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Cercavo la perfezione e ho scoperto Matera

La cosa che amo di più dei miei viaggi è quella di farmi coinvolgere dall’atmosfera di una città e di viverla per come è e non per come si mostra al suo visitatore. Alle volte sono riuscito a fondermi col contesto e respirare quell’energia difficile da descrivere, ma bella da vivere. Come a Parigi, quando ho scoperto la perfezione, dove ogni tassello è disposto in maniera semplice e nel posto giusto, dove l’armonia la si coglie in ogni sua forma. Dopo Parigi sono state poche le città capaci di darmi quel qualcosa in più e tutte erano riconducibili a metropoli. Per io che vengo da una località non tanto grande – Pescara - apprezzo di più la città piccola e raccolta. Pescara, come la definirebbe Beppe Severgnini, è una “p” city - città che cominciano con la “p” (Padova, Parma, Pesaro, Piacenza, Pordenone, Potenza, etc.) – e al pari delle altre è a misura d’uomo e con una modesta estensione territoriale. Più la cercavo e più non la trovavo. Poi, per puro caso, ho visitato Matera. 


Ero passato di qui molti anni fa, durante una gita liceale. Un paio di ore, adatte per ricercare una buona pizzeria dove pranzare, non per visitare la città. Il mio secondo approccio è avvenuto recentemente. Ho deciso di alloggiare non in un lussuoso hotel del centro, magari ricavato all’interno di un sasso, bensì al terzo piano di un’abitazione nel quartiere residenziale anni ’60, ossia quello costruito a seguito del grande sgombero dei sassi. Qui è situata Casa Netural e qui ho apprezzato il lato periferico della città, sconosciuto ai turisti. I servizi sono lo stesso ottimi, la gentilezza non è da meno, i prezzi inferiori. Per arrivare in centro occorrono una ventina di minuti a piedi, niente più. Non appena ti avvicini ai sassi e abbandoni l’asfalto di una strada principale, ti ritrovi in una dimensione parallela ricca di fascino. 

 
  
Dalla strada si entra su Piazza Vittorio Veneto, cuore della città. È pedonale e permette di godersela appieno in ogni suo angolo. Ha una forma irregolare, caratterizzata da una quinta composta da antichi palazzi. Quello più importante è il Palazzo dell’Annunziata, sede della biblioteca comunale ed edificato nella prima metà del settecento. Al suo fianco ci sono i tavolini del piccolo Bar Tripoli, adatto per una colazione sulla piazza. Nel lato opposto, al di sotto di una triplice arcata, si ha la terrazza di affaccio sui famosi sassi di Matera. Si gode la vista di uno in particolare: il Sasso Barisano. Sotto il livello della strada, accessibile tramite le scalette poste al fianco della fontana, si ha l’ingresso alle cisterne. Sono state scavate nella roccia e hanno una profondità molto grande. Sembrano un canyon naturale, ma in realtà sono un’opera dell’uomo. Per visitarle occorrono pochi euro e consiglio la prenotazione per l’eccessiva fila. Ancora oggi alimentano la sovrastante fontana, che segna il centro di questa piazza. Risalendo si può scegliere di proseguire lungo il corso oppure immettersi nei sassi. Ma prima è consigliabile visitare le piccole botteghe che offrono delle viste alternative e vendono souvenir tipici. 

Matera, negozi nel Sasso Barisano

Nel corso i più bei palazzi della città dialogano con le nuove costruzioni. Non c’è traccia di asfalto: ogni mattonella fa parte di un mosaico dove il colore bianco della pietra caratterizza la città intera. Conduce alla Chiesa di San Francesco di Assisi, un gioiello tardo barocco. Al suo fianco è situato il Conservatorio Statale dalla facciata a forma di arco trionfale sormontato da due torrioni. Consiglio di fermarsi sulla fronteggiante Piazza del Sedile, per godersi un aperitivo all’aperto. 
Procedendo si giunge a Via Domenico Ridiola, un prolungamento del corso caratterizzato dalla presenza di antichi palazzi. L’accoglienza nella via è data dalla Chiesa del Purgatorio, altro importante monumento religioso della città. Possiede una facciata convessa con elementi richiamanti il barocco. È fiancheggiato da un edificio che ospita il Museo Nazionale Ridiola che si prolunga verso gli altri edifici, creando un’unica paratia scenografica. Al termine della via, in Piazza Pascoli, si giunge al Museo di Arte Medievale, ospitato nel Palazzo Lanfranchi. Da qui è consigliato l’affaccio sui sassi. 

Chiesa del Purgatorio
Matera, Chiesa del Purgatorio
Museo Nazionale Ridiola
Matera, Museo Nazionale Ridiola
 
Riscendendo la via laterale si accede al Sasso Caveoso. Si affaccia verso sud e ha una forma che ricorda un anfiteatro romano. Al di sopra dei gradoni sono ricavate le abitazioni. Al centro del tutto vi è la Civita, un grande ammasso roccioso sulla quale sono ricavate la Cattedrale e i palazzi nobiliari. Separa i due sassi. Da qui si entra nel Sasso Barisano con abitazioni molto più elaborate e ricche. È bello perdersi fra le vie ricavate fra i sassi e andare alla scoperta degli spazi aperti al pubblico. Si possono visitare delle case – sasso. Sono musei con all’interno l’arredo tipico di una abitazione degli anni ’50. Interessanti ancor di più sono le piccole chiese, affrescate e ricavate anch’esse in grotte naturali. Ma soprattutto è affascinante l’affaccio sulla gravina, sotto la quale scorre il torrente. Questa depressione rocciosa separa Matera dalla Murgia, un’area naturale fatta di grotte. 

Sasso Caveoso
Matera, Sasso Caveoso

Per accedere alla Murgia ci sono due modi. Il primo è quello di scendere da Matera e seguire il sentiero. Si guaderà il fiume per poi risalire il versante opposto. Questa escursione richiede tempo disponibile, spirito di avventura e soprattutto una minima capacità nel muoversi nella natura. Il secondo è comodo: si arriva al di sopra della Murgia con la propria automobile, lasciandola nell’apposito parcheggio. È consigliata per chi ha poco tempo a disposizione, per chi possiede il mezzo e infine per chi è impossibilitato a utilizzare il sentiero. Si arriva in prossimità di grotte naturali, ognuna delle quali diviene un rifugio per godersi il panorama in compagnia. La città di Matera, oltre la gravina, sembra un gran presepe che col passare delle ore si illumina, assumendo un fascino del tutto particolare. E grazie a questa immagine di insieme si capisce come Matera possa puntare su un turismo cinematografico: i suoi luoghi sono il set di pellicole che richiedono ambientazioni storiche. 

Matera, vista dalla Murgia

 Se di giorno la città è presa d’assalto dai turisti che ne invadono ogni angolo, la sera cambia completamente. Le strade si illuminano e le piccole botteghe si riscoprono localini notturni dove gustarsi un aperitivo o bersi un cocktail. I ristoranti nei sassi sono fra i più eleganti e ti permettono di respirare un’atmosfera unica. La via del corso è un fiume di persone, i sassi si spopolano e permettono una visita più meno frenetica. Il colore bianco della città viene risaltato dalla illuminazione e Matera assume un aspetto più elegante. 

Matera è quella media città italiana che si avvicina alla perfezione che sto cercando. Una città da vivere in tutti i suoi aspetti e da godersi per quello che offre. Il faro, il punto di riferimento per una regione, quale la Basilicata, che deve essere scoperta, ora più che mai. Appuntamento al 2019 per viverla all’apice della sua storia. 


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