col “botto”. Ci si deve sedere su di una roccia liscia, quindi allungarsi portando le braccia a X sul petto, onde evitare di impattare i gomiti. Si scivolerà verso il basso, da un’altezza di tre metri. Si arriva in una piscina d’acqua a tratti così profonda da non toccare in nessun punto. Da quella piscina si giunge a una cascata alta circa cinque metri. E dopo la cascata una gola stretta di circa tre metri di altezza. È qui che l’istruttore aggancia una corda al moschettone dell’imbracatura. Invita a porsi a ridosso della parete e quindi alla cascata. Fa posizionare orizzontalmente il corpo, fino a ottenere una perpendicolarità con la roccia. Da quel momento in poi lascia la corda e sarà necessario camminare all’indietro e in posizione orizzontale fino all’arrivo in piscina. Da lì la gola agganciati alla stessa corda.



Si continua e le difficoltà non diminuiscono. Aumenta l’adrenalina e con essa il divertimento. Un nuovo passaggio è su di una roccia alta circa tre metri. Dalla sua sommità ci si lascia scivolare in basso, fino a entrare in acqua per poi nuotare verso la coltre di pietre perimetrali. Si prosegue per altri cinquanta metri, fino ad arrivare al punto più impegnativo di tutto il percorso: una cascata di sette metri. Naturalmente la si affronta con corde e la discesa non è facile, tuttavia fattibile. Il percorso diviene più semplice e largo. Si passa in punti bassi, nei quali si è costretti a chinare la testa fino a pelo d’acqua.



In un nuovo punto bisognerà lasciarsi scivolare nella roccia. Il corpo seguirà le forme gentili scavate dal torrente nel tempo. Non si rischia mai di impattare violentemente in punti ruvidi. Si discende allungati e si assume una velocità elevata, favorita dalla mancanza di attrito, fino a entrare interamente in acqua (non si tocca). Per chi vorrà ci si potrà tuffare nella stessa vasca da una roccia laterale: due metri di salto.

Finisce qui la prima parte del canyoning: comincia la seconda di tre. Sarebbe dovuta iniziare con una zipline, che avrebbe consentito il risparmio di una marcia di una decina di minuti. La zipline è momentaneamente dismessa, tuttavia tornerà operativa nei prossimi mesi. Di questa parte c’è da considerare un solo punto: un salto di quattro metri di altezza all’interno di una vasca d’acqua. Chi non vorrà testare il proprio coraggio potrà aggirare la cascata passando nel bosco. Al termine di questo punto termina la seconda parte e comincia la terza e ultima: è molto più stretta e veloce.



Le pareti rocciose si restringono, consentendo il passaggio a una sola persona per volta. Terminano i punti per lanciarsi, cominciano le discese ripide. Si salta da una roccia all’altra, aiutandosi con corde installate. Si incontra una nuova cascata, molto più alta delle altre. È stretta e per accedervi occorre sedersi dapprima sulla roccia, quindi lasciarsi andare nel vuoto, aggrappati comunque all’imbracatura. Si spostano i piedi verso la parete e si scende ponendo il corpo orizzontalmente. Da lì si incontra una gola che sembra uno scivolo d’acqua chiuso di un parco acquatico. Dal punto in cui comincia, si vede bene la curvatura, non l’arrivo. Ci si pone con le braccia a X, fidandosi della discesa. Si assume una forte velocità e si entrerà in una piccola vasca d’acqua. Al termine di questa ci sarà un salto di quattro metri da affrontare nuovamente con le corde.




Da lì tutte piccole insenature. In una prima ci si deve necessariamente aggrappare alla corda con entrambi le braccia e lanciarsi nella vasca frontale senza toccare la roccia retrostante. In una seconda si deve entrare in un passaggio largo una trentina di centimetri, stando attenti a far passare al meglio la testa. Anche in questo caso una corda aiuterà ad aggrapparsi. Si accede in un punto in cui si è al di sotto di una piccola cascata. Si vedrà frontalmente l’unico ponte naturale, sotto cui continua il canyoning. Ci si lascia scivolare lungo la parete, stando attenti – questa volta – ad aumentare l’attrito aiutandosi con ginocchia e gomiti. Nel punto finale, proprio al di sotto del ponte naturale, ci scivolerà a gran velocità alzando le gambe prima dell’accesso in acqua per non impattare sulla roccia.



L’ultimo tratto è molto semplice e si dovrà saltare in una vasca. Usciti da lì termina il canyoning e si risalirà il bosco andando verso il pulmino. Ci si cambierà in uno spiazzo, ponendo la muta e gli accessori all’interno di barili. Quindi si recupereranno i vestiti e gli oggetti personali, precedentemente lasciati nello spogliatoio sul retro dell’ufficio. Non verranno consegnati asciugamani ed è consigliato portarsene uno. Le stesse donne non avranno a disposizione spogliatoi in cui cambiarsi. La guida metterà a disposizione acqua e wafer per far riprendere i partecipanti dall’escursione. Si ripartirà da lì, alla volta dell’ufficio informazioni nel centro della città. 


CONSIGLI
- Avere una preparazione: in alcuni passaggi è necessaria la forza fisica di gambe, braccia e addominali.
- Saper nuotare.
- Muoversi lentamente fra le rocce.

INFORMAZIONI

Costi: dai 55€ agli 85€, a seconda del percorso e della durata.
Orari: dalle 9:00 alle 14:00.
Periodo: 15 Maggio - 15 Settembre.


Scritto: Luglio 2017
Ultima modifica: Luglio 2017

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