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Abruzzo, una visita a Punta Aderci e a Punta Penna

Due gioielli dell'Abruzzo: il promontorio di Punta Aderci, e la spiaggia di Punta Penna, sono un punto di riferimento per il turismo nella regione. Due luoghi confinanti e molto diversi fra loro, ma che insieme disegnano un paesaggio di grande pregio.
 
Punta Aderci abruzzo
Punta Aderci, vista verso il promontorio
 
 
Se i tesori non fossero nascosti, probabilmente non sarebbero chiamati in questo modo. A rendere speciale un tesoro non è soltanto il tesoro stesso, ma anche quell’effetto sorpresa che ti lascia con la bocca aperta. Ecco perché alcuni luoghi ci sorprendono più di altri. E in molti casi essi sono situati lì dove non ti aspetteresti, magari a pochi minuti dalla strada che percorri ogni giorno, oppure dietro un qualcosa che quel paesaggio non lo arricchisce affatto. È il caso di Punta Aderci e Punta Penna, due gioielli dell’Abruzzo che si mettono in vetrina dietro un paesaggio deturpato dall’uomo, fatto da grandi capannoni industriali e da gru portuali. La prima è stata inserita fra le località marittime più belle d’Italia, la seconda è tra le spiagge più amate dagli abruzzesi e non solo. Sono collegate fra loro da un lembo di spiaggia schiacciato fra la parete rocciosa e quell’acqua del mare che anno dopo anno guadagna metri. 
 
Punta Aderci e a Punta Penna
Punta Aderci, la carrareccia che porta al promontorio


Ci troviamo a Vasto, la penultima città d’Abruzzo prima del Molise. Un luogo che possiede i connotati di una città mediterranea, fatta di abitazioni il più delle volte tinte con colori pastello e dagli intonaci corrosi da quella salsedine depositatasi sulla superficie. Ma andiamo con ordine: promesso, più avanti parlerò anche della città. Non resta che raggiungere l’area portuale di Vasto Nord (riallacciandosi a quell’uscita autostradale qui situata) e seguire le indicazioni per il porto. Ad annunciare l’arrivo nell’area sono le grandi imbarcazioni mercantili sullo sfondo e quel paesaggio confuso che solo i porti sanno disegnare. Si scende verso l’ingresso, oltrepassando le case lungo la strada trasformate in ristoranti, per arrivare su una via sulla sinistra, stretta e cieca. Termina con un parcheggio e con quella barra che pone fine al passaggio delle automobili. 
 
Punta Aderci e a Punta Penna
La spiaggia di Punta Penna e il porto di Vasto sullo sfondo


Da questo punto comincia un piccolo viale sterrato che costeggia il muro perimetrale del porto, vera e propria barriera sul mare. Si arriva a ridosso di un casotto in legno, adibito a centro di informazione turistica. Gode della vista sulla spiaggia e possiede delle tavolate perfette per chi vuole fare un pic-nic sulla spiaggia, soprattutto nei mesi più caldi. A dire il vero la spiaggia è sempre piena e trovare il posto libero è una vera impresa. Sulla destra un molo in cemento armato porta sui trabocchi trasformati in ristoranti, sulla sinistra si apre l’intera spiaggia di Punta Penna, il primo dei due paradisi confinanti. Possiede una sabbia fine e chiara, in grado di disegnare un paesaggio esotico. Le acque lontane, prive di scogli, disegnano l’infinito e portano sulla spiaggia, alle volte, forme di vita che non ti aspetteresti: balene e capodogli. La storia della balena sepolta sotto la spiaggia è una leggenda tramandata, mentre i recenti capodogli che qui sono rimasti bloccati appartengono a una drammatica storia dei giorni nostri. Per questi animali in costante rischio ce ne sono altri che godono di una massima protezione: volatili rari, ma anche rettili e anfibi.

Dal casotto inizia un percorso pedonale costruito col legno. Permette di addentrarsi nell’area protetta, passando al fianco di rigagnoli d’acqua e piantagioni tipiche delle spiagge, fra cui le famose dune. Il legno ha permesso di abbattere le barriere architettoniche e le barriere naturali: anche i disabili possono entrare in spiaggia come dei normali bagnanti. E magari godere di quel paesaggio che si apre alla vista: tonalità di rosso, di bianco, di viola, e di azzurro del mare, a dipingere un ambiente all’apparenza incontaminato. Dalla spiaggia di Punta Penna ci si sposta verso Punta Aderci, attraversando quel fazzoletto di spiaggia precedentemente descritto. Passo dopo passo sono visibili i tronchi d’albero spiaggiati da chissà quale mareggiata, così come gli infiniti gusci di conchiglia o le ossa di seppia. La sabbia termina e lascia spazio alle rocce, di quelle grandi e levigate dalle correnti. È da la parete della roccia, sul fondo, pone fine alla spiaggia e annuncia l’inizio di Punta Aderci. Per raggiungerla occorre risalire il ripido sentiero e successivamente seguire la carrareccia che porta sulla sommità di questo promontorio a picco sul mare.

Punta Aderci ha un qualcosa di magico. Ricordate quando all’inizio dell’articolo parlavo di tesoro? Punta Aderci è quel tesoro che non ti aspetteresti di trovare qui. Soprattutto perché fra la strada, e il promontorio, si innalzano i capannoni industriali, affacciati sul larghe strade in cui i camion hanno distrutto l’asfalto col loro peso. Ma quell’effetto sorpresa colpisce il visitatore e lo mette di fronte a visione del tutto singolare. La precedente spiaggia di Punta Penna appare visibile dall’alto, distante centinaia di metri. Il mare è proprio sotto il sentiero semicircolare che costeggia Punta Aderci, oltre quella staccionata in legno che segna la fine del tratto sicuro e che termina con uno strapiombo di una quarantina metri a picco sul mare. Qui tutto assume una magia, compreso quel trabocco parzialmente distrutto che invade la prospettiva nell’orizzonte: uno dei più immortalati della regione. E se lungo il sentiero si incontrano i tanti visitatori giunti fin qui, al centro del promontorio ci sono delle coltivazioni che disegnano un paesaggio ancora più particolare. 
 
Punta Aderci e a Punta Penna
Punta Aderci, il trabocco parzialmente distrutto


Insomma, questa non è una spiaggia dei Caraibi, non è una scogliera dell’Irlanda: è un angolo d paradiso che merita di entrare fra le bellezze italiane, di quelle da consigliare nelle guide turistiche. Ogni volta che mi affaccio dalla staccionata mi domando “cosa ha Punta Aderci da invidiare al mondo?”, e puntualmente, dopo essermi affacciato sulla scogliera a ridosso delle acque, rispondo “forse è il mondo che ha qualcosa da invidiare all’Abruzzo”. 
 
Punta Aderci e a Punta Penna
Punta Aderci, il sentiero che scende sulla sinistra



COME ARRIVARE A PUNTA ADERCI E PUNTA PENNA

Punta Aderci e Punta Penna si trovano a pochi chilometri dalla città di Vasto. Lungo l’Autostrada A14 si deve uscire a Vasto Nord e seguire le indicazioni per Vasto. A seguito di rotatorie e rettilineo, si incontreranno dei cartelli che indicano la direzione. Punta Aderci si trova alle spalle della zona industriale di Vasto, per l’esattezza sulla sinistra rispetto al complesso. Punta Penna è accessibile seguendo le indicazioni per il porto di Vasto. In entrambi i casi ci sono dei parcheggi appositi in cui sostare.


COME MUOVERSI A PUNTA ADERCI E PUNTA PENNA

Punta Aderci e Punta Penna sono collegate fra loro da una passeggiata di ’30 minuti. Si possono anche visitare singolarmente, muovendosi con i mezzi veloci. Nel visitare Punta Aderci si potrà parcheggiare al fianco del complesso industriale e seguire le indicazioni per il promontorio. Dal parcheggio si continua sulla strada carrareccia che se inizialmente è aperta al traffico, successivamente è chiusa con una sbarra metallica. Si procede a piedi per circa 10 minuti di marcia, mantenendosi col mare sulla destra. Il promontorio di Punta Aderci sarà al termine della carrareccia. Poco prima dell’arrivo, un indicazione invita a proseguire sulla destra verso Punta Penna: è il sentiero ripido che si ricollega alla spiaggia sottostante. 
 
Punta Aderci e a Punta Penna
Punta Aderci, la carrareccia che porta al promontorio


Per visitare Punta Penna occorre entrare nell’area portuale di Vasto. Una volta superata la rotatoria, e disceso il primo tornante, si proseguirà in una stretta strada cieca in cui si trovano alcuni parcheggi. Da lì si continua oltre la sbarra metallica, costeggiando il muro del porto. Dopo 3 minuti di marcia si arriverà in spiaggia.


COSA VEDERE NELLE VICINANZE: LA CITTÀ DI VASTO

Non c’è una città in Abruzzo che possa vantare una vista sul mare come quella di Vasto. Certo, anche Ortona e San Vito Chietino hanno il loro affaccio di grande pregio, ma Vasto sembra avere un dialogo continuo con le acque dell’Adriatico. Forse perché il centro abitato è molto grande e ha una vista che ruota in base alla forma geologica. Ne vien fuori un centro storico tipico delle città mediterranee, in cui fra un vicolo e l’altro riesci a scorgere l’azzurro del mare. È qui che si alternano attrazioni turistiche come il Palazzo d’Avalos, il Castello Caldoresco, o la scalinata piastrellata al fianco della casa dei fratelli Rossetti. Questi ultimi celebrità dell’Inghilterra di età vittoriana, che con le loro poesie e dipinti rinnovarono il panorama culturale anglosassone. La terrazza panoramica si affaccia verso la marina di Vasto e sullo sfondo si riconosce la sagoma del Molise, con Termoli in bella vista. Non mancano le Isole Tremiti e le coste pugliesi visibili ancor di più nelle ore notturne con le loro luci. 
 
Punta Aderci e a Punta Penna
Vasto, il belvedere



CONSIGLI SU PUNTA ADERCI E PUNTA PENNA

- Punta Aderci e Punta Penna sono prive di stabilimenti balneari e ombrelloni. La mancanza di ombra implica possibili insolazioni o scottature cutanee. Il primo consiglio è quello di portarsi un ombrellone o una tenda da spiaggia in cui ripararsi.
- Nel tratto di spiaggia che da Punta Penna porta verso Punta Aderci c’è un passaggio stretto in cui potrebbero esserci delle frane. È fondamentale non sostare a ridosso delle pareti rocciose, meglio trovare l’ombra in maniera artificiale.
- La salvaguardia della flora e della fauna viene prima di tutto: evitate di sporcare la spiaggia e fate in modo che la vostra presenza risulti a fine giornata ecosostenibile.
- La mancanza di scogli pone a rischio i bagnanti: le acque divengono subito profonde e le correnti più forti. Meglio nuotare in punti sicuri.
- Per risalire la parete rocciosa, passate negli appositi sentieri: ne sono due, ben segnalati. 
 
 
Articolo Scritto: Maggio 2014.
Ultima Modifica: Maggio 2018.

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