Ultimi articoli
recent

Visitare il Santuario di Oropa

Dopo aver pranzato alla “Cascina La Noce”, ci dirigiamo nel vicino Santuario di Oropa. È un santuario mariano, che celebra la sua Madonna nera. Scendiamo davanti l’ingresso principale, quello più in basso, passeggiando nel mezzo di un raduno di Volvo 200 station wagon (alcune orribili!). Entriamo dalla cancellata e ci ritroviamo all’interno di un cortile a ferro di cavallo, del XVIII secolo. Sui lati sono presenti bar, ristoranti e spazi accessori, fra cui una sala dove si sta tenendo un concerto lirico. Protagonista di questa piazza è la Porta Regia, progettata dall’architetto Filippo Juvarra. Si tratta di una scenografia che accompagna il pellegrino al chiostro della Basilica Antica. È rialzata rispetto al terreno, il che gli conferisce maggiore solennità. Il suo colore in pietra scura, riesalta fra le geometrie chiare e semplici degli edifici.

Filippo Juvarra, della quale si denota uno stile già visto nel complesso di Stupinigi, non è stato l’unico grande architetto a metter mano al complesso. Altri progettisti sabaudi hanno contribuito alla grandezza del luogo. Sono: Ardizzi, Beltramo, Bonora, Galletti, Gallo e Guarini. 

Santuario di Oropa, vista dall'ingresso principale
Santuario di Oropa, vista verso l'ingresso principale


Saliamo la scalinata e sottopassiamo l’arco della Porta Regia. Ci ritroviamo nel chiostro della Basilica Antica. Davanti a noi osserviamo la stessa Basilica, posta trasversalmente rispetto all’intero complesso. Sul fondo la nuova Basilica, oltre una cortina in fase di restauro. L’intero chiostro è attraversato da un porticato che corre per tutto il perimetro. Sulle ali laterali, si ha una sovrapposizione di gallerie. Più che un luogo religioso, somiglia a un fortino medievale. Un po’ per le porte d’ingresso, un po’ per le torri angolari. 

Santuario di Oropa, la Porta Regia e la Basilica Superiore
Santuario di Oropa, chiostro della Basilica Antica


Ci dirigiamo verso la Basilica Antica. Ricordiamo: è posta trasversalmente rispetto il chiostro. La sua facciata è stata disegnata dall’architetto Conti, e ha dei richiami tardo rinascimentali per le geometrie, e manieristi nel portale. Il materiale utilizzato è una pietra verdastra di Oropa. 

La Basilica è del 1599 ed è divisa in tre navate, separate fra loro da pilastri con semicolonne addossate. La volte a botte, interrotta in prossimità della cupola, valorizza prospetticamente una chiesa minore: il Sacello della Basilica Antica. Si tratta di una architettura primordiale, che da sempre ha custodito la Madonna nera di Oropa. Ricorda lo stile già adottato nella chiesa di Loreto, ospitante al suo interno la casa di Maria (fra l’altro nera), o la Porziuncola di San Francesco d’Assisi. 

Santuario di Oropa, facciata Basilica Antica
Madonna Nera

La statua lignea della Madonna nera, tiene sul braccio sinistro Gesù bambino, mentre in quello destro uno scettro, con diamanti, donato dai Savoia. Inizialmente teneva in mano qualcos’altro. Si pensa un mazzo di fiori, anche perché l’unico elemento ancora visibile e una striscia che ricorda uno stelo. È custodita all’interno di una teca trasparente, conservata a sua volta nel Sacello. Ai bordi di quest’ultimo, troviamo delle tombe. La loro datazione arriva sino alla metà dell’ottocento, dopodiché, per questioni igieniche, si è preferito evitare.

Nella navata secondaria, quella di destra, si può notare una roccia uscire dall’intonaco. La leggenda racconta che la stessa roccia abbia protetto statua lignea della Madonna, conservandola. La tradizione racconta che Sant’Eusebio portò la statua dalla Palestina, nel IV secolo d.C. mentre fuggiva dalla persecuzione, per poi depositarla al di sotto della roccia.



Lasciamo la chiesa, entriamo nell’ala sinistra del chiostro. Saliamo al piano superiore, tralasciando le tante stanze destinate alle associazioni clericali che operano nel luogo. Saliamo una scalinata e accediamo al piano superiore. Inizialmente ci viene mostrata una cella per il pernottamento nel santuario. È composta da un salotto di ingresso, da un bagno e da una camera da letto con due letti singoli. Può essere prenotata da chiunque (per info www.santuariodioropa.it).

In seguito ci spostiamo in un altro corridoio, caratterizzato dalla presenza degli ex voto appesi sulle pareti: ognuno racconta una storia, di drammaticità o di felicità. Di ringraziamento o di preghiera. Li accomuna la forte devozione verso la Madonna nera di Oropa. Nella prima parte mi sorprende trovare le maglie di calciatori quali Gilardino, che ringrazia la Madonna per la Champions League e il Mondiale, o come Zanchetta, o l’intera squadra della Juventus degli anni ’70. Oppure i tanti altri atleti transitati di qui. Le storie più commuoventi riguardano le persone comuni. In tanti testimoniano, attraverso fotografie o disegni, la loro incolumità in un brutto incidente. Altri ricordano il caro deceduto.

Dal corridoio entriamo nel Museo dei Tesori: sono conservati al suo interno delle tele dal seicento a oggi. Ma non solo, anche progetti architettonici, gioielli, abiti. Le ultime stanze sono quelle che venivano utilizzate dai Savoia.


Santuario di Oropa, Museo dei Tesori
Santuario di Oropa, corridoio degli Ex Voto
Santuario di Oropa, Museo dei Tesori

Scendiamo e torniamo nel chiostro della Basilica Vecchia. Saliamo nuovamente, dal lato opposto della Porta Regia. Ci spingiamo verso la Basilica Superiore. Anche in questo caso, saliamo una scalinata che immette in un livello maggiore. La Basilica Superiore è diversa dalla precedente: pianta centrale, impianto ottagonale, grande cupola, a 80 metri di altezza. Consta di un abside centrale e di cappelle votive.

Il progetto era dell’architetto Galletti. La prima pietra venne posta nel 1885, mentre i lavori terminarono solo nel 1960. Al di sotto della chiesa si trova una cripta: possiede un corpo centrale nella quale è ricavata una cappella. Intorno un corridoio ospita la collezione di presepi da tutto il mondo.

Santuario di Oropa, Basilica Superiore
  
Alle 18:30 usciamo dal complesso del Santuario di Oropa. Ci spostiamo verso il centro di Biella.

Nessun commento:

Posta un commento

I viaggi di Dante. Powered by Blogger.