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Visitare i luoghi di Tintin ed Hergé a Bruxelles

Un personaggio dei fumetti ha fatto sognare generazioni di persone. Non il solito eroe, ma uno più semplice e vicino a noi: Tintin. Le sue avventure nacquero dalla matita del belga Hergé, che visse a Bruxelles nello scorso secolo. In questo articolo si ripercorreranno i luoghi di Tintin e del suo autore: assolutamente da visitare.

Murale di Tintin in Rue de l'Etuve
Murale di Tintin in Rue de l'Etuve


Mi ricordo ancora la prima puntata di quel cartone animato. Non uno giapponese dai personaggi fantascientifici e dagli eroi dello sport. Ma un cartone franco-canadese, che aveva come protagonista un giovane reporter belga, dai capelli rossi e dal cane al seguito. Un eroe dei giorni nostri, circondato da persone goffe, simpatiche, a cui affezionarsi. Quel cartone animato, noto col nome de “Le avventure di Tintin”, avrebbe accompagnato la mia infanzia, facendomi appassionare al mondo. Solo tempo dopo venni a sapere che fu un riadattamento per il piccolo schermo: di quel fumetto disegnato da Georges Presper Remi, meglio noto con la firma di Hergé.

E così quando andai per la prima volta a Bruxelles lo feci soprattutto per rivivere le pagine del fumetto, o immagini del cartone, come preferite. Immaginavo, vagando per le strade attorno alla Stazione Midi, di incontrare il protagonista mentre rincorreva un malvivente. O mentre saliva nel commissariato per dialogare con Dupont e Dupond. Ma poi tornavo alla normalità. Alle luci della città e alla consapevolezza che l’unico modo per entrare nell’atmosfera di Tintin sarebbe stato quello di immergermi nel mondo di Hergé.


MA CHI ERA HERGÈ?

Considerarlo un fumettista sarebbe riduttivo: Hergé fu uno dei maggiori esponenti della letteratura disegnata. Uno dei tanti del Belgio, nazione che diede i natali a personaggi immaginari di fama internazionale, come i Puffi, Spike and Suzy, Thorgal, Largo Winch, Blake and Mortimer, Lucky Luke. Ai nomi già citati potremmo aggiungere quelli di Asterix e Obelix, figli di una matita belga: meglio non dirlo ai francesi, potrebbero offendersi. Fra tutti quelli citati, Tintin fu il più fortunato. Fu lui a condurre, fra una peripezia e l’altra, il suo disegnatore al successo planetario: sia durante la vita, che dopo la morte.

Eppure Hergé fu tutto fuorché fortunato. O meglio: viveva in un suo mondo negativo e combatté per tutta la vita la depressione. Ma anche le accuse e demoni che non lo lasciarono mai. Come una punta di un iceberg: la parte emersa fu il successo, quello che si nascondeva negli abissi, nel buio, furono tutte le difficoltà da lui stesso create. Si sposò due volte. Non ebbe figli. O forse sì: perché Tintin può essere considerato un suo discendente, quel figlio da educare e portare verso la buona strada, immaginando per lui una vita bella e avventurosa. Ma Tintin fu anche la sua aspirazione, la sua evasione, la sua terapia. Uno psicologo, in cui riversarsi per sentirsi meglio.

La sua carriera iniziò per volere dell’abate Wallez, che gli diede carta bianca nelle pagine del Petit Vingtième, un supplemento del quotidiano cattolico Vingtième Siècle. Qui cominciarono i viaggi di Tintin: inizialmente influenzate dalla redazione cattolica, successivamente più indipendenti. Durante l’occupazione scrisse per la rivista di estrema destra Le Soir, al tempo controllata dai nazisti. Col termine della guerra ricevette accuse, minacce e rischiò il carcere a vita. Se la cavò e tornò a rappresentare il suo personaggio. Fondò gli Studios Hergé ed ebbe fra i suoi collaboratori persone quali Bob de Moor, Jacques Martin, Edgar Pierre Jacobs, creatore di Blake e Mortimer. Morì nel 1983, con la produzione che continuò, senza mai avere lo stesso successo.


I LUOGHI DI HERGÈ A BRUXELLES

Hergé nacque all’anagrafe Georges Presper Remi, nel quartiere di Etterbeek, uno dei sobborghi di Bruxelles. Fu qui che nel 1907 Elizabeth Dufour lo diede alla luce, nella casa in Rue Philippe Baucq 33. Schiacciata fra due palazzi, si trova questa abitazione a schiera, divisa su quattro livelli. Ha una facciata in mattoncini rossi, su cui è apposta una targa che recita: "ICI NAQUIT LE 22 MAI 1907 GEORGES REMI HERGE le pere spirituel de TIN TIN".


Dal 1939 al 1953 Hergé si trasferì nella periferia della capitale, nella città-quartiere di Watermael-Boitsfort. In una villetta a schiera di Avenue Delleur 17 installò i primi Hergé Studios, in cui lavorerà anche Edgar Pierre Jacobs, che si dedicherà al rinnovamento del colore. In questa abitazione fu “concepito” il Capitan Haddock: il personaggio più amato dopo il protagonista. A pochi passi dell’abitazione si trovava una villa che fu inserita nel libro Le sette sfere di cristallo. Fu la protagonista di un episodio singolare, raccontato dallo stesso Jacobs: 

“Non avevamo trovato niente di meglio di una villa del 1900 con mezzane, arrangiamenti di questo tipo, ma era occupata dai tedeschi, stavamo per prendere degli schizzi quando i tedeschi stavano cominciando a muoversi tranquillamente - l'offensiva era già stata lanciata - e sotto il loro naso stavamo facendo degli schizzi. Allora avrebbero potuto prenderci per delle spie”

Una seconda abitazione dell’autore si trova a sud di Bruxelles, a Céroux-Mousty, nella provincia del Brabante Vallone. L’Acquistò nel 1949 per trasferirvisi solo nel 1953. Il suo desiderio fu quello di avere un’abitazione separata dal luogo di lavoro: trasferì gli Studios su Avenue Louis, a Bruxelles. 
Hergé riposa oggi al Dieweg Cemetery, fra i più bei e particolari cimiteri. Una curiosità: sulla tomba c'è anche il nome della sua seconda moglie, Fanny Vlamynck: ma lei è ancora in vita.

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Hergé al Mercato di Place du Jeu Balle



I LUOGHI DI TINTIN A BRUXELLES

Anche Tin Tin, nel fumetto, nacque a Bruxelles. Ma nonostante sia la città del protagonista, non viene mai apertamente menzionata. Il tutto è voluto: Hergé vuole allontanare il lettore dai luoghi della sua vita, portandoli in lontano, in posti esotici e sconosciuti. Una forma di evasione più che dalla capitale dalla vita dello stesso autore. L’abitazione di Tintin, viene indicata, nei primi libri, presso Rue du Labrador 26. Ma poi andando a confrontare i caratteri stilistici ci si accorge che la vera casa si trova in Rue Terre Neuve 26, in un edificio classicheggiante: qui abitava la nonna di Hergé. A due passi dall’abitazione si trova il quartiere di Marolles, famoso soprattutto per il mercatino delle pulci di Place du Jeu de Balle: qui Hergé ambienta le scene che aprono il libro Il segreto del Liocorno. Nel fumetto Tintin vi acquista un modellino del vascello Liocorno, appartenuto al pirata Ramak il Rosso. Il mercato è fra i più caratteristici d’Europa e si svolge da molti anni, giornalmente. Qui si acquista di tutto: dall’animale imbalsamato ai gioielli. 

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Tintin al Mercato di Place du Jeu Balle


In città sono molti i luoghi in cui incontrare Tintin. Agli occhi di un semplice turista, il punto più famoso della città è su Rue de l’Etuve. È un murale, realizzato sulla facciata cieca di un palazzo, che fa parte dei 40 murales che celebrano i fumetti belgi. Esso riprende un disegno contenuto nel libro L’affare girasole, col protagonista che scappa dalle scale esterne assieme al suo cane, Milù, e al fedele amico: il Capitano Haddock. Ma perché questo luogo è molto famoso? In quanto la via collega due luoghi di fondamentale importanza della capitale: la Grand Place alle Manneken Pis. Impossibile non vederlo. Con molta probabilità ci si fermerà al negozio sottostante per acquistare la riproduzione di Tin Tin, o un portachiavi della serie. 

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Il murale della Stazione Metropolitana di Stockel


Il secondo murale più famoso si trova al di sotto della metropolitana Stockel e racchiude al suo interno 140 personaggi comparsi nel fumetto. È molto lungo: ben 300 metri, e fu progettato da Hergé in persona nel 1982, poco prima di morire. Altri due si trovano nella Gare du Midi. Nel primo un Tintin in bianco e nero è rappresentato in una scena dinamica, mentre si aggrappa a un treno in corsa. Questa scena è stata ricavata dal fumetto Tintin in America. Il secondo è una gigantografia a colori con la scritta "Moulinsart", in Tintin passeggia fra treno e stazione. È ricavata dal libro Le sette sfere di cristallo. Uscendo dalla Gare du Midi e immettendosi su Avenue Paul-Henri Spaak si troverà la vecchia sede della casa editrice Lombard. Sul tetto è installata un’insegna gigante di Tintin assieme a Milù: venne fatta installare nel 1958 da Raymond Leblanc, fondatore della rivista, in occasione dell’Esposizione Universale. 

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Insegna di Tintin


Che Bruxelles sia stata una grande fonte di ispirazione per Hergé, lo possiamo capire dai tanti luoghi della città inseriti nei libri. Il primo è il Palazzo Reale, su Rue Brederode 16, che comparve nel libro Lo scettro di Re Ottokar. Nella scena Tintin trovò la valigetta del professor Alembick su di una panchina nel parco.
Nel libro Le sette sfere di cristallo sono riconoscibili tre posti della città. Il primo è l’Hotel Métropole, su Place De Brouckère 31; il secondo è un teatro, che molto probabilmente coincide con La Monnaie, l’Opera Reale della città, su Place de la Monnaie; il terzo luogo è la villa precedentemente descritta, illustrata a pagina 20 nel fumetto: si trova sulla Avenue Delleur, nel quartiere di Watermael-Boitsfort, a sud della capitale.
Nel libro La stella misteriosa, poco prima di partire per l’Artico, Tintin scopre il meteorite che si sta dirigendo verso la terra, dal telescopio del Professor Phostle: questa scena è ambientata sotto le cupole del Royal Meteorological Institute, situato sulla Avenue Circulaire 3.
Nel libro L’orecchio spezzato compare la statuina di Arumbaya, che secondo Tintin nascondeva un diamante all’interno. Si trova nel Royal Museum of Art and History (RMAH), visitabile in Galerie du Roi 15
In Tintin in Congo c’è da fare una premessa: l’autore, Hergé, non era mai stato in Africa. Per farsi un’idea sugli usi e costumi si dirige presso il Royal Museum for Central Africa, a est di Bruxelles, lungo la strada che porta a Lovanio. All’interno della galleria, alcuni oggetti e costumi sono gli stessi riportati nel fumetto. Indirizzo Leuvensesteenweg 13, a Tervuren.
E infine, nel libro Tintin nel paese dei Soviet, compare la Stazione Nord di Bruxelles. Un tempo essa si trovava in Place Rogier. Tuttavia nel 1952 fu spostata nell’attuale posizione.


I MUSEI DEDICATI A TINTIN ED HERGÈ

A Bruxelles ci sono due musei in cui ritrovare l’autore e il suo personaggio. Nel primo sono conservati bozzetti, disegni e tavole raffiguranti il fumetto. Si tratta del Centre Belge de la Bande Dessinée (CBBD), famoso anche col nome di Comics Art Museum, in Rue des Sables 20. Il secondo è il Museum of Original Figurines, il MOOF: si tratta di una collezione di personaggi dei fumetti in 3D ed è stato ricavato nel piano underground della Gare Centrale, su Marché aux herbes 116. Per gli amanti, esperti e appassionati del fumetto è molto consigliato il primo. Per gli amanti dei personaggi e soprattutto per il più piccoli è consigliato il secondo. 

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Personaggi di Tintin al MOOF


E infine c’è il Museo più importante: il Musée Hergé. Ma non si trova a Bruxelles, bensì a 30 km a sud, presso Ottignies-Louvain-la-Neuve, molto vicino alla Fondazione Folon a La Hulpe e alla località di Waterloo. È allestito all’interno di un elegante edificio progettato dal francese Christian de Portzamparc e contiene tutti i tesori della Fondazione Hergé. Qui si potranno scoprire i segreti di un fumetto tradotto in 90 lingue e venduto in tutto il mondo. Su Rue du Labrador 26

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Il Musée Hergé



NON SOLO TINTIN: IL PERCORSO DEI MURALES A FUMETTI A BRUXELLES

Limitarsi a un solo personaggio potrebbe essere riduttivo, anche se, come si può capire dai paragrafi precedenti, i luoghi di Tintin ed Hergé sono molti. Durante questo viaggio è molto consigliato il percorso dei murales a fumetti che raccoglie tutti i personaggi usciti dalle matite di belgi. Non a caso Bruxelles è considerata la capitale del fumetto. Questi murales, a tutta altezza, sono disegnati sulle facciate cieche – e non – dei palazzi della città, e uniscono in un percorso di visita 40 personaggi fra i più famosi. Fra di loro il già citato Tintin, ma anche i Puffi, Asterix e Obelix, Lucky Luke, Albert, Nerone. La Comic Book Route nacque nel 1991, con la volontà di trasformare la “Nona arte del Belgio”, così viene considerato il fumetto, in un’attrazione turistica alla portata di tutti. 
In alternativa si potrà scoprire la capitale attraverso un percorso di visita di due giorni.


DOVE MANGIARE E DOVE DORMIRE A BRUXELLES CON TINTIN

I veri amanti di Tintin dovranno sborsare molti soldi per dormire una notte all’Hotel Amigo, uno dei più lussuosi e famosi della città. Si trova in pienissimo centro, nelle vicinanze del murale dedicato al fumetto. Per l’esattezza su Rue de l'Amigo 1-3. Alcune stanze dell’Hotel sono state adattate al personaggio di Tintin: non solo quadri, ma anche peluche, statue, installazioni. Il tutto per coinvolgere l’appassionato fan nell’atmosfera di Hergé. Per mangiare è consigliata il Comics Café, in cui sono presenti molti quadri dedicati, su Place du Grand Sablon 8. Oppure presso La Fleur en Papier Doré / Het Goudblommeke in Papier, un locale frequentato dallo stesso Hergé, che fa parte del circuito di visita dei luoghi di Magritte. Si trova in Rue des Alexiens 55.


COME ARRIVARE A BRUXELLES

È fra le città europee meglio collegate con i voli internazionali. Gli aeroporti di riferimento sono Bruxelles-Zaventem e Bruxelles-Charleroi. Se sarete fortunati potreste ritrovarvi sul volo della Brussels Airlines in cui la livrea dell’aereo è stata interamente disegnata col fumetto di Tintin. In Alternativa potreste arrivare in capitale col treno o con gli autobus. 

Aereo tintin
Aereo della Brussels Airlines



COME MUOVERSI A BRUXELLES

La capitale belga si gira facilmente a piedi. Tuttavia in questo percorso molte delle attrazioni cittadine sono dislocate. È fondamentale acquistare un biglietto della metropolitana, oppure la Brussels Card, che includerà gli ingressi ad alcuni musei. Le località al di fuori della città si potranno raggiungere in treno o in autobus.


CONSIGLI

Prima di intraprendere questo viaggio, è obbligatorio leggersi i fumetti di Tintin. Ma anche vedere il cartone realizzato agli inizi degli anni ’90, come riadattamento del fumetto. È fondamentale entrare nell’ottica del personaggio: appassionandosi a lui, immedesimandosi in quella vita avventurosa che un grande nome come Hergé riuscì a illustrare.


Articolo Scritto: Giugno 2018.
Ultima Modifica: Giugno 2018.

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