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Podčetrtek, il villaggio green della Slovenia

Non lontana da Lubiana, e nelle strette vicinanze di Zagabria, c'è un piccolo angolo di paradiso: Podčetrtek, un villaggio green della Slovenia. È qui che si può vivere lo spirito autentico della Nazione, fatto di contatto con la natura, buon cibo e cura del corpo.

Podčetrtek monastero
Podčetrtek, il Monastero


Il fascino del monastero. Quando si giunge a Podčetrtek la prima cosa da cui si resta colpiti è il Minoritski Samostan Olimje, l’edificio più importante del villaggio. Si tratta di un antico monastero, che potremo nominare castello o maniero per via della sua storia millenaria che ha portato a una evoluzione della struttura. Colpisce per le sue forme geometriche semplici e simmetriche. Per i colori, quali un grigio scuro e un bianco, che risaltano dal cielo nuvoloso retrostante. Per le sue tradizioni che lo hanno reso celebre in tutta l’Europa orientale, e non solo.

Occorre tornare indietro nel tempo, attorno all’anno 1000, quando i Conti di Pilštani costruirono la fortezza difensiva. Di quella stessa famiglia faceva parte Santa Emma, una delle figure più venerate in Carinzia, là dove le è dedicato un monastero. Santa Emma – forse – non si sarebbe mai immaginata che quella costruzione sarebbe divenuta un giorno un monastero e avrebbe ospitato ordini religiosi. Già, perché nel tardo ‘500 si pensò bene di trasformarlo in un maniero rinascimentale e dargli quello stile che oggi vediamo. Nel ‘600 arrivarono i monaci Paolini dalla Croazia (non dimentichiamoci che il confine è a ridosso del villaggio) e convertirono le stanze signorili in spazi per il monastero. Fu grazie ai frati che al fianco della costruzione venne eretta una chiesa barocca, una delle mete di pellegrinaggio più importanti nei secoli scorsi.

terme olimia
Podčetrtek, ingresso alla chiesa


Alla fine del ‘700 furono aboliti gli ordini monastici e il complesso fu messo all’asta e acquistato dai Conti Attems, che lo ritrasformarono in un maniero e lo tennero almeno fino al 1945, anno in cui l’ultimo erede venne assassinato dai partigiani. I monaci Paolini erano intanto tornati in Croazia e il complesso restò in stato di abbandono almeno fino all’indipendenza della Slovenia, nel 1991. Successivamente, nel 1999, tornò a svolgere la funzione di monastero, venendo affidato ai francescani. Attualmente vi risiedono solo quattro frati che tengono la struttura in ottime condizioni, portano avanti la tradizione dell’orto e offrono un servizio di guide turistiche ai visitatori (uno di loro parla perfettamente italiano).

Arrivo al monastero col pulmino e mi ritrovo nel mezzo di una festa paesana. La cittadinanza si è radunata nel giardino antistante e vaga fra gli stand in legno, di quelli che si possono trovare nei mercatini di natale. Quasi tutti sono intenti a preparare del cibo, soprattutto fritti e zuppe tipiche della tradizione locale. L’aria profuma e rende l’atmosfera più calorosa. Se non fosse per l’abbondante colazione fatta alle Terme Olimia acquisterei qualcosa. E poi ci sono i cantori, con i loro strumenti musicali. Tolti la fisarmonica e il flauto, gli altri sono stravaganti e rilasciano quelle melodie tipiche della tradizione slava. Insomma una festa. D’un tratto – mentre mi accingo a entrare nel monastero – tutto viene smantellato. E sono solo le 9 del mattino. Gli aromi evaporano e quell’odore di aria fresca (forse una cosa che percepisco solo io) invade il mio naso. Anche la quiete prende il posto delle canzoni balcaniche. Tutto – ma proprio tutto – era stato organizzato per una singola ripresa di una televisione slovena. Peccato, mi piaceva la cosa. 
"A Podčetrtek c'è la terza farmacia più antica al mondo, ancora operativa"




Lo sfarzo del barocco in una piccola chiesa. La costruzione della Chiesa dell’Assunzione di Maria Vergine cominciò nel XVII secolo, a seguito dello stanziamento dei monaci Paolini nel maniero. In facciata ha delle decorazioni barocche, quali affreschi e motivi geometrici, mentre all’interno è formata da una sola navata con volta a botte, terminante con un abside con una decorazione barocca in legno (colorato di nero) e oro. Vi sono delle cappelle laterali con altari.

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Podčetrtek, la chiesa


La terza farmacia più antica al mondo.
Dalla chiesa, o dalla porta principale del monastero, ci si ritrova all’interno di un chiostro porticato, con copertura a crociera. In una di quelle porte del corridoio si accede alla farmacia del monastero, fra le più antiche al mondo. È caratterizzata da una stanza voltata con lunette, su cui sono conservati affreschi barocchi nati dalla mano di Jozef Anton Lerchinger. Ritraggono scene bibliche legate alla guarigione, oltre alle figure di famosi medici della storia. La farmacia è tutt’oggi operativa e gli attuali monaci coltivano 200 erbe con proprietà curative nel loro orto botanico. Le puoi acquistare, a prezzi bassi.

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Podčetrtek, la terza farmacia più antica al mondo


Dall’orto al tavolo della locanda.
Al fianco del monastero – attraversando la strada – c’è un locale che è al contempo bar, cioccolateria e tisaneria. Una specie di bistrot alla slovena, dove è possibile gustarsi un infuso al caldo davanti una stufa. L’arredamento è in legno, a tratti spartano ma mai scontato. È l’ideale per chi cerca quell’atmosfera calorosa che tanto piace nei mesi freddi. E io sono fra quelli. È molto interessante perdersi fra i nomi delle erbe con cui preparare la tisana, tutte provenienti dall’orto botanico del monastero. “Metin”, “Zeliscni”, “Zeleni”, “Kamilicni”, “Sadni”, “Samostanski”, varietà di erbe con nomi sloveni che a un italiano non fanno capire nulla. Si va per tentativi o per traduzioni in inglese fatte dalle cameriere. Assieme all’erba scelta, viene consegnata una tazza in porcellana con dell’acqua bollente. Si sceglie la tipologia di zucchero e infine si ordina un dolce fatto in casa.

Io sono quello meglio trattato. La cameriera sceglie una bella tazza e me la serve su un vassoio piccolo in legno. Lo ripone su un supporto fra la stufa e le poltrone. Mi siedo e indosso una copertina in pile. E chi si muove più da qui? 




La fabbrica di cioccolato. Scendendo dal Monastero si giunge a un piccolo ponticello che collega le due sponde di un torrente. Attraversa il villaggio e ha una bassa portata d'acqua. Risalendo si arriva a una fabbrica di cioccolato. Al suo interno c'è il laboratorio, una sala espositiva e l'angolo per gli acquisti al peso. La stessa cioccolata è utilizzata per trattamenti corporei presso le vicine Terme Olimia.


Podčetrtek, la fabbrica del cioccolato

Dar da mangiare ai daini.
Fra le esperienze più belle da far qui, nessuna batte il dar da mangiare agli animali selvatici. O meglio, dovrebbero essere selvatici – e infatti vivono in libertà – ma si sono talmente abituati alla presenza dell’uomo da cercarlo per ottenere il cibo. Il primo impatto è fra i più strani: vedi questi animali dalle dimensioni assai ridotte rispetto ai cervi italiani, immobili sulla collina, quasi sembrassero delle statue. E io le scambio, inizialmente, per delle statue. Ma poi arriva una guida locale con dei semi in mano. Gli animali se ne accorgono e lentamente si presentano al bordo della strada.

Non si fanno accarezzare e se provi a mettere la mano sulla testa si spaventano e arretrano. Se invece poni il palmo della mano, con del cibo sopra, arrivano con i loro musetti e ti leccano tutta la mano. L’esperienza è delle più belle e fa strano due minuti dopo ritrovarsi in un negozio, che vende oggetti in legno e cibo di ogni genere, a degustare un salame di cervo (fra l’altro molto buono).



Una partita a golf. La quiete di Podčetrtek è un qualcosa di irreale: è come se l’intero villaggio fosse avvolto in una pace che aiuta a immedesimarsi con la natura circostante. In questo contesto il golf è lo sport che ti mette più a contatto con la vallata. Si pratica presso la guest house del Natura Amon, un’azienda che ha unito la produzione agricola e vinicola di qualità all’ospitalità. La grande bellezza è tutta contenuta all’interno del ristorante, con un antico mobilio ligneo valorizzato da ricette tipiche servite con classe ed eleganza. Un angolo del villaggio molto amato dai turisti, soprattutto da quelli italiani.

Anche noi proviamo a mettere una pallina in buca: nessuno ci riesce e i nostri tiri sono piuttosto goffi. Ma ci divertiamo.



 
La birra artigianale.
Non mi era mai capitato di prendere una bottiglia di birra appena etichettata e di leggere la prossima scadenza di lì a due settimane. Sono birre prive di conservanti, ottenute con una lavorazione naturale che ne preserva la qualità. Tutto questo avviene nella guest house di Olimja Haler, posto in cui sarà possibile assaggiare piatti della Slovenia e altre specialità come la pizza (formaggio al posto della mozzarella). Il tutto davanti una birra, chiaro!

Le terme Olimia.
Se la località di Podčetrtek è famosa in tutta Europa è grazie alle Terme Olimia, considerate le migliori di tutta la Slovenia. Il complesso termale offre la possibilità di alloggiare in quattro differenti strutture ricettive, ognuna connessa fra loro. I trattamenti vanno dalle acque termali alle saune e in questa dimensione sarà possibile vivere un’esperienza a stretto contatto con la natura.

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Podčetrtek, le Terme Olimia

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