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Repubblica Ceca, percorrere il Sentiero dell′Elba in bicicletta

Un modo non convenzionale per girare la Repubblica Ceca è quello di farlo a bordo di una bicicletta, lungo il Sentiero dell'Elba. Una tratta da percorrere in sette giorni, attraversando grandi città e piccoli centri abitati, fra strade asfaltate, sentieri e pavè cittadini. Un'esperienza indimenticabile per conoscere questa nazione al meglio.

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PRIMA DI PARTIRE 

Dopo sette anni torno in Repubblica Ceca, nazione che avevo visitato con l’Interrail. Ero stato a Praga e nel sud della nazione, muovendomi con treni e autobus. Questa volta ci torno con uno spirito diverso, con l’intento di visitarla in un modo più lento e che mi leghi maggiormente al territorio. Quale miglior modo se non con la bicicletta? La cosa bella di questa nazione è che possiede una fitta rete di strade ciclabili, quasi tutte in ottime condizioni, che passano sia per i piccoli centri abitati che per le grandi città.

Prima di prendere l’aereo per Praga non avevo la minima idea di come sarebbe stato questo viaggio. La cosa più sbagliata che potessi fare è stata quella di non allenarmi, così per i primi giorni ho sofferto la pesantezza delle gambe e la scomodità del sellino. Ma una volta terminato il percorso posso dire di aver vissuto una delle esperienze più belle della mia vita.

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IL RUOLO DELL’AGENZIA

Un viaggio del genere può essere effettuato autonomamente, ma data la scomodità del viaggiare senza un supporto di un’agenzia, è consigliabile affidarsi a chi “muove” i turisti per lavoro. Noi ci siamo affidati alla Enthusia Active Tours. Ci sono venuti a prendere in aeroporto e ci hanno portati in hotel. Ogni giorno, in collaborazione con la società Cyklobus, hanno trasferito le nostre valigie da una città all’altra.

L’agenzia mette a disposizione fra una vasta scelta di biciclette, ognuna dalle caratteristiche differenti. Per quelli che hanno più difficoltà ad affrontare un percorso del genere, ci sono delle biciclette con la pedalata assistita, che consentono un notevole risparmio di energia. Assieme alla bici viene fornita una borsa dove riporre un certo numero di oggetti. Contiene anche il kit di riparazione.



IL GIORNO PRIMA DEL GIRO

L’arrivo in Repubblica Ceca non era stato dei migliori: colpa delle cattive condizioni metereologiche che hanno costretto il mio volo a sorvolare un’area della città non avvolta nella bufera, prima di un brusco atterraggio nella nebbia più fitta. Il tempo si è poi rimesso, dandomi la possibilità di girare la città sotto una pioggerellina che non ha disturbato l’atmosfera dell’insieme.

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Praga, Piazza della Città Vecchia


Ho ricercato subito i luoghi di uno scrittore che adoro: Franz Kafka, e dalle sue due abitazioni in pieno centro ho provato a ricostruire i suoi spostamenti, le sue viste in quella Praga di oltre un secolo fa che almeno nelle architetture è rimasta la stessa. E infine sono andato a letto con un libro di un'altra celebrità letteraria ceca: Milan Kundera, prima di risvegliarmi per riscaldare i miei muscoli in vista dell’inizio del tour in bicicletta della Repubblica Ceca. Nessun allenamento, nessun abbigliamento adatto, ma sola tanta curiosità da trasformare in energia


PRIMA TAPPA _ DVUR KRALOVE – PARDUBICE

Km percorsi: 70 km
Pendenze: nessuna
Tempistiche: 5 ore
Parter ciclistico: pavé, asfalto, morbido, terra
Hotel: Stare Casey Hotel (Pardubice) 


Lascio la stanza nel sottotetto dell’hotel nella prima periferia di Praga e trovo un uomo sulla cinquantina ad attendermi nella hall. Indossa una maglia verde acido, un cappellino e dei sandali. Mi si presenta: “Hello, I’m Daniel”, e sarà lui la mia guida per i primi tre giorni. Daniel è un concentrato di forza e intelligenza: è nato per pedalare, e al contempo vive per raccontare. Così dal taxi all’aeroporto, per prendere Michele l’altro partecipante, e dall’aeroporto a Dvůr Kralóvé nad Labem ci racconta aneddoti su aneddoti. Il tempo di un pasto e siamo in sella.

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La Piazza centrale Dvur Kralove


Il giro della Valle dell’Elba in bicicletta comincia dalla piazza centrale di Dvůr Kralóvé: è di pianta quadrata ed è circondata dalle tipiche palazzine a schiera della Repubblica Ceca, di quelle con i prospetti alti e stretti. Si comincia subito in discesa, muovendoci dapprima sul pavé e successivamente sull’asfalto. Il tempo di un riscaldamento completo della muscolatura e già siamo arrivati nella prima tappa, ossia un giardino con orto botanico e chiesa a pochi minuti dal centro. Restiamo poco tempo e ripartiamo alla volta della vicina Kuks.

kuks
L'ospedale di Kuks


Pedaliamo al fianco del fiume Elba, fra sentieri in terra e piste ciclabili, per arrivare davanti all’ospedale barocco di Kuks. È uno dei monumenti di maggior interesse della Repubblica Ceca e fu progettato dall’architetto italiano Giovanni Battista Aliprandi. È composto da una struttura simmetrica avvolta in una tenuta di giardini, con un viale frontale che collega l’edificio all’insediamento abitativo dalla parte opposta del fiume. Per raggiungere l’ingresso occorre oltrepassare il ponticello in legno e risalire il castello dalla stradina laterale, percorrendo una leggera salita. Si possono parcheggiare le bici negli appositi stalli e partecipare a una visita guidata dalla durata di un’ora. Per gli italiani verrà consegnata una brochure con le spiegazioni.

- Articolo completo su Kuks qui - 

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L'ospedale di Kuks


I trentacinque chilometri successivi da Kuks sono un insieme di campi incolti e boschi. La pista ciclabile è sempre in ottime condizioni e non ci sono problemi nella marcia. Superata questa distanza si giunge alla città più famosa di questa regione: Hradec Kralóvé, traduzione esatta di “Castello della Regina”. È un centro florido, situato in quella che viene definita “la strada dell’oro” e possiede degli edifici architettonici di grande pregio, come il castello Teresino (da Teresa), nel centro della città. È qui che ci fermiamo in un’officina artigianale in cui si costruiscono biciclette tandem in base alle esigenze. Ci accoglie il proprietario, un caro amico di Daniel. Siamo un po’ stanchi dai primi 30 km e chiediamo dell’acqua: ci viene servita una 0,5 di birra: questa sarà una costante. Ci ricarichiamo e ci rimettiamo in sella.

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Il lungo Fiume Elba


Dopo altre due ore e mezzo, e quasi venticinque chilometri di marcia lungo il Fiume Elba (da appuntarsi le lontre in acqua) arriviamo a destinazione nella città di Pardubice, un centro elegante, dotato di un castello sulla sommità della collina e di una piazza longitudinale con le medesime caratteristiche di tutte le altre piazze della nazione. Alloggiamo presso la pensione Stare Casey Hotel, che si definisce Bike Friendly. Ampie stanze e una cena ricca per chiudere la prima giornata in sella.


SECONDA TAPPA _ PARDUBICE – KUTNA HORA

Km percorsi: 60 km
Pendenze: nessuna
Tempistiche: 7 ore (visite comprese)
Parter ciclistico: pavé, asfalto, morbido, terra
Hotel: Hotel Opat (Kutna Hora) 


Ci rimettiamo in sella e andiamo alla volta della stazione ferroviaria di Pardubice. Ha una particolarità: fu progettata da Jan Perner, colui che diede vita al tratto ferroviario che collegava la città fino a Kutna Hora e Praga. Al fianco della stazione c’è una struttura molto curiosa, ossia un silos per le biciclette: con una moneta si può lasciare la bici custodita, grazie a un sistema di parcheggio automatizzato.

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La stazione ferroviaria di Pardubice


Lungo il percorso si incontrano piccoli villaggi, come quelli di Srnojedy e Valy. Non hanno negozi o attività commerciali, se non delle birrerie chiuse al mattino. I successivi 30 km fiancheggiano il Fiume Elba e arrivano al Lago di Bunkov, utilizzato per lo sci d’acqua. Nel frattempo nelle distese di grano si potranno vedere i caprioli. Entriamo in un piccolo insediamento abitativo per vedere la casa del architetto Josef Gocar, autore di piani regolatori e abitazioni del centro Europa.

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La prima grande tappa del giorno è a Kladruby Nad Labem, per visitare la scuderia più famosa della Repubblica Ceca. È un complesso dalla storia antica, restaurato con i finanziamenti europei. Al suo interno c'è una ricca collezione di cavalli di razza, addestrati per le sfilate ma anche per competizioni olimpioniche come il dressage. Essi sono divisi in base alla loro natura e al sesso, con una particolare attenzione rivolta agli stalloni, utilizzati dapprima come cavalli da sfilata e successivamente per la riproduzione. Godono di ampi spazi in cui muoversi e hanno un’attenzione giornaliera da parte di uno staff. Qui si possono anche lasciare i propri cavalli o utilizzare quelli a disposizione per allenamenti. La razza allevata è denominata Kladrubs e derivano da un ceppo italiano. Hanno una caratteristica: nascono neri e diventano bianchi col tempo. Per visitare la scuderia gli orari vanno dalle 10 alle 16.

- Articolo completo su Kladruby nad Labem -

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La scuderia di Kladruby Nad Labem


Ripartiamo alla volta di Kutna Hora e lungo il percorso incontriamo delle curiose colonnine messe a disposizione dei cicloturisti. Possiedono una piccola pompa ad aria utile per gonfiare le ruote della bicicletta, tuttavia ne funzionano pochi. Pranziamo in un piccolo fast food lungo la strada, di quelli caserecci, e coglie impreparati una forte pioggia che ci accompagnerà fino all’arrivo.

kutna hora


Alle 16:00 arriviamo a Kutna Hora, la città in cui pernotteremo. È una delle località più visitate della Repubblica Ceca, anche perché possiede tre siti di grande interesse comune. Il primo è l’Ossario di Sedlec, ossia una fossa comune in cui un’artista ha plasmato gli interni con le ossa umane, il secondo è la Chiesa di Nostra Signora di Sedlec, con la sua facciata cistercense e infine c’è la Cattedrale di Santa Barbara, protetta dall’UNESCO: per visitarle si può fare un biglietto unico. Dalla parte inferiore della città, dove si trovano i primi due siti e la stazione ferroviaria, e la parte superiore, ci sono tre chilometri di salita. Kutna Hora è un gioiello col sali e scendi delle sue vie caratterizzato da cortine di palazzi eleganti dai colori pastello. Noi alloggiamo presso l’Hotel Opat, in pieno centro. La serata si conclude fra il giro in notturna della città e un piatto tipico con vista panoramica.

- Articolo completo su Kutna Hora qui -

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Kutna Hora, la chiesa di Santa Barbara




TERZA TAPPA _ KUTNA HORA – PRAGA - MELNIK

Km percorsi: 40 km
Pendenze: a Praga e a Mělník 150 m in salita
Tempistiche: 8 ore (visite comprese)
Parter ciclistico: pavé, asfalto, morbido, terra
Hotel: Penzion Hana (Mělník)


Lasciamo Kutna Hora alle prime ore del mattino e invece di proseguire in bicicletta, andiamo a Praga in treno. La tratta dura 45’ e conduce dalle campagne ceche fino al trambusto della capitale. A bordo si può portare la bicicletta pagando una piccola sovrattassa e lasciandola in appositi stalli all’ingresso del convoglio. Così alle 10:00 siamo a Praga Hlavni, la stazione centrale, per poi spostarci verso le vie principali. Per via della pioggia facciamo una pausa al Kavárna Obecní dum, uno dei bar più belli di Praga, famoso per lo stile Art Noveau degli interni. È perfetto per un caffè o un dolce, e a prezzi contenuti permette di pranzare con panini e insalate. Attenzione a parcheggiare le vostre biciclette sulla piazza esterna: mentre eravamo seduti hanno provato a rubarcele. È normale, siamo pur sempre in una capitale. Vi consiglio di utilizzare la doppia catena e di parcheggiare le biciclette a vista.

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La Stazione di Kutna Hora


Dopo la pausa caffè ci fermiamo nelle due piazze più importanti: Piazza San Venceslao e Piazza della Città Vecchia, collegate fra loro da piccole vie eleganti. Qui si trovano alcuni dei simboli della città, come l’orologio. Da lì ci spostiamo sul lungo Moldava e quindi attraversiamo il Ponte Carlo arrivando dall’altra parte della città. Sostiamo davanti al Muro di John Lennon, un angolo dedicato alla pace in cui – su un muro – si alternano murales, scritte e pensieri in continua evoluzione. Il tutto sulle note delle canzoni che hanno reso celebri i Beatles. In bicicletta risaliamo le vie che conducono al castello, sfidando veri e propri muri. Non nascondo che termino l’ultima parte trascinandomi la bicicletta a mano.

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Le vie di Praga


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Praga, il Muro di John Lennon


Visitiamo la Cattedrale di San Vito e mangiamo in un chiosco all’interno del parco. La vista che si gode da qui è di gran qualità: si vede il Moldova con tutti i ponti della città. È un’immagine da cartolina, presente in tutti i libri sulla città. Il tempo di una pioggia forte e siamo nuovamente in sella, spostandoci in periferia. Sostiamo al Castello di Troja e successivamente nella zona fieristica, in cui si trovano le costruzioni risalenti all’Esposizione Universale del 1891. Alle 15:00 siamo in una piccola stazione di periferia - Praga Podbaba - e prendiamo un treno che ci porta nella località di Kralupy.

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Il castello di Troja

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Il ponte in ferro verso Melnik

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Il punto in cui si deve prendere la chiatta



Da Kralupy ci rimettiamo in sella e passiamo nelle campagne ceche. È una tratta leggera di 25 km, che ci porta dapprima a superare il fiume passando su un ponte in ferro, e successivamente utilizzando una chiatta a pagamento (esperienza da fare) che sfrutta la sola corrente del fiume per muoversi. Si passa in campi gialli di luppoli, che disegnano paesaggi di pregio, a ricordar lontanamente dipinti di Van Gogh. Poco oltre si risale la strada per arrivare nella località di Mělník. Il centro storico ha gli stessi connotati delle altre piccole città ceche, ma in più possiede una vista panoramica che viene impreziosita dal tramonto. Il panorama racconta la storia della stessa Repubblica Ceca, con la sua montagna madre e le sue vallate. Chiudiamo la serata davanti la birra locale, sorseggiata in un pub tipico della città.

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La piazza centrale di Melnik

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Panorama da Melnik



QUARTA TAPPA _ MELNIK – TEREZIN - LITOMERICE

Km percorsi: 55 km
Pendenze: a Roudnice e a Litoměřice 100 m in salita
Tempistiche: 8 ore (visite comprese)
Parter ciclistico: pavé, asfalto, morbido
Hotel: Hotel Apollon (Litoměřice)



A Mělník abbiamo trascorso una buona nottata e l’indomani siamo pronti a percorrere la nuova tappa. Cambia la guida: Daniel viene sostituito da Sven, un ragazzo che vive in quella che sarà l’ultima tappa del nostro viaggio e che regolarmente accompagna turisti in tutta la nazione. Sotto la sua scorta risaliamo verso il centro città, per poi riscendere e riprendere i sentieri che fiancheggiano l’Elba. Il paesaggio cambia e diviene un elegante lungofiume fatto di verdi prati e aree attrezzate. Viene interrotto da un grande complesso sportivo nella località di Račice, progettato con i fondi assegnati per le Olimpiadi. Appena oltre si entra nella città di Roudnice, lasciando momentaneamente il lungo fiume e risalendo fino alla piazza principale del paese. È un elegantissimo centro abitato, con palazzi tipici della nazione e spazi presi d’assalto dalla popolazione locale. Qui sostiamo in un bar per prendere un caffè. Alla ripartenza sostiamo davanti a una fontana: qui l’acqua, come sgorga, rilascia la ruggine sul fondo della vasca. Ed è proprio la ruggine – Roudnice in ceco – a dare il nome alla città. 

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La fontana di Rounice


A 22 km si trova il campo di concentramento di Terezin, divenuto uno dei centri di smistamento degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Vi arriviamo immettendoci nell’ultimo tratto sulla statale e poco prima di entrare pranziamo in uno dei tanti chioschi presenti nel parcheggio. Per visitare il campo di concentramento si deve essere affidati a una guida che spieghi il tutto in lingua. Così siamo inseriti nel gruppo degli italiani e cominciamo la visita del complesso. Per prima cosa sono mostrati gli uffici dei generali, gli stessi in cui venivano registrati gli ebrei che qui erano deportati. Successivamente entriamo nell’area più triste, quella al di là della onnipresente scritta nazista “Arbeit Macht Frei” (il lavoro rende liberi). Tutto è stato lasciato così com’era, per ricordare le atrocità avvenute in questo luogo. La parte che colpisce di più è un tunnel lungo circa 30 km (si percorre solo il primo) che termina nel punto in cui i prigionieri venivano impiccati o uccisi a colpi di arma da fuoco.

- Articolo completo su Terezin qui -

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L'ingresso del campo di concentramento di Terezin

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Il campo di concentramento di Terezin


La città nuova di Terezin è molto triste: strade vuote, una grande piazza senza nessuno. Nel tardo pomeriggio arriviamo a Litoměřice, centro abitato molto vicino a Terezin, e alloggiamo nell’Hotel Apollon. È storico e si trova davanti a uno stabile dove furono giustiziati dei generali nazisti, fra cui il famigerato Karl Rahm. Visitiamo il centro, anch’esso dalla piazza elegante con gli edifici più belli della città. Ceniamo in un ristorante ricavato all’interno di una cisterna e prendiamo una birra fatta in casa in un pub.

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La piazza centrale di Terezin

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Edificio della Piazza centrale di Litomerice

QUINTA TAPPA _ LITOMERICE - DECIN

Km percorsi: 65 km
Pendenze: a Strěkov 150 m in salita
Tempistiche: 8 ore (visite comprese)
Parter ciclistico: asfalto, morbido
Hotel: Hotel Kocanda (Litoměřice)


L’ultimo tratto è forse quello che ha da raccontare più storia. La vicinanza alla Germania ha fatto sì che qui si combattessero conflitti durante la prima metà del XX secolo e oggi di quella resistenza restano bunker sparsi lungo tutto il fiume. Sono in stato di abbandono e sono stati presi d’assalto dai writer. Il percorso è piacevole e in un paio di ore ci conduce al Castello di Strěkov. Per arrivarci bisogna intraprendere una dura salita, tuttavia vale la pena, sia per il castello stesso, sia per il panorama su tutta la valle. Appena oltre al castello si giunge nella città di Ŭsti, un bel centro abitato che mescola il passato al contemporaneo. È situata su un punto strategico, in cui un tempo si controllavano i passaggi sull’Elba. Negli ultimi anni ha vissuto un grande sviluppo industriale che ha trasformato la città in un polo di grande produzione.

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Dopo aver pranzato in uno storico ristorante della città, a base di piatti tipici cechi, percorriamo gli ultimi km che conducono nella vicina Decin. Siamo molto vicini a Dresda e non a caso per molti rappresenta la penultima tappa prima di entrare in Germania. La città è la più particolare fra quelle attraversate, costruita a ridosso del fiume e della roccia. E proprio dalla roccia ha ricavato le sue architetture più belle, una su tutte il castello. Questo centro è perfetto per gli amanti delle attività outdoor: infatti qui si possono intraprendere vie ferrate, fare rafting e girare con le mountain bike.

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Il Castello di Strekov sul fondo

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