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Visitare i luoghi di Raffaello Sanzio

Raffaello Sanzio è considerata una delle figure di rilievo nella cultura italiana. A lui si devono alcuni dei grandi capolavori rinascimentali. Nacque a Urbino, ma visse in Umbria, a Firenze e a Roma. Ecco il tour per visitare tutti i suoi luoghi. 
 

 
Il programma di Storia dell’Architettura, all’interno delle facoltà italiane, è uno dei più belli e al contempo complessi da studiare. Proietta lo studente dalle civiltà classiche fino ai giorni nostri, attraversando correnti artistiche che hanno cambiato il modo di progettare. Fra tutti i grandi nomi ce n’è uno a cui è dedicato un capitolo corposo, particolarmente grande se si pensa che la sua vita si è arrestata prematuramente all’età di 37 anni. Sto parlando di Raffaello Sanzio, colui che se ne andò troppo in fretta, facendoci porre quella maledettissima domanda: che ne sarebbe stato dell’architettura se lui avesse vissuto di più? Chissà, probabilmente avrebbe potuto cambiare la storia.

A differenza degli altri contemporanei, Raffaello si è ritagliato una posizione di grande rispetto, arrivando ad essere molto amato dalle generazioni che lo hanno studiato. Di Leonardo tutti hanno un grande rispetto, per Michelangelo tutti nutrono una profonda ammirazione, per Raffaello si può parlare di un qualcosa di più. Forse perché le sue opere sono armoniche e trasmettono una grande serenità. O forse perché ha vissuto la sua vita in punta di piedi, arrivando alla fama ma senza lasciarsi influenzare dalla stessa. Insomma fu un simbolo di quella generazione di artisti e oggi più che mai rappresenta appieno la nostra cultura.

Essendo uno dei miei artisti preferiti, in questi anni sono andato alla ricerca dei luoghi in cui Raffaello Sanzio visse la sua vita. Ho inoltre ricercato le sue opere nei musei europei e alla fine ho deciso di omaggiarlo al meglio con un articolo. In questo mio piccolo viaggio nei luoghi di Raffaello spazierò da Urbino, sua città natale, fino all’Umbria in cui si formò. Arrivando a Firenze e quindi a Roma.


URBINO: LA CASA NATALE DI RAFFAELLO SANZIO

A differenza dei grandi nomi del Rinascimento, Raffaello Sanzio non era toscano bensì marchigiano. Nacque nella città di Urbino nel 1483, in un periodo storico fiorente in cui Federico da Montefeltro si circondò dei maggiori artisti dell’epoca per la costruzione del Palazzo Ducale. Fu figlio di Giovanni Santi, anche lui artista, possessore di una bottega. Apprese l’arte dal padre e frequentò, già da bambino, i tanti artisti che arrivavano fin qui.

La cosa bella di Urbino è quella di aver mantenuto inalterati i connotati di città medievale. Visitarla oggi è un po’ come tornare indietro di 500 anni, quando Raffaello Sanzio girovagava nel saliscendi delle vie. La stessa casa dell’artista si trova nel mezzo di un’irta salita, che dalla piazza principale della città porta verso il punto più collinare della stessa. L’edificio è elegante ed è diviso su più livelli. È stato unito a un secondo palazzo retrostante, un tempo appartenuto alla madre di Raffaello. Questo è il primissimo luogo da visitare: qui dove tutto è cominciato. Al suo interno sono presenti le stanze con mobilio e pavimenti originali, arricchiti da riproduzioni di opere famose e scritti appesi alle pareti. Le sale espositive sono strette e rendono il tutto ancor più piacevole. Le due rampe di scale portano nei livelli della casa che fu di Raffaello. Ma il punto più bello della casa natale di Raffaello è sicuramente il cortile interno, caratterizzato da un portico, da un pozzo e da una passerella di collegamento.

Biglietto d’ingresso intero: 6,50€


IL PALAZZO DUCALE E LA GALLERIA NAZIONALE DELLE MARCHE

Dall’altra parte della città rispetto la casa natale di Raffaello, e a meno di dieci minuti a piedi, si giunge al Palazzo Ducale. È uno dei luoghi più eleganti della città ed è caratterizzato da una piazza antistante dallo stile tipicamente rinascimentale. Sembra di rivedere le prospettive de La Città Ideale, tela conservata proprio all’interno del Palazzo citato. Al suo interno passarono i maggiori artisti del tempo e molte delle opere sono tutt’ora conservate ed esposte al suo interno. Fra di queste la Madonna di Senigallia e la Flagellazione di Piero della Francesca, la Città Ideale, il Miracolo dell’Ostia profanata di Paolo Uccello. Ce n’è una che rispetto alle altre si distingue per la perfezione: è La Muta, opera di Raffaello. È esposta in una teca, all’interno di una stanza buia che ne risalta i colori cangianti.

Biglietto d’ingresso intero: 8,00€


I LUOGHI UMBRI DI RAFFAELLO

A 17 anni Raffaello Sanzio lascia Urbino e si trasferisce in Umbria. Ottenne il riconoscimento di Magister e si formò ulteriormente presso Città di Castello. Qui la famiglia di mecenati dei Vitelli portò in città artisti dal circondario, fra cui tale Luca Signorelli, fonte di ispirazione di Raffaello. In questi anni cominciò a dipingere su richiesta e realizzò alcune delle sue prime opere. La Crocifissione venne realizzata per il complesso di San Domenico, tuttavia oggi è conservata nella National Gallery. Lo Sposalizio della Vergine fu commissionato per il complesso di San Francesco, e oggi è conservato a Milano, nella Pinacoteca di Brera. Di lì a poco Raffaello andrà a lavorare nella bottega del Perugino.


I LUOGHI TOSCANI DI RAFFAELLO

Fu una lettera di raccomandazione, scritta direttamente dalla figlia del Duca di Montefeltro, a far conoscere Raffaello a Firenze. Approdò nel capoluogo toscano all’età di 21 anni, entrando a contatto con gli artisti più famosi del momento. Non solo poté imparare quanto più possibile dagli stessi, ma ebbe la fortuna di studiare la vecchia generazione di artisti e architetti che avevano dato vita al rinascimento fiorentino, uno su tutti Brunelleschi. Restò in città per 4 anni, dipingendo molte delle sue Madonne di cui abbiamo notizia. Al contempo lavorò per Michelangelo, facendo da intermediario fra l’artista di Caprese e la famiglia Doni per la vendita del Tondo. Alcune delle sue opere sono rimaste conservate nei musei: gli Uffizi, la Galleria Palatina e Palazzo Pitti. All’interno del Corridoio Vasariano è conservato il celebre autoritratto.

A più riprese Raffaello si spostò nella vicina Siena per andare a trovare il suo amico Pinturicchio. I due avevano uno stile differente, tuttavia il loro stretto rapporto li portò a collaborare. Non è mai stato verificato, tuttavia si pensa che Raffaello abbia contribuito ad affrescare le pareti della Libreria Piccolomini nel Duomo di Siena.


I LUOGHI ROMANI DI RAFFAELLO

Dopo essersi fatto conoscere nella Firenze dei Medici, Raffaello fu convocato a Roma da uno dei papi più influenti e importanti della storia: Giulio II. Grazie a questo pontefice Roma tornò a rinascere, dopo secoli di pura decadenza. Tornò a essere un centro artistico e qui vi giunsero alcuni grandi artisti. Da Michelangelo a Bramante, passando dai Sangallo a Bernini, Borromini e tanti altri ancora. Raffaello fu quindi uno dei tanti, ma senza saperlo sarebbe diventato uno dei più importanti di sempre, soprattutto grazie alle opere realizzate in città. Giulio II, sotto la spinta del Bramante, conterraneo di Raffaello, gli affidò la pittura delle Stanze Vaticane (chiamate anche Stanze di Raffaello) e fu in quel momento che l’artista urbinate realizzò delle opere mature, fra le più importanti della storia. Fra queste vale la pena ricordare La Scuola di Atene e l’Incendio di Borgo.

Il grande successo portò Raffaello a diventare l’architetto di San Pietro e a curare i progetti della fabbrica in costruzione da un secolo. I suoi disegni saranno una grande fonte di ispirazione per Michelangelo, colui che firmerà il progetto definitivo. Nel frattempo dipinse le stanze di Villa Farnesina e anche una delle sue più celebri opere: la Fornarina, oggi conservata a Palazzo Barberini. Progettò anche Palazzo Branconio, ispirandosi a Palazzo Caprini, in cui visse nel soggiorno romano. Il primo fu abbattuto per la realizzazione del Colonnato del Bernini, il secondo – che fra l’altro fu il prototipo di palazzo in stile rinascimentale italiano - per la costruzione di Via della Conciliazione.

L’ultima opera realizzata da Raffaello fu la Trasfigurazione, dipinta a 4 mani assieme a Giulio Romano. È oggi conservata nella Pinacoteca Vaticana. Raffaello morì nel 1520 e venne sepolto all’interno del Pantheon, come lui stesso aveva richiesto.


LE OPERE DI RAFFAELLO E DOVE TROVARLE

La vasta produzione artistica di Raffaello è conservata nei principali musei mondiali. Fra di questi: i Musei Vaticani, la Pinacoteca Vaticana, Palazzo Barberini a Roma, Villa Farnesina a Roma, Galleria Pamphili a Roma, Palazzo Apostolico a Roma, gli Uffizi di Firenze, la Galleria Palatina di Firenze, il Museo di Capodimonte di Napoli, il Museo del Prado di Madrid, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Louvre di Parigi, la National Gallery di Londra, Victoria and Albert Museum di Londra, Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, la National Gallery of Art di Washington, l’Isabella Stewart Gardner di Boston. E ancora a Brescia, Perugia, Modena, Pisa, Edimburgo, San Pietroburgo, Strasburgo, Berlino, Dresda, Cracovia, Budapest, Baltimora, Pasadena, Boston, San Paolo del Brasile e naturalmente Urbino.


Articolo Scritto: Luglio 2019.
Ultima Modifica: Luglio 2019.

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