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Visitare Via Fondazza a Bologna, la prima social street d′Italia

La Social Street è un'idea semplice e rivoluzionaria, nata nel 2013 a Bologna, in Via Fondazza. Sfrutta il mondo virtuale per creare delle relazioni nel mondo del reale, in particolar modo fra i vicini di casa. Nascono così incontri, iniziative, piccoli gesti di solidarietà. Il tutto in una delle vie più belle della città.


Le prime fotografie in bianco e nero hanno un grande fascino e ritraggono la vita nelle città del tempo. Città molto diverse dalle nostre: dalla vita più calorosa e meno frenetica. In quegli scatti le signore di una certa età indossavano costumi lunghi, gli uomini si nascondevano dietro il baffo e tutto sembrava animato dalla genuinità. Essi non solo raccontano lo spaccato di una società appartenente a un passato vicino, ma mettono in risalto le differenze con il nostro presente, pieno di contraddizioni. Se poi a queste fotografie si aggiungono le testimonianze dei nostri nonni, allora avremo una visione realistica del tempo che fu.

I miei ricordi di quando ero bambino avevano lo stesso impatto di quelle fotografie. C’era un’atmosfera particolare, in cui le nonne della via prendevano le loro sedie e le mettevano in strada, a ridosso delle pareti di casa. Sostavano a parlare per ore rendendo la strada animata, come un salotto con gli ospiti. Tutto questo veniva arricchito dal condividere un qualcosa, come una tazzina di caffè o la pianta del rosmarino – quella della vicina ha contribuito al condimento di migliaia di piatti nella via -. Insomma al centro di tutto c’erano le relazioni, ed esse avevano come campo fertile la strada.

Gli anni passano, le città evolvono. Alcune case della mia via furono sostituite da palazzi. La “vecchia guardia” andò lentamente scomparendo e quei gesti elementari di cortesia reciproca divennero rari. Una nuova generazione si insediò, alcuni dei quali provenienti da altre città o paesi del mondo. Tutto divenne più freddo, o meglio: non si aveva più il tempo e la voglia di conoscere il vicino di casa. Tuttavia nella bella Bologna un ragazzo sfruttò le comodità dei giorni nostri per creare un rapporto fra vicini di casa che partisse dai social network: dal social al sociale, e non viceversa. L’idea fu ribattezzata Social Street e si diffuse da Via Fondazza – a Bologna – dapprima in Italia, quindi in Europa e nel mondo.




VIA FONDAZZA, LA VIA DOVE È NATA LA SOCIAL STREET

Via Santo Stefano e Strada Maggiore sono fra le vie più importanti di Bologna e sono collegate fra loro anche da Via Fondazza. Essa si trova in un punto strategico, vicinissima a quattro porte di accesso alla città - Porta Maggiore, Porta Santo Stefano, Porta San Vitale e Porta Castiglione – e a pochi passi dai Giardini Margherita e dal Baraccano. Insomma: un luogo ideale per vivere la città. La presenza dei portici, la strada stretta e i prospetti delle case colorati con tinte calde la rendono molto accogliente, soprattutto in quelle giornate soleggiate in cui la luce ne aumenta la bellezza.

Via Fondazza, il Cinema Roma d'Essai


Qui si respira cultura. E non solo per la presenza del piccolo Cinema Roma d’Essai – classico cinema di quartiere – o per la casa studio del pittore Giorgio Morandi. Ma per i dettagli che la rendono un salotto arredato, come i tanti bookcrossing, le installazioni e tanto altro ancora. In più in una stradina laterale si trova la Libreria Libri Liberi, della signora Hilbe, in cui tutti i libri sono gratuiti. Ma si respira anche integrazione: fra italiani e stranieri, fra giovani e meno giovani, fra abitanti storici e gli ultimi arrivati.

Via Fondazza, uno dei bookcrossing



LA SOCIAL STREET

L’idea è semplice quanto geniale ed è figlia di un abitante della via. Federico Bastiani, un ragazzo che si è ritrovato a credere in questo progetto e a esportarlo in tutto il mondo. Egli ha dimostrato come i valori di condivisione, fra i vicini, siano ancora intrinsechi nella cultura cittadina. La social street sfrutta il mondo virtuale per creare relazioni nel reale: come un forum in cui il vicinato si incontra, per organizzare iniziative collettive, per condividere un qualcosa o più semplicemente per salutarsi.

Via Fondazza, la bacheca della Social Street


Le conseguenze sono immediate. Aumentano le interazioni fra i vicini, nascono iniziative. Ci si aiuta di più. Si investe sulle relazioni e si favorisce l’integrazione. Ci si incontra e si ha la voglia di conoscersi. C’è più solidarietà. La cosa più bella è che tutto è costruttivo. Tutto è regolato da una voglia di positività: la stessa che percepisci quando passeggi nella via. Si creano dei servizi inesistenti, come un portiere di quartiere improvvisato o una bicicletta messa a disposizione per la collettività. Una bacheca ricorda gli appuntamenti e sorregge gli annunci. Il modello, che oramai entra in un’età più adulta (se rapportata alla nascita dei social network) è facilmente esportabile e non ha regole, se non quella del voler creare una via digitale. Si espande, dapprima nelle altre vie cittadine, quindi a Milano, Roma e in tutta Italia. In America, in Brasile, in Sudafrica. In tutto il mondo. E continuerà a espandersi, perché è un qualcosa che fa parte della cultura dell’uomo.




COSA VEDERE IN VIA FONDAZZA

Le principali attrazioni turistiche di Via Fondazza sono due. La prima è la casa studio del pittore bolognese Giorgio Morandi, in cui visse dal 1933 al 1964. Al suo interno si potrà visitare la sua camera, quella che ridava sul giardino interno. Ma anche vagare fra gli oggetti suoi personali, fermandosi in una sala lettura o partecipando a iniziative della sala polivalente.
La seconda attrazione è la Chiesa di Santa Cristina alla Fondazza, utilizzata oggi come auditorium e sede della scuola di canto gregoriano. La sua costruzione risalì al 1247, quando le monache camaldolesi avviarono la costruzione del convento. Alle spalle del complesso c’è il Giardino Lavinia Fontana Pittrice, in cui rilassarsi.

Via Fondazza, la casa di Giorgio Morandi



COSA VEDERE NELLE VICINANZE DI VIA FONDAZZA

Oltre il complesso di Santa Cristina alla Fondazza c’è una piccola piazza molto elegante, utilizzata per il mercato. È Piazza Giosuè Carducci e la si può sfruttare per un pranzo al sacco su una panchina, da perfetto studente/lavoratore bolognese. Qui si trova il Museo del Risorgimento. Ancor meglio trascorrere una giornata di sole ai Giardini Margherita, in cui ci si potrà stendere all’ombra di un albero o fare un aperitivo alle serre. Da non dimenticare la visita alla Chiesa del Baraccano, senza dimenticarsi di visitarla da Via Santo Stefano, sottopassando l’elegante arco. Infine, su Strada Maggiore si trova il Portico dei Servi, un elegante piazza quadrata con geometrie ricercate.


COME ARRIVARE IN VIA FONDAZZA

Via Fondazza è accessibile principalmente da Via Santo Stefano e da Strada Maggiore. Ma è anche collegata a Via Dante e a Via San Petronio Vecchio. Dalle Due Torri bisogna procedere a piedi (scelta ideale), in bici o in bus, verso Porta Maggiore e da lì svoltare a destra in prossimità della Chiesa di Santa Caterina di Strada Maggiore. Sconsigliato entrarvi in automobile: rischio multa per la zona a traffico limitato e difficoltà nel trovare parcheggio.

Via Fondazza, l'ingresso alla via da Strada Maggiore



Articolo scritto: Marzo 2019.
Ultima modifica: Marzo 2019.

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