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50 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita

Quali sono le 50 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita? Sceglierne solo 50 sarebbe difficile, forse impossibile. Roma è una città dalle migliaia di cose da fare. Ma in questa prima lista unirò alcune cose celebri ad altre più personali. Ecco quali.

roma cosa fare
Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/The_Double_A-1390658/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=2030639">Andrea Albanese</a> da <a href="https://pixabay.com/it/?utm_source=link-attribution&amp;utm_medium=referral&amp;utm_campaign=image&amp;utm_content=2030639">Pixabay</a>


1. IMPRESSIONARSI DAVANTI AL GIUDIZIO UNIVERSALE


Non ci sono parole per descrivere la Cappella Sistina. Solo un genio quale il Michelangelo poteva trasformare questa parete cieca nell’opera più preziosa di Roma. Un trionfo di colori, di luce, di racconti. Il tutto in uno spazio ristretto che per un secondo diventa il tuo ombelico del mondo.

 

2. VAGARE PER I FORI IMPERIALI

L’Antica Roma ai giorni nostri, con le sue rovine in pieno centro. I fori romani erano considerati, 2000 anni fa, come il centro nevralgico della città, con le sue basiliche, i suoi templi e i mercati che vi sorgevano. In quell’insieme di strade ci si può immaginare la città che fu. E forse gli stessi fori coincidevano col centro del mondo: quando l’impero romano si espanse fino all’Asia, fino in Africa.

 

3. METTERE LA MANO... IN UN TOMBINO

A Santa Maria in Cosmedin è conservata la Bocca della Verità, ossia un mascherone dal volto di un uomo barbuto considerato un oracolo sin dall’XI secolo. La particolarità sta nella sua bocca, larga quel giusto per inserirci la mano. E nel farlo si esprime la richiesta. In realtà la Bocca della Verità era utilizzata nell’antica Roma come tombino e da quel buco, in cui oggi si inserisce la mano, un tempo vi sgorgavano le acque piovane.

 

4. PASSEGGIARE FRA GLI ARANCI

Nelle immediate vicinanze della Basilica di Santa Sabina, davanti una vista panoramica dal Colle Aventino, c’è un piccolo giardino in cui gli aranci continuano a maturare anno dopo anno. Quest’angolo di natura è l’ideale per una pausa di relax, all’ombra, lontano dal caos cittadino del centro città.


5. SPIARE DAL BUCO DELLA SERRATURA

Gli amanti dell’architettura hanno l’obbligo di visitare l’Aventino per ammirare le opere progettate dal Piranesi: Santa Maria del Priorato e l’ingresso alla Villa del Priorato di Malta. Quest’ultima possiede un dettaglio che la rende unica: ha la prospettiva più bella al mondo. Infatti spiando dal buco della serratura si potrà osservare la Cupola di San Pietro sullo sfondo, perfettamente inquadrata. [Piazza Pietro d’Illiria]

 

6. ROMA IN VESPA

Correva l’anno 1953 quando nel film “Vacanze Romane” una giovane Audrey Hepburn, assieme a Gregory Peck, girava Roma a bordo di una vespa. Oggi ci sono tour organizzati che permettono di rivivere quelle scene. Certo, non è la stessa cosa. Ma almeno si avrà il modo di osservare la città da un’altra prospettiva, comunque affascinante.

 

7. VISITARE IL QUARTIERE ROMANO PER ECCELLENZA

Non ha una storia antica quanto il resto della città, eppure il quartiere Garbatella è considerato fra i più autentici di Roma. Tanti ville e villini, ma anche palazzi tipici, immersi nel verde in un saliscendi di vie. Fu costruita a partire dagli anni 20’ e oggi la sua atmosfera è stata utilizzata in alcune pellicole del grande e del piccolo schermo.

 

8. SCENDERE NELLE CATACOMBE

Quando il culto cristiano era vietato a Roma, i praticanti svolgevano le loro funzioni sottoterra, nelle catacombe. Le stesse furono utilizzate come cimiteri cristiani. Sono un insieme di cunicoli stretti e lunghi, che scendono sottoterra per centinaia di metri.

 

9. SORRIDERE DINANZI LO SGARRO DEL BERNINI

Bernini e Borromini non erano in sintonia fra loro, anzi: si odiavano. Quando Piazza Navona venne ristrutturata, sia a livello urbanistico, sia architettonico, furono chiamati i maggiori architetti del tempo, fra cui loro due. Borromini realizzò la Chiesa di Sant’Agnese in Agone, posta al centro della piazza sulla paratia lunga. Di fronte alla stessa Bernini scolpì la Fontana dei Quattro Fiumi, rappresentati allegoricamente da quattro figure umane di grandezza naturale. E proprio una di queste, quella che rappresenta il Rio della Plata, ha il braccio alzato verso la Chiesa del Borromini, come se si stesse coprendo la vista da quell’orribile immagine. Uno scherzo, figlio di uno dei maggiori artisti della storia che le cronache del tempo hanno sempre descritto come un grande umorista.


10. ACQUISTARE FIORI FRA LE BANCARELLE

Nelle ore diurne, campo dei Fiori è un insieme di colori cangianti, dovuti alla merce esposta nelle tante bancarelle. Per lo più fiori, ma anche frutta e verdura. Il tutto in un angolo della città già di per sé elegante, in cui il Palazzo Farnese, sullo sfondo, fa da scenografia.


11. UN ESPRESSO D'ORO

Vi siete mai domandati quali siano i caffè più famosi d’Italia? Sant’Eustachio, fra il Pantheon e Sant’Ivo alla Sapienza, è uno di questi. Più che un bar una vera e propria istituzione della capitale degli ultimi 80 anni. Il suo caffè, molto cremoso, cremoso gode di una qualità che lo rende unico al mondo. [Piazza di Sant’Eustachio]


12. GODERSI IL TIRAMISÙ FAMOSO DELLA CITTÀ

Da quasi 50 anni, il bar Pompi è noto in Italia per il tiramisù. Non solo la versione classica al caffè, ma anche al pistacchio, al cioccolato e banana, alla fragola, alla nocciola e infine alla pinacolada. [Via Albalonga]


13. MANGIARE ED ESSERE INSULTATI ALLO STESSO TEMPO

Con il suo stile originale, che fonda la buona cucina al folklore, il Cencio la Parolaccia si è aggiudicato il titolo di locale più strano di Roma. Immaginate di entrare in questo ristorante inaugurato nel 1941, ordinare le portate e ritrovarvi ad essere insultati dai camerieri durante tutta la serata. All’inizio riderete e forse prenderete in giro anche voi il vostro vicino di tavolo. Ma poi - con molta probabilità - vi andrà di traverso qualcosa. Di certo diverrete le comparse di un teatro trasferito all’interno di una sala. [Vicolo de' Cinque]


14. VEDERE IL PAPA

Come ci dice l’esclamazione “andare a Roma e non vedere il papa”, è un obbligo quello di andare a San Pietro e vedere il papa. Al di fuori del proprio credo, un’udienza papale è una delle esperienze da fare. Ho avuto modo di partecipare all’angelus degli ultimi tre papi: Giovanni Paolo II aveva riempito la piazza, Benedetto XVI il lato destro a ridosso del colonnato, Francesco I anche gli spazi al di fuori del colonnato. [Piazza San Pietro]


15. SCOPRIRE UNA COLONIA FELINA FRA LE ROVINE

Nel complesso archeologico di Largo Torre Argentina è storicamente presente una colonia di gatti. Vivono fra i resti di templi lì presenti e sono diventati un’attrazione turistica. In un angolo del complesso si trova una stele che ricorda il punto esatto in cui fu assassinato Giulio Cesare. Insomma, un luogo già di per sé carico di storia.


16. ILLUDERSI

Non voglio svelarvi il perché di questa “illusione”. Posso solo consigliarvi di visitare il cortile di Palazzo Spada, nelle vicinanze di Campo dei Fiori. È un colonnato archivoltato che conduce in un giardino. Molti di voi lo avranno già visitato e avranno capito di cosa io stia parlando. Per gli altri fateci un salto. Ah, dimenticavo: è difficile riconoscere l’illusione senza l’aiuto di una persona, pertanto converrà domandare - a chi lavora nel museo Spada - di mostrarvi il tutto. [Vicolo dei Venti]

 

17. SOTTOSTARE DAVANTI AL COLOSSEO QUADRATO

Sarebbe dovuta essere l’opera più importante dell’Esposizione Universale di Roma del ‘42, tuttavia fu completata solo nel dopoguerra. Il Colosseo quadrato rappresenta una risposta contemporanea all’architettura classica romana. Oggi è fra le opere più apprezzate e visitate di Roma ed è meglio nota come Palazzo della Civiltà Italiana.


18. VISITARE I MUSEI VATICANI

Sfogliando un libro di storia dell’arte ci si accorgerà come moltissime opere d’arte lì riportate siano presenti nei Musei Vaticani. Opere classiche come il Gruppo del Laocoonte, l’Augusto di Prima Porta, l’Apollo del Belvedere. Altre rinascimentali firmate da Caravaggio, Giotto, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Correggio, Canova. O contemporanee, di Matisse, Dalì. E fra le tante statue e pitture si scoprono opere come le Scale a Spirale di Giuseppe Momo, o la scultura di Pomodoro nel Cortile della Pigna. E infine le Stanze di Raffaello, in cui l’artista affrescò intere pareti con opere tutt’oggi protagoniste dell’arte italiana.

 

19. CERCARE LAPIDI FRA GLI ALBERI

Alle spalle della Piramide di Caio Cesto si trova un cimitero del tutto singolare. È il Cimitero Acattolico e si discosta molto dall’idea di cimitero che conosciamo noi. È un vero e proprio giardino, in cui le tombe sono circondate da verde e da alti alberi. Qui sono sepolti personaggi illustri come John Keats e Percy Shelley, Gramsci, Foà, Gadda e Camilleri.

 

20. GODERSI L'ATMOSFERA DI TRASTE

Fra i quartieri del centro è quello con un’atmosfera unica, del tutto ricercata. Le sue case sono dei gioielli di autenticità, dai colori caldi e l’edera a invadere le facciate. Il tutto sembra appartenere a una dimensione nostalgica, che piace. L’orario mio preferito è quello nel tardo pomeriggio, poco prima del tramonto, in una giornata primaverile.

 

21. SALIRE SUL CUPOLONE

L’ascesa fino alla sommità della cupola di San Pietro, progettata da Michelangelo, è l’occasione ottima per vedere Roma dall’alto. Un insieme di ascensori, scale, scale a chioccola e scale in cui abbassare la testa, fino alla lanterna col suo balconcino, aperto verso la città eterna.

 

22. LAMENTARSI DA PASQUINO

Fra il XVI e il XIX questa statua collocata al centro della città era una delle maggiori attrazioni. Su di essa venivano appese delle lettere di protesta, scritte il più delle volte in versi, nel quale si prendevano di mira personaggi di spicco del tempo. Era una forma di satira, molto apprezzata dai romani, tanto da considerarla come una vera e propria voce autorevole. E mi spiego: non era difficile (così come non lo è oggi) ascoltare una frase come “hai sentito cosa ha detto Pasquino?”. Insomma ognuno poteva - e può ancora oggi - dar voce a una statua del periodo classico, priva di naso e degli arti, posta all’angolo di due vie importanti di Roma. [Via di Pasquino – Via S. Pantaleo]

 

23. ENTRARE NELLA SCATOLA

Il Museo dell’Ara Pacis è stato progettato come se fosse una grande scatola vetrata che possa custodire al suo interno l’Ara Pacis, ossia l’altare dedicato ad Augusto. Un tempo era collocato all’aperto, nel vicino Campo Marzio. Oggi si trova in questo museo contemporaneo, in cui si svolgono eventi e mostre.


24. VEDERE UNA DELLE 7 MERAVIGLIE DEL MONDO MODERNO

Vedere una delle 7 Meraviglie del mondo moderno. Più che “andare a Roma e non vedere il papa”, bisognerebbe dire “andare a Roma e non vedere il Colosseo”. Nonostante siano passati 2000 anni, il Colosseo è tutt’oggi il monumento più importante della città, e forse dell’Italia intera. Al suo interno si possono immaginare quegli spettacoli, cruenti, che ospitò: lotte fra i gladiatori, le battaglie navali, le riproposizioni di guerre.


25. CALARE UNO SHOTTINO HOT

Il vero nome del locale è “Rivendita libri cioccolata e vino”, ma tutti lo conoscono per i nomi erotici dei suoi shottini. È una piccola bottega nel cuore di Trastevere e deve il suo successo all’aver unito l’alcool ai libri, in modo fantasioso e originale. Vi capiterà di fare la fila per prendere uno di questi shottini dai nomi che farebbero sorridere e impallidire chiunque: bottarella, sveltina, 69, punto G, ne sono solo alcuni. Dovrete pronunciare frasi del tipo “Mi fa un succhiotto?”. Il barista vi farà realmente un succhiotto, che corrisponde a un bicchierino di cioccolato con all’interno liquore al cocco, panna e cacao. Il vero divertimento sta nella spiegazione - che viene fatta dai baristi - su come prendere lo Shottino: “lo prendi in mano, lo porti alla bocca, apri le labbra, lo prendi in bocca e quando esce il succo lo mandi giù”. E tutti prendono in giro l’amico o l’amica che si sta facendo la spagnoletta, o gli altri shot dai nomi erotici. [Vicolo de' Cinque]


26. FARSI RITRARRE

Nel mezzo della piazza, proprio a ridosso della Fontana dei 4 fiumi del Bernini, si sono stanziati – oramai da anni – artisti di strada, che con pochi euro ti ritraggono. Stanno lì, con i loro treppiedi, a esporre disegni già fatti, il più delle volte raffiguranti celebrità. Conservano sempre uno sgabello per il loro cliente. Un po’ come nella Montmartre parigina, la Piazza Navona romana è il centro dell’arte di strada. [Piazza Navona]


27. METTERSI SOTTO IL GRANDE BUCO

Dopo il Colosseo è il Pantheon il monumento più celebre di Roma. Un’architettura talmente complessa e ben progettata da essere ancora oggi un oggetto di studio sempre valido. La sua cupola termina con un buco che serve per illuminare lo spazio. E proprio quest’ultimo è il vero protagonista: dal basso non si ha la precisa percezione di quanto sia grande, e alle volte si tende a pensarlo molto piccolo. In realtà il diametro dell’apertura è di ben 9 metri, tantissimo! E il pensiero che tutto questo sia stato progettato in età classica ci fa comprendere le grandi conoscenze ingegneristiche degli antichi romani. [Piazza della Rotonda]


28. AMMIRARE LE GEOMETRIE DEL FUTURO

Il Museo del MAXXI è un’opera architettonica che proietta Roma verso il futuro. Al suo interno, oltre ad avere delle mostre dedicate proprio all’architettura, sono presenti collezioni e installazioni artistiche. Il tutto in uno spazio fluido in cui il visitatore si ritroverà a vivere gli spazi come se fosse trasportato da un’onda.


29. LEGGERE UN FUMETTO DI QUASI 2000 ANNI

Ho azzardato a chiamare un’opera d’arte “Fumetto”. Ma mi piace immaginare la Colonna Traiana come un fumetto con lettura a spirale che racconta la conquista della Dacia. Sulla sua superficie è raccontata, in bassorilievo, la storia di quella battaglia.


30. VEDERE TRE CAPOLAVORI DEL CARAVAGGIO SENZA PAGARE

In pieno centro, al fianco del Senato, fra Piazza della Rotonda e Piazza Navona, si trova la Chiesa di San Luigi dei Francesi. Al suo interno, in una cappella della navata laterale, sono conservati tre dei più famosi dipinti del Caravaggio: Il Martirio di San Matteo, La Vocazione di San Matteo, e San Matteo e l’Angelo.


31. COMPARIRE NELLE MIGLIAIA DI SCATTI

Un angolo della città molto fotografato dai turisti è Piazza di Spagna. Ancor prima dell’avvento dei selfie era una tradizione scattarsi una foto ricordo sulla scalinata di Trinità dei Monti. Eppure, alle proprie spalle durante quello scatto, si vedranno centinaia di persone sullo sfondo, con le loro smorfie e la loro naturalezza. Insomma, il rischio per chi vuole sedersi e riposarsi qui, è quello di ritrovarsi in migliaia di scatti.

 

32. VEDERE IL COLONNATO RESTRINGERSI

Quando il Bernini progettò il colonnato di San Pietro dispose le quattro file di colonne in modo che il raggio di curvatura seguisse i fuochi dell’ellissi. In questo modo, posizionandosi in quelle due mattonelle che coincidono con i fuochi dell’ellissi, si vedranno in prospettiva le quattro file del colonnato assottigliarsi, fino a diventarne una sola.


33. OMAGGIARE IL MILITE IGNOTO

L’identità del Milite Ignoto non è conosciuta. Egli fu scelto fra le tante vittime della prima guerra mondiale, in quanto irriconoscibile per le ferite riportate. Fu sepolto al Vittoriano, ossia quel complesso architettonico costruito a seguito dell’unità d’Italia, denominato, impropriamente, l’Altare della Patria.

 

34. VARCARE LA PORTA SANTA

Una tradizione cristiana che si ripete ogni 25 anni, e anche in durante i giubilei speciali.


35. LANCIARE LA MONETINA

Siamo tutti un po’ scaramantici ed è per questo che ci lasciamo influenzare dalle credenze popolari. Una di queste vede il lancio della monetina nella fontana come un gesto ben augurante. Se poi quella fontana è la più famosa d’Italia, allora il gesto assume un’importanza ancor più grande. Quella di Trevi è un simbolo della città, immortalata in pellicole cinematografiche – una su tutte la Dolce Vita – e presa d’assalto da migliaia di turisti ogni giorno. Il suo fondale è pieno di mo+netine da tutto il mondo: osservando attentamente, fra la miriade di centesimi di euro si scorgeranno penny, cent di dollaro e perché no? delle monete cinesi. Anche io ho provato a gettare la monetina col solito rito: mi sono posto con le spalle alla fontana, ho espresso il desiderio e ho lanciato la monetina all’indietro con un colpo di dita. Volete sapere come è andata a finire? La monetina ha centrato l’occhio della mia ex ragazza, precipitando a terra. Cattivo segnale. La prossima volta che lancerò una monetina mi accerterò di non avere nessuno al mio fianco. [Piazza di Trevi]

 

36. ESTASIARSI FRA LE MIGLIAIA DI OPERE D'ARTE PRESENTI NELLA BASILICA DI SAN PARTE

La Basilica di San Pietro non è soltanto il tempio della religione cattolica, ma è soprattutto un concentrato di opere d’arte realizzate nel corso dei secoli, custodite ed esposte all’interno della stessa. La più famosa fra tutte è la Pietà di Michelangelo, oggi conservata dietro una teca di vetro.

 

37. VISITARE IL QUARTIERE COPPEDÈ

Non lo si dovrebbe chiamare “quartiere”, tuttavia è oramai noto così. Era il 1915 quando si decise di dar costruire una serie di villini e palazzi dai caratteri stilistici che richiamassero Roma, ma che si distaccassero comunque dal contesto. Fu convocato l’architetto Coppedé che progettò 18 palazzi e 27 fra palazzine e villini, in un trionfo del liberty tutt’oggi osannato.

 

38. SPULCIARE FRA LE BANCARELLE

Nelle prime due occasioni in cui ho visitato Roma ho fatto la stessa cosa: visitato il mercato domenicale di Porta Portese. E se si vuole conoscere una parte di Roma, si deve passar da qui. Una serie di vie caratterizzate da bancarelle – non alimentari – dove puoi trovare di tutto e a prezzi molto convenienti [vi dico solo che un giorno ho pagato 10€ per 10 magliette originali di nazionali di calcio]: vestiario, oggettistica, collezionismo e anche prodotti di tecnologia. Il tutto distribuito sulla strada, in un quartiere fra i meno eleganti della città, ma comunque molto affascinante. Ci sono tornato ultimamente, ritrovando il mercato cambiato: sono aumentate le cineserie e diminuite le bancarelle di rivenditori “storici”. Ma la particolarità di questo appuntamento resta, e le parole di Baglioni (“vado avanti a gomitate, tra la gente che si affolla, le patacche che ti ammolla, quello là, ci ha tutto pezzi d’auto, spade antiche quadri falsi e la foto nuda di Brigitte Bardot”), del 1972, sono ancora attuali. [Via di Porta Portese]

 

39. PREGARE.. NELLE TERME

Nei pressi della Stazione Termini, davanti a Piazza Esedra, si trovano quelle che un tempo erano le Terme di Diocleziano. Sono rimaste conservate in un buono stato e ci lasciano immaginare la città millenaria che fu. Al suo interno, nel frigidarium, Michelangelo ristrutturò gli ambienti e vi installò una chiesa: la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.


40. BACIARSI SUL PONTE DEGLI INNAMORATI

Fino al 2012 Ponte Milvio ospitava migliaia e migliaia di lucchetti, in cui gli innamorati si giuravano eterno amore lanciando la chiave nel fiume. Successivamente essi furono fatti sparire. Tuttavia ancora oggi il ponte viene associato all’amore.


41. ENTRARE NEL CORTILE SENZA TEMPO

In pochi lo conoscono, in tanti lo amano. Soprattutto quelli che sono già passati di qui. Si tratta dell’Arco degli Acetari, un cortile nelle vicinanze di Campo dei Fiori. È circondato da abitazioni simili fra loro, caratterizzate da ballatoi, scalinate e finestre dalla quale si scorgono tende ricamate. Il tutto impreziosito da tinte calde, per lo più in scala di arancione. È uno spazio senza tempo, rimasto così com’era, nel quale si può respirare un’atmosfera particolare, assai diversa dal contesto in cui si trova. [Via del Pellegrino]


42. SALIRE SUL CAMPIDOGLIO

Una piazza armonica, oggi cuore di Roma. Con la statua equestre di Marco Aurelio al centro della stessa, con un disegno geometrico a disegnare lo spazio. Il tutto in quell’angolo di città compreso fra i fori romani e il Vittoriano.


43. ILLUDERSI... PARTE SECONDA

Nella Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio, c’è una cupola molto particolare. Entrando la si nota sul fondo, a sovrastare l’intersezione fra navata centrale e transetto. Eppure, avanzando fino al di sotto della stessa, ci si accorge dell’illusione: non esiste nessuna cupola. Solo un affresco di Andrea Pozzo, realizzato in prospettiva.

 

44. VISITARE LA STANZA PER ECCELLENZA DEL GROTTESCO

Un tempo i primi esploratori, antenati degli archeologi, si calavano con delle funi dall’alto per visitare i monumenti romani sepolti. Traevano ispirazione dalle opere sommerse, riproponendole in tele e sculture. Fu in questo modo che nacque lo stile grottesco, in cui le grotte non erano altro che stanze sommerse. Fra le tante, venne scoperta la Domus Aurea, la casa di Nerone. La stanza più famosa di tutte è quella ottagonale, con un grande lucernario sul soffitto che ricorda il Pantheon: opera fra le più belle visitabili a Roma.

 

45. EMOZIONARSI NELLA CHIESA PIÙ BAROCCA DELLA CITTÀ

Nella chiesa di Santa Maria della Vittoria è presente un’opera d’arte del Bernini, fra le più famose della storia. Si tratta dell’Estasi di Santa Teresa d’Avila. Tutta la chiesa è un trionfo del barocco, con i suoi stucchi e le sue statue che riempiono ogni spazio lasciato libero, arricchendolo, appesantendolo.

 

46. GODERSI LA VISTA DALLA TERRAZZA DEL PINCIO

La vista è di quelle che ti lasciano senza fiato. Non solo per la salita che ti porta ad avere il fiatone, ma soprattutto per il panorama che si aprirà davanti agli occhi. L’intero skyline di Roma, con le sue cupole e i suoi monumenti.

 

47. PASSEGGIARE NELLA VIA DELL'ARTE

Le gallerie espositive hanno reso Via Margutta la via dell’arte. Strano, visto che questa strada nacque come una semplice via di botteghe artigiane e stalle. Eppure nel tempo vi soggiornarono artisti come Rubens, Canova, Picasso, De Chirico. Ma anche registi come Fellini. Sta di fatto che col tempo vi si concentrarono botteghe di artisti e quindi esposizioni di galleristi, e Via Margutta divenne un tempio romano dell’arte.


48. VISITARE IL PIÙGRANDE MAUSOLEO ROMANO

Castel Sant’Angelo nacque come mausoleo e nel tempo divenne un baluardo difensivo, un carcere, un museo. Oggi è fra i monumenti più visitati della città, vuoi per la sua storia, vuoi perché si trova lungo il tragitto che dal centro porta al Vaticano.


49. ASSISTERE AL CAMBIO DELLA GUARDIA

Al di fuori del Quirinale, sede del Presidente della Repubblica, si può assistere allo spettacolo del cambio della guardia. Durante alcune celebrazioni solenni, come la Festa del Tricolore, il semplice cambio diviene un evento in cui sfilano i corazzieri e i carabinieri a cavallo.


50. CONCEDERSI UNA PASSEGGIATA SULLA STRADA MILLENARIA

Camminare su una strada romana rimasta la stessa per 2000 anni? Si può. E per farlo bisogna visitare il Parco Regionale dell’Appia Antica. Camminando sulle lastre in pietra risalenti all’antica Roma, circondati da prati verdi e alberature. Il tutto in una cornice senza tempo, che unisce l’attività fisica al piacere della storia. 


LE ALTRE 50 COSE DA FARE A ROMA UNA VOLTA NELLA VITA? SI ACCETTANO CONSIGLI
Prossimamente scriverò una nuova lista con altre 50 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita. Ho già una prima bozza pronta, che spazia fra altri luoghi carichi di storia, altri in cui si concentrano aneddoti e infine piatti della cucina romana da gustare. Mi piacerebbe coinvolgere voi lettori. Se hai un qualcosa da consigliarmi sulla città eterna, lascialo scritto nei commenti. 


Articolo scritto: Marzo 2020.
Ultima modifica: Marzo 2020. 


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