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Kutna Hora, la città più gotica della Repubblica Ceca

Sono 45 i minuti che separano Praga da Kutna Hora e ogni viaggiatore che decide di compiere questa tratta passa dalla mondanità della capitale alla semplicità delle campagne ceche. Un ritorno alla tradizione, nella vera Repubblica Ceca assai diversa dalla sua capitale, in quella che è la città più gotica della nazione.

Kutna Hora, la chiesa di Santa Barbara


Il treno si ferma davanti la stazione e lascia i passeggeri su una banchina in cemento armato degradata, dove l’attraversamento pedonale dei binari viene preferito all’unico sottopasso. Quegli assi di legno posti fra i binari garantiscono il passaggio dei pochi turisti che giungono fin qui e gli offrono un immagine della stazione suggestiva e gotica. Sembra che tutto sia stato abbandonato, a meno della stazione dei primi del ‘900 ben conservata, ma con una pensilina contemporanea in ferro blu a stonare nell’insieme. L’erba che è cresciuta fra gli assi dei binari ha trasformato questo luogo in un giardino dell’abbandono e la scritta bianca su fondo blu KUTNA HORA, ricorda che non siamo nella sfarzosa Praga, ma in una località dell’entroterra ceco. Eppure c’è un qualcosa di molto affascinante in tutto ciò e quell’atmosfera gotica fa entrare nella giusta dimensione per visitare questa città.

A Kutna Hora ci sono arrivato in due modi: via treno e via bicicletta. In entrambi i casi l’attraversamento dei binari è stata una costante e il passaggio laterale della stazione è stato l’arco di ingresso che mi ha condotto in una località che più la si conosce, e più la si apprezza. Una volta usciti dalla stazione ci si ritrova in una via cupa e degradata e la prima esclamazione che ci si pone è “dove diavolo sono finito?”. Così si prosegue sulla destra, continuando su un curvone che immette dapprima davanti a un complesso residenziale di casermoni e successivamente sulla strada che va fino al centro, distante 3 km. Sulla sinistra una grande fabbrica di sigarette spinge l’economia locale e cela quella che è la vera identità della città. Nel frattempo sullo sfondo si vedono i pilastri del nuovo ponte carrabile, una costruzione che migliorerà il traffico in città.

Kutna Hora, la stazione dei treni


Dopo meno di un km si capisce perché Kutna Hora sia così famosa. Un bivio stradale offre una triplice scelta: proseguire diritti verso la città, svoltare a sinistra per vedere una delle più famose chiese ceche, o andare a destra per vedere l’attrazione più gotica d’Europa? Sono dell’avviso che tutto debba essere visitato e così si svolta in primis verso destra, alla scoperta dell’Ossario di Sedlec. Dal bivio dista un centinaio di metri ed è anticipato dalle vetrine dei negozi turistici che espongono teschi e scheletri da collezione, naturalmente finti. Appena oltre quella cortina di palazzi si cela la cappella esterna dell’ossario, dalle forme geometriche tipiche del gotico, con archi ciechi e finestre a sesto acuto. Tutto attorno a essa un cimitero giardino, dove trovare tombe antiche e contemporanee di chi ha vissuto in questa città.

Ossario Sedlec
Kutna Hora, l'Ossario di Sedlec all'esterno


L’ossario si trova al di sotto di quella cappella e per scendervi bisogna pagare un biglietto unico che permette di visitare anche le altre due grandi attrazioni di Kutna Hora. Qui sono conservati circa 40.000 scheletri appartenenti alla fossa comune, posizionati in modo da comporre un sistema decorativo. Con teschi, femori, anche e costole si disegnano simboli religiosi e laici, ma anche lampadari, firme, e festoni creando un ambiente gotico che rasenta il blasfemo. Una forma d’arte intollerabile ai nostri giorni ma che al tempo rappresentò un modo diverso per riempire lo spazio. Fautore di questa idea macabra fu un intagliatore, tale František Rint, al servizio del duca di Schwarzenberg. Ma perché tutti quelle persone seppellite lì? La storia risale al viaggio dell’abate Enrico che nel 1278 riportò una giara contenente terra della Terra Santa. Così in molti si fecero seppellire qui e con la grande peste del XVI le sepolture aumentarono in maniera sproporzionata.

Ossario Sedlec

Ossario Sedlec

Ossario Sedlec

Ossario Sedlec

Ossario Sedlec

Ossario Sedlec


Dall’altra parte della strada si trova la Chiesa di Nostra Signora di Sedlec. È una chiesa cistercense, risalente ai primi anni del XV secolo, costruita su una precedente basilica romanica. Fu distrutta pochi anni dopo, per via delle crociate hussite, ma ricostruita nei primi anni del ‘700 dall’architetto ceco Giovanni Santini. Oggi è uno dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità, il secondo sito per importanza di Kutna Hora.

Kutna Hora, la Chiesa di Nostra Signora di Sedlec


Dal bivio per la Chiesa di Nostra Signora di Sedlec, e per l’ossario di Sedlec, si prosegue diritti risalendo la strada. Si attraversa una spina di abitazioni povere in cui sono ricavate piccole attività commerciali. Una grande rotatoria regola il traffico e preannuncia l’ingresso alla parte vecchia della città, molto più omogenea e tenuta meglio rispetto alla periferia. Si abbandonano i palazzoni di matrice comunista e si incontrano le prime abitazioni color pastello con decorazioni barocche. Il centro della città si apre lentamente e si mostra in tutta la sua bellezza. Sembra lontana l’immagine della stazione in stato di abbandono.

Il centro di Kutna Hora è una bomboniera tenuta molto bene e le strade ondulate e in salita sfociano in piccole piazze regolari, in cui ristoranti invadono lo spazio con le loro pedane. I negozi sono di ogni genere ed espongono in vetrina prodotti dai prezzi vantaggiosi. L’unica pecca è che qui le attività commerciali chiudono presto, già alle cinque del pomeriggio. La strada sembra convogliare in un punto specifico della città, laddove si trova il monumento più famoso fra tutti, quello che ha ottenuto il riconoscimento UNESCO e che ogni giorno incanta orde di visitatori giunti fin qui.

Sto parlando della Chiesa di Santa Barbara, una cattedrale gotica costruita a partire dal 1388. È composta da tre navate con cappelle laterali che attraverso finestre mosaicate filtrano la luce all’interno rendendo lo spazio luminoso. Il matroneo è visitabile e ospita un’esposizione riguardante la storia della cattedrale. All’esterno la facciata principale guarda a un giardino geometrico, mentre l’ingresso laterale si affaccia su una piazza collegata al centro da una via panoramica. Questa è fiancheggiata da vigneti pensili, da cui si ricava il vino locale. Lo si può degustare da un chiosco, bevendo il vino direttamente all’interno del vigneto, con vista panoramica sulla valle. Lo stesso panorama che si può vedere dal vicino ristorante in cui ceniamo, in un’atmosfera di tranquillità.

Kutna Hora, Santa Barbara


Kutna Hora ha un po’ lo stessa filosofia dei suoi monumenti. Si mostra gotica e buia alla prima apparenza, ma possiede una forte luce quando la si conosce. È una forte alternativa a una giornata media a Praga, per assaporare una località gotica fuori dal tempo, fuori dai nostri prototipi, ma che ci emoziona.

Kutna Hora,il panorama dai vigneti

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