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50 cose da fare in Abruzzo almeno una volta nella vita - Parte II

Siete pronti a prendere carta e penna e ad aggiungere le successive "50 cose da fare in Abruzzo almeno una volta nella vita"? Dopo il successo del primo articolo ecco il sequel, scritto anche grazie ai vostri consigli. Siete pronti a camminare fra i lupi, a fare passi del giaguaro, a tornare indietro nel tempo? Siete pronti a vivere l'Abruzzo su una bicicletta, un pedalò, un parapendio e un asino? Buon divertimento!

PS restate connessi sul sito, a breve la terza e ultima parte (si accettano consigli). 




PRIMAVERA

1. Fare il passo del giaguaro. Quello di San Giovanni all’Orfento è uno degli eremi più visitati d’Abruzzo. È scavato interamente nella roccia e per visitarlo occorrono autorizzazioni. Un tempo vi si accedeva da una passerella lignea, oggi occorre entrare dalla scalinata, e successiva nicchia, scavata nella roccia. L’ostacolo più grande sta nell’oltrepassare una cavità alta poco più di trenta centimetri, con uno strapiombo di fianco. È necessario fare il passo del giaguaro. Sì, quello militare. Sconsigliatissimo per chi soffre di vertigini, agli anziani e ai bambini.

2. Scoprire un ecosistema sotto il cemento (Caramanico). Al fianco del ponte in cemento armato, poco prima dell’ingresso al paese di Caramanico, parte un sentiero che scende fino alla Valle dell’Orfento. È fra i posti naturali più belli di tutto l’Abruzzo. Sono delle gole, scavate dal torrente, nella quale si possono ammirare piccole cascate, acque cristalline, ponticelli in legno, colori cangianti della natura e moltissimi animali (per lo più anfibi, rettili e insetti). La rigogliosa natura impedisce alla luce solare di penetrare e rende l’ambiente umido e ancora più affascinante. Necessaria l’autorizzazione. 

3. Ritrovarsi nella Petra d’Abruzzo (Celano). Le gole di Celano sono il fenomeno di erosione più importante dell’Appennino centrale. Le pareti rocciose, con altezza anche di 200 metri, sono separate da 5 metri. In alcuni punti la sezione arriva anche ai 3 metri. Sono lunghe 4 km e sono state scavate dal torrente La Foce. Le alte pareti ricordano la località di Petra, in Giordania.

4. Scoprire un ecosistema dietro una chiesa (Serramonacesca). San Liberatore alla Majella è una delle chiese più importanti del romanico italiano. La sua architettura ha ispirato molte delle altre costruzioni religiose sparse nella regione, e non solo. Al fianco della struttura si inoltra un percorso naturalistico facile da visitare. Conduce in una riserva naturale abitata già dalla preistoria, dove sarà possibile osservare delle tombe a nicchia all'interno della roccia. Un salto nella natura, un salto nel tempo. 

5. Percorrere l’intera costa in bicicletta. È uno dei progetti più ambiziosi della Regione. Fra qualche anno, l’intera costa abruzzese, da Martinsicuro a San Salvo, verrà collegata da una ciclovia. Per il momento questo progetto è in una fase embrionale. Tuttavia La fascia Teramo-Pescara dispone già di ottime piste pedonali (bisognerà costruire i ponti sul Vomano e sul Saline). Nel chietino si sta pensando di destinare il vecchio tracciato ferroviario a strada verde. Da quel momento avremo un motivo in più per gonfiare le ruote della nostra bicicletta! 

6. Cucinarsi gli arrosticini fra le montagne (Campo Imperatore). La piana è un vero e proprio hub di appassionati della montagna. Lungo le distese si incontrano alpinisti, escursionisti, scalatori, ma anche motociclisti e bikers. Il luogo in cui tutti loro si incontrano non è la cima di una montagna, bensì uno dei rifugi trasformati vendi carne. Sono delle vere e proprie rimesse, dove puoi comprare carne di pecora (già infilzata in arrosticini) o salsicce. La cucini te, sopra una delle fornacelle (griglia di cottura abruzzese) a piacimento. E ti gusti il tutto in uno scenario da favola. 

7. Ritornare al paleolitico (Ripe di Civitella). È conosciuta sia come Grotta di Sant’Angelo, sia come Eremo di San Michele Arcangelo. Questa cavità naturale è stata abitata dall’uomo dal 10.000 a.C. e ce lo testimoniano i ritrovamenti. Al suo interno scavi archeologici in vista e un altare. È molto vicina alle Gole del Salinello, scavate dall’omonimo fiume, anch’esse molto consigliate. 

8. Ritornare nell’Antica Roma (Alba Fucens – Peltuinum). Sono fra i siti archeologici più famosi d’Abruzzo, entrambi di età romana. La prima località è famosa per l’anfiteatro, ben conservato. La seconda per il suo teatro e per il tempio pagano. 

9. Scoprire fossili marini in montagna (Monte Amaro). Immaginate di fare un’escursione in uno dei monti più belli dell’Abruzzo e ritrovarvi all’improvviso dei fossili marini nella roccia. È una delle caratteristiche della Majella, soggetta a molti studi dei geologi. Questi fossili rappresentano tanti piccoli libri della storia del mondo.

10. Attraversare il ponte in sella (Pescara). È stato inaugurato a fine 2009, eppure in soli sei anni il Ponte del Mare è diventato il simbolo della città di Pescara. 466 metri di lunghezza, con altezza massima di 15 metri, diviso in un percorso pedonale e un ciclabile. Avete mai provato a percorrerlo sulla vostra bicicletta senza scendere durante la salita? Attenzione a non affaticarvi. 

11. Passeggiare fra condotti idraulici (Avezzano). Se si pensa che la Conca del Fucino venne svuotata dalle sue acque dai romani, la cosa colpisce. Sono i Cunicoli di Claudio, delle condutture idrauliche che hanno reso possibile questa impresa. Oggi rappresentano una visita diversa dal solito, comunque consigliata. 

12. Affacciarsi dalla terrazza (Fossacesia). Fra i luoghi più belli d’Abruzzo c’è l’Abbazia di San Giovanni in Venere. Vanta quasi un millennio di storia e per molti secoli ha rappresentato una potenza religiosa. Alle spalle dell’abside si può godere un panorama unico: la costa dei trabocchi vista dall’alto. La prospettiva quasi impedisce di vedere la sottostante statale e il risultato è un quadro naturale che rafforza l’identità del sito. 

13. Visitare le cascate (Borrello). Sono le cascate naturali più alte d’Italia con triplice salto di 200 m. Sono facilmente accessibili e adattissime per una giornata in famiglia. 

14. Assistere all’erosione del terreno (Atri). I calanchi sono un fenomeno geomorfologico di erosione del terreno. Fra i più belli in Italia ci sono quelli di Atri: un percorso protetto da staccionata vi porterà sulla loro cresta. Attenzione alla terra sotto i vostri piedi! 

15. Godersi il turchese (Scafa). Situate nella località di De Contra, le Sorgenti del Lavino sono una delle attrazioni naturali più belle dell’Abruzzo. Sono acque solfuree, dall’azzurro talmente intenso da sembrare finto. Possiede un’area pic-nic adatta per una giornata in natura. 

8 - Ritornare nell'Antica Roma (Peltuinum)

12 - Affacciarsi dalla terrazza

14 - Assistere all'erosione del terren0

15 - Godersi il turchese

ESTATE 

16. Mountain bike in notturna nella Valle del Tirino (Bussi – Capestrano). È uno degli appuntamenti più interessanti dell’estate abruzzese. Si tratta di un giro turistico alla scoperta delle peculiarità di questa valle, il tutto all’insegna del buon cibo e in sella a una mountain bike. Non è impegnativo e le biciclette si possono affittare presso il Centro Visite Tirino.

17. Passeggiare fra stalagmiti e stalattiti (San Demetrio ne’ Vestini). Quelle di Stiffe sono un complesso di grotte carsiche accessibili con visite guidate. Il percorso si snoda fra tunnel naturali e artificiali, costeggiando imponenti stalagmiti e stalattiti, salti d’acqua e cascate interne. I colori cangianti dell’insieme rendono ancor più affascinante la visita. 

18. Assistere al corteo nunziale (Scanno). Una tradizione di quasi due secoli quella del “Ju Catenacce”, un corteo nunziale in cui si sfila con l’abito tipico e col la presentosa al collo. Si svolge ogni 14 agosto e nell’occasione è solo una la coppia a sposarsi, le altre sono tutte comparse. Il lungo corteo nunziale sembra dall’alto una catena nera, ecco spiegato il nome. 

19. Camminare sul Sentiero della Libertà. Pensate: ogni anno vi partecipano 700 persone. Il Sentiero della Libertà è un trekking di tre giorni, con lunghezza di 60 km. Ripercorre quei sentieri solcati dai prigionieri alleati e dagli italiani in fuga, durante gli scontri lungo la Linea Gustav, nella seconda guerra mondiale. Oggi il ricordo è tenuto vivo da questa esperienza. 

20. In canoa sul fiume Tirino (Capestrano). Che sia una canoa o un kayak questo non ha importanza. Sta di fatto che il percorso sul fiume Tirino è stato riconosciuto come uno dei migliori d’Italia. Bisogna remare – controcorrente – sulle sponde del fiume, laddove le acque assumono dei colori cangianti. E in più si scoprono le bellezze che caratterizzano la valle ai piedi di Capestrano. 

21. Salire in cabina nelle grotte (Lama dei Peligni). Le Grotte del Cavallone sono fra le più famose d’Abruzzo e vantano un turismo attivo da oltre 100 anni. Per accedervi occorre salire sulla cestovia e continuare sui 174 scalini scolpiti nella roccia. Entrando sarà possibile visitare sale interne, laghetti, conformazioni rocciose e crateri. 

22. Abbronzarsi in una delle spiagge più belle d’Italia (Vasto). Punta Penna è una spiaggia cristallina e sabbiosa, Punta Aderci vanta una terrazza naturale sul mare. Sono da considerarsi due delle località più gettonate d’Abruzzo, prese d’assalto da migliaia di turisti in ogni giornata d’estate. Occhio alle scottature.

23. Camminare fra i lupi (Popoli). Il centro visite del lupo organizza visite giornaliere per conoscere gli animali che vivono sulla Majella. Il re assoluto è il lupo e lo si potrà osservate dietro delle recinzioni. Ma non è l’unico animale: potrete camminare al fianco di cervi, daini, mufloni, cinghiali, aquile reali, poiane, gheppi, falchi e gufi reali. 

24. Farsi trasportare dal vento. In Abruzzo esistono diverse piste lancio per il parapendio. Un’esperienza che vi permetterà di osservare le bellezze della nostra regione da un’angolazione molto suggestiva. Naturalmente, vertigini permettendo!

25. Vedere le stelle (Pretoro). Una sagra da vivere col naso all’insù. Durante la notte di San Lorenzo (e giorni vicini) il paese ospita bancarelle, stand enogastronomici e il mercato dell’antiquariato. Il borgo medievale non è l’unico protagonista: da qui si può godere lo splendido spettacolo del cielo stellato.

26. Pedalare sul lago (Scanno). Quando il caldo diventa insopportabile si può scegliere di trascorre una giornata diversa dal solito. Sulle sponde del Lago di Scanno vi è un’area attrezzata adatta per un campeggio. Fra l’altro si possono affittare i tanti pedalò e vagare nel lago. 

27. Assistere alla fioritura (Navelli). Non occorre andarsene in Umbria per assistere allo spettacolo della fioritura: anche la piana di Navelli si colora con i fiori di zafferano. Viene definito l’oro rosso e ha permesso al borgo di diventare uno dei maggiori esportatori di questa spezia al mondo, da oltre mille anni.

28. Osservare le lontre (Caramanico). Fra l’Orta e l’Orfento si trova l’area faunistica della lontra, dove è possibile osservare questo animale selvatico. Non è facile da avvistare: occorre il massimo silenzio e anche un pizzico di fortuna. Certamente un’esperienza da fare. 

29. Vivere la Rainbow Valley. Così è stata ribattezzata la Valle Subequana, in grado di offrire al turista moltissime attrazioni. L’arte e la storia fanno da cornice, per il resto potreste divertirvi nei tanti sentieri da fare a piedi, in bici o a cavallo. Consigliato il “cammino della perdonanza”, che rievoca il percorso di Celestino V da Roccamorice all’Aquila. 

30. Un tuffo dove l’acqua è più blu (San Demetrio Ne’ Vestini). Il terremoto del 2009 ha rischiato di cancellare per sempre uno dei laghi più belli dell’Abruzzo: il Lago Sinizzo. Oggi è stato rimesso in sicurezza ed è possibile tuffarsi fra le sue acque blu. È circondato da un’area attrezzata dove sarà possibile godersi una giornata in famiglia e in natura.

31. Godersi i fuochi d’artificio (Francavilla). Prendete una giornata di metà agosto, salite nel punto più alto della città e godetevi lo spettacolo pirotecnico più bello d’Abruzzo. Fuochi di tutte le tipologie, sparati sul mare, alcuni a pelo d’acqua. 

32. Una frittura fast-food (San Vito Chietino). Sono le più amate dai turisti e non. Le fritterie di San Vito sono divenute famose per i piatti mordi e fuggi a prezzi bassi. Durante l’estate è quasi impossibile trovare un tavolo vuoto e i locali privi di fila. Sono adattissime dopo una mattinata al mare. 

33. Girovagare… con l’asino (Capestrano). È fra le esperienze più singolari che vengano fatte in Abruzzo. Si tratta di un trekking nelle vicinanze di Capestrano accompagnati da un asino. L’animale trasporterà il vostro zaino, diventando un compagno d’avventura. 

17 - Passeggiare fra stalagmiti e stalattiti

23 - Camminare fra i lupi

30 - Un tuffo dove l'acqua è più blu
 
AUTUNNO 

34. Affacciarsi dalla finestra dannunziana (San Vito Chietino). L’Eremo dannunziano è uno dei posti più romantici della Regione. Si tratta di una casa, a ridosso della costa, nella quale il vate trascorse un periodo della sua vita assieme a Barbara Leoni. Qui scrisse “L’elogio della morte”, una delle sue opere maggiori. Affacciandosi alla finestra si scopre la costa dei trabocchi e il sottostante Trabocco del Turchino (oggi semidistrutto). 

35. Ritrovarsi nella Cappella Sistina d’Abruzzo (Bominaco). L’oratorio di San Pellegrino è stato ribattezzato proprio così. Al suo interno si trovano affreschi del XII secolo che sono stati dipinti su una volta a sesto acuto. Ogni centimetro quadro è stato dipinto, rendendo questo spazio completo e unico in tutto l’Abruzzo. 

36. Là dove passò l’incisore matematico (Castrovalva). Maurits Cornelis Escher è stato uno dei grandi geni della storia. Le sue incisioni sono fra le più apprezzate e studiate, nate dall’unione del disegno con gli studi matematici. Ma lo sapevate che passò in un piccolo paese dell’Abruzzo? Certo, quello di Castrovalva. È fra i paesi più suggestivi, quasi del tutto vuoto nei mesi invernali, preso d’assalto durante l’estate. Una sola strada - molto stretta - conduce in un paese che vive ancora nella sua storia, così, come lo vide Escher quasi cento anni fa. 

37. Macchiarsi i denti di nero (Atri). Il paese di Atri vanta una tradizione centenaria nell’estrazione e nella lavorazione della liquirizia. Qui sono sorte alcune fra le maggiori aziende del settore e sempre qui i negozi espongono in vetrina tutte le forme di questo oro nero. Attenzione alla pressione! 

38. Rivivere il risorgimento italiano (Civitella del Tronto). La storia d’Italia si è fermata in questo angolo dell’Abruzzo, dove venne combattuta l’ultima battaglia fra il regno sabaudo e il regno delle due Sicilie. L’assedio durò molti mesi e vide la perdita di oltre 4000 persone. Oggi resta una fortezza ben conservata, nella quale è possibile rivivere il risorgimento attraverso i tantissimi reperti esposti.

39. Camminare fra i borghi abbandonati (Valle Castellana). Una serie di piccole frazioni e borghi nella laga, completamente abbandonati. 

40. Trekking lungo il Tratturo Magno. Un tempo la transumanza era un appuntamento annuale che cominciava il 29 settembre e terminava l’8 di ottobre. Oggi è quasi impossibile trovare un pastore che ripercorre il Tratturo Magno. Tuttavia sono state avviate molte iniziative, una su tutte un trekking dall’Aquila a Foggia, che ripensano il tratturo come un’esperienza di turismo attivo. 


41. Ritrovarsi nel borgo abbandonato (Morino). Il terremoto della Marsica del 1915 ha spazzato via non solo la città di Avezzano ma anche i borghi limitrofi. Quello di Morino fu completamente distrutto. Oggi restano in piedi solo alcune abitazioni e un campanile. Sembra che il tempo qui si sia fermato: il forno è ancora con la bocchetta aperta, i pavimenti delle case hanno le stesse mattonelle esagonali, il cimitero è stato rimangiato dalle piantagioni. L’atmosfera è però unica, ogni passo nel borgo è un passo nella sua storia. 

42. Sulle tracce di Ponzio Pilato (Bisenti). Sarà la vera casa natia di Ponzio Pilato? Oppure una mera credenza popolare? La leggenda vuole che politico romano fosse nato fra le montagne del teramano. Non esistono veri e propri studi, soltanto un’abitazione con iscrizioni e un pozzo romano.

35 - Ritrovarsi nella cappella sistina d'Abruzzo
41 - Ritrovarsi nel borgo abbandonato

INVERNO 

43. Alla ricerca del mistero (Capestrano). Nella Chiesa di San Pietro ad Oratorium si cela uno dei misteri più affascinanti dell’Abruzzo: il quadrato magico. Al fianco del portale d’ingresso vi è una pietra, dalla forma regolare, con su scritto “Rotas Opera Tenet Arepo Sator”. In qualsiasi modo la si legga, si avrà sempre la stessa frase. Non si hanno notizie certe sul significato, ma si pensa sia un messaggio cristiano. Quella di Capestrano è probabilmente una pietra di recupero, utilizzata per la costruzione della chiesa e ha la particolarità di essere l’unica al mondo ribaltata. 

44. Ritrovarsi nel Tibet d’Abruzzo (Campo Imperatore). La piana di Campo Imperatore è un altopiano situato a 1800 metri di quota. È caratterizzato da una cortina di montagne che la circondano, fra cui il Gran Sasso. Durante l’estate è un paesaggio verde con piccoli laghi, in inverno è completamente ricoperto dalla neve. Per le sue caratteristiche è spesso paragonato al Tibet. 

45. Mascherarsi al Carnevale d’Abruzzo (Francavilla). Con i suoi sessant’anni è il Carnevale più antico d’Abruzzo. La città si colora per l’occasione: le strade chiuse al traffico si tingono delle tante tonalità di coriandoli e stelle filanti, i carri elaborati sfilano per la città, le persone escono in maschera. Il tutto accompagnato dall’allegria, dalla voglia di festeggiare e dai tanti eventi correlati. Non dimenticatevi la maschera di Patanello, simbolo della festa!

46. Innalzare una farchia (Fara Filiorum Petri). La festa si svolge ogni 16 gennaio e ricordano il miracolo di Sant’Antonio abate durante l’invasione francese di fine settecento: il protettore comparve alle truppe nemiche in avanzata e fece prendere fuoco a tutte le querce attorno al borgo. Per far rivivere la leggenda, 0ggi si utilizzano per l’appunto le farchie. Sono dei fasci di legna secca – di salice rosso – con diametro di un metro e altezza di otto. 

47. Scendere nelle tombe (Fossa). Il sito archeologico della necropoli di Fossa venne riportato alla luce non troppi anni fa, a seguito di una casuale costruzione di un capannone. Le tombe hanno datazioni differenti, che vanno dall’età del ferro a quella ellenistica. E cambiano anche le tipologie: a fossa e a camera.

48. Essere assolti da tutti i peccati (Campli). Ci sono ventotto gradini in legno d’ulivo nella Scala Santa di Campli. Occorre salirli in ginocchio, nei giorni previsti, per essere assolti da tutti i peccati.

49. Credere nella leggenda (Atessa). Nel Duomo di San Leucio è conservata una reliquia del tutto anomala: una presunta costola di drago dalla lunghezza di due metri. Secondo la tradizione il protettore del paese uccise l’animale mitologico che terrorizzava gli abitanti. In realtà l’osso apparterrebbe a un misticeto, un cetaceo simile alla balena. Ma è bello credere nella leggenda. 

50. Entrare in una fotografia (Scanno). Il borgo di Scanno è stato attraversato e immortalato da celebri nomi della fotografia, quali Cartier-Bresson, Giacomelli, Warde-Jones, Scianna, Jodice, Lotz Bauer, Berengo Gardin. Ve ne sono molti altri. E proprio la fotografia è divenuta l’assoluta protagonista di questo paese: ogni anno si organizzano concorsi e una via ha preso il nome “dei fotografi”. Perciò, se vi capita di passeggiare fra le sue splendide vie, potreste diventare voi i soggetti di una foto. 

43 - Alla ricerca del mistero

44 - Ritrovarsi nel Tibet d'Abruzzo

50 - Entrare in una fotografia
 
Si ringraziano per i consigli: D. L. Luca, G. Gianluca, T. Gianmarco, L. Maurizio, I. Susanna, M. Cristian, I. Terenzia, S. Antonio, D. R. Sara, M. Francesco, D. F. Serena.


@Riproduzione Riservata 

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24 commenti:

  1. al punto 41 morino vecchio , cosi chiamato sarebbe l'ultima cosa da vedere nella valle roveto nella sua immensità, a partire dalla riserva zompo lo schioppo flora e fauna protetta dall'orso ai lupi caprioli cervi , la lince , per poi proseguire per gli eremi sparsi per tutta la valle i castelli medioevali tutti gli antichi borghi a partire da civita d'antino patria dei pittori danesi , alle grotte di beatrice cenci acappadocia sulle sorgenti del fiume liri ,,,ecc ecc non basterebbe una settima per ammirare in tutta la sua bellezza , la valle roveto
    GOFFREDO

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    1. Ciao Goffredo! Il tuo è stato uno dei commenti che ho apprezzato maggiormente. Mi hai dato moltissimi spunti e quando farò la terza lista ti citerò nei ringraziamenti. L'unica che già avevo in mente di inserire è la Riserva di Zompo lo Schioppo, non a caso ho conosciuto Morino Vecchio grazie a essa. Un saluto! A presto! :D

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  2. Grazie mille è un'altra lista bellissima!! :D

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    1. Grazie a te Sara :D Visto? Ti ho messa nei ringraziamenti finali!

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  3. partecipare al carnevale di castiglione messer marino (ch) con i suoi bellissimi pulcinella!

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  4. e Lanciano? Mastrogiurato da vedere tutto, unzione a san biagio, miracolo eucaristico che vengono da tutto il mondo, frija crist, torri montanare, la cattedrale, salire sulla torre di san giovanni,girare per i 4 quartieri storici, gli spari alle feste di settembre, santa maria maggiore, fonte del borgo e tante altre cose...

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    1. Salve, grazie per la segnalazione. Un paio delle sue voci (Mastrogiurato e Miracolo Eucaristico) verranno inserite nell'ultima lista che uscirà a breve. Per le restanti servirebbe un articolo dedicato alla sola Lanciano

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  5. L'ultimo week end di luglio, "A Cena con i Bizantini" nel meraviglioso borgo di Crecchio (CH): un tuffo nel passato, unico per il suo genere, fra soldati, matrone, cortigiani, eunuchi, tra vicoli e piazze del centro storico, animate magicamente per tre serate dal rullare dei tamburi e dalle grida di battaglia dei soldati, incantati dal lungo corteo trionfale del comes Vitaliano, conquistatore di Aternum (Pescara) e liberatore dai longobardi.
    Ospiti della “Vassilissa”, patrizia al seguito delle truppe bizantine di origine egizia, potrete gustare prelibatezze del tempo, servite in piatti di ceramica sigillata africana, sorseggiare vino al miele, spezie e petali di rosa, distribuiti nei punti ristoro.

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    1. Salve Giuseppe, grazie mille per la segnalazione. Verrà inserito nell'ultima lista

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  6. manca la cosa più importante: andarci con la tua pinetta!

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  7. Partecipare o solo assistere alla "corsa degli zingari" di Pacentro!!! Tradizione che va avanti dal medioevo!

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    1. Salve, la Corsa degli Zingari di Pacentro è stata inserita nella prima parte della lista. La trova qui http://www.iviaggididante.com/2015/06/cosa-fare-abruzzo.html

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  8. La Perdonanza celestiniana e la festa dei Serpari!!!

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    1. Salve, la Perdonanza Celestiniana e la Festa dei Serpari sono state inserite nella prima parte della lista. La trova qui http://www.iviaggididante.com/2015/06/cosa-fare-abruzzo.html

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  9. Le Farchie sono fasci di canne,non di legna secca!

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    1. Salve, aggiungo anche canne nella descrizione. Informandomi si usa anche della legna secca di Salice

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  10. Vi vorrei consigliare un salto alle Pagliare di Fontecchio!

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  11. ciao volevo segnalare La battaglia dei Turchi .è un evento che si svolge a Tollo (CH) ogni prima domenica di agosto e rievoca l'assalto dei Turchi alla cittadina di Tollo .La rianimazione si svolge in piazza nassiriya ,dove per l'occassione viene eretta una torre dell'altezza di 15-20 metri accessibile dai figuranti al primo piano e alla vedetta.durante la ricostruzione degli assalti i figuranti cristiani sulla torre lanciano cocomeri ,pomodori spaghetti ,acqua sporca e quant'altro addosso ai turchi,i quali inscenano un combattimento con spade e scimitarre contro i difensori cristiani.una voce esterna narra i fatti storici il tutto accompagnato da un orchestra che accompagna in modo suggestivo la rappresentazione.la rievocazione si svolge la prima domenica di agosto a mezzogiorno e la seconda domenica di agosto prima della mezzanotte.

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  12. Ha messo la canoa,mettiamo anche fare freeclimbing a Pennadomo!! :)

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  13. ciao, io sono una abruzzese doc, appassionata di natura e tradizione e ti seguo su instagram facebook e sul tuo sito, attendo impazientemente la tua terza lista. E secondo me assolutamente non può mancare nella tua lista lappasseggiata che ti conduce sul sentiero del cuore a scanno, per vedere il lago dall'alto a forma di cuore, dormire al rifugio franchetti sul gran sasso e vedere il suo ghiacciaio, e l'alba con le nuvole che ricoprono l'intera valle sottostante... sciare d'inverno su al rifugio pomilio e mamma rosa, ora chiamata majelletta we, sulla majella, dove con il sole si scia con vista mare....attendo la tua lista...a presto

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  14. Ciao Dante, ti segnalo anche la "festa dei banderesi" a Bucchianico che vanta il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, nonché quello del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Saluti:)

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