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Visita a Palazzo Lanfranchi, il museo più importante di Matera

Il flusso turistico di Matera sembra seguire una precisa rotta che da Piazza Vittorio Veneto si sposta verso Via del Corso e da lì sull’affaccio panoramico di Piazzetta Pascoli. Una rotta che non è scritta in nessuna guida, tantomeno casuale, delineata con molta probabilità dai prospetti uniformi dei palazzi borbonici, che nella loro unione formano una cortina omogenea. Essa cela i sassi alle sue spalle, per farli apparire in tutta la loro particolarità solo negli affacci di Piazza Vittorio Veneto e della già citata Piazzetta Pascoli. Alla fine del corso, come il fondale teatrale su cui ambientare un’opera, si staglia Palazzo Lanfranchi che da quattrocento anni arricchisce il patrimonio architettonico di Matera. E che non si tratti di un semplice palazzo lo si può leggere dalla facciata: sulla sinistra si vede la Chiesa del Carmine inglobata nella costruzione, con un rosone che spezza l’armonia ritmica delle arcate cieche, interrompendo l’andamento orizzontale della linea marcapiano. Nonostante ci sia una chiesa nella facciata, l’edificio ha una sua omogeneità. La mancanza di simmetria crea un gioco dinamico d’insieme che fa risaltare l’ingresso decentrato al palazzo, posto al di sopra di una scalinata di accesso. Oltre alle nicchie con le statue dei santi, c’è l’unica finestra della facciata, sormontata da un timpano. Sulla sommità del costolone c’è l’orologio cittadino dallo stile barocco. 

Palazzo Lanfranchi, prospetto principale


La costruzione dell’edificio cominciò nel 1668 per essere ultimata quattro anni più tardi. Fu voluta dal vescovo Vincenzo Lanfranchi – da qui il nome – che affidò il progetto al frate Francesco da Copertino. Venne allargato nel tempo e ospitò non solo il Seminario, ma anche il Liceo Classico e solo dal 1980 la sede della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici della Basilicata. Dal 2003 vi fu allestito il Museo Nazionale d’arte medievale e Moderna

Palazzo Lanfranchi, ingresso del primo piano


Si accede al palazzo dall’ingresso principale della facciata, ritrovandosi all’interno di un corridoio che spezza in due parti il piano terra. Sull’immediata sinistra si potrà visitare la Sala Pascoli con esposizioni temporanee, mentre sulla destra c’è la biglietteria di ingresso, seguita dalla presenza di un chiostro con ulivi al suo interno. Smista nelle varie altre sale connesse, quali il centro documentazioni con biblioteca, la fototeca, uno spazio destinato a mostre e manifestazioni culturali e soprattutto la Sala Levi in cui è conservato il dipinto Lucania ’61. Ma di cosa si tratta quest’ultima opera? Lucania ’61 fu commissionato dal Comitato per le Celebrazioni del centenario dell’Unità d’Italia e rappresentava la Basilicata alla mostra Italia ’61. Fu commissionata da Mario Soldati ed eseguita dall’artista Carlo Levi, che trascorse in Lucania 10 mesi d’esilio. Esso dedica l’opera a Rocco Scotellaro e la divide in tre parti, trattando la tematica della morte. In questo dipinto si riconoscono i volti di personaggi illustri del tempo e del panorama culturale italiano, per citarne alcuni: Umberto Saba, Renato Guttuso, Giuseppe Zanardelli, Rocco Mazzarone, Michele Parrella, Carlo Muscetta e lo stesso Carlo Levi. 

Palazzo Lanfranchi, il cortile interno
 
Palazzo Lanfranchi, il dipinto Lucania '61


Sempre a Carlo Levi – autore di Cristo si è fermato a Eboli - è dedicata una mostra al piano superiore di Palazzo Lanfranchi. Qui sono esposti i tanti ritratti eseguiti dall’artista in tutta la sua vita e sono ben visibili i cambiamenti di stile e le influenze nel tempo. Ognuno di quei volti rappresenta un pezzo di storia italiana e non è un caso che compaiano volti quali quello di Einaudi, suo editore, o del fratello di Altiero Spinelli, che come lui fu un antifascista mandato in esilio. 

Palazzo Lanfranchi, dipinti di Carlo Levi


Ma al primo piano ci sono più mostre esposte. Si comincia dall’Arte Sacra, in cui sono conservati gli strappi degli affreschi delle chiese rupestri materane. Furono rubati da un professore tedesco nel 1961, periodo in cui Matera venne parzialmente abbandonata. Fu una manovra illegale che portò alla sanzione dello stesso e alla restituzione degli strappi alla città di Matera. L’ultimo è stato riconsegnato ultimamente quando due anziani tedeschi, in visita alla città, riconsegnarono un volto trafugato in età giovanile assieme a quel professore tedesco. Altre opere sono realizzate su supporti lignei, come delle pale e delle statue appartenenti a vicine chiese. Ci sono delle tele di grandi dimensioni, a raffigurare scene del vangelo come nelle più classiche tematiche artistiche. E infine una collezione dedicata a Camillo d’Errico, con 300 dipinti provenienti dall’Italia meridionale. A essa si aggiunge una biblioteca composta da 5000 volumi. 

Palazzo Lanfranchi, strappi degli affreschi rupestri
 
Palazzo Lanfranchi, statue lignee medievali

Palazzo Lanfranchi, collezione medievale


Infine nel museo è stata installata, provvisoriamente, la mostra "scherzetto".Si tratta di una decina di quadri di Domenico Ventura che irridono e dialogano con le opere presenti nel museo. Si crea un filo conduttore fra il passato e il presente che piace al visitatore, tanto da suscitare in lui un sorriso.

Palazzo Lanfranchi, quadro di contrasto di Domenico Ventura sulla destra

Palazzo Lanfranchi, quadro di contrasto di Domenico Ventura sulla destra



PALAZZO LANFRANCHI IN VISTA DI MATERA 2019

Nel 2019 Palazzo Lanfranchi diverrà uno dei luoghi materani più importanti, su cui ruoteranno una gran parte delle iniziative culturali. Per l’occasione si è attuato un gemellaggio con la città di La Valletta, capitale dell’Isola di Malta, nonché capitale della cultura 2018: alcune opere provenienti dal MUZA sono state inserite nella mostra “Mediterraneo in chiaroscuro”, assieme ad altre opere di Palazzo Lanfranchi. Fra gli esposti ci sono opere di Jusepe de Ribera, Matthias Stomer, Mattia Preti e Francesco de Mura. 


COME ARRIVARE A PALAZZO LANFRANCHI

Da Piazza Vittorio Veneto, centro di Matera, proseguire su Via del Corso e da lì continuare su Via Domenico Ridiola. Alla fine della via, su Piazzetta Pascoli, si arriverà a Palazzo Lanfranchi.


COSA VEDERE NELLE VICINANZE DI PALAZZO LANFRANCHI

Palazzo Lanfranchi si trova al fianco del Sasso Caveoso, uno dei luoghi più affascinanti di Matera: è obbligatoria una passeggiata in questo luogo senza tempo. A pochi minuti a piedi si ergono la Chiesa del Purgatorio, la Chiesa di San Francesco d’Assisi, il Conservatorio Statale Duni.

Scritto: Novembre 2017
Ultima modifica: Novembre 2017

1 commento:

  1. Ciao, vorrei andare anche io li, ma sai gli orari di apertura? Grazie :)

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