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50 cose da fare in Molise almeno una volta nella vita

È stata per molto tempo la regione italiana più sottovalutata, tanto da essere ribattezzata "la Regione che non esiste". Eppure il Molise è un gioiello del centro Italia, ricca di luoghi da vedere, ricca di tradizioni folkloristiche. In questa lista svelerò le 50 cose da fare in Molise almeno una volta nella vita.

Ma prima di svelarle è giusto fare un appunto. Non sono molisano, ma nel corso degli ultimi anni sono stato in questa regione tante, tantissime volte. E nelle diverse occasioni andavo alla ricerca di storie e aneddoti, di centri abitati maggiori e borghi nascosti. Mi affascinavo a questa terra ancora distante dalle logiche del turismo, autentica e incontaminata. Pura nelle tradizioni, come in nessun altro luogo.

Molise cosa fare
Il centro storico di Termoli


1. CERCARE LA STREET ART

(Civitacampomarano). Può la Street Art contribuire alla riqualificazione di uno dei borghi più belli d’Italia? È questa la sfida del CVTà, il festival che si svolge a Civitacampomarano. Per l’occasione gli artisti realizzano murales e installazioni lungo le vie del paese, decorando facciate anonime e ripensando l’arredo urbano. La Street Art che accompagna il visitatore non è mai un elemento di disturbo o di degrado, ma un punto di forza in grado di rendere la visita ancor più speciale.


2. PASSEGGIARE NEL VUOTO

(Roccamandolfi). Dal Castello Normanno, o meglio dai ruderi di quella che un tempo era una struttura difensiva, è possibile camminare su di un ponte tibetano in acciaio. È stato costruito per soli scopi turistici e consente di raggiungere un sentiero al di sopra del fiume Callera.


3) CAMMINARE SULLE ACQUE

(Liscione). Fra le strade d’Italia la Bifernina merita di essere citata. È una strada statale come tante altre, che collega la costa molisana all’entroterra. Conduce nei vari paesi arroccati sulle colline, sino ad arrivare a Campobasso. Un tratto di questa strada è un capolavoro di ingegneria. Superato il bivio per Larino, fino all’ingresso per Guardialfiera, si attraversa la Diga di Liscione. La sensazione è quella di camminare sopra le acque, con la strada che si inoltra sul Lago, girando attorno a colline e concedendo scorci visivi di pregio. Il punto panoramico consigliato, per guardare la strada e la Diga di Liscione dall’alto, è lungo la via che sale al paese di Guardialfiera.


4) MANGIARE LA MOZZARELLA PIU' FAMOSA DEL MOLISE

(Bojano). Se si parla di Bojano allora in tanti vi assoceranno una parola: mozzarelle. Sì, perché questo comune, in provincia di Campobasso, si è specializzato nella produzione di latticini di qualità. Una bassa produzione che contribuisce ad aumentare la qualità del prodotto: l’ideale è venire fin qui e acquistare le mozzarelle direttamente nei caseifici locali.


5) TORNARE NELL'ANTICA ROMA

(Sepino). È fra i simboli del Molise, di quelli che ti ritrovi in tutte le guide turistiche dedicate alla regione. È l’Altilia, un’antica città romana conservata in buone condizioni. Si trova a ridosso della SS87, lungo quella strada che conduce verso il beneventano. Al suo interno si possono ammirare alcuni monumenti, fra cui la cinta muraria, le quattro porte di accesso, il foro, la basilica forense. Ma soprattutto il teatro, il cuore del sito archeologico. L’ingresso è gratuito. 


6) SUONARE NEL BORGO DELLA MUSICA

Qualche anno fa il borgo finì in tutti i cinema italiani, grazie a una pellicola di Checco Zalone. Tuttavia Provvidenti non deve la sua fama al grande schermo, ma alla musica. Questo paese di 100 anime si è trasformato in un laboratorio a cielo aperto in cui i musicisti vi sperimentano la propria musica. Un processo di scambio e simbiosi fra l’ospitante e il musicista, che porta una ricchezza e una crescita reciproca.


7) ROMPERE TANTE, TANTISSIME UOVA

Nel sabato di pasqua le cucine del Molise si riempiono come non mai. Le famiglie intere si riuniscono dietro a un tavolo, munite di bacinelle, padelle, mescolatori. Come una catena di montaggio prendono le uova, le spaccano, le versano, le sbattono. Ci aggiungono fegatino di agnello, pecorino grattugiato e mettono il tutto in cottura. Il giorno dopo la frittata pasquale sarà pronta. Mangiarla è un’esperienza. E non c’è un limite alla quantità di uova utilizzate: 50 uova sono la normalità, ma c’è chi arriva alle 150, realizzando dei veri e propri “panettoni”.


8) VEDERE I DUE MARI DALL'ALTO

(San Massimo). Dal Monte Miletto è possibile guardare il Mar Adriatico a est, il Mar Tirreno a ovest e il Tavoliere delle Puglie a sud est. Ma anche l’area metropolitana di Napoli e la Majella in Abruzzo. Si raggiunge con una seggiovia che ha come base la località di Campitello Matese.


9) VIAGGIARE SULLA TRANSIBERIANA D'ITALIA

Una tratta ferroviaria resta nella memoria collettiva, soprattutto quando essa viene dismessa. È quello che è avvenuto lungo la tratta che da Sulmona conduce a Carpinone, dove il tracciato è stato recuperato a fini turistici e ha consentito a migliaia di persone di vivere la magia di un viaggio lento, a bordo di un treno storico. I collegamenti fra Abruzzo e Molise, a bordo del convoglio storico, ci sono nei weekend, richiamano l’attenzione dei tanti partecipanti e soprattutto fanno conoscere piccole realtà, un tempo centri nevralgici dell’economia su rotaia.

 

10) APPENDERE IL FORMAGGIO IN CANTINA

È diffuso in gran parte del sud Italia, eppure viene associato nella stragrande maggioranza dei casi al Molise. È il Caciocavallo, un formaggio dal sapore deciso che non manca mai nelle cantine molisane, appeso su vecchie catene di ferro, al fianco di insaccati e bottiglie di pomodoro fatte in casa. In uno dei miei tanti soggiorni molisani ricevetti un adesivo con al di sopra raffigurata la sagoma del caciocavallo: era lo stemma di una squadra di calcio denominata “Calciocavallo”, che giocando con sul nome, sintesi fra sport, gastronomia e radici territoriali, aveva contribuito –ulteriormente - a rendere questo connubio indissolubile: fra il Molise e il Caciocavallo. E oggi il mio tifo è riservato a loro.


11) RIVIVERE L'ATTACCO TURCO

(Termoli). Nel mese di agosto la città costiera molisana diventa un grande set teatrale, dove interpreti in costume e musicanti fanno rivivere l’attacco ottomano di Pialj Pascià del 1566, quando il borgo di Termoli venne assalito e il suo castello incendiato. La particolarità sta nella presenza di vere paranze che si avvicinano dal mare per approdare sulla spiaggia termolese. Da lì scendono comparse, vestite da saraceni. Prima di andarsene c’è la rievocazione del grande incendio al castello. L’evento viene arricchito da mercatini e spettacoli.


12) RITROVARSI SOTTOTERRA

(Costa del Carpine, Campochiaro). La località del Matese conserva nel sottosuolo il quarto abisso d’Italia: il Pozzo della Neve. È una grotta scoperta solo nel 1955 ed è consigliata per i soli esperti di speleologia.


13) SCIARE NEL BORGO PIU' IN ALTO DEL MOLISE

(Capracotta). Preparatevi a nevicate record, a strade ricoperte e gallerie scavate fra un’abitazione e l’altra. A Capracotta la neve è una costante e la popolazione si è abituata. È il secondo comune più in alto negli Appennini, battuto dalla sola Rocca di Cambio.


14) AFFACCIARSI NELL'ANTICA ROMA

(Larino). Chi lo avrebbe mai detto, ma nel comune di Larino c’è una città romana parzialmente emersa. Il punto di riferimento è l’Anfiteatro, ricavato per sottrazione dagli scavi nel tufo. Nelle sue vicinanze si trovano i ruderi degli edifici termali, ma anche il Tempio di Marte, una Domus di età repubblicana e una necropoli.


15) ASSISTERE AI GAUCHOS ITALIANI

(Montenero Val Cocchiara). Siamo abituati a pensare che il rodeo sia uno sport americano, che accomuna i cowboy del nord con i gauchos argentini. Eppure anche in Molise questa pratica è intrinseca nelle tradizioni locali. Risale con molta probabilità alla dominazione Sannita e viene riproposta la domenica successiva al ferragosto, senza una precisa data ricorrente, presso la località di Montenero Val Cocchiara. Il suo nome è Rodeo Pentro.


16) FOTOGRAFARE I MURALES

(Campobasso). Il quartiere popolare di Campobasso non ha nulla di particolare e lo si potrebbe paragonare a un qualsiasi altro quartiere italiano dalle stesse caratteristiche. Eppure una piccola differenza c’è. Fra quei casermoni con i cortili interni, distribuiti l’uno al fianco dell’altro su larghe strade, la Street Art si è fatta largo e ha invaso dapprima le facciate cieche degli edifici e successivamente mura di contenimento e sottopassi. Personaggi di spicco del mondo dei writer, come Blu e Peeta hanno rivalorizzato il quartiere, e addirittura portato turisti fin qui. Proprio il murale di Peeta è stato inserito fra i migliori 20 al mondo… piccola grande soddisfazione per Campobasso!


17) SFIDARE IL VUOTO CON LE PROPRIE MANI

(Frosolone). Il Colle dell’Orso è conosciuta come la più nota falesia del Molise e presenta qualcosa come 400 vie differenti per l’arrampicata sportiva. È un alternarsi di vie continue a vie boulderose con difficoltà che va dai 4a fino ai 9a. Il disegno del paesaggio è stato creato dall’azione del vento. Per arrivare basta intraprendere un sentiero di 15 minuti.


18) DIVORARE I MOSTACCIOLI

Durante il periodo natalizio le tavole molisane vengono impreziosite da un dolce: il mostacciolo. Quella regionale è una delle tante varianti presenti nel centro sud Italia. Come da tradizione vengono preparati la vigilia di natale inserendo fra gli ingredienti anche il mosto cotto (da cui deriva il nome).

 

19) VEDERE UN LAGO DI NUVOLE

(Civita di Bojano). La terrazza panoramica sembra dominare l’intera vallata e regala uno degli scorci più belli della regione. È qui, che nelle giornate più umide e in quelle coperte, il panorama viene interamente coperto. Ne viene fuori un’immagine d’insieme quasi irreale, un vero e proprio “lago di nuvole”. Per il resto Civita di Bojano andrebbe visitata già di per se: d’altronde è considerato uno dei borghi più belli d’Italia.


20) TIFARE IL CARRO

(San Martino in Pensilis). Il 30 di Aprile si tiene una gara di velocità in cui i carri sono trainati da coppie di buoi. Questa gara è detta Carrese e si svolge in prossimità della festa patronale dii San Leo.


21) ACCOMPAGNARE I CARRI FLOREALI

(Larino). Dal 25 al 27 maggio centinaia di carri, trainati da coppie di buoi, sfilano per le vie e vicoli di Larino. Sono decorati con fiori in carta pesta e fil di ferro, disposti in modo da creare una composizione che rende il tutto più colorato ed elegante. La festa è nota come Carrese di San Pardo.

 

22) TIRARE LA CORDA

(Agnone). Nell’immaginario collettivo le più famose campane sono di Agnone. Questo borgo, nella provincia di Isernia e a pochi chilometri dal confine abruzzese, possiede alcuni dei mastri realizzatori di campane che custodiscono tradizioni millenarie. La loro professionalità permette di realizzare le campane con le tecniche storiche, mantenendo quella qualità che le faranno durare per secoli.

 

23) OSSERVARE LE TIPICHE COSTRUZIONI DELLA COSTA

Dalle Marche fino alla Puglia delle particolari costruzioni impreziosiscono il paesaggio del Mare Adriatico. Si tratta dei trabocchi, delle specie di palafitte utilizzate per la pesca. Se un tempo avevano uno scopo ben preciso, oggi alcuni di essi sono diventati ristoranti o semplici attrazioni turistiche. Sta di fatto che trovarseli nel mare, collegati alla terraferma da una passerella, è un qualcosa che affascina.

 

24) CAMMINARE SUGLI ALBERI

(Chiauci). I parchi avventura sono un’attrazione che coniuga il divertimento alla natura e consentono di vivere un paio di ore di assoluto divertimento. Anche nella provincia di Isernia si può godere di quest’esperienza, soprattutto nel Cerris Park di Chiauci.

 

25) STRINGERE LE SPALLE NEL VICOLO PIU' STRETTO D'ITALIA

(Termoli). Si trova nel centro storico di Termoli, a poche vie dal mare. È stato ribattezzato Rejecelle e con i suoi 34 cm di larghezza, e i quasi 8 metri di lunghezza è il vicolo più stretto d’Italia. L’unico modo per attraversarlo è quello di stringere le spalle, o tutt’al più attraversarlo camminando lateralmente. Attenzione claustrofobici…


26) UN TREKKING CON LE PECORE

La transumanza è stata per secoli l’evento a cadenza annuale di maggiore importanza per le regioni adriatiche del centro sud. Il tratturo è tutt’oggi visibile e ripercorrerlo a fini turistici è un modo per rivivere le esperienze dei pastori di un tempo. Soprattutto se lo si fa da Pescasseroli (in Abruzzo) fino a Candela (in Puglia), passando per Isernia e Sepino.


27) LASCIARSI TRASPORTARE DAL JAZZ

(Monteroduni). Fra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, il liutaio Domenico Massaro si trasferì da Monteroduni negli Stati Uniti. Nel 1902 nacque suo figlio, Salvatore, che sarebbe divenuto famoso nel mondo col nome di Eddie Lang. Fu uno dei maggiori esperti di chitarra ritmica della storia della musica e collaborò con i più grandi suonatori del tempo, fra cui Bing Crosby e Paul Whiteman. Morì giovanissimo, a 31 anni. A lui fu dedicato, a partire dal 1991, un festival di jazz in quella che era la terra di provenienza della sua famiglia. Oggi l’Eddie Lang Jazz Festival è una realtà e ospita i più grandi nomi al mondo del jazz.


28) SPAVENTARSI DELL'UOMO CERVO

(Castelnuovo al Volturno). Fra le tradizioni folkloristiche molisane più particolari ce n’è una di cui non si hanno notizie certe sulla sua nascita, ma che da molto tempo suscita la curiosità e l’interesse collettivo. Si tratta del Gl’Cierv, un rito che si ripete l’ultima domenica di carnevale. Nella rappresentazione un uomo cervo spaventa i partecipanti alla rassegna, prima di incontrare la cerva. Attraverso un susseguirsi di scene, che coinvolgono vari personaggi, il cacciatore uccide e al contempo ridona vita alle due bestie. Il tutto è accompagnato da musica e balli.


29) VISITARE IL SANTUARIO PIU' IMPORTANTE DELLA REGIONE

(Castelpetroso). Fra la posa della prima pietra, e la consacrazione del santuario, è trascorso quasi un secolo. Tuttavia oggi la Basilica Santuario di Maria Santissima Addolorata è un punto di riferimento per la religione cattolica. Fu progettata in stile neogotico, utilizzando la roccia del territorio. Il momento più importante vissuto qui fu la presenza del pontefice nel 1995.


30) SFILARE INCAPPUCCIATI

(Isernia). La pasqua molisana è molto sentita e le giornate antecedenti alla domenica spaziano dalla venerazione alla tradizione. Come a Isernia, in cui si tiene la Processione del Venerdì Santo. È una fra le tante feste molisane che si svolgono nella stessa data, tuttavia questa ha un qualcosa di molto particolare che la rende speciale. A sfilare ci sono delle persone incappucciate, in cui i soli fori in corrispondenza degli occhi lasciano intravedere parte del viso.


31) ASSISTERE ALLA PIRAMIDE UMANA

(Castellino del Biferno). Ci vogliono forza, coordinazione e armonia. E non tutti sono in grado di farlo. Il pizzicantò è una tradizione folkloristica molisana, che trae spunto dalle torri umane nate probabilmente in Spagna. In onore di Sant’Antonio si creano delle piramidi umane di tre piani, disposte attorno a una pertica. Lo scopo è quello di roteare attorno alla stessa, senza compromettere la stabilità della torre.


32) DONARE UNA SPIGA DI GRANO ALLA MADONNA

(Jelsi). Correva il 1805 quando un violento terremoto distrusse parte del Molise, facendo registrare un numero altissimo di vittime. A Jelsi il numero dei morti fu basso e un po’ per la grande paura, un po’ per il numero di morti contenuto, gli abitanti si rivolsero a Sant’Anna per richiedere una protezione. A sommarsi al terremoto ci fu un violento uragano che anche in questo caso risparmiò il paese. Fu così che il 26 Luglio fu scelta come data per offrire alla protettrice il grano dei campi. Esso viene coltivato in un terreno selezionato, appositamente. Con la mietitura si trasporta il tutto su delle slitte trainate da buoi, denominate traglie. Sfilano per le vie del paese garantendo la sopravvivenza di una festa dedicata all’agricoltura: per l’appunto la Festa del Grano.


33) SCOPRIRE UN TEATRO NELLA NATURA

(Pietrabbondante). Durante la metà dell’800 fu riportato alla luce non solo il teatro sannitico, ma anche un insieme di costruzioni nella località di Pietrabbondante. Questo teatro era utilizzato sia per eventi ludici, sia per le adunanze. L’intero complesso è immerso nel verde e permette di fare un tuffo nel passato: alla scoperta della grande civiltà dei Sanniti.


34) INNALZARE I CALICI AL PASSAGGIO DEI CARRI

(Riccia). La seconda domenica di settembre, nella località di Riccia, si tiene una tradizione che da quasi 90 anni mette in relazione la religione al vino. È la Festa dell’Uva. Prevede due giorni di festa nelle vie del paese. Si comincia il sabato, con una cerimonia religiosa che rende omaggio alla Madonna del Santissimo Rosario. Si prosegue la domenica, con una sfilata di carri allegorici che raccontano le scene quotidiane nei campi. Il tutto è impreziosito dai prodotti tipici molisani, gustati fra calici di vino a non finire.


35) TIFARE LA CONTRADA

(Ripalimosani). Non si hanno notizie storiche precise, ma con molta probabilità la tradizione risale agli inizi dell’800, e forse ancor prima. In una località di Ripalimosani si tiene il Palio delle Quercigliole, che prende il nome dall’omonima località. Sei contrade si sfidano in una corsa con i cavalli lungo un percorso che parte dal tratturo e risale verso la Cappella della Madonna della Neve. Chi vince avrà un privilegio: quello di entrare col proprio cavallo all’interno della cappella, per fare inginocchiare l’animale al cospetto della statua.

 

36) MANGIARE LA PASTA TRADIZIONALE DELLA REGIONE
Possono essere serviti col ragù, oppure con le verdure, o magari con delle costolette di maiale. Hanno un impasto di semola di grano duro e acqua, con una forma allungata incavata all’interno. Sono i cavatelli, un prodotto agroalimentare tradizionale, servito in ristoranti e nelle sagre. Meglio ancora se ospiti di una famiglia molisana.


37) ASCOLTARE I CANTI PASTORALI

Le Maitunata è una tradizione popolare nata nel 1700 fra il Molise e il basso Abruzzo, derivante dai canti popolari dei pastori. Si svolge durante il periodo natalizio, comprendendo il capodanno. Dei cantori sfilano per le vie dei borghi, intonando canti popolari e testi improvvisati, che raccontano in maniera goliardica il presente. Bussano per le case, cantano, e chiedono un qualcosa in omaggio. Se nel giorno di natale i canti sono più solenni e religiosi, a capodanno sfociano in un divertimento che stimola l’ilarità collettiva.

 

38) ACCOMPAGNARE LA STATUA IN MARE
(Termoli). La regata e processione di San Basso coinvolge sia il borgo dei pescatori di Termoli, sia il mare. In quei due giorni di festa, la statua viene trasportata in mare dalla vicina spiaggia verso il porto. Il tutto si conclude con uno spettacolo pirotecnico.


39) SUONARE LO STRUMENTO TIPICO

La zampogna è uno degli strumenti tipici dell’Abruzzo e Molise. La sua invenzione risale all’antica Roma. Nei secoli furono i pastori a tramandarne le tecniche realizzative e oggi a Scapoli si svolge il Festival della Zampogna, nell’ultimo weekend di Luglio.


40) PARTECIPARE ALL'EVENTO PIU' FAMOSO DEL MOLISE

(Campobasso). Nel giorno del Corpus Domini si celebra un evento secolare che porta le strade di Campobasso a riempirsi di fedeli e curiosi, per assistere ai Misteri di Campobasso. Si tratta di una rievocazione storica, in cui vengono fatti sfilare dei carri trasportati a spalla, sorretti da uomini in numero pari. Al di sopra dei carri i figuranti, che rappresentano personaggi della religione, sembrano essere sospesi nel vuoto. Interagiscono con la folla, rendendo il tutto animato e coinvolgente. Il più famoso di tutti è il carro di San Michele Arcangelo, per via dei diavoli.


41) SORREGGERE LA FIACCOLA

(Agnone). Il 24 dicembre lungo il corso di Agnone si tiene una sfilata di grandi torce, denominate “ndocce” che dà alla festa il nome di Ndocciata. Le fiaccole hanno una forma a raggiera e sono realizzate in abete bianco. Secondo la tradizione esse sono la testimonianza storica di un’usanza natalizia: nella notte di natale i contadini accendevano queste torce per illuminare il sentiero, al fine di raggiungere la chiesa più vicina. Successivamente a loro sono state attribuite ulteriori proprietà, quali quelle di allontanare le streghe.

 

42) OLTREPASSARE QUELLA CHE ERA L'UNICA PORTA SANTA DEL MOLISE
(Venafro). Fino a qualche anno fa l’unica porta santa molisana, istituita con un antico decreto papale nel 1508, era quella della Concattedrale di Santa Maria Assunta a Venafro. Si trova alla destra del portale principale. Con il Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco, sono state istituite altre porte sante nella regione.


43) SCOPRIRE UNA SORGENTE D'ACQUA IN UNA CRIPTA

(Bojano). Nel 1996, a seguito dei lavori di restauro della Cattedrale di San Bartolomeo a Bojano, furono rinvenuti sotto la pavimentazione del presbiterio due altari, risalenti a epoche differenti. Dagli stessi sgorgava acqua di sorgente, tutt’oggi ben visibile. Si tratta di un caso molto raro, che testimonia l’importanza dell’acqua nella religione. Per vedere la sorgente occorre scendere i 7 gradini della cripta, posizionata sotto l’attuale altare.


44) SFIDARE IL TORRENTE

(Roccamandolfi). Una delle esperienze più divertenti da fare in Molise è quella del torrentismo. Il più famoso della regione si trova nel comune di Roccamandolfi e prevede una discesa di quasi tre ore lungo il torrente Callora. Tuttavia vanno fatte delle precisazioni: è un percorso che può essere affrontato solo da chi ha una certa dimestichezza e solo con la presenza di guide esperte. Naturalmente in determinati periodi dell’anno.


45) PARTECIPARE ALLA PROCESSIONE DEL VENERDÌ SANTO

(Campobasso). La processione del Cristo Morto e della Madonna Addolorata è un evento molto importante per la città di Campobasso. La particolarità sta in quel coro di circa 700 persone che lungo il percorso - nelle vie della città - accompagna le statue. 


46) TRASCORRERE UNA FESTIVITÀ CON UNA FAMIGLIA MOLISANA

La prima volta non si scorda mai. Erano i giorni sotto il capodanno e andai a trascorrere una settimana in uno dei borghi più belli del Molise. In quell’occasione il grande tavolo di legno era divenuto il centro del mondo, in cui si riunivano tutti i parenti. Una stufa riscaldava la stanza mentre fuori scendeva la neve. E ogni giorno accadeva la stessa cosa: il pranzo si estendeva fino al tardo pomeriggio, fino a diventare cena, e ancor dopo – coi giochi da tavola sul tavolo – un post serata fatta di dolci e amari. Si mangiava, e tanto. Non ci si alzava quasi mai dal tavolo. Non so quanti chili presi in quella settimana. Ma ne valse la pena, anche perché trascorsi una delle settimane più belle, grosse e grasse della mia vita.

 

47) VISITARE IL BORGO NELLA ROCCIA

Fra i tanti borghi molisani, Bagnoli sul Trigno ha la particolarità di essere interamente adagiato sulla roccia. Colpisce vedere la parte inferiore del paese estendersi dal complesso roccioso verso la valle e in quell’insieme di tetti il campanile della Chiesa di San Silvestro Papa svetta. Infine il Castello Ducale Sanfelice domina dal punto più alto del paese.


48) LANCIARSI COL PARAPENDIO

Esperienza da condividere, lanciandosi con un parapendio biposto che sorvola la vallata mettendo in risalto i colori dei paesaggi del Molise. Il tutto a Montefalcone del Sannio.


49) ASSISTERE ALLA CONDANNA DEL CARNEVALE

(Tufara). Una festa in maschera che ti tiene nell’ultimo giorno del carnevale. La maschera più importante è quella del diavolo. Nella rappresentazione il popolo condanna le colpe del carnevale, identificate con un manichino, con una fucilazione. Con il lancio del manichino dalla rupe termina il Corteo del Diavolo.


50) CORRERE SU E GIU'

Un evento che raduna sportivi e non, con lo scopo di far divertire i partecipanti. Il tutto nelle strade di Campobasso. Un’occasione ideale per scoprire la città in una maniera alternativa, facendo attività fisica e fraternizzando con gli altri concorrenti. 

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LE ALTRE 50 COSE DA FARE IN MOLISE?

Nello scrivere quest'articolo ho dovuto fare una selezione di cose da fare in Molise. Una decina di voci (almeno) sono rimaste escluse. Mi piacerebbe recuperarle per un prossimo articolo. Tuttavia vorrei coinvolgere i lettori.

Hai altri consigli da darmi oltre alle 50 voci già riportare? Scrivili nei commenti!



Articolo scritto: Aprile 2020.
Ultima modifica: Aprile 2020. 

© riproduzione riservata

8 commenti:

  1. Mancano senza dubbio i Fucilieri di San Nicola (San Giuliano del Sannio) che ogni 8 e 9 Maggio e ogni 10 Agosto sparano migliaia di colpi a salve con dei fucili avancarica per onorare il santo patrono.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. È un articolo molto bello ma al n.7 sarebbe stato opportuno parlare della "Sagra della Frittata" ... Una manifestazione arrivata alla sua trentaseiesima edizione durante la quale, oltre allo svolgimento di tante attività ricreative, viene cotta una frittata di oltre 1400 uova!!! Il 1° maggio di ogni anno MONTAQUILA(IS) rinnova la sua antichissima tradizione. Vi aspettiamo������

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  4. Ascoltare il dialetto molisiano più originale e particolare, il Montaganese (Montagano, CB) e assaggiare i prelibati pomodori di questa terra!

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  5. 51) Veder volare un angelo - (Vastogirardi) https://www.comune.vastogirardi.is.it/19-vastogirardi-106-edizione-del-volo-dell-angelo-1-e-2-luglio.html

    52) assistere ad una rappresentazione teatrale in un anfiteatro sannitico del II - I sec a.C. (Pietrabbondante)

    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Teatro_e_tempio_italico_di_Pietrabbondante

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  6. Grazie per l'articolo molto interessante,si possono inserire anche i 15 castelli , e le tantissime chiese antiche 😘

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  7. Correre dietro "la pezza de casce." Manifestazione carnevalesca nonché tradizione antichissima di Vinchiaturo. Un antico percorso che si articola su salite e discese fino a ritornare sui propri passi davanti a "lo castello di Vinchiaturo" meglio conosciuto come casa Jacampo dove, su un antica basola di pietra locale, il vincitore sempre a forza di lanci dovrà collocare la "pezza de casce" pronunciando la fatidica frase:

    "A la `n `tutta!", o meglio "E' tutta qui !".

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  8. Grazie articolo molto interessante, avrei solo una precisazione sul punto 20) tifare il carro (i paesi dove viene svolta la tradizionale "carrese" sono 3, come già riportato sull'articolo il 30 aprile a San Martino, il 3 di maggio ad Ururi ed il giorno dopo la Pentecoste a Portocannone.

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