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Visitare Fontecchio, uno dei borghi più belli d′Italia

Non è solo uno dei borghi più belli d'Italia, ma Fontecchio è un luogo in cui il passato e il presente vivono in simbiosi, e dove si sta costruendo il borgo del futuro: più interattivo e tecnologico, di certo sostenibile. 

Fontecchio borgo
Fontecchio, il borgo visto dal Centro Visite del Capriolo

Bisognerebbe trovare il coraggio di fermarsi. Di non procedere lungo quella strada che collega L’Aquila alla Tiburtina, ma di fidarsi del proprio istinto, arrestandosi in quei luoghi meno famosi, non per questo secondari. Luoghi il più delle volte raccolti fra le loro mura, con le loro storie e i loro segreti. Con i sogni di chi è ancora lì, ad accogliere il viandante. Fermarsi e non rallentare. Qui si rallenta una volta superato il curvone che prospetticamente sembra entrare nel campanile di Santa Maria della Pace, ancor di più in quel semaforo che poco dopo ti porta fuori dal paese. Nel segmento di strada statale, lungo un centinaio di metri e su cui si affacciano le poche attività commerciali (il baretto-edicola, una parrucchiera, un minimarket e le onoranze funebri), si nasconde il borgo di Fontecchio. Confermo: si nasconde. Già perché lo stesso campanile, gli alberi e le costruzioni più alte celano uno fra i paesi più affascinanti dell’Abruzzo.

Fontecchio borgo
Fontecchio, la Torre dell'Orologio

Il borgo sembra essere uscito dalla mano di un’artista. Una vera e propria scultura nata più dalla sottrazione che dall’addizione delle singole case. È come se un blocco compatto fosse stato scavato, tracciando quelle piccole vie e rughette, quegli eleganti palazzi e le tante porte di ingresso. Oppure la Torre dell’Orologio, una delle primissime, e ultimissime rimaste con il quadrante a sei ore. Fino a poco tempo fa suonava 50 rintocchi, per ricordare le vittime dell’assedio spagnolo del 1648: oggi si è preferito tenere l’orologio al sicuro, evitando l’usura degli ingranaggi, preservandolo per le generazioni future. Il borgo è circondato dal verde, da un muro verde, che crea una scenografia bucolica. E su questo scenario compatto quelli che sono rimasti proiettano i loro sogni, le loro speranze.

Fontecchio borgo
Fontecchio, il "muro verde" alle spalle del borgo


Il coraggio di fermarsi non è solo del viandante, ma soprattutto degli ultimi abitanti. A seguito del terremoto del 2009 molti hanno lasciato le loro case per stabilirsi nei MAP o per raggiungere i parenti sulla costa. Chi è rimasto si è rimboccato le maniche e ha riavviato la vita nel borgo. Storie di giovani e meno giovani, originari di Fontecchio o provenienti da lontano. E sembrerà assurdo, ma molte delle persone che mi hanno accolto nel mio soggiorno provenivano da ogni angolo di Italia e del mondo: da Milano, Giulianova, Londra, Lagos. Il loro entusiasmo è quel trattino che separa il passato dal futuro. Qualcosa col passato si è strappato, questo sì. Una crepa, non figlia del terremoto, ma del cambio generazionale che porterà Fontecchio e altri borghi a spopolarsi, a diventare con probabilità dei grandi alberghi in cui il lusso è rappresentato dalla lentezza.

Fontecchio borgo
Fontecchio, vie del borgo


Se si deciderà di fermarsi si arriverà a ridosso della cinta muraria, in quello spazio che porta il nome di Piazza del Popolo. È il centro nevralgico di Fontecchio e un tempo doveva apparire come uno spazio vissuto, con le bancarelle del mercato e il viavai di persone provenienti da tutta la penisola. Restano le arcate a tutto sesto nei palazzi perimetrali, alcune delle quali tamponate, che ancora oggi ricordano la destinazione commerciale di questa area. Il forno è lo stesso da secoli, rimesso in funzione per occasioni speciali. Al centro della stessa si trova la statua di un soldato della seconda guerra mondiale, che indica il punto da cui il nemico giunse (in realtà, come mi fa notare simpaticamente Tiziano, “indica dove si trova il baretto”). Nella parte inferiore si trova una piazza molto più piccola, con una seduta in pietra che corre lungo quasi tutto il perimetro. Conserva due dei simboli di Fontecchio: la fontana trecentesca e l’affresco della Madonna col Bambino. Fino al secolo scorso le donne si incontravano qui per lavare i panni, aspettando il loro turno fra una chiacchiera e l’altra. Chissà, forse dopo aver lavato i panni incontravano i propri mariti in fila alle poste, che erano posizionate in un piccolo locale sulla piazza. Al suo interno oggi vi è installata una sala proiezioni, dove Julian, un londinese con origini di Fontecchio, proietta i suoi cortometraggi dedicati agli anziani del paese. Fra i soggetti anche il signore più anziano di Fontecchio che fino a qualche mese fa trascorreva le sue giornate sulla stessa panchina.

Fontecchio borgo
Fontecchio, la fontana e l'affresco


Al fianco di quella panchina si trova Porta Castello, in cui restano visibili i cardini. Immette sulla strada principale del borgo che risale fino alla Torre dell’Orologio. Questa ha una particolarità: non solo è fra le torri civiche più interessanti d’Italia, ma possiede un orologio raro in facciata, composto da sole sei ore. Gli ingranaggi, recentemente restaurati, possono essere visti da vicino attraverso il museo installato nella torre. Al suo fianco delle scalette conducono dapprima nel laboratorio tessile “I Campi di Mais”, in cui si organizzano workshop per la tinteggiatura della lana e del lino con prodotti naturali, successivamente sulla terrazza panoramica a ridosso del Castello Baronale Corvi. Su di essa si organizzano eventi e soprattutto banchetti. Le vie del paese risalgono fino alla sommità, in cui si trova l’ex Chiesa di San Nicola. Subì il crollo durante il terremoto di Avezzano del 1915 e non fu più ricostruita. Resta il suo muro perimetrale, che disegna una pianta rettangolare con il presbiterio intatto. Riscendendo è facile perdersi fra i piccoli vicoli, incontrando piacevoli scorci panoramici e panchine abbandonate in piazzette. Ma anche ruspe e gru in azione. Regna comunque il silenzio.

Fontecchio borgo
Fontecchio, l'ex chiesa di San Nicola


Non si sa per quanto tempo ancora il paese resterà così silenzioso. Una cosa è certa: si stanno ponendo le basi per un futuro in cui il borgo potrebbe diventare protagonista nel territorio e nella regione. È uno dei più piccoli comuni ad aver aderito alla Convenzione di Faro che ha introdotto il concetto di eredità-patrimonio-culturale come “un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione”. Al pari di grandi città europee, Fontecchio si ritaglia il suo spazio nel mondo. A breve dovrebbero partire dei progetti per far rivivere il paese attraverso la riscoperta delle tradizioni e lo sfruttamento delle nuove tecnologie.

Fontecchio borgo
Fontecchio, la statua in piazza


E infine è obbligatorio parlare del Centro Visita del Capriolo, utilizzato per lo studio della fauna locale. Qui si può osservare da vicino un esemplare di capriolo, cresciuto a stretto contatto con l’uomo e che non potrà più essere reimmesso in natura. Al fianco c’è un centro informativo, utilizzato per le attività didattiche e ospita pannelli esplicativi e animali imbalsamati. Nulla è paragonabile ai tanti percorsi in trekking che si hanno nel Parco regionale del Sirente-Velino e lungo la Valle dell’Aterno. I sentieri sono molti e sono stati raccolti all’interno di una mappa e hanno difficoltà e tempistiche variabili.


IL PROGETTO “PAESAGGI LENTI”

Fontecchio è il paese capofila per la promozione di “Paesaggi Lenti”, un progetto che coinvolgerà anche i vicini comuni di Acciano, Villa Sant’Angelo, Poggio Picenze, San Demetrio né Vestini, Fagnano Alto e Tione degli Abruzzi. Ha come scopo quello di valorizzare la lentezza, la tipicità e la tradizione del territorio, attraverso una serie di iniziative che metteranno in relazione i tesori naturalistici a quelli artistici e culturali. Il progetto, che è stato attuato dalla società ILEX e dalla Cooperativa Sherpa, avrà iniziative quali:

- L’Educazione Ambientale. Percorsi di sensibilizzazione che dovranno stimolare l’attenzione dei ragazzi verso la conoscenza delle produzioni tipiche locali.
- Una formazione mirata. Si susseguiranno workshop, seminari e tavole rotonde rivolte ai produttori locali, agli artigiani, ai ristoratori, cittadini e turisti, per migliorare i processi di distribuzione e commercializzazione dei prodotti tipici.
- Educational Tour. Rivolti a Target Group specifici, con lo scopo di far conoscere le peculiarità territoriali e le eccellenze gastronomiche.
- Mercatini dei prodotti tipici e artigianali.
- Slow trekking.
- Attività esperienziali sul campo. Si coinvolgeranno operatori locali e li si metteranno in contatto con turisti, giornalisti, esperti del settore, per partecipare alla raccolta di funghi, erbe selvatiche, zafferano.
- Viaggi d’istruzione.
- Eventi musicali. Gli eventi musicali si terranno in concomitanza dei momenti salienti del progetto e si avranno su più comuni.


L’ESPERIENZA DI “TUTTE LE ERBE DELLA PRIMAVERA”

Nel mio ultimo soggiorno ho partecipato a un interessante workshop dedicato alle erbe presenti attorno al comune di Fontecchio. Innanzitutto siamo andati nei boschi guidati da Mirella, alla ricerca di erbe selvatiche. Col suo aiuto abbiamo imparato a riconosce quelle commestibili e successivamente abbiamo cucinato e consumato ciò che avevamo raccolto: boccioli sott’aceto, foglie fritte, frittata con erba selvatica, insalata di erbe selvatiche e chi più ne ha, più ne metta. Molto interessante il laboratorio per l’estrazione degli oli essenziali, con tanto di processo di distillazione e di assaggio di prodotti aromatizzati con gli stessi. Gli oli essenziali hanno proprietà terapeutiche e sono indispensabili al nostro organismo al fine di una buona dieta. Infine abbiamo visto come dai fiori si possano ricavare i coloranti naturali per tingere le stoffe, con una lezione tenuta da Antonella.

Fontecchio borgo
Fontecchio, workshop per la tinteggiatura dei tessuti



COME ARRIVARE A FONTECCHIO

Fontecchio si trova a pochi minuti dal capoluogo di regione dell’Aquila. Lo si può raggiungere da Pescara attraverso l’A25 (uscita Bussi), proseguendo verso l’Aquila fino ad arrivare a Caporciano, quindi Bominaco e Fontecchio. Da Teramo autostrada A24 (uscita L’Aquila). Da Roma si può scegliere di prendere o l’A24, o l’A25 (uscita Sulmona): da qui SS5 e SP261. In treno sulla linea L’Aquila – Sulmona, stazioni San Demetrio o Beffi.


COSA VEDERE NELLE VICINANZE DI FONTECCHIO

La posizione strategica di Fontecchio fa sì che il paese abbia alcune delle attrazioni maggiori dell’Abruzzo a pochi km di distanza. Consigliata una visita a San Demetrio né Vestini e in particolar modo al Lago di Sinizzo e alle Grotte di Stiffe. Un’escursione la si può fare nel borgo abbandonato di Castello e proseguendo sulla strada sarà obbligatoria una sosta a Bominaco e a Caporciano. Lungo la strada che da Fontecchio porta verso Sulmona, si incontreranno piccoli borghi e frazioni a ridosso della strada. Alcuni sono fortificati e restano visibili le strutture difensive. Infine sono consigliate le visite alla Piana di Navelli e al capoluogo di regione dell’Aquila.


DOVE DORMIRE

A Fontecchio non ci sono delle grandi strutture ricettive, il che è meglio. Durante i miei soggiorni ho scelto di pernottare presso la Casa Torre del Cornone. Si tratta di una corona di abitazioni antiche, restaurate e riconvertire a B&B, poste attorno all’omonima torre. Si possono affittare sia delle camere, sia degli appartamenti interi, con bagni privati e cucine. Godono di una vista sulla Valle dell’Aterno e sono posizionate a ridosso delle mura del borgo. Hanno cortili e spazi comuni, come ad esempio una stanza utilizzata per la colazione e per i pasti, una cantina adatta per la degustazione del vino, e infine un piccolo ed elegante giardino pensile affacciato sul panorama. Il fautore di questo “albergo diffuso” è Alessio. Ha scelto di trasferirsi a Fontecchio, dopo aver girato l’Italia per lavoro. Col suo impegno ha rilanciato l’ospitalità nel paese, ma non solo: ha promosso una serie di iniziative che coinvolgono l’intero territorio.

Fontecchio borgo
Fontecchio, scorcio della Casa Torre del Cornone


Articolo Scritto: Maggio 2018.
Ultima Modifica: Maggio 2018.

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