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#DestinazioneBiella, il Ricetto di Candelo


Il blogtour #DestinazioneBiella volge al termine. Siamo entrati nell’ultimo giorno e ci aspetta la tappa finale del soggiorno piemontese. Ci svegliamo presto, evitando di risalire al rifugio Monte Marca per rivedere l’alba. Colazione abbondante e preparazione dei bagagli. L’autobus ci aspetta davanti l’hotel. È tutto pronto per spostarci in località Candelo. Andremo a visitare il Ricetto di Candelo, costruzione storica e ben conservata.

Alle 10:00 siamo in Piazza Castello, che per l’occasione ospita i mercatini di natale. Su di essa si affacciano due elementi architettonici in particolare: il primo è il palazzo comunale di Candelo, con elementi tipici neoclassici; il secondo è il torrione d’ingresso del Ricetto. Ci attende una guida locale, che ci illustrerà le peculiarità del luogo. Innanzitutto ci viene spiegato il significato del termine “ricetto”: è un luogo fortificato della città, nella quale venivano accumulati i beni appartenenti al signorotto del paese e alla popolazione stessa. Era utilizzato durante gli attacchi nemici, fungendo da luogo di riparo. Questo di Candelo è uno dei meglio conservati dell’Europa intera. Ogni suo edificio non è stato progettato per essere una abitazione, bensì come rifugio. Nel caso di attacchi allora queste cellule divenivano abitazioni.
La forma del Ricetto di Candelo è pentagonale, con un numero di 200 edifici, nominati cellule. Le strade interne, cinque verticali e due trasversali, sono dette “rue”, dal francese. Rue sono anche i nomi delle piccole cavità fra due abitazioni, utilizzate per lo scarico dei liquami. Fu costruito durante il medioevo.


Entriamo nel ricetto. Nella piccola piazza d’ingresso, accessibile passando al di sotto del torrione, altri mercatini di natale, che si snodano fra le rue. La guida ci spiega non solo come si viveva in questa località, costantemente attaccata dal nemico, ma nel medioevo stesso. Ad esempio: l’abito da sposa non era bianco, bensì rosso. Il bouquet nasceva dai fiori colti, dalle damigelle, nei campi. L’acqua non era utilizzata per lavarsi. Non esistevano le calzature. Si dormiva nudi l’uno affianco l’altro. Ci si sposava da bambini. Si viveva per un massimo di 40 anni. I vestiti venivano lasciati all’esterno. Ogni abito aveva le maniche che si potevano scucire, da qui l’espressione “è un altro paio di maniche”. E tanto altro ancora. Il medioevo è stato un periodo storico molto lontano dal nostro, però delle tradizioni sono ancora vigenti.
Il giro prosegue fra le tante attività sorte all’interno delle cellule. Alcune veri centri di produzione, soprattutto dei liquori. Altre storiche, che conservano, ancora, i materiali del medioevo. Il nostro giro si conclude fra gli acquisti nei mercatini di natale.

 


Prima di ripartire ci spostiamo a Biella, per pranzare al Burger bar  Binario Zero (www.binariozerobiella.it). Prendo un hamburger con bacon, ottimo. Da Vercelli il treno ci riporta (dopo forti ritardi ferroviari) a Pescara.

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